Resonant Horses, di Aluei: un viaggio tra i confini della musica

Resonant Horses, di Aluei: un viaggio tra i confini della musica

ITALIA – Resonant Horses, Cavalli Risonanti: è questo il titolo del nuovo album di Aluei, inciso con l’etichetta discografica GDM Music. Lo sciamano del Sound Glocal torna con nuovi, suggestivi componimenti.

La scorsa estate, il musicista polistrumentale Louis Siciliano, in arte Aluei, ha fatto ballare il centro storico di Napoli in occasione della decima edizione del Napoli Strit Festival, una rassegna culturale – cui hanno preso parte duemila artisti di caratura internazionale – per mezzo della quale la musica scende in strada, calandosi nella realtà dei vicoli, della gente, della ammuina, e così creando una rete, una colleganza umana.

Aluei, autore di colonne sonore e di canzoni, ha intanto lavorato al suo nuovo album: Resonant Horses. Cavalli Risonanti, un titolo che evoca alla mente, all’immaginazione, l’idea di una forza vibrante, di una forza vigorosa, come la vita quando molla le briglie e si lancia in corsa. Per la sua realizzazione, lo sciamano del Sound Glocal si è ispirato alle sculture dell’artista Stefano Conticelli, al cui talento creativo si deve la copertina di questo nuovo lavoro discografico.

Aluei
Copertina di Resonant Horses, a cura di Stefano Conticelli. Dalla pagina Facebook di Aluei

Nell’album sono contenuti due affreschi sonori di grandi dimensioni, rispettivamente 15 e 23 minuti. Resonant Horses – che dà il titolo all’intero album – e Gypsy Journey sono le due composizioni in oggetto e si sviluppano intorno al suono della tromba di Aluei. Una tromba arcaica che ricorda, a tratti, il canto delle balene, del duduk armeno e dello shehnai indiano ma anche suoni elettrici, sperimentali e più all’avanguardia: Louis Siciliano ci accompagna in un viaggio tra diversi generi musicali che non mancherà di destare, in noi, stupore ed emozioni.

“Sono cresciuto con l’idea che siamo tutti ospiti su questo pianeta. Ho sempre creduto che noi esseri umani siamo una sola famiglia, una sola entità nella molteplicità della ricchezza della diversità. Ho molti amici africani, indiani, cinesi, giapponesi, europei, latinoamericani. Per me la diversità culturale è una ricchezza enorme. Più siamo diversi e più ricchi saremo su questo pianeta. Uniti nella diversità. Il cuore e l’anima sono uguali per tutti, non è retorica affermare che siamo tutti fratelli e sorelle. La musica è la prova chiara che siamo parte di una rete cosmica che ci lega a una sola energia: l’amore. Non stancarti mai di amare e sognare! Il mondo può e deve cambiare in meglio. Se lo vogliamo, tutto è possibile. Il compito dei musicisti e degli artisti è quello di unire, di unire tutti gli esseri senzienti di questo pianeta con gioia e determinazione. Senza paura e con un sorriso, nella compassione, nella pace e nel rispetto per tutti. Un mondo più gioioso e in armonia è possibile” scrive Aluei, confermando la profonda aderenza dell’uomo all’artista, e perciò all’arte che da lui nasce e che egli concepisce come mezzo di unione. La parola compassione è una parola che ricorre spesso nel linguaggio di Aluei. Vuol dire, letteralmente, “sentire con passione, sentire con empatia”, avvicinarsi all’altro con partecipazione autentica, generosa, facendo mie le sue gioie e i suoi dolori.

Resonant Horses è stato registrato in solitudine, nello studio del produttore Pasquale Minieri (Canzoniere del Lazio, Demetrio Stratos, Baglioni, Elisa). Si tratta di un album intimo, capace di traslare, chi lo ascolta, in una dimensione di evasione dalla quotidianità che, troppo spesso, ci fagocita. Non è un caso che la musica di Aluei sia stata capace di conquistare, fin da subito, un posto tutto suo nell’Empireo della musica strumentale mondiale, vantando la stima e il supporto di una leggenda del Jazz come il grande Wayne Shorter.

Perciò chiudete gli occhi e ascoltate.

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Antonia Storace

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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