Dogman a Venezia 80: il nuovo film di Luc Besson

Dogman a Venezia 80: il nuovo film di Luc Besson

VENEZIA – Commovente, crudo, emozionante. Dogman, l’ultimo film del regista francese Luc Besson, sembra aver già fatto centro al Festival del Cinema lagunare 2023

Dogman a Venezia 80 ha entusiasmato il pubblico che gli ha tributato un applauso convinto e scrosciante e si propone come il primo, serio candidato al Leone d’Oro della Mostra del Cinema. Besson ha scritto, diretto e prodotto il film che uscirà nei cinema il 5 ottobre. “Ovunque ci sia un infelice, Dio invia un cane”, così comincia la pellicola, con un’epigrafe di Alphonse de Lamartine. Dogman” ricorda i lavori più cupi e affascinanti di Besson, come “Leon”, “Le Grand Bleu”, “Nikita” e “Subway.

Dogman a Venezia 80: Trama

Un uomo viene arrestato mentre è alla guida di un camion carico di cani. Una poliziotta lo interroga e cosi scopriamo la storia di Douglas, interpretato da uno straordinario Caleb Landry Jones. Ripercorriamo la vita di questo bambino del New Jersey, che viene chiuso per anni nella gabbia dei cani dal padre violento. Mentre Douglas cresce in quella gabbia, i cani aumentano e l’unico appiglio con il mondo esterno, sono le riviste lasciategli dalla madre.

Un giorno il padre gli spara. Ma Douglas si salverà, proprio grazie all’amore per i suoi cani. Una trama perfetta per il cinema di Besson che nasce dalla lettura di un articolo di giornale. E bastato questo spunto e Besson si è messo a scrivere di getto, alle 5 del mattino, come fa da quando aveva 16 anni. Inventare storie lo fa sentire vivo e libero. Lo ha fatto anche questa volta, identificandosi in quel ragazzino, interrogandolo: cosa farà chiuso in quella gabbia? Diventerà un terrorista o un santo?

Cosi racconta il regista: Due mesi dopo avevo la prima stesura. Mi sono fermato. Ho aspettato, come faccio sempre. Poi l’ho riletta. Non era male. L’ho fatta leggere a Virginie, che da 10 anni è la mia compagna e produttrice. Ha detto: possiamo fare il film. Besson ha trovato l’attore giusto e ha vinto la sfida di lavorare sul set con più di 70 cani e 25 addestratori.

Chi è Luc Besson

Ma chi è Luc Besson e da dove nasce il suo cinema? “Sono stato un bimbo povero e appartato, solo la fantasia mi teneva compagnia. Qualche volta dal nulla si riesce, in qualche modo, a costruire qualcosa. Ed è bello che possa succedere”. Così si raccontava in un’intervista Besson. Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, è riuscito a lasciare un segno indelebile nel cinema contemporaneo, spaziando dalla fantascienza, alla commedia, al dramma. I suoi genitori erano istruttori subacquei e lui è cresciuto in Jugoslavia e Grecia, tra spiagge, rocce e sole, facendo correre la fantasia. Cosi nasce la passione per la scrittura e la fotografia. A 19 anni si trasferisce ad Hollywood per imparare le tecniche del cinema americano, un’esperienza fondamentale.

L’esordio da regista a 24 anni, nel corto di fantascienza Le Dernier combat ambientato in una Parigi distrutta da una catastrofe nucleare. Besson dimostra subito di saper miscelare la spettacolarità hollywoodiana al miglior cinema europeo. Nel 1985 gira Subway con Christopher Lambert e Isabelle Adjani, storia d’amore ambientata nei cunicoli della metropolitana. Nel 1988 rende omaggio al suo grande amore per gli abissi marini con “Il Grande Blu”.

Luc Besson Venezia 80 foto di Gianluca Minchillo

Gli anni novanta sono segnati da tre grandi successi: Nikita“, interpretato da Anne Parillaud (ex moglie di Besson da cui ha avuto una figlia) e Jean Reno. E’ la storia di un ex tossicomane che viene trasformata dai servizi segreti francesi in un killer spietato e infallibile; “Leon” che racconta la strana storia d’amore tra un killer solitario e una dodicenne; “Il quinto elemento”, il più costoso film mai realizzato in Francia, ambientato a New York nel 2259 protagonista un tassista. Seguono altri film come Taxxi, Kiss of The Dragon, Valerian e la città dei mille pianeti, “Arthur e il popolo dei Minimei con cui si dedica anche all’animazione.

Dal 2004 è sposato con la produttrice Virginie Silla, da cui ha avuto due bambini. Lo stile di Besson è vicino a quello della pubblicità, intriso talvolta di un eccesso di virtuosismo tecnico e formale per cui è stato anche criticato. Adesso con “Dogmana Venezia 80, Besson sembra aver raggiunto una nuova maturità, equilibrio e forza espressiva e afferma: “I miracoli non esistono. Esiste solo lavorare sodo, in team, riuscendo a tenere quello che funziona e tagliare il resto. Quello che ho imparato è che due sole cose ci salvano: l’amore e l’arte, certamente non i soldi. Se riesci poi ad avere amore e anche arte, allora sei davvero fortunato…. 

Alex D'Alessandro

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