Como-Roma: stavolta quasi ci speravamo

Como-Roma: stavolta quasi ci speravamo

ITALIA – La Roma perde ancora una volta in trasferta e non riesce a migliorare la propria classifica. Allo stadio Sinigaglia di Como finisce 2-0 per i padroni di casa. La squadra di Ranieri non riesce a dare continuità alle vittorie con Lecce e Braga e la classifica piange a due punti dalla zona retrocessione. 

Galeotto fu “Quel ramo de lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti.Sir Claudio Ranieri non si aspettava certo di tornare da Como con una sconfitta per 2-0 subendo entrambe le reti nei minuti di recupero, ma è successo. Inutile dire che serve una scossa, anacronistico, e forse vano, lo sfogo telefonico dei Friedkin con la dirigenza al fischio finale. A gennaio, almeno da quanto filtra, potrebbe essere rivoluzione. Di nuovo, dopo che in estate la Roma ha cambiato più di una decina di calciatori rispetto alla stagione precedente. Intanto, però, da qui all’inizio del calciomercato invernale, il campionato non aspetterà i giallorossi che, con Mister Ranieri chiamato all’ennesima impresa della sua illustre carriera, dovranno raccogliere più punti possibili.

Como-Roma: cosa non ha funzionato

La Roma fin dall’inizio prova a mantenere il baricentro alto in cerca del disturbo della manovra del Como, ciò che non funziona è la fase di costruzione. Un possesso palla prevedibile, talvolta lento e macchinoso. Questo nonostante la presenza di Le Fee (che sostituisce il febbricitante Paredes accanto a Koné), rispolverato da Ranieri per l’occasione vista la necessità di distribuire palla e verticalizzare. L’ex Rennes, seppur con qualche buono spunto, eccede troppo nel portare palla. La squadra capitolina cerca spesso il cambio di gioco da una fascia all’altra, soprattutto dal lato di Angelino che serve diversi palloni in area dove, però, non c’è mai nessuno a goderne.

Como-Roma, foto presa da X

Dall’altro lato Abdulhamid fa il possibile, ma il Como è bravo a non lasciargli campo a disposizione facendo faticare l’esterno saudita. I ragazzi di Fabregas esercitano una prima pressione con Strefezza, Nico Paz, Fadera e l’ex Belotti e, come detto, la circolazione palla della Roma è fin troppo lenta e prevedibile. Il tridente offensivo composto da Saelemaekers, El Shaarawy e Dybala, al contrario delle ultime due gare, balbetta in termini di connessioni di gioco reciproche.

La seconda frazione di gioco

Nel secondo tempo, Ranieri decide di mettere dentro Dovbyk al posto di El Shaarawy proprio per provare a sfruttare “quelle palle” messe in area da Angelino e non solo. Il problema è che “quelle palle” non arrivano più e soprattutto l’ucraino è lontano parente del giocatore visto al Girona lo scorso anno. A circa metà della ripresa il mister fa altri cambi: fuori Abdulhamid, Saelemaekers e Le Fee e dentro rispettivamente Mancini, Pellegrini e Pisilli.

Como-Roma, foto presa da X

La situazione non cambia in meglio, anzi. Pisilli prova a dare dinamicità al reparto, ma non riesce ad essere utile in occasione del primo gol del Como, poi Pellegrini propizia la seconda rete lariana con un passaggio sbagliato. Dall’altra panchina, Fabregas mette dentro Gabrielloni e Sergi Roberto. Il primo sigla il gol del vantaggio, il suo primo in Serie A, l’ex Barcellona invece porta esperienza e organizzazione in campo.

Como-Roma è letale: non si scherza più

Con Como-Roma, i capitolini arrivano a 16 punti dopo 16 partite di Serie A. La Roma ha soltanto 2 punti di vantaggio sul Cagliari che guida la zona retrocessione dal 18esimo posto. L’atteggiamento dei giocatori, con l’arrivo di Ranieri, sembrava essere cambiato in positivo, soprattutto dopo le vittorie convincenti contro Lecce e Braga. I fantasmi, però, a quanto pare, non sono stati cacciati, forse sono semplicemente stati messi a tacere in qualche luogo buio e polveroso di Trigoria pronti a riemergere nel momento meno opportuno.

Claudio Ranieri, AS Roma

Como-Roma sarebbe dovuto essere il punto di svolta, la terza vittoria consecutiva per una Roma ritrovata e sulla via della guarigione. Non tanto per tornare a sognare un posto in Europa, quanto per condurre un campionato tranquillo e al sicuro dalle zone nefaste del tabellone. Invece, con estremo rammarico e intrisi da una delusione nell’animo, i romanisti e lo stesso mister Ranieri, sono rimasti sorpresi, in negativo, dall’ennesimo calo mentale e fisico di una squadra che non vuole essere salvata e che soprattutto, da sola, sembra proprio non riuscire a salvarsi.

Stefano Gentili

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