Tutti i Festival del ricco fine agosto ciociaro

Tutti i Festival del ricco fine agosto ciociaro

FROSINONE – Fine agosto ciociaro all’insegna dei Festival più vari e coinvolgenti tra Tarantelliri, Festival delle Storie e Teatro Medievale e Rinascimentale. Chiusura estiva di fuoco non solo per via dell’emergenza a cui rispondono da settimane i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine. Anche l’intrattenimento culturale non offre in questi giorni che l’imbarazzo della scelta. Oggi in corso la quarta giornata del Festival delle Storie della Val Comino che trasferisce la location ad Atina, mentre è atteso alle 21.00 in Piazza Innocenzo III ad Anagni Tullio Solenghi, con lo spettacolo Decameron, inserito nella rassegna del 24esimo Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale, che proseguirà sino al 4 settembre. Contemporaneamente si aprirà a Castelliri la nona edizione del rodato Festival di Musica Popolare Tarantelliri. Stasera alle 22.00 Gli Arimai, mentre domani conclusione con i Bandabardò in tour

Se la Ciociaria disponesse di un cartellone di eventi invernali paragonabile a quelli garantiti dallo spiegamento di forze messe in campo durante la stagione estiva, il territorio frusinate avrebbe relativamente poco da invidiare ai grandi centri quanto ad offerta turistica. La fine del caldo eccezionale di quest’anno, degli incendi dolosi (ci auguriamo) e il naturale accorciarsi delle giornate a cui dà sostanziale avvio il mese di agosto, come un marinaio fedifrago che tutto promette e nulla dà, porterà invece con sé il consueto languore della vita intellettuale e dell’intrattenimento in genere. Non è ancora tempo di disperare comunque, perché alla maniera di un Sansone che muore con tutti i Filistei, il mese del sol leone metterà a ferro e fuoco la Provincia di Frosinone proprio nell’ultima settimana. Come anticipavamo nel nostro speciale sugli eventi estivi locali, larga importanza è rivestita da quelli musicali, come dimostrato da Missa Cantilena. Canzoni profane di fine Trecento, tenutosi il 17 agosto a Casamari, e dal Concerto di mezz’estate, con la grande orchestra sinfonica della Repubblica di Udmurtia e il tenore Fabio Andreotti, svoltosi l’indomani sera a Frosinone.

Locandina della nona edizione di Tarantelliri
Locandina della nona edizione di Tarantelliri

Una formula che si sta dimostrando vincente è quella dei Festival, tanto in ambito musicale quanto in quello in cui la cultura rientra sotto forme molteplici. Al primo gruppo si ascrive certamente il Festival di Musica Popolare Tarantelliri, che darà luogo alla sua nona edizione tra stasera e domani a Castelliri. Ad aprire la prima serata Gli Arimai (Basilicata e Puglia unite dalla Musica Popolare), mentre il 27 agosto grande concerto con i Bandabardò.
Non manca la musica neppure in un’altra importante manifestazione che vi avevamo già consigliato di non perdere, dopo averla seguita appassionatamente nell’edizione 2016: Il Festival delle Storie della Val di Comino, giunta oggi alla sua quarta giornata ambientata nella location di Atina, tra la Casa Museo Acadèmie Vitti e il Cortile del Palazzo Ducale, dove dalle 11.00 è in corso una nuova kermesse con scrittori, come Giulio Leoni e Fabio Bussotti (che ha già partecipato lo scorso anno al Festival anche in qualità di eccellente attore), ospiti speciali e novità come lo psicoaperitivo. Sempre all’insegna dell’originalità degli argomenti e della qualità degli ospiti che riempiono un programma straordinariamente fitto dal mattino alla tarda serata, fra musica, narrazione e l’esoterismo delle sue carte abbinate a ciascuna giornata (quella di oggi è il “lupo mannaro”), il Festival delle Storie si sta dimostrando una grande iniziativa al pari delle edizioni precedenti, destinata forse a riservaci ancora nuove sorprese.

Dopo la pausa pranzo il pomeriggio di oggi riprenderà alle 17.00 al Cortile del Palazzo Ducale, ove si parlerà di motori e auto d’epoca, con il graphic designer Luca Malin e Cristina Roccatani, nipote di Attilio Roccatani, noto pioniere del motociclismo. A seguire, Nicola Manuppelli e Claudio Marinaccio, accompagnati dalla musica di Claudio Sanfilippo, rievocheranno la potente arte del racconto degli aedi antichi, capaci di aggiornare continuamente uno sterminato patrimonio orale nelle versioni “live” come gli odierni cantanti rock. Dalle 19.00 si proseguirà con storie straordinarie, come quella del Comandante Alfa, uno dei fondatori del GIS (Gruppi intervento speciale), reparto d’élite dell’Arma dei Carabinieri, quella del mondiale di calcio del 1978, detto “dei desaparecidos”, raccontato da Daniele Biacchessi. Dalle 21.00 la parola alla polemica

Locandina con grafica unificata del Festival delle Storie 2017
Locandina con grafica unificata del Festival delle Storie 2017

dissacrante di Gianpiero Mughini e al rapporto tra le serie TV e un nuovo modo di insegnare la filosofia, attraverso l’esperienza del giovane e intraprendente docente Tommaso Ariemma. A conclusione della serata, prima del Defaticamento live: storie al di là della mezzanotte, scopriremo dalla testimonianza di Màlleus, fondatore della scuola di calligrafia più grande d’Europa, e dal maestro tatuatore Alle Tattoo, come scrivere sulla carta e sulla pelle sia un’arte che sfida il tempo e la morte.
Nel frattempo vi raccontiamo alcuni momenti della seconda e della terza giornata del Festival. Location designata di ieri è stata Picinisco, immersa in un suggestivo scenario naturale montano, ove siamo giunti in tempo per l’appuntamento con la rubrica Radiolivres. Quello che il Vangelo non dice, condotta dal giornalista Vittorio Macioce, anche co-ideatore del Festival insieme a Rachele Brancatisano. Abbiamo ascoltato da Miriam D’Ambrosio la storia di Fanuel, viandante e pescatore istruito figlio di una prostituta e del più controverso dei 12 apostoli, raccontata nel suo libro Giuda mio padre. A condurci sulle tracce dell’apostolo ed evangelista Giovanni, prediletto da Gesù, è stata invece Eleonora Mazzoni, con il suo La testa sul tuo petto. Alle 20.00 chi come me ha vissuto la propria infanzia negli anni ’90 è stato colto da un moto di nostalgia nel rivedere il mitico Uan, mascotte del programma per bambini Bim Bum Bam, che ha intrattenuto una generazione sino al 1999 nei pomeriggi di Italia 1. La curiosità del me stesso adulto studioso di comunicazione è stata nel contempo pienamente soddisfatta da Enrico Valenti, papà dello storico pupazzo, che come ci auguravamo ha raccontato uno spaccato della TV italiana vissuta in prima persona al fianco di un Bonolis a inizio carriera ma già richiestissimo

Con Uan del gruppo 80 di Bim Bum Bam
Con Uan del gruppo 80 di Bim Bum Bam

cavallo di razza. Interessantissime riflessioni si sono aperte parlando delle forme teatrali che stavano alla base di personaggi come Uan e Five, che hanno dimostrato di saper divertire i bambini di oggi esattamente come quelli di ieri perché dotati di una struttura solida che rischia sì di scomparire nella nostra modernità liquida insieme alla capacità di raccontare storie, ma che non potrà mai realmente invecchiare. Generi artistici come il teatro delle ombre orientale, il teatro sumero, il teatro nero e le stesse maschere della Commedia dell’Arte italiana, facevano parte del bagaglio di formazione di questi straordinari artisti prestati alla televisione, come Maria Perego, creatrice dell’amatissimo Topo Gigio. Smontare il meccanismo di quello che agli occhi di un bambino sembra una magia non ha fatto che accrescerne il fascino: comprendere che dietro il candore di una TV pulita ed estinta, rappresentata da personaggi come Uan, c’erano autori di testi con precise direttive editoriali, la voce del bravissimo Giancarlo Muratori e più di un attore che ne muovevano il corpo e le mani trasmette un forte senso di meraviglia  e curiosità. Il risultato era una televisione alla quale i genitori potevano affidare i propri figli senza temere la sguaiata volgarità di quella odierna; uno spettacolo che incarnava il bisogno di sorridere e la capacità propria di burattini, pupi e marionette di irridere il potere e soprattutto di raccontare storie.

L'astrofisica e scrittrice fantasy Licia Troisi
L’astrofisica e scrittrice fantasy Licia Troisi

Dopo l’intervento dell’astrofisica e scrittrice di fantasy Licia Troisi, la piazza del centro storico ha accolto un numero di partecipanti quasi da stadio per Roberto Vecchioni, che con una carica dialettica straordinaria ha incantato il pubblico con un coltissimo discorso sul valore della felicità e della sfida, spaziando fra i maestri Omero e Leopardi, sino a un padre partenopeo da cui imparare quanto e più che da tanti libri.
Di sicuro effetto anche la precedente giornata al Castello di Alvito, location di cui i partecipanti non oriundi del luogo potevano apprezzare la bellezza solo dopo un tragitto in automobile poco agevole, che soprattutto nelle ore serali avrebbe necessitato di qualche indicazione stradale. Durante l’incontro delle 21.00 abbiamo potuto rivivere le emozioni dell’Orlando Furioso ronconiano del 1975, di cui parlammo lo scorso anno in occasione della prestigiosa esposizione dedicatagli a Villa D’Este dal Polo Museale del Lazio, attraverso la voce recitante di Sergio Nicolai, uno degli attori di quel grande progetto culturale, in grado di riempire la scena per

Un momento dello spettacolo di Sergio Nicolai
Un momento dello spettacolo di Sergio Nicolai

un’ora intera con la sua sola presenza. Interessante anche il salotto letterario moderato dal giornalista Vittorio Macioce, anche co-ideatore del Festival insieme a Rachele Brancatisano, in cui gli scrittori Paola Barbato e Divier Nelli ci hanno fatto riflettere sul rapporto tra paura, bisogno di fiducia nell’altro e necessità di difendersi dalla violenza dei propri simili. I protagonisti dei più recenti romanzi dei rispettivi autori sono infatti bambini rapiti da un aguzzino che terrorizza i genitori senza nuocere ai primi, come in Non ti faccio niente di Barbato, oppure giovani personaggi femminili che, come l’Aurora de Il giorno degli orchi di Nelli, rappresenta la bellezza che fingendosi indifesa e in cerca di legami, cela in realtà il male senza scrupoli, disposto ad autoaffermarsi nel mondo a discapito di tutto e tutti. Molto più che una tradizionale presentazione dell’ennesimo romanzo, l’incontro ha sviluppato una reticolare riflessione fruibile da ogni tipo di pubblico, spaziando dal dibattito sull’attuale ambivalenza delle emozioni al mercato dell’editoria, sulla scorta delle esperienze personali della scrittrice, giunta dalle

Paola Barbato e Divier Nelli al Castello di Alvito
Paola Barbato e Divier Nelli 

giovanili ispirazioni teatrali in ambito professionistico all’attuale ruolo di sceneggiatrice di un fumetto di successo come Dylan Dog.

La chiusura, in grande stile, è stata affidata alle note e alle parole del Mar Mediterraneo, con il racconto viscerale e coinvolgente nella voce di Stefania Nardini e il canto vibrante di Mona Boutcheback, eccezionale nei momenti solistici capaci di materializzare le immagini di una Marsiglia multietnica e meticcia, sognante ed evanescente come il fumo della sigaretta di Jean Claude Izzo, protagonista della storia evocato dal testo di Nardini da cui è tratto lo show della medesima autrice. Il sax di John Massa la tastiera di Patrick Cascino contribuivano ad arricchire il sapore esotico di un coacervo di popoli, di storie, di amori e di malinconie destinato a lasciare il segno. Il Festival delle Storie è un evento di primo livello e ben comunicato, nonostante le difficoltà dettate dalla scarsità dei fondi a cui da sempre devono far fronte le iniziative culturali. Vi consigliamo per ciò di non perderlo, malgrado alcuni aspetti che continuano a suscitare perplessità: primo fra tutti il ritmo serrato degli appuntamenti, che non consente un reale scambio fra gli ospiti e il pubblico, nonostante molti dei protagonisti si mostrino disponibili, dopo i vari incontri, a rilasciare interviste e a qualche scatto con i fans. Ognuno degli ospiti invitati, dopo l’ora circa prevista, lascia immediatamente il posto al successivo, il che espone anche i grandi festival al rischio di divenire una passerella fatta di monologhi talvolta anche vagamente radical chic e pertanto non meno distanti dalla gente comune rispetto a uno schermo televisivo. Con ciò restiamo del parere che fare cultura significhi sempre mantenere alto il livello dei contenuti, senza scadere mai nella banalità e nella semplificazione eccessiva a cui siamo oggi sin troppo abituali in molti settori. Siamo dunque consci tanto dell’oggettiva difficoltà della realizzazione di un momento culturale che venga realmente recepito dal pubblico, quanto delle buone intenzioni del Macioce, che vinto in alcuni momenti dall’evidente stanchezza, si abbandona a liberatori ed esilaranti assoli canori al microfono per defaticare i concitati ritmi del Festival.

Un altro importante evento culturale in corso in Ciociaria in questi giorni riguarda in modo più specifico lo spettacolo dal vivo e sarà ospitato dalla città di Anagni: la 24esima

Locandina del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni
Locandina del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni

edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale in programma dal 25 agosto al 3 settembre 2017. Si tratta di una grande iniziativa che ha già visto la partecipazione di attori come Giorgio Albertazzi e Alessandro Haber, e che viene attualmente considerata un vanto per la città dei Papi dall’Assessore alla Cultura Simona Pampanelli e dal Sindaco Fausto Bassetta. Il Festival, quest’anno dedicato al tema della bellezza e a Dario Fo, è diretto da Giacomo Zito e si svolge prevalentemente in Piazza Innocenzo III, a ridosso della Basilica Cattedrale.
Ad aprire la rassegna è stato lo spettacolo The Tempest, della Compagnia Teatrale Accademia Creativa. Seguono: Decameron con Tullio Solenghi, oggi alle ore 21 in Piazza Innocenzo III; Il Pataffio con Sebastian Gimelli Morosini, domenica 27 agosto alle ore 21 in Piazza Innocenzo III; Amleto in salsa piccante, con La Bottega del Bernini, martedì 29 agosto alle ore 21 in Piazza Innocenzo III; Just the worst time of the year for a revolution, con Mauro Ascenzi, mercoledì 30 agosto alle ore 21 nella Sala della Ragione; Matilde di Canossa, con Edoardo Siravo e Alessandra Fallucchi, giovedì 31 agosto in Piazza Innocenzo III; Mistero Buffo, con Mario Pirovano, venerdì 1 settembre in Piazza Innocenzo III; Otello con Paolo Bonacelli sabato 2 settembre in Piazza Innocenzo III; domenica 3 settembre Festa Popolare (dai canti di pellegrinaggio ai Carmina Burana) alle ore 21 in piazza Innocenzo III.
Ospiti d’onore della rassegna di quest’anno gli attori Enrico Lo Verso, Pino Quartullo e Massimo Foschi. In programma anche due eventi didattici: lunedì 28 agosto alle 21.00 (Absidi della Cattedrale) Parole che cambiano il mondo di Andrea Di Palma e Paolo Carnevale; giovedì 31 agosto ore 18.00 (Sala delle Trifore) Dante segreto di Alfredo Stirati.
Oggi 26 agosto sarà anche occasione di presentazione del portale Anagni Excelsa, dedicato alle potenzialità turistiche della città.
Come potete vedere dunque in queste giornate di fine estate in Ciociaria ce n’è davvero per tutti i gusti.

Si ringrazia Romeo Fraioli per la concessione dello scatto.

Festival delle Storie 2017

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Stefano Maria Pantano

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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