Da Parigi a Milano: il cibo degli Dei al Salon du Chocolat.

Il Salon du Chocolat Milano, la manifestazione dedicata all’affascinante mondo del cibo degli Dei, ha inaugurato la sua prima edizione, dal 13 al 15 febbraio 2016, al The Mall, lo spazio polifunzionale nel nuovo Business District di Porta Nuova Varesine a Milano.

“Salon du Chocolat Paris” nasce nel 1994 dall’intuizione di Sylvie Douce e Francois Jeantet con l’obiettivo di far scoprire il cioccolato in tutte le sue forme. In questi 21 anni sono stati organizzati 165 saloni, per una media di 20 saloni all’anno. La manifestazione raggiunge oggi 30 città su 4 continenti. Complessivamente ha coinvolto 9000 espositori e un pubblico di 6,5 milioni di visitatori. 

Il “cibo degli dèi” è sempre più richiesto dal mercato, il pubblico italiano si dimostra maturo, informato e attento alla qualità e alle novità. Basti pensare che ogni italiano consuma in media 4 chilogrammi di tavolette all’anno (la metà rispetto alla dieta dei Paesi europei) preferendo il fondente (40%) a quello al latte e a quello bianco e che le esportazioni sono in aumento, per un valore complessivo di 665 milioni di euro (siamo i primi sul mercato cinese).

Le porte del Salone milanese si sono aperte di fatto alla stampa nella serata di venerdì 12 febbraio con una sfilata, intitolata “A gift from the sky”. Lo show è stato replicato nelle giornate di sabato e domenica, mentre gli abiti sono stati esposti durante i tre giorni di apertura al pubblico.

Nella capitale italiana della moda non poteva, infatti, mancare un evento che unisse la spettacolarità della sfilata al gusto del cioccolato. Durante il “Chocolate Fashion Show” hanno sfilato dodici abiti a base di cioccolato creati dai giovani stilisti del Biennio in Fashion and Textile Design di NABA-Nuova Accademia di Belle Arti Milano, guidati da Nicoletta Morozzi e con la collaborazione di Silvia Grilli, direttrice di Grazia Magazine. Ad aiutare i giovani stilisti nella realizzazione degli abiti c’erano gli “eredi” di Francesco Redi, quei maitres chocolatier dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani capaci di trasformare il cioccolato in un’infinità di modi e sfumature. Un ruolo decisivo per i maître chocolatier AMPI guidati da Iginio Massari e Gino Fabbri, che sono intervenuti rispettivamente sabato 13 e domenica 14. Presenti anche Maurizio Colenghi, Davide Comaschi, Paolo Sacchetti e Fabrizio Galla. Il francese Philippe Bel ha fatto degustare l’arte d’oltralpe; lo chef Andrea Provenzani, Lorenzo Lavezzari – che ci ha stupito con ricette salate e provocatorie – e Luca Montersino, le cui realizzazioni hanno incantato il pubblico presente.

Ad arricchire il palinsesto la partecipazione degli Ambassador Paolo Griffa, Sara Preceruti, Lucia Tellone dell’Associazione culturale Maestro Martino presieduta dallo chef Carlo Cracco, che il 15 febbraio ha presentato il suo ultimo libro “In principio era l’anguria salata”. Nel corso della presentazione, davanti una folla incredibile di persone, lo chef Carlo Cracco, raccontando l’apprendistato del mestiere di cuoco, ha sottolineato come occorra girare molto, occorra aprirsi a culture diverse, e che in Italia esistono comunque opportunità per un giovane di aprire un proprio spazio di ristorazione. Ha inoltre dato un consiglio ai giovani: essere curiosi. Da ultimo, al fianco del Campione del mondo di pasticceria Davide Comaschi, ha ricordato come sia fondamentale per un cuoco aver anche avuto una formazione nella pasticceria.  Presenti anche Marco Bianchi (che ci ha deliziato con il suo Cuore Caldo al Cioccolato) e i maestri Diego Crosara e Fabrizio Donatone ospitati da Domori.

È stato possibile anche toccare un altro tema: quello della sensorialità del cioccolato, sintetizzato nell’hashtag #ChocoSense. Abbiamo potuto vivere degustazioni sensoriali legate al cioccolato e ai suoi migliori abbinamenti grazie alla collaborazione della Compagnia del Cioccolato presieduta da Gilberto Mora che il 14 febbraio ha consegnato il premio Tavoletta d’oro 2016 ai migliori cioccolati italiani: “Credo che il mondo cioccolato è entrato a pieno titolo nell’universo gourmet – dichiara Mora. Altra cosa importante è la nuova, grande attenzione alla pasticceria: così come il cioccolato può diventare preparazione e dolce, mi auguro che migliorino i dessert in tutti ristoranti italiani. Basta banalità con zuppe inglesi e tiramisù, apriamoci agli abbinamenti cioccolati e vini in chiusura di pasto”.

Premi Tavoletta d’Oro 2016, con cui Compagnia del Cioccolato premia i produttori italiani che maggiormente si sono distinti per la qualità e le eccellenze dei cioccolati.

Per la Categoria Latte premio ad Amedei Toscano Brown 32%;

per la categoria Latte ad alta percentuale di cacao premio a Slitti lattenero 51%;

per la categoria fondente primo premio ad Amedei “9” al 75%;

per la categoria Cioccolato d’origine premio a Domori Canoabo 70%;

per la categoria Gianduia vince Guido Gobino Maximo +39;

per la categoria Aromatizzati primo premio a Andrea Mecozzi e Marco Colzani “I Tesori di Giava”;

per le creme spalmabili vincitore è Slitti Riccosa latte e nocciole 52%;

per la categoria Frutti e canditi ricoperti primo premio a Maglio clementine;

per la categoria Cremini premio a Gardini latte e fondente con amarene;

per la Praline vince Bruco Boero ” Brucio in bocca”;

per i Modicani vince Sabadì Giovinezza.

Ai premi si aggiungono tre Menzioni Speciali dedicate ai cioccolati ripieni a T’A Milano, alla biscotteria al cioccolato a Pasquale Marigliano e all’imprenditoria e diffusione del cioccolato italiano nel mondo a Venchi.

La sensorialità è stata altresì stimolata dagli accoppiamenti vini, spiriti, caffè e cioccolati presso il Sensory Bar dove abbiamo potuto gustare anche il cocktail ufficiale Salon du Chocolat 2016 firmato da Filippo Sisti di Carlo e Camilla in Segheria: Chocolat un sorprendente e originale cocktail ispirato al cioccolato.

E se il cioccolato è gioia per grandi e bambini non potevano mancare giochi e attività per le famiglie. I professionisti di Kikolle Lab hanno realizzato laboratori a tema e intrattenimento in un’ambientazione ispirata al celebre mondo di Willy Wonka nella sua Fabbrica del cioccolato.

Il primo appuntamento italiano del Salon du Chocolat chiude con un record di 19.500 presenze complessive su tre giorni. Un evento che ha permesso di scoprire nuovi abbinamenti di gusto grazie alla consulenza degli esperti, agli showcooking, alle esibizioni e ai laboratori. Del resto si sa, “9 persone su 10 amano il cioccolato. La decima mente” (John Tullius)

Salon du Chocolat

Roberta Filippi

Bresciana di origine, bolognese di adozione e svizzera nell’organizzare la mia vita. Pretendo che tutto sia sempre scadenzato e gestito con la tempistica più rigorosa possibile. L’ordine per me è una mania, ad esclusione della mia scrivania che non è nulla a confronto di un campo da guerra. Ho la fortuna di lavorare come avrei sempre sognato: in modo indipendente, con collaboratori intelligenti e facendo ciò che più mi piace, scrivere e organizzare. Intenzionata a voler sempre arricchire le mie conoscenze e sempre pronta a scoprire nuove cose, combatto le mie giornate tra Mac, agende, planning, farina e padelle. Perché per essere veramente realizzata devo poter trovare il tempo per cucinare un risotto o sfornare del pane caldo da gustare per cena, rigorosamente con un buon bicchiere di vino.
Roberta Filippi

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One Response to "Da Parigi a Milano: il cibo degli Dei al Salon du Chocolat."

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto   18 Febbraio 2016 at 20:05

    Bell’articolo ma devo aggiungere che non sono d’accordo con Gilberto Mora sulla zuppa inglese. Non capisco perché si debba denigrare la zuppa inglese! Il suo gusto osceno si sposa benissimo ad uno spirits mozzafiato.

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