Fabio Bussotti e la settima indagine del Commissario Bertone, con La Ragazza di Hopper

Fabio Bussotti e la settima indagine del Commissario Bertone, con La Ragazza di Hopper

ITALIA – La Ragazza di Hopper è il nuovo romanzo di Fabio Bussotti, edito da Mincione edizioni, che ci trasporta in una nuova indagine del Commissario molisano Bertone nel rione Esquilino della capitale.

L’autore Fabio Bussotti ci regala ancora una volta un nuovo quadro, La Ragazza di Hopper. Dopo Keats, Borges, Velazquez, Borromini, Beckett e Bellini, è il turno di Edward Hopper. Il protagonista è sempre il nostro Commissario del rione multietnico per eccellenza, l’Esquilino. Ve ne avevamo già parlato a dicembre, poco prima della presentazione a Roma. Curiosi? Non vi resta che continuare la lettura!

LA TRAMA DEL NUOVO ROMANZO DI FABIO BUSSOTTI

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La nuova avventura del Commissario Bertone, La ragazza di Hopper, ha inizio con la scoperta, nella stanza 684 dell’Albergo Massimo D’Azeglio, del corpo senza vita di una bella ragazza di origine rumena. La vittima sembra essere stata uccisa senza resistenza, con il lenzuolo ancora intatto, le scarpe appaiate davanti alla poltrona, la canottiera rosa.

Antonio Pizzo, collega di Bertone, più guarda la scena del delitto e più gli ricorda qualcosa. Un dipinto. Un famoso quadro di Hopper, Stanza d’Albergo, un’opera che evoca solitudine e desolazione, sensazioni spesso riflesse dall’artista nei suoi dipinti. Il celebre pittore americano ha immortalato tante donne sole, in ritratti diventati celebri di un’icona. La donna rinvenuta nella camera d’albergo sembra proprio una di queste. Un’altra donna nella vita di Flavio Bertone è la direttrice del Whitney Museum di New York, Mafalda Moraes, esperta di Hopper e con la quale ha avuto una storia d’amore, dopo la morte della compagna Rosa. Sarà proprio lei a dare la conferma che il Commissario è finito proprio all’interno del famoso quadro del pittore.

Pittore che, insieme alla moglie, fa una breve comparsa nella storia, portando il lettore nella casa di Truro, Massachusetts, nel 1963, con il giornalista irlandese Brian O’Doherry, che aveva visto proprio quel particolare quadro. L’intermezzo è breve e l’autore ci riporta subito tra le strade romane dell’Esquilino. Comincia la caccia all’assassino di Nora, infelice, colta, sola e con lo stesso nome della donna raffigurata da Hopper.  Suo marito, un muratore rumeno, forse la picchiava e di sicuro la tradiva. Ma con chi?

Poi c’è il cuoco peruviano dell’albergo che forse l’amava e le scriveva lettere appassionate. E poi… poi c’è la scomparsa di un amico di Bertone, agente della Polfer. Suicidio, dicono. Ma non tutto quello su cui Bertone indaga è come sembra e, tra un bicchiere di rum e una bottiglia di vodka, finirà per dare la caccia all’assassino de’ la ragazza di Hopper anche fuori dai confini del Bel Paese.

IL LIBRO

Edward Hopper a Bologna
Edward, Hopper

Il settimo romanzo di Fabio Bussotti con protagonista Bertone ci porta a conoscere un altro artista, l’americano Howard Hopper della cui genialità già vi abbiamo parlato, celebre per aver saputo esprimere senso di solitudine e isolamento, così come li rappresenta Nora, la donna rumena rinvenuta cadavere. Le pagine scorrono veloci, una dopo l’altra, fino all’ultima senza accorgersene. La trama è semplice ma ben congeniata, con un finale assolutamente non scontato.

I personaggi abbiamo già imparato a conoscerli con le proprie peculiarità che ne fanno sicuramente personaggi veri e non banali. Oltre alla forma data ai protagonisti della storia, trovo eccezionale come l’autore ci porti con estrema leggerezza da un luogo all’altro della storia, passando dal romanesco greve di Ciccio Cacace (personaggio che trovo personalmente sublime) alla multiculturalità della Capitale, tra culture latine e romanze.

Ammirevole come Fabio Bussotti mi abbia fatto entrare nel ristorante di Sonia, piuttosto che all’Hotel D’Azeglio o al commissariato. Con poche frasi, con poche parole è in grado di descrivere la scena che il lettore si trova a immaginarsi, trasportandolo rapidamente lì, accanto a Bertone. E che dire di Bertone? Personaggio nudo e crudo ma riservato, con i suoi problemi come tutti noi. Non è un protagonista perfetto, senza macchia e senza paura, ma è il protagonista giusto con le giuste intuizioni quando più conta.

L’INTERVISTA A FABIO BUSSOTTI

Con La ragazza di Hopper
Fabio Bussotti – “La ragazza di Hopper” Mincione Edizioni

Buongiorno Fabio e grazie di aver voluto rispondere a queste poche domande per il pubblico di MyWhere! Iniziamo subito!

Con questo ultimo romanzo il lettore “scopre” un nuovo artista, Hopper. Perché lui e perché questo quadro in particolare? 

Ho avuto la fortuna di sostare diverse volte di fronte al quadro “Stanza d’albergo” di Hopper, esposto al museo Thyssen – Bornemisza di Madrid. Ogni volta, quel quadro, mi ha suscitato emozioni contrastanti, suggerendomi sempre storie diverse. Mi interessava la ragazza di quel quado e, più in generale la complessità esistenziale delle figure femminili dei quadri Hopper.

Avevi già un tuo bagaglio conoscitivo sul pittore americano o hai dovuto rimetterti sui libri?

 Ho approfondito la vita di Hopper, la sua giovinezza, i viaggi a Parigi, i rapporti con i pittori del suo tempo, la vulcanica moglie Jo, ma soprattutto, il misterioso e frastagliato percorso tra l’ideazione di un’opera e la sua realizzazione.

C’è un artista che vorresti ad ogni costo al “fianco” di Bertone in una futura indagine o che magari avresti voluto per un’indagine passata?

 Mi piacerebbe far incontrare Bertone con Dante Alighieri. Sono sicuro che il commissario potrebbe aiutare il Poeta in esilio, dargli conforto, fiducia e fargli dimenticare, anche solo per un attimo, la lontananza dalla Patria e dalla famiglia. Nascerebbe tra i due una sincera amicizia, ma dubito che Dante riuscirebbe mai a far leggere a Bertone anche solo due terzine della Divina Commedia.

Quanto c’è di te in Bertone?

 Chi mi conosce, leggendo i romanzi, vede me in Bertone. Ma io non faccio nulla per assomigliare a lui; non ci penso neppure. E sono anche sicuro che Bertone sarebbe disposto a fare di tutto pur di non assomigliare a me.

I luoghi sono davvero ben descritti. Sembra che tu li veda tutti i giorni. Immagino tu abbia attinto dagli “incontri” della tua vita, è così?

 Sì, il quartiere Esquilino, in particolare. Non invento quasi nulla. Il più delle volte, mantengo anche il nome dei negozi, dei bar, dei ristoranti, delle vie e delle piazze.

Qual è il rapporto di Bertone con le donne?

 Complesso. Tenero e burrascoso allo stesso tempo. Quando poi finisce una relazione, rimangono i sensi di colpa che tormentano e corrodono la coscienza del commissario.

Come influisce l’essere molisano nel carattere del commissario?

 L’origine contadina della famiglia Bertone ha lasciato nel commissario un’eredità di schiettezza e semplicità nei rapporti umani. Flavio Bertone è un uomo generoso con il prossimo e severo con se stesso. Si schermisce, è burbero, ma poi, quando occorre, diventa coraggioso.

L’ottava indagine è già in stesura? Un piccolo anticipo?

Ci sto pensando su. Sto studiando, in attesa che scocchi una scintilla. Per essere più precisi, sto chiedendo una mano a Freud che mi ha consigliato di andare a letto presto e di ricordare con attenzione e dovizia di particolari tutti i miei sogni.

 

Non mi resta che ringraziare l’autore, Fabio Bussotti, per la grande disponibilità e la casa editrice, Mincione edizioni, per avermi dato questa opportunità. E ovviamente, non posso che consigliarvi questo eccellente giallo!

Chiudo lasciandovi i link per l’acquisto:

La Ragazza di Hopper, di Fabio Bussotti. Mincione edizioni. Amazon ; IBS

Francesco Frosini

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