Manolo Blahník viaggio onirico in The Art of Shoes

Manolo Blahník viaggio onirico in The Art of Shoes

MILANO – Attraverso le parole di Manolo Blahník, e dei curatori ed organizzatori della mostra, vi raccontiamo qui The Art of Shoes, vista in anteprima per voi.

Manolo Blahník
Manolo Blahník mentre firma l’autografo con dedica sulla mia cartella stampa

Il 26 gennaio apre al pubblico, nelle Sale museali di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, la mostra “MANOLO BLAHNÍK. The Art of Shoes”. Siamo stati alla conferenza stampa ed abbiamo raccolto le testimonianze degli organizzatori e del protagonista che vi riportiamo qui per intero.

Manoko Blahnik entra in sala con un completo giacca e pantaloni dello stesso colore della locandina, ma di un rosa più tenue. Si mostra subito disponibile con l’affollata platea di giornalisti che lo attende in sala stampa alla preview della mostra a lui dedicata.

Apre il dibattito Claudio A.M. Salsi, Direttore Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici ricordando che l’esposizione celebra 45 anni di carriera (anzi 46 anni precisa prontamente Manoko Blahnik….)!
“È una mostra che celebra il design, l’arte e la moda a palazzo Morando, Museo di costume, moda e immagine, in un contesto fertile grazie alla collezione storica dei musei civici milanesi. Qui infatti possiamo vantare la collezione delle calzature dal XVI  al XX secolo. In un’ottica di valorizzazione museale, mai sede espositiva sarebbe potuto essere più idonea: nel quadrilatero della moda sigilla un connubio perfetto tra arte e moda.
La mostra indaga sulla storia del pensiero creativo dell’attività del designer attraverso la storia del costume. La mostra The art of Shoes annovera 80 schizzi ed una selezione 212 modelli di scarpe. Siamo onorati di ospitare questo poliedrico artista nella capitale della Moda“.

La curatrice della mostra, Cristina Carrillo de Albornoz, racconta dell’operazione organizzativa: “Abbiamo impiegato più di due anni di intenso lavoro collaborando con Manoko Blahnik ed il suo team per realizzare questo progetto e renderlo armonioso e perfetto come ci auguriamo lo troverete anche voi. Ho sostenuto fortemente questo progetto e sono pienamente orgogliosa e soddisfatta della riuscita. Starà a voi giudicare però il risultato finale. Vi dico perché sono profondamente innamorata delle creazioni di questo designer. La calzatura di Manoko Blahnik è una creazione che ritrae senza nessuna cornice temporale, grazie alla sua declinazione cromatica ed in modo estremamente armonioso, il rapporto tra volume, forma e funzione. L’universo di Manoko Blahnik è rappresentato dall’artigianalità, qualità e bellezza che insieme contribuiscono a rendere questa armonica bellezza dall’equilibrio perfetto.
I 212 paia di scarpe esposti sono stati selezionati dalla sua collezione privata che annovera 30.000 modelli, partendo dalla prima creazione del 1971.

Il suo è un mondo onirico ma è la testimonianza che il sogno può diventare realtà. Blahnik ci dimostra che attraverso la creatività tutto è reso possibile.
Nell’esposizione volevamo raggiungere un bilanciamento perfetto tra l’arte del suo design e la creatività e magia delle calzature esposte.
Il titolo “The art of Shoes” può sembrare pretenzioso ma non lo è per due motivi: quando si parla di arte si parla anche di arte applicata e le calzature di Blahnik interpretano la classicità del rinascimento che lo caratterizza così tanto.
Secondo punto è rappresentato dalla forma delle calzature di Manoko Blahnik. Infatti la loro forma è una struttura architettonica, data da un’ispirazione di una corrente artistica e interprete di un pensiero trasversale e strutturale che coinvolge tutte le arti: dall’architettura al cinema.
Lui le studia sulla fisionomia della donna ma qui sono esposte come opere in un museo. Quindi spero che in questa mostra, dove le scarpe sono estrapolate dal loro contesto, si riesca a vederle come installazioni artistiche.
Il mio augurio è per i visitatori che nel visionare questa mostra diventino sognatori come lui.

Manolo Blahník 32

Questa esposizione anche nella sua leggerezza ci offre un sogno….farete una passeggiata onirica tra le sale di questa mostra…”

Chiara Buss, storica del costume, aggiunge “Le calzature che ho scelto sono selezionate ed esposte non in un confronto diretto con quelle contemporanee ma a dimostrazione che Manoko Blahnik si sia ispirato alla visione di un’arte del pensiero creativo.
Il suo successo è nella capacità di raggiungere la sintonia nel contrasto creando il vero dialogo tra loro.
Tra raso, seta e broccato le calzature, posizionate nelle diverse teche, risplendono per i ricami in oro, argento, cannette, biglie e strass ricche di incrostazione di luce. Il tacco è a stiletto. Qui passato, presente e futuro possono convivere. La caratteristica è sempre quella di bilanciare i vuoti e i pieni, bilanciare i colori come una sinfonia con ritmo. Il ritmo è il segreto della poesia, della musica e di tutto ciò che rende felici”.

Dopo queste bellissime presentazioni prende la parola il protagonista dell’evento, Manoko Blahnik, con un ringraziamento corale:
Milano è stata la mia casa. In Spagna ed altrove non hanno creduto in me fino a quando non ho incontrato qui Anna Piaggi. Lei e Milano tutta hanno scommesso e creduto in me.
Sono felice di essere qui ad inaugurare questa mostra che celebra, non solo i miei 46 anni di attività, ma il legame profondo che ho con questa città. A Milano ho potuto realizzare i miei sogni. Qui mi hanno dato fiducia e da qui è partito il mio successo internazionale. Tutto è stato possibile grazie anche a due grandi amiche, che non ci sono più, alle quali dedico questa mia mostra: Franca Sozzani che è stata un aiuto costante e fonte d’ispirazione così come Anna Piaggi che è stata per me una sorella, eccentrica ma di un intelligenza e gentilezza innata.
Purtroppo Milano, dopo la morte di Franca Sozzani e la Anna Piaggi non è più la stessa per me. È difficile per me sopportare questo vuoto…. “

Così, dopo questo omaggio alla città adottiva ed alle signore della Moda, Manoko Blahnik si è avviato con noi tra i saloni che accolgono la mostra delle sue opere.
Ve la descriviamo qui di seguito, anche con una ricchissima gallery fotografica, ma il mio consiglio è di non perdere occasione per andare a visitarla: avete tempo fino al 9 aprile prossimo.

Palazzo Morando è la sede deputata alla conservazione e alla valorizzazione del ricchissimo patrimonio di abiti e accessori antichi e moderni del Comune di Milano. La civica raccolta di calzature attualmente comprende circa 300 esemplari databili tra il XVI e il XX secolo: dalle scarpe rinascimentali ritrovate durante gli scavi intorno all’area del Castello Sforzesco di Milano, all’alta moda. La mostra si configura quindi come un’occasione di reciproca valorizzazione, tra l’oggetto antico musealizzato e le moderne creazioni dello stilista.

Prima esposizione in Italia dedicata all’iconico couturier spagnolo, nelle stanze della Pinacoteca e dell’appartamento Morando Attendolo Bolognini è in mostra una nutrita selezione di scarpe (212 modelli) e disegni (80) che coprono 45 anni di attività dello stilista.

La mostra è un’occasione irripetibile per ammirare le migliori creazioni calzaturiere, vere e proprie opere d’arte che proprio in Italia, nell’hinterland milanese, prendono forma in aziende che ancora portano avanti una vocazione artigianale. Ma non solo: l’esposizione intende raccontare ed evocare la profonda influenza che l’arte e la cultura italiana hanno avuto e hanno ancora oggi sullo stilista. Dalla scultura greco-romana al barocco, dal capolavoro di Luchino Visconti – Il Gattopardo – ai coralli di Sicilia, tutto questo e molto altro ancora si ritrovano nelle scarpe visionarie di Manolo Blahník.
Milano è stata scelta dallo stilista per il suo forte legame con l’Italia, patria dell’arte e dell’artigianato riconosciuti in tutto il mondo, e Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, proprio in virtù della sua stessa vocazione, è la cornice prestigiosa e ideale per ospitare questa mostra.

Manolo Blanhìk
Manolo Blanhìk durante un’intervista

Custoditi nell’archivio privato dello stilista che conta oltre 30.000 modelli, Manolo e la curatrice Cristina Carrillo de Albornoz hanno selezionato 212 scarpe e 80 disegni. Questi ultimi rappresentano una riflessione personale del lavoro del grande designer e attraverso la loro essenza rivelano le sue passioni, che sono la fonte della sua ispirazione: le espressioni artistiche quali l’architettura, l’arte, la letteratura e il cinema, la botanica, la cultura di paesi quali l’Italia, la Russia e la Spagna nonché la storia del XVIII secolo.

La mostra è divisa in sei sezioni che esaminano i temi costanti e ricorrenti della carriera di Manolo Blahník. La prima sezione, la più vasta, è intitolata Core in cui sono esposte le calzature dedicate a personaggi storici e contemporanei che hanno ispirato o avuto un ruolo importante nella vita di Blahník: da Alessandro Magno a Brigitte Bardot, sino a Anna Piaggi, leggendaria direttrice di Vogue Italia.
La seconda, Materiali, comprende una selezione di scarpe che illustrano l’attenzione per il dettaglio elaborato e la ricchezza di materiali e colori usati con maestria squisita. La terza sezione esamina la sua passione per l’arte e l’architettura e il modo in cui queste ispirano le sue “costruzioni”. La quarta sezione, Gala, espone una selezione delle scarpe più fantasiose dello stilista mettendo in evidenza la sua ironia e creatività: in questa sezione sono presenti le scarpe Marie Antoinette.
La quinta sezione è dedicata alla natura, al suo profondo amore per il mondo botanico, evidente fin dalla prima collezione.
Nell’ultima sezione sono esaminate le varie influenze geografiche e ambientali: qui sono i modelli ispirati a Spagna, Italia, Africa, Russia, Inghilterra e Giappone.

Il pubblico della mostra potrà immergersi nella vita straordinaria di Blahník grazie alle immagini esclusive che lo ritraggono al lavoro e grazie ai suoi disegni artistici.
In questa visione unica del “DNA del design” e del colorato  universo di Manolo Blahník, la mostra invita il pubblico a pensare la scarpa in modo diverso, al di là della moda e a considerarla come puro oggetto, fantasioso e dinamico: una forma d’arte con personalità propria e indipendente.
Oltre alle calzature di Manolo Blahník, nelle Sale museali del palazzo è esposto un piccolo nucleo di scarpe provenienti dalla collezione delle Civiche Raccolte Storiche selezionato da Chiara Buss, storica del costume e del tessuto. Non tanto un confronto, quanto una sorta di controcanto dove i modelli antichi convivono con le creazioni di Manolo, impreziosendosi a vicenda e, al contempo, rendendo chiaro il percorso creativo che ha caratterizzato l’evoluzione della calzatura nel corso di cinque secoli, dal Cinquecento sino ai primi anni Novecento.

L’esposizione è accompagnata dal catalogo firmato da Cristina Carrillo de Albornoz e pubblicato in edizione italiana Skira e in edizione inglese Rizzoli. Il volume raccoglie le conversazioni tra Manolo e la curatrice, attraverso un elenco dalla A alla Z guida il lettore alla scoperta delle motivazioni e passioni dello stilista.

Dopo Milano, la mostra approderà al Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo in quella Russia che è stata per Blahnik una fonte d’ispirazione costante; passerà poi al Museum Kampa di Praga nella Repubblica Ceca, patria del padre dell’artista; infine sarà ospitata al Museo Nacional de Artes Decorativas di Madrid, quale omaggio di Manolo Blanhík alla sua terra natale. Meta del 2018 sarà il prestigioso Bata Shoe Museum di Toronto, in Canada.

INFO: 

Dal 26 gennaio al 9 aprile 2017, le Sale museali di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine ospitano la mostra “MANOLO BLAHNÍK. The Art of Shoes” a cura di Cristina Carrillo de Albornoz, promossa da Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici, prodotta e organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con Manolo Blahník.

La mostra vede come sponsor tecnico Trenitalia, hotel partner Four Seasons ed è consigliata da Sky Arte HD.

MANOLO BLAHNÍK

Fabiola Cinque

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