FIRENZE – Fino al 26 gennaio la cornice rinascimentale di Palazzo Strozzi ospiterà la più grande retrospettiva di Helen Frankenthaler mai organizzata in Italia. L’artista statunitense rappresenta una delle figure di maggiore rilievo dell’espressionismo astratto del xx secolo.

La mostra di Helen Frankthaler “Dipingere senza regole” di Palazzo Strozzi offre una panoramica completa della sua intera carriera artistica a partire dalle sue prime esposizioni degli anni 50 fino all’evoluzione degli anni più recenti e alla sua morte avvenuta nel 2011. L’esposizione è stata organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi in collaborazione con la Helen Frankthaler Foundation.
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La mostra di Helen Frankthaler di Palazzo Strozzi
Il viaggio artistico del visitatore viene reso ancora più completo attraverso il confronto con opere di altri importanti artisti a lei contemporanei. All’interno della mostra è infatti possibile ammirare anche opere di Mark Rothko, Jason Pollock, Robert Motherwell o Morris Louis. Il dialogo tra le opere dei vari artisti è l’esempio della sinergia esistente tra di loro e delle influenze reciproche. Questo dà al visitatore la possibilità di apprezzare l’unicità della Frankthaler e la sua impronta decisamente innovativa rispetto alla cultura espressionista nordamericana soprattutto nell’utilizzo della tecnica del Color Field Painting.
Per arricchire l’esperienza della mostra, Palazzo Strozzi ha introdotto progetti educativi e installazioni interattive. Queste offrono ai visitatori una comprensione più profonda dell’opera e della vita di Helen Frankenthaler. Questi strumenti aggiuntivi rendono l’esposizione un’opportunità unica per esplorare non solo le sue tecniche rivoluzionarie, ma anche le connessioni personali e professionali che hanno influenzato la sua visione artistica

Gli studi artistici e le influenze europee
Helen Frankenthaler nacque a New York nel 1928 da un’agiata famiglia di origine ebrea. I suoi studi si indirizzano subito in ambito artistico spaziando dall’approfondimento di svariate correnti come il surrealismo, l’astrattismo, la cultura messicana fino all’arte europea. Lo studio di artisti come Cezanne, Picasso o Matisse influenzano il suo modo di concepire l’arte ed il concetto di colore. Questo contribuirà alle sue esplorazioni tecniche riuscendo a farla emergere in un ambiente che all’epoca era dominato prettamente da uomini.

Un metodo unico di pittura: il soak-stain
Sicuramente influenzata dai gesti e dalla tecnica di Jason Pollock, Helen Frankthaler si è distinta per aver sviluppato un metodo unico di pittura che si concentrava sulla relazione tra spazio, forma e colore. Questo metodo consisteva nell’applicare il colore diluito con trementina, che diventava simile all’acquarello, su tele non preparate e disposte orizzontalmente invece che poste su un cavalletto. Questo dava all’artista la possibilità di applicarlo in modi diversi rispetto al classico pennello, facendo diventare la tela e la pittura una cosa sola.

La mostra di Helen Frankthaler “Dipingere senza regole” non è solo l’occasione di apprezzare le opere di questa straordinaria artista, ma è anche un invito ad esplorare il potere che l’arte dà di spingersi oltre i propri confini aprendosi a nuove opportunità creative.
Tutte le foto del servizio sono Photo by Elena Ciancolini per MyWhere©
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