VITERBO – Non solo un evento natalizio, ma un progetto culturale e turistico di ampio respiro. Natale al Castello sta portando Soriano nel Cimino oltre i confini locali, attirando famiglie e visitatori da tutta la Tuscia e non solo. Ne abbiamo parlato con il presidente della Pro Loco, che racconta visione, numeri e futuro di un’iniziativa che mette al centro comunità, identità e accoglienza.
Per il presidente della Pro Loco di Soriano nel Cimino è importante chiarirlo subito: Natale al Castello non è un punto di arrivo.
«È esattamente il contrario di un punto di arrivo. Natale al Castello è un punto di partenza», spiega.
Un progetto che dimostra come Soriano nel Cimino possa proporsi non come evento spot, ma come realtà turistica e culturale strutturata. I numeri lo confermano: famiglie, bambini e soprattutto tantissimi visitatori arrivati da fuori paese.
«Questo significa che il “prodotto Soriano” ha superato i confini locali ed è stato riconosciuto, apprezzato, scelto», sottolinea il presidente.

Soriano parla a un territorio più ampio
Il successo di Natale al Castello segna anche un cambio di prospettiva. Soriano nel Cimino non parla più solo a se stessa.
«Sta parlando a un territorio più ampio», afferma il presidente, spiegando come l’iniziativa abbia dimostrato che il borgo può essere destinazione e non solo cornice.
Una destinazione capace di unire bellezza, accoglienza, contenuti e identità. «È un segnale forte, e per noi molto chiaro», aggiunge, guardando già alle prossime sfide.

Il successo nasce dal lavoro di squadra
Uno degli elementi decisivi del progetto è stato il coinvolgimento del territorio.
«Questo successo nasce da un lavoro corale», spiega il presidente.
Associazioni locali, Pro Loco e Comune hanno collaborato per costruire un mese intero di iniziative, partite il 7 dicembre e in programma fino al 6 gennaio 2026, con l’arrivo della Befana.
«Non parliamo di un singolo evento, ma di un progetto condiviso. Ed è questo che fa la differenza».

Bambini e famiglie al centro del Natale al Castello
La scelta di puntare sui più piccoli è stata intenzionale.
«Natale al Castello mette i bambini al centro, e di conseguenza le famiglie», ribadisce il presidente.
Le attività principali sono tutte gratuite: laboratori creativi, musica, arte, animazione, trucca bimbi. Non mancano la Casa di Babbo Natale, l’Ufficio Postale per le letterine e i giochi di legno e di una volta.
«È un Natale che punta sulla meraviglia semplice, sulla riscoperta del tempo condiviso».
Il cibo come racconto della Tuscia
Anche l’offerta gastronomica ha un ruolo centrale.
«Il cibo qui non è solo ristoro, è memoria, racconto, appartenenza», spiega il presidente.
Lo spazio food, curato dalle associazioni locali, propone i dolci natalizi tipici, le caldarroste – simbolo di Soriano – e prodotti identitari come le famosissime sutrine, rafforzando il legame con la tradizione della Tuscia.

Artigianato e saper fare valorizzano l’identità
Accanto alle attività per famiglie, Natale al Castello dà spazio anche alla creatività.
«Non sono semplici bancarelle», chiarisce il presidente parlando dei mercatini dell’artigianato.
Gli espositori selezionati raccontano il lavoro manuale, le piccole produzioni e gli oggetti che hanno una storia, contribuendo a rendere l’esperienza più autentica e coerente con l’identità del territorio.
Il vero significato di Natale al Castello
Riassumere lo spirito dell’iniziativa è semplice.
«È una festa che celebra il Natale, certo, ma soprattutto celebra lo stare insieme. Il saper stare insieme».
Associazioni, cittadini, famiglie e visitatori diventano parte di un unico racconto: «È questo il valore più grande del progetto, ed è da qui che vogliamo continuare a costruire il futuro di Soriano».

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