Ritrovarsi a Parigi: un libro non solo romantico

Ritrovarsi a Parigi: un libro non solo romantico

ITALIA – Dopo il successo di Dimenticando Santorini, la scrittrice Marta Lock torna in libreria con Ritrovarsi a Parigi, vincitore di tre premi letterari: una storia d’amore che passa attraverso la scoperta di se stessi e dell’altro.

Ritrovarsi a Parigi, di Marta Lock, mi ha obbligata, fin da subito, a riflettere su quanto, molto spesso, crediamo amore cose che dall’amore sono lontanissime. Comprendiamo la differenza il giorno in cui incontriamo la sola persona alla quale apparteniamo veramente: come uno spartiacque, come una separazione, un tempo prima e un tempo dopo quell’incontro.

“Era come se in lei ci fossero due persone: la bambina che non aveva mai metabolizzato la mancanza di amore del papà e che, conquistando il cuore di un ragazzo, dimostrava a se stessa di avere qualcuno che l’amasse; dall’altro la ragazza spirito libero che non voleva dipendere da niente e da nessuno per non rischiare di trovarsi abbandonata da un momento all’altro come era successo a sua madre”. Lizzy, la protagonista di Ritrovarsi a Parigi, è così: fragile e selvaggia, risoluta eppure in lotta con i suoi fantasmi, pragmatica ma sempre in fuga. Non sa stare dentro la quotidianità, dentro la condivisione degli spazi – fisici ed emotivi – che una relazione adulta implica e perciò, quando sente la pressione incalzare oltre il limite di guardia, mette in moto un meccanismo di difesa collaudato negli anni, una tecnica pittoresca ma risolutiva, per mezzo della quale sgombra il campo dall’invasione nemica: scappa. Scappa dall’altro, ma prima ancora da se stessa, dalla sua storia di bambina cresciuta troppo in fretta, da certe battaglie insolute che, presto o tardi, ci chiamano al fronte: Tom, il padre di Lizzy, all’indomani della nascita di sua figlia, parte per lavoro senza più tornare, spaventato dalla responsabilità che quella creatura comporta. Lizzy viene tirata su dalla madre e dai nonni amatissimi, ma da quel padre “fuggitivo” sembra ereditare il talento al ripiegamento, alla diserzione. Così, dopo la fine della storia con Robert, decide di lasciare Londra e trasferirsi a Parigi, dove vive nonno Bruno: dapprima inconsapevolmente, Lizzy comincia un viaggio a ritroso nel tempo, affondando le mani nelle radici di un passato familiare – di cui, fino a quel momento, conosceva solo una versione parziale, frammentaria – che l’ha determinata come donna più di quanto immagini. Di questa determinazione prende coscienza solo il giorno in cui incontra Yannik: gli equilibri austeri, incurvabili, che aveva costruito dentro e fuori di sé cominciano a franare, smontandosi via via come un giocattolo per bambini quando smette di funzionare.

Ritrovarsi a Parigi è un libro romantico. Se dovessi scegliere un aggettivo solo, per definirlo, userei certamente questo: romantico. Di un romanticismo concreto, pertinacecome una tensione interna, generata dall’amore quando è amore, che ci ispira al superamento dei confini e permette alla nostra natura più intima di sbocciare, di chiamarsi alla luce. In fondo l’amore dovrebbe fare proprio questo: renderci migliori, non soltanto felici. E Marta Lock, in Ritrovarsi a Parigi, lo spiega benissimo, con fluidità, con chiarezza evidente, raccontando dell’amore come un sentimento più grande, declinabile in molte forme: l’amore per i nonni, ad esempio, per quel pezzo della nostra storia che così saggiamente rappresentano, capace di legare, senza soluzione di continuità, tre generazioni diverse; l’amore per un progetto comune, per una vittoria condivisa; l’amore per se stessi, che è la base di ogni costruzione solida, proiettata verso l’alto.

Ritrovarsi a Parigi
Marta Lock. Foto di Nunzio Foti

NOTE BIOGRAFICHE

Marta Lock è romanziera, aforista, saggista, critica d’arte e recensionista. Ha una sua rubrica personale, L’Attimo Fuggente sul sito www.martalock.net, Ha pubblicato sette romanzi, Notte Tunisina del 2011, Quell’anno a Cuba nel 2012. Ritrovarsi a Parigi, è la sua terza opera, pubblicata nel 2013, ha vinto tre premi letterari nel corso del 2014. Miami Diaries, è il suo quarto romanzo uscito a marzo 2014, vince due premi. Nel 2015 pubblica la raccolta Pensieri per l’Arte dove associa 150 opere di pittori contemporanei ai suoi aforismi. Nel giugno del 2015 le viene conferito il Premio alla Cultura a Galatone Arte 2015, a settembre dello stesso anno esce la sua quinta opera, La sabbia del Messico. Nel mese di febbraio 2016 pubblica il suo primo saggio, Ricomincia da te che nel novembre 2018 viene consigliato dall’Università Niccolò Cusano, sede di Potenza. A marzo 2017 esce il suo sesto romanzo, Dimenticando Santorini. Ha una rubrica L’Angolo di Marta Lock su L’Opinionista, in cui recensisce grandi mostre, arte, cultura, letteratura, lifestyle e talenti di ogni settore creativo. Dal mese di aprile 2018 inizia a collaborare come autrice per Edizioni Intimità.

Per guardare il Book Trailer di Ritrovarsi a Parigi ecco il link.

E se voleste fare o farvi un regalo, trovate l’opera qui.

Ritrovarsi a Parigi

Se la lettura di questo romanzo vi avrà stimolato ulteriormente il desiderio di andare a Parigi, per conoscere aspetti più unici e originali di una delle città più note e romantiche al mondo, vi consigliamo di leggere i nostri consigli per visitarla in questo articolo e foto di Marianne Bargiotti.

La foto in homepage è di Marianne Bargiotti copyright.

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Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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