World Press Photo 2020: le foto più scioccanti dell’anno al PalaExpo

World Press Photo 2020: le foto più scioccanti dell’anno al PalaExpo

ROMA – 139 le foto finaliste per un contest che, dal 1955, premia ogni anno i migliori fotografi professionisti, contribuendo ad impreziosire la storia del giornalismo visivo mondiale.

A volte le immagini hanno la capacità di raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione, a tal punto da trascendere ogni tipo di differenza culturale e linguistica. Se siete appassionati di fotografie, e siete a Roma in questo periodo, vi segnaliamo una rassegna imperdibile. Dal 16 giugno al 2 agosto, in concomitanza con la rassegna dedicata a Gianni Rodari e Gianfranco Munari (visitabili con lo stesso biglietto), va in scena a Palazzo delle Esposizioni la mostra World Press Photo 2020 che racchiude al suo interno le migliori fotografie dell’anno.

Foto di Nikita Teryoshin, Russia. Un uomo mette via un paio di lanciagranate anticarro durante la Mostra e conferenza internazionale sulla difesa ad Abu Dhabi.

Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo. Ogni anno, da più di 60 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata ad esprimersi su migliaia di domande di partecipazione inviate alla Fondazione World Press Photo di Amsterdam da fotogiornalisti provenienti da tutto il mondo.

NESSUNA FOTO SUL COVID NEL CONTEST MA AL PALAEXPO É IL COVID A FAR DA PADRONE

World Press Photo 2020 MyWhere
Foto di Alon Skuy, Sud Africa. Il ballerino Musa Motha balla con le stampelle dopo un allenamento a Johannesburg in Sud Africa. Musa era un giocatore di football ma all’età di 11 anni ha perso la gamba a causa di un osteosarcoma, un cancro che colpisce le ossa. Questo dramma non l’ha fermato. Musa ha continuato a seguire la sua passione, il ballo.

Due metri di spazio tra ogni fotografia, entrate contingentate, distanza di sicurezza, mascherine e presìdi obbligatori. Durante l’emergenza Covid-19 ai musei si entra così’. A Palazzo delle Esposizioni il clima è un po’ surreale. Gli addetti ai lavori cercano in tutti i modi di far rispettare le regole. C’è anche chi si lamenta: “Devo veramente indossare i guanti per uscire?”, ma c’è anche chi capisce: “Cerchiamo di dare una mano agli operatori, anche se le file per entrare sono abbastanza lunghe!”.

World Press Photo 2020 MyWhere
Foto di Olivier Papegnies. Il fotografo ritrae la squadra de Le Gazelles de Gouandè, una delle 16 squadre di calcio istituite nel Benin per offrire ai giovani un futuro nello sport.

In un contesto del genere ci si aspetterebbe che World Press Photo 2020 tratti quasi ed esclusivamente del Covid-19 ma come ci spiegano gli organizzatori “le foto sono relative all’anno solare e non agli ultimi mesi”.

Lo conferma anche uno dei fotografi in gara, l’italiano Fabio Bucciarelli che in questi mesi ha scattato numerose fotografie a Bergamo durante i mesi più drammatici per il New York Times.

WORLD PRESS PHOTO 2020: QUALI SONO LE FOTO MIGLIORI DELL’ANNO?

World Press PhoTO 2020 MYWHERE
Straight Voice, la foto dell’anno. (Photo by Yasuyoshi CHIBA / AFP)

Per questa 63° edizione, la giuria ha esaminato i lavori di 4.282 fotografi, provenienti da 125 paesi per un totale di 73.996 immagini. Sono arrivati in finale 44 fotografi, provenienti da 24 paesi.

Ma chi ha vinto? Il trionfo più luminoso è toccato a Yasuyoshi Chiba, giapponese, autore della foto Straight Voice. Lo scatto ritrae un giovane che, illuminato dai telefoni cellulari dei suoi compagni, recita poesie nel corso di una manifestazione di protesta che reclama un governo democratico per il Sudan, durante un blackout a Khartoum, il 19 giugno 2019.

A spiegare i motivi della vittoria è il presidente della giuria Lekgetho Makola: “Soprattutto in un tempo in cui c’è molta violenza e molti conflitti, è importante un’immagine che possa ispirare le persone. E qui vediamo questo giovane che non sta sparando, non lancia sassi, ma recita una poesia. Esprime un senso profondo di speranza”.

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Lee-Ann Olwage, Sudafrica Black Drag Magic – Portrait of a Drag Artist and Activist Sud Africa. Nella foto viene ritratta l’attivista e drag Belinda Qaqamba Ka-Fassie che si batte per l’espressione libera della cultura drag africana. L’obiettivo della fotografa era quello di aiutare la comunità LGBT a reclamare i propri diritti.

Ad aggiudicarsi il premio World Press Photo Story of the Year è stato Romain Laurendeau con Kho, The Genesis of Revolt. Kho, nel colloquiale arabo nordafricano, significa fratello. Il reportage racconta il profondo disagio della gioventù algerina che, sfidando le autorità, ha spinto il resto della popolazione a unirsi alla loro azione, dando vita al più grande movimento di protesta dell’Algeria degli ultimi decenni.

Tra i finalisti anche sei italiani: Fabio Bucciarelli, Luca Locatelli, Alessio Mamo (classificatosi secondo nella categoria “General News, foto singola”), Nicolò Filippo Rosso, Lorenzo Tugnoli e Daniele Volpe.

COSA RESTERA’ DI WORLD PRESS PHOTO 2020?

Il nostro Fabio Bucciarelli ritrae una rivolta in Cile. Il Paese Sud Americano è stato scosso negli ultimi mesi del 2019 dai maggiori disordini civili della sua storia recente.

Anche quest’anno, World Press Photo ha colpito nel segno, ed è riuscita nell’obiettivo di restituire e rendere visibile un mosaico tanto complesso da lasciare a volte sgomenti: quello di un’umanità globale. Tutti noi ci auguriamo che la mostra raggiunga più visitatori possibili, le foto sono davvero incredibili e rappresentano uno strumento di allargamento dello sguardo e di messa in discussione del proprio punto di vista, verso una dimensione di pluralità, di accoglienza della diversità, di apertura rispetto alle paure!

INFO UTILI SULLA MOSTRA

World Press Photo 2020 MyWhere
© Mulugeta Ayene, Etiopia, Associated Press Relative Mourns Flight ET 302 Crash Victim La parente di una vittima a bordo del Boeing 737 della compagnia Ethiopian Airlines, precipitato dopo il decollo fuori da Addis Adeba nel marzo 2019.

World Press Photo 2020: a Palazzo delle Esposizioni dal 16 giugno al 2 agosto

Orari e biglietti

Crediti foto in homepage; Steve Winter, National Geographic. La foto cerca di raccontare il dramma delle tigri in cattività negli Stati Uniti. In USA sono circa 10 mila le tigri in cattività. Sapete quante tigri selvatiche sono rimaste nel mondo? Circa 5000.

Nella gallery trovate il nostro racconto fotografico della presentazione della mostra avvenuta lunedì 15 giugno. 

Word Press Photo 2020: il percorso espositivo

Paolo Riggio

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