Qualcosa di rosso, fuori e dentro di noi. Auguri.

Qualcosa di rosso, fuori e dentro di noi. Auguri.

MONDO – È stato un anno difficile per molti, o semplicemente meno facile, ma ha avuto sprazzi di energia positiva colti nella rinascita culturale e creativa che aleggia nel nostro quotidiano. Ecco il mio augurio per tutti voi, sempre, ed obbligatoriamente, con qualcosa di rosso!

Se si nomina il colore rosso nella moda viene sempre associato (ahimè) solo ad uno stilista italiano, ma il cui orgoglio di certo italiano non è. Invece le gradazioni purpuree emergono dai designer spagnoli come francesi, nello street style così come nelle belle sfilate dell’haute couture. Qualcosa di rosso può essere un gioiello sfarzoso, ma anche la luce di una pietra che vibra dal suo profondo.
Qualcosa di rosso illumina sempre un sandalo o una scollatura, ancor più la lingerie ora che ci si avvicina alla fatidica notte di fine anno. È una sorpresa sexy quando qualcosa di rosso emerge in un ricco pizzo o macramè, ma quando colora il sorriso di una donna si materializza nella sensualità più vivace.
Qualcosa di rosso spesso è la provocazione, è il peccato originale, ma è anche il fluido che scorre nelle nostre vene, che ci dà vita e ci fa respirare a pieni polmoni.

Quanta vita c’è in ognuno di noi? Il fluire del sangue spesso non rappresenta nulla se non batte al ritmo del nostro cuore, sempre troppo compresso o, al contrario, anestetizzato.
Seguo le orme di una pista senza traguardo. Lo sguardo fisso all’orizzonte. Ecco ancora qualcosa di rosso nel tramonto della speranza. Ma non so perché i tramonti mi hanno sempre messo un’eterna tristezza. Sarà perché il sole volge al termine, sarà perché non sempre s’intravede il sereno dietro il colore vivo dell’imbrunire.

Rosso 1

È stato un anno pieno di rosso, spesso anche violento, e non solo con le donne. Qualcosa di rosso ha segnato un fil rouge di stragi e vendette, ma ha anche poi ravvivato i nostri cuori con l’entusiasmo dell’innocenza.
Qualcosa di rosso cardinalizio, così come quello di un papato anticonformista, in un mondo che si allontana sempre più dalle regole e che non riconosce più i padri, e che ci lascia allo sbaraglio di un dialogo fraterno, ma debole e impotente.

È incredibile quante volte nei miei viaggi ho incontrato qualcosa di rosso: una scultura, una bandiera, un ponte, un’opera. Ho intrapreso strade segnate dal pericolo, così come altre invitanti nel loro profumo ammaliante. Ho indossato qualcosa di rosso, così come ho bevuto qualcosa di rosso fino ad ordinare e mangiare prelibati piatti di chef stellati che illuminavano con qualcosa di rosso le variopinte pietanze. Piatti più simili ad un quadro di Kandisky che ad una creazione di perfetto mix di prodotti della nostra terra. Piatti in cui emergeva imponente una bellezza prevaricatrice, dove il gusto ed il sapore spesso erano soppiantati dalla sorpresa che pizzicava le papille gustative in un attimo fuggente, non ripetibile, come uno sguardo innamorato.

Rosso 2

Qualcosa di rosso dovrebbe colorare le nostre tavole, e non solo a Natale. Qualcosa di rosso dovrebbe colorare la nostra lingerie, e non solo a capodanno, per darci fiducia ed energia, anche quando rientriamo stanchi e la forza di spogliarci scompare totalmente, fino a quando abbandonandosi in un pigiama troppo caldo e troppo spesso, non dimentichiamo anche la nostra vitalità di un tempo.

Qualcosa di rosso dovrebbe colorare il nostro maquillage, ma non solo con un bel rossetto accesso, o con uno smalto rosso lacca. Dovremmo indossarlo così come averlo nei nostri arredi, o ancor meglio nella tappezzeria, e perché no su una bella parete dove spicca a contrasto un bel camino bianco.

Qualcosa di rosso dovrebbe colorare i nostri calendari e le nostre parole, i giorni che scorrono lenti e quelli troppo veloci ed inafferrabili. Qualcosa di rosso dev’essere la nostra fotografia, di oggi che già volge al domani. Della fiducia e dell’energia che batte come i rintocchi dell’orologio, precisa e puntuale.

Rosso 3

È questo il mio augurio per l’anno nuovo. Di portare sempre qualcosa di rosso dentro, fuori, o intorno a voi. Di emergere con energia, con luce e fantasia.
Il nuovo anno è alle porte e, fate come me, ogni momento che vivete con qualcosa di rosso che colora la vostra giornata, fotografatelo.
Io l’ho fatto.
E ci sono salita.
Per correre veloce.
Perché voglio un motore rombante dentro me per ricordarmi, passo dopo passo, che solo un semaforo inesorabilmente rosso mi fermerà, ma la strada è lunga, e l’orizzonte ancora lontano.

Rosso 4

Buon viaggio in questo nuovo anno, che vi porti fortuna.

photo cover by Amanda Soccali copyright

scattata nel reportage a Napoli di Giuliana D’Urso

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

9 Responses to "Qualcosa di rosso, fuori e dentro di noi. Auguri."

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto Cantoni   30 dicembre 2017 at 17:30

    Bel pezzo. Purtroppo il rosso non è il mio colore. Dopo un po’ mi irrita. Quindi per me un anno col rosso dominante significa sfiga. Non posso quindi seguire il tuo consiglio. Però ammetto che se ben portato e distribuito è un colore che trasmette energia.

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   30 dicembre 2017 at 21:33

      Si è vero Lamberto anche io non amo il total RED look (a parte per la magica the woman in red) ma qualcosa di rosso lo adoro e devo dire che spesso ti ho visto indossare dei meravigliosi robe manteau tra i cui colori spiccava anche qualche traccia di rosso lacca… e allora che sia!

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  2. Nicoletta Gandolfi
    Nicoletta Gandolfi   30 dicembre 2017 at 18:34

    Bell’articolo Fabiola..tocchi tanti aspetti anche antitetici tra loro..
    Donna energica..a presto!

    Rispondi
    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   30 dicembre 2017 at 21:34

      Si Nicoletta è proprio la legge dei contrasti che mi affascina sempre! Grazie e ancora auguri a tutti!

      Rispondi
  3. Carmen Bartolone
    Carmen Bartolone   31 dicembre 2017 at 06:58

    Complimenti… bella idea e bell’articolo…
    Il rosso può anche essere poesia e ce lo hai dimostrato!!

    Auguri di Buon Anno!

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  4. Carmen Bartolone
    Carmen Bartolone   31 dicembre 2017 at 07:05

    ..e Bellissime le foto di Amanda dell’articolo di Giuliana D’Urso!

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  5. Giulia Chellini
    Giulia Chellini   31 dicembre 2017 at 12:42

    Che parole piene di energia! E non è solo merito del rosso… Il rosso ha sempre catturato la mia attenzione ma non è mai entrato del tutto nelle mie abitudini; leggendo e vedendo queste belle foto mi viene voglia di lasciargli più spazio. E non poteva esserci augurio migliore dell’avere (e trovare) sempre dentro di sè un motore rombante di energia e luce per correre con entusiasmo lungo le nostre tortuose strade! Tanti cari auguri anche a te Fabiola e speriamo di brindare presto nel nuovo anno!

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  6. Stefano Maria Pantano
    Stefano Maria pantano   31 dicembre 2017 at 14:06

    Posso e vorrei dire, sinceramente lontano da una piaggeria che non mi è mai appartenuta, che articoli di questo tipo si lasciano leggere d’un fiato con vero piacere, mantenendo un gusto e un sano equilibrio fra una giusta leggerezza e l’ampiezza del ventaglio in cui di apre la riflessione su un colore e quindi su un tempo particolare quale è il 31 dicembre di ogni anno. Toccare tante ottave diverse di una stessa nota con la struttura formale di una buona orazione antica, evitando volutamente l’impelagarsi in complessità erudite alla Pilippe Daverio in cui il tema potrebbe rischiare di portarci, è evidente prova di chi maneggia con padronanza un mestiere difficile e in via d’estinzione qual è quello della scrittura.
    A voi tutti un buon Capodanno per un 2018 sotto i migliori auspici.

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   6 gennaio 2018 at 14:52

      Grazie Stefano delle tue parole. Mi piace quando scrivi “Toccare tante ottave diverse” era forse quello che desideravo di più scrivendo. Usare più corde, variare i suoni come su un pentagramma, perché le emozioni si sa, sono infinite, almeno quanto lo sono i suoni della musica tutta.

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