ITALIA – Giorni di casting e di riflessioni per la famiglia Friedkin. La ricerca del nuovo allenatore è terminata con la più ovvia delle soluzioni: il ritorno a casa dell’icona romanista Sir Claudio Ranieri.
Claudio Ranieri torna a casa per salvare la Roma, come l’8 marzo del 2019: un mezzo deja vu. Dall’esonero di Ivan Juric, più o meno premeditato, i nomi fatti per il nuovo allenatore sono stati molteplici. Praticamente tutta la lista dei tecnici attualmente svincolati più qualche eccezione come Vincenzo Montella, che alla fine è rimasto saldo alla guida della Nazionale Turca con cui ha un contratto fino al Mondiale del 2026. Anche stavolta, però, c’è da dire che le stesse idee dei Friedkin non si sono rivelate essere poi così chiare.
Galeotto fu il casting
Dando per assodato che il ritorno di Ranieri non è mai stata la prima scelta, tra allenatori proposti e idee personali, la proprietà è apparsa poco decisa. Non c’è stato uno specifico allenatore su cui la società ha concentrato le proprie energie e risorse. Da un lato, Dan Friedkin avrebbe manifestato la volontà di scegliere l’allenatore personalmente come fatto con Mourinho, restando attratto da profili di respiro internazionale. Dall’altro, chi consiglia la famiglia texana, data la delicata situazione di classifica, avrebbe sottoposto alla loro attenzione la necessità di scegliere un allenatore con esperienza e conoscenza della Serie A.
Da qui i contatti con Roberto Mancini che ha dato la sua apertura, ma un accordo tra le parti non si è mai trovato. Nel frattempo diversi agenti ed intermediari hanno proposto i propri assistiti senza, però, ottenere particolari gradimenti. Per Sarri, invece, non ci sono stati contatti di alcun tipo e Allegri non è mai stato più di una dolceamara suggestione.

Dopo una serie di riflessioni, quindi, la scelta è ricaduta sulla soluzione più ovvia: il ritorno di un’icona giallorossa per portare un pò di tranquillità a tutto l’ambiente e per rimettere in piedi una squadra e una classifica che proprio non sono da Roma.
Sir Claudio Ranieri torna a casa (di nuovo)
Fino a poche ore prima di imbarcarsi per Londra per incontrasi con Dan Friedkin, Sir Claudio non era mai stato contattato dalla società. Il Mister non ci ha pensato due volte a prendere e volare verso la City. Come disse in occasione del suo secondo ritorno nella Capitale nel marzo 2019: “Quando la Roma chiama devo rispondere sì”.

Nell’incontro, in un noto hotel di lusso inglese, ci sarebbe stata anche una condivisione di idee su come poter migliorare la situazione della Roma, anche in chiave dirigenziale. Al momento, Ranieri torna a casa nei panni di allenatore, ma da quello che filtra il futuro potrebbe riservargli anche un posto dietro la scrivania. Sedia girevole e tazza di caffè che però, almeno fino a giugno 2025, aspetteranno.
Nessun mai ti amerà più di me
Da Testaccio, nel cuore della città eterna, facendo il giro d’Europa tra Inghilterra, Francia e Spagna per poi tornare ancora una volta a casa. Sir Claudio è vecchio stampo, come le cose belle e i valori di una volta, è innamorato come i tifosi della Curva Sud. Sir Claudio nel cervello ha soltanto la Roma, il suo cuore batte per lei e nessuno mai l’amerà più di lui.
Ieri, intercettato ai microfoni di ANSA, in aeroporto a Londra, prima di imbarcarsi per il ritorno a Fiumicino, Ranieri ha dichiarato: “Una bella gatta da pelare? Mi hanno chiamato per questo. Pronti! Arrivano i nostri!”

Una scelta, quella di puntare sul tecnico testaccino, che permette alla proprietà di studiare un piano d’azione per il futuro a partire dalla stagione 2025/2026: dall’allenatore, alla dirigenza passando per le intersecate trame del calciomercato che determinano il destino dei calciatori. Dopo Mourinho e De Rossi, ecco, quindi il terzo allenatore parafulmine dietro cui la famiglia Friedkin potrà trovare riparo nelle notti più tempestose. Nottate che, all’ombra del Colosseo, di questi tempi, hanno la necessità primaria di essere illuminate da un faro sicuro che indichi la via. E chi meglio di Sir Claudio Ranieri può riaccendere la luce?
Bentornato a casa mister, il più romanista degli in bocca al lupo.
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