Il Festival di Trastevere tributa Sergio Leone

La rassegna, in programma dal 30 giugno al 5 luglio, rende omaggio Sergio Leone, proiettando i film più significativi della sua carriera

A Roma si respira aria di grande cinema. Durante il Festival di Trastevere Rione del Cinema, in Piazza San Cosimato dal 1 giugno al 1 agosto, il Piccolo Cinema America, presenterà per la prima volta una rassegna cinematografica dedicata all’immortale regista Sergio Leone. La rassegna, in programma dal 30 giugno al 5 luglio, rende omaggio al regista proiettando i film più significativi della sua carriera. Ad accompagnare i film del maestro saranno ospiti davvero illustri, da Ennio Morricone a Dario Argento, con Carlo Verdone nella serata conclusiva.

Una vita dedicata al cinema, quella di Sergio Leone, una vita passata a raccontare storie. “Talvolta ingenuo, talvolta infantile, ma sincero come i bambini della scalinata di Viale Glorioso” recita la targa incisa in suo onore nei pressi del Gianicolo. Sergio Leone era tutto questo e molto di più. Il suo nome risuona forte e secco come lo sparo di una Colt.

Figlio del regista Roberto Roberti (molto attivo negli anni del muto), aiuto-regista in film mitologici e avventurosi, Leone esordì nel 1960 con “Il Colosso di Rodi”, ma si affermò solo nel 1964 con “Per un pugno di dollari” (firmato con lo pseudonimo Bob Robertson), un film western, essenziale e rigoroso, che diede vita alla breve ma copiosissima stagione del western all’italiana. Riconosciuto maestro del genere anche internazionalmente, Leone compose una sorta di pentalogia – oltre al citato “Per un Pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più” (1965), “Il buono il brutto e il cattivo” (1966), “C’era una volta il West” (1968), e “Giù la testa” (1971).

Nei suoi film, il mito del West è rivisitato, personalmente, in chiave universale, con non pochi richiami alle versioni cinematografiche che quel mito avevano alimentato. Un occhio critico quello del maestro Leone, ma al tempo stesso complice, con uno stile di ampio respiro, visivo e narrativo e dalla grande suggestione formale. Uno stile che si è fatto più corposo e sfaccettato, con risultati sublimi, in “C’era una volta in America” 1984, la sua ultima opera, nella quale il gangsterismo americano, fra realismo e fantasia, è rappresentato con uno sguardo attento tanto al cinema di Hollywood quanto alla storia degli Stati Uniti.

E il Festival di Trastevere Rione del Cinema, sempre proiettato sul cinema d’autore e di qualità, non poteva che inserire Sergio Leone tra i protagonisti di questa edizione estiva.

L’omaggio, intitolato “Dal tramonto all’alba”, sarà inaugurato da Ennio Morricone (qui trovate Il trionfo di Ennio Morricone aglI Oscar 2016) giovedì 30 giugno, con la presentazione di “C’era una volta in America”. Subito dopo la fine del film, alle 1:30, sarà proiettato “Per un pugno di dollari”. Nella serata di domenica 3 luglio, sarà Dario Argento a presenziare con un intervento e analisi di “C’era una volta il West”. Il 4 luglio sarà la volta di Carlo Verdone, lanciato proprio da Leone, che presenterà “Giù la testa”. La rassegna si chiude martedì 5 luglio con la riproposizione di “C’era una volta in America”.

Ci teniamo a sottolineare la bontà del progetto trasteverino. Il Festival propone infatti 60 giorni di cinema gratuito e divide il suo programma in rassegne di indiscutibile qualità. Nel corso di questa edizione sono stati e verranno tributati registi del calibro di Martin Scorsese, Walt Disney, Mario Monicelli, Wim Wenders, Federico Fellini e Paolo Sorrentino. Ultime due informazioni: per non disturbare gli abitanti, la proiezione del film non prevede l’uso di diffusori audio. Gli spettatori dovranno essere muniti di cuffie e smartphone con sistema Android. E se volete vivere la partita delle partite di questi europei 2016, il Festival proporrà Italia-Germania sul maxi schermo sabato 2 luglio.

Tutte le info sul palinsesto del Festival di Trastevere Rione del Cinema

 

Sergio Leone

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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