Quasi una premonizione: Migliore Direttore di Museo

Quasi una premonizione: Migliore Direttore di Museo

NAPOLI – Quasi una premonizione: avevo intervistato il Direttore del Museo MANN Paolo Giulierini esattamente un anno fa, e ora, è stato eletto da Artribune come Migliore Direttore di Museo nel 2018.

Avevo voluto intervistarlo, e non fu facile. Dopo i miei viaggi a Napoli (da turista e non più da residente) per scoprire le varie fermate della metropolitana in una incredibile passeggiata tra le Stazioni dell’Arte che mi portarono a percorrere itinerari originali nella vecchia partenope, più affascinante che mai, tra il museo d’arte contemporanea MADRE e il Museo Archeologico Nazionale MANN, chiesi di incontrarlo. Qui potete trovare la mia intervista a Paolo Giulierini. Furono diversi elementi che scatenarono la mia curiosità, tra cui l’esser toscano e di giovane età (Giulierini è nato a Cortona nel 1969, e si è laureato in archeologia a Firenze) dando vita alla prima domanda: “Da quando lei è alla direzione del Mann c’è stata una rivoluzione nel modo di gestire e di rilanciare il Museo. Com’è stata accolta questa nuova modalità di gestione da parte dei suoi collaboratori?”.

Quindi non poteva che farmi piacere che gli fosse riconosciuto il merito. E’ accaduto pochi giorni fa, all’alba del nuovo anno. Il 3 gennaio il MANN, dopo essere stato già premiato per l’anno 2017 da Artribune, come Migliore Museo italiano, per il 2018 Paolo Giulierini è stato proclamato Migliore Direttore di Museo.

Secondo Artribune, Giulierini è stato insignito della menzione perché “riattivare in chiave contemporanea l’antico è una sfida difficile ed importante, e il Direttore sta portando avanti con grande audacia un programma di modernizzazione, esemplare per istituzioni analoghe.  Inoltre Giulierini sta rendendo sempre più innovativa e fruibile la magnifica collezione del museo che dirige”.

Trovo che l’espressione “riattivare in chiave contemporanea l’antico” sia semplicemente, oltre che pertinente, ricca di poesia.
Artribune cita, altresì, il videogioco archeologico “Father and son”, realizzato dal MANN, come antesignano della ricerca effettuata dal team di Fabio Viola nell’ambito della valorizzazione dei beni culturali grazie alle nuove tecnologie.

Emozionato Paolo Giulierini, ha commentato: “Sono orgoglioso del lavoro svolto, portato innanzi con entusiasmo e dedizione: è un lavoro che premia non soltanto il Direttore, ma tutto lo staff del Museo, indispensabile punto di riferimento per questa straordinaria esperienza di gestione del mio, del nostro amatissimo MANN”.

Ed io aggiungerei che un premio doppio gli andrebbe dato per aver, sì diretto in modo magistrale uno dei più importanti musei italiani, ma ancor più per questo luogo d’arte che rappresenta la città di Napoli, con la sua storia millenaria troppo spesso dimenticata.

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

6 Responses to "Quasi una premonizione: Migliore Direttore di Museo"

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto Cantoni   5 Gennaio 2019 at 10:55

    Mi hai fatto venire la voglia di rivedere il Museo Archeologico. Spero di avere l’occasione dopo tanti anni di ritornare a Napoli. Sono curioso di sperimentare di persona le innovazioni di Giulierini.

    Rispondi
    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   5 Gennaio 2019 at 16:20

      Bene si merita, specie dalla primavera in poi che nel giardino del MANN organizzano anche conferenze, concerti e reading. Stupendi luoghi da vivere.

      Rispondi
  2. Antonia Storace   5 Gennaio 2019 at 11:55

    Ha fatto un lavoro immenso, ha promosso la cultura e la sua fruibilità con intelligenza, con innovazione, portando il MANN ad accogliere, nel 2018, oltre 600mila visitatori, confermando la sua identità di Museo Archeologico Nazionale di grandissima levatura attraverso la collaborazione con strutture museali di respiro mondiale e la realizzazione di rassegne artistiche imperdibili. Non si può che essere orgogliosi!

    Rispondi
    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   5 Gennaio 2019 at 16:23

      Assolutamente è così, ma alla base c’e una grandissima propensione al rischio, lodevole. La maggior parte delle mostre allestite al MANN sono stato frutto di scelte a dir poco “originali” che non in molti musei avrebbero acconsentito…

      Rispondi
  3. Antonio Bramclet
    Antonio   6 Gennaio 2019 at 09:28

    Napoli è veramente una città dai mille volti. Non immaginavo che potesse avere un museo così competitivo. La percezione comune è quella di una città fatalmente attratta dal caos, da un’asfissiante e incompetente burocrazia. I giornalisti qualche volta fanno dei danni. Però è una città che dovrebbe imparare a comunicarsi meglio. Con i tuoi articoli hai fatto un buon lavoro.

    Rispondi
  4. Andrea   6 Gennaio 2019 at 14:44

    sinceramente quello che mi stupisce è il videogioco archeologico “Father and son” realizzato dal MANN che citate nell’articolo…non ne so niente, mi ha molto incuriosito, mi documenterò. In ogni caso non è davvero facile promuovere l’arte antica, complimenti al direttore.

    Rispondi

Leave a Reply

Your email address will not be published.