Robert Mapplethorpe, a perfectionist

Robert Mapplethorpe, a perfectionist

ROTTERDAM – Una grande mostra presenta l’avventura artistica di uno di quei personaggi che nascono una volta ogni tanto. Grazie al suo prodigioso talento e alla passione per l’arte classica Robert Mapplethorpe non si è solo distinto classificandosi tra i migliori fotografi del Novecento, ma ha letteralmente riconfigurato l’ordine di bellezza del suo tempo.

Robert Mapplethorpe, dopo una prima fase dominata dagli scandali suscitati dalle sue immagini estreme, è stato glorificato da una critica incline ai parodossi. Dopo la sua morte, le sue foto venivano considerate molto più profonde e pensose di quasi tutti i colleghi suoi contemporanei, però non lo si considerava veramente un ideatore di contenuti bensì uno scandaloso e irriducibile esteta. Si riconosceva nei suoi lavori l’impronta di una lunga tradizione culturale ma poi lo si etichettava come un artista del tutto originale e senza precursori. Si osannava la bellezza dark delle sue opere per meglio rimuovervi le tracce dell’unica sua ossessione alla quale possiamo attribuire una valenza politica: trasformare la pornografia gay in una intenzionale aggressione simbolica allo stile di vita erotico dei cosiddetti normal, utilizzando le armi dell’Arte radicale.

Vale la pena di ricordare che, poco prima di diventare uno dei più celebri e controversi artisti del pianeta, Mapplethorpe cominciò a frequentare assiduamente il malfamato Mineshaft, un tetro localaccio per gay apparentemente molto cattivi nelle faccende del sesso. Per dirla in modo crudo, era un club per pervertiti nel quale si potevano concretizzare parecchie fantasie erotiche estreme, da far venire i brividi a chi si ritrovava a proprio agio tra le figurazioni dell’immaginario eros normal. I frequentatori del club si vestivano preferibilmente con giubbotti, calzoni e cappello da marinaio, tutto in cuoio borchiato alla Tom Finland; ma potevano abbigliarsi anche come cowboy un po’ fuori di testa; era anche di gran moda presentarsi con le apparenze da motociclisti perennemente incazzati o come ruvidi e severi poliziotti da far invidia ad una Gestapo; anche le mise da operai in assetto “lavoro duro e rischioso” erano ben visteOvviamente all’ingresso era esposto in evidenza il Dress code che proibiva l’entrata agli incravattati elegantoni, alle checche in abiti femminili, alle vaporose, tulleggianti, coloratissime drag queen. Insomma il Club esaltava il gay super maschione che reagiva alla disapprovazione morale dell’ordinary people, con l’ostentazione della virilità omossessuale. Il Mineshaft divenne presto una leggenda, attirando l’attenzione di personaggi famosi come i registi Vincent Minelli, Reiner Werner Fassbinder; attori come Rock Hudson, artisti del calibro di Keith Haring., filosofi acclamati come Michel Foucault. È plausibile congetturare che Robert Mapplehorpe, cliente assiduo del Club, abbia maturato molti dei tratti che confluirono nel suo stile fotografico ispirandosi al severo mood che trasudava sia dall’ambiente e sia da tipiche situazioni fetish, Kinky, sadomaso, nelle quali si immergeva. Non credo di esagerare se aggiungo che ai suoi occhi i comportamenti sessuali borderline avevano un significato politico e rappresentavano un desiderio di libertà che voleva assolutamente difendere con immagini fotografiche vissute dal Homo normal alla stregua di una revolverata ai neuroni. Il suo colpo di genio però, fu l’elaborazione estetica del contenuto estremo, tale da conferire alle immagini l’aura artistica Grazie alla quale ben presto l’eccitamento o il disgusto evaporavano per far posto alla percezione di una, per certi versi, sorprendente  bellezza. Mapplethorpe amava l’arte classica, adorava Michelangelo e condivideva con il grande artista del nostro Rinascimento l’idea che nel nudo, soprattutto virile, fosse percepibile un riflesso divino nella natura. Così come le vigorose a volte tormentate figure michelangiolesche, sublime fusione di energia e grazia, avevano trasformato le gloriose, statiche figure della scultura greca del IV Sec.P.C. e più tardi le copie romane, in un mezzo espressivo capace di riverberare le passioni più umane, Mapplethorpe riprendendone l’ordine di bellezza e proporzioni immaginava di conferire alla fisicità dei corpi che fotografava, qualità che potevano essere interpretate come metafora di una possente forza e determinazione interiore.  Esattamente ciò di cui avevano bisogno nei ‘70 i soggetti definiti “diversi’ per mandare un messaggio inequivocabile: non cediamo in nulla sul nostro desiderio.

Il Mineshaft venne chiuso dalle forze dell’ordine nel 1985. Era arrivato come un devastante terremoto il virus dell’AIDS. Gli omosessuali apparivano agli occhi dell’opinione pubblica come degli untori di manzoniana memoria. Era una totale idiozia, oggi lo sappiamo tutti, ma bisogna considerare che in quei giorni la paura radicalizzava le opinioni della gente, anche le più cretine. Le istituzioni intervennero e dopo alcuni controlli decretarono la chiusura del Club. C’è da dire che lo stile di vita del tipico Kinky sex Addict e la sua reticenza a proteggersi con il preservativo, purtroppo favorivano l’infezione ed è senz’altro vero che la comunità gay newyorkese fu tra le più devastate. Anche Robert Mapplethorpe contrasse il virus e dopo qualche anno morì.

Potete trovare ulteriori suggestioni di quanto ho scritto finora guardando il notevole docufilm di Fenton Bailey e Randy Barbato, intitolato “Mapplethorpe. Look at the Picture” del 2016. Gli autori sono stati ammirevoli nel montare una serie di immagini e video che possiamo oramai definire storiche con interviste ad alcuni dei sopravvissuti protagonisti delle decadi attraversate con lucida determinata sregolatezza da Robert. Devo dire che sono rimasto impressionato dalla sue parole tratte da vecchie interviste credo, soprattutto quando parla di se stesso, del suo stile di vita estremo, tossico ma al tempo stesso devoto ad un ideale di bellezza quasi sacralizzato.

Ma consentitemi di proseguire il racconto della sua vita a mio modo. Dunque, anche se con l’AIDS gli anni della provocazione sessuale eletta ad esperienza concreta di libertà erano tristemente finiti e presto dimenticati, questo non autorizza oggi a sottovalutare il significato storico della valenza politica dell’atto fotografico estremo di Mappletorphe, tipica tra l’altro di un atteggiamento avanguardistico molto comune tra i giovani artisti anni 60/70, soprattutto se gay, alla strenua ricerca, come diceva Andy Wharol, di quei 15 minuti di celebrità che potevano cambiarti la vita..

Bisogna ricordare che, verso la fine degli anni sessanta, il decennio della formazione dell’artista, la comunità gay di New York, malgrado una formale legittimazione istituzionale, era ancora sottoposta ad umilianti forme di discriminazione. Dichiararsi pubblicamente omosessuali significava perdere il lavoro, essere sfrattati dal padrone di casa, rovinarsi le relazioni con famiglia e amici. Mapplethorpe, a suo modo, partecipò alla guerriglia semiologica contro l’ipocrisia dominante. In quel periodo il mondo gay sentiva come prioritaria la lotta per raggiungere la possibilità di poter essere liberi di praticare il sesso omosessuale e vivere senza angoscia un immaginario erotico che sconvolgeva profondamente i benpensanti. Il fotografo, rischiando l’ostracismo dei galleristi e dei mercanti d’arte, magnificò la differenza tra il modo di interpretare la pulsione sessuale dei normal con quella dei ragazzi gay. Mentre i primi, spesso con secolare ipocrisia mantenevano su un piedistallo la finalità riproduttiva, la famiglia e l’economia domestica, i secondi predicavano/praticavano l’atto erotico come causa finale del desiderio sessuale, ostentandolo come un marcatore di un concetto di libertà più profondo rispetto a quelli ideologizzati dal discorso politico.

Le foto di atti erotici estremi, gli enormi cazzi di modelli di colore dal corpo scultoreo, ripresi quasi sempre in studio, fotografati con l’aggressiva finezza formale affinata dalla sua passione per l’arte classica, divenne il marchio di fabbrica di Mapplethorpe, e all’inizio stentarono a trovare un pubblico disposto a comprarle. Ma poi, grazie a galleristi che avevano compreso la sublime qualità delle opere dell’artista, le sue immagini cominciarono a circolare sempre di più, accompagnate da violente ondate di indignazione. In poco tempo  divennero vere e proprie icone della battaglia dei gay per il diritto di comportarsi da omosessuali. Alla fine dei settanta la sua notorietà era pari al suo enorme talento, ma il prezzo che l’artista fu costretto a pagare non era certo di poco conto. La sua arte fu sempre più avvicinata alla pornografia e il cambiamento di mentalità tra i gay, ora interessati a battaglie centrate sul problema dell’identità e sulle tappe di avvicinamento verso l’obiettivo di un loro completo riassorbimento in tutti i processi di socializzazione in qualche modo codificati, resero problematici gli approcci critici al suo lavoro persino tra la comunità che il fotografo aveva contribuito a far uscire allo scoperto. L’improvvisa e drammatica apparizione dell’Aids, come ho già detto sopra, contribuì a polarizzare le perplessità che suscitavano molte delle sue foto,  accentuandone il senso di perversione che, in realtà, con grande tecnica e commovente sensibilità, come per magia, il fotografo riusciva a sublimare in epifanie visive di rara bellezza.

Infatti, Mapplethorpe anche quando prendeva a legnate il senso del pudore dei normal in ogni occasione ripeteva a tutti di considerarsi anzitutto come un artista innamorato del bello e ossessionato dall’idea di perfezione. Nelle interviste spesso ripeteva frasi come..”La fotografia è lo strumento perfetto per fare scultura”…”Vedo le cose come se fossero sculture”.  I temi delle sue opere emergevano, come per la maggioranza degli artisti radicali impregnati di romanticismo, dalla sua esistenza/esperienza. Aldilà della sua formazione artistica culminata nella sua totale adesione ad un ideale classico che per lui significava ricerca di armonia e perfezione, era nella logica della situazione che, soprattutto da giovane, la bellezza la ritrovasse soprattutto “nell’altro” ricoperto dall’involucro prodotto dalla pulsione sessuale. Il suo magistrale sfruttamento della semantica percettiva trasmessa da raffinate regolazioni in bianco/nero, i tagli del volto dei protagonisti di molte sue immagini, il controllo delle luci, gli permettevano di raffigurare un “soggetto” trasfigurato in oggetto di godimento, ovvero in qual-cosa che mi fa pensare all’impronta che lascia l’impasto pulsionale  scopico su ciò che mette in ebollizione lo sguardo. Le migliori foto di Mapplethorpe sono quelle in cui sembra fotografare il suo stesso desiderio in motion La cattura dell’impronta dello sguardo perverso sull’oggetto/soggetto, nelle sue fotografie si risolve in una costante tensione tra forze visive dalla significazione ambivalente. Ecco perché le sue immagini non sono mai completamente oscene e nemmeno moralmente indifferenti.  A mio avviso, l’evidente bellezza delle sue immagini spesso risulta perturbante perché introduce nello spettacolo della visione di una perfetta messa in testo, un tratto negativo. Senza la pretesa di intrappolare Mapplethorpe o il suo stile in una interpretazione psicoanalitica, ho sempre pensato che la specificità delle sue opere dipendesse da un originale bilanciamento tra l’amore per forme esemplari e l’ombra dell’aldilà del principio del piacere che Sigmund Freud articolava nei termini di pulsione di morte.

Mi rendo conto che qualche lettore potrebbe pensare che io stia proiettando sull’opera del fotografo significazioni in qualche modo giustificate dal suo destino come uomo (come ho già scritto, all’inizio degli ottanta si ammalò di AIDS per poi morirne dopo inenarrabili sofferenze). Non è questa la mia intenzione e detesto dare senso all’arte attraverso la biografia dell’artista. Io credo piuttosto che Mapplethorpe abbia trasformato il suo voyeurismo o se volete le sue perversioni in una spietata ricerca dell’ordine di bellezza del suo tempo, senza cedere di un niente di fronte alla verità che pochi hanno saputo simbolizzare con tanta coinvolgente efficacia. Il tempo storico del fotografo, più o meno il nostro, come scrive con traumatica chiarezza lo psicoanalista Massimo Recalcati è il tempo del soggetto perverso ovvero della normalizzazione/mercificazione delle perversioni.

A tal riguardo, con il senno di poi, l’ordine di bellezza configurato da Mapplethorpe, per noi fruitori delle sue immagini estranei al contesto polarizzante dal quale emersero, io lo interpreto piuttosto come una paradossale cura per il desiderio smarrito della contemporaneità. Senza negare le ragioni del godimento perverso, il fotografo, innalza o se volete sublima il suo “oggetto” conferendogli l’aura che possiedono le opere d’arte che oltre alla bellezza ci restituiscono i sintomi del nostro tempo, trasfigurati in figurazioni simboliche di straordinario impatto emotivo.

Nel 1989 la Carcoran Gallery of Arts di Washington stava per inaugurare la prima grande retrospettiva dedicata all’artista, intitolata “Robert Mapplethorpe: The Perfect Moment”. Un folto gruppo di membri del Senato del partito Repubblicano insorse e con una discussa interpellanza provocarono le condizioni affinché la mostra fosse cancellata. In quei giorni fu persino grottesco rilevare quanto i conservatori fossero talmente accecati dall’odio per ciò che Robert rappresentava, al punto da non prevedere quello che regolarmente successe: l’attenzione mediatica creata dalle polemiche che decollarono dopo il provvedimento, causarono la definitiva consacrazione internazionale di Robert Mapplethorpe. Da quel momento tantissimi musei sparsi nel pianeta cominciarono a mettere nel mirino esposizioni di Robert Mapplethorpe. Mostre che purtroppo l’artista non avrebbe mai più potuto vedere. Immagino infatti che Robert reagì al maledetto virus nell’unico modo plausibile per rimanere coerente con se stesso ovvero accentuando il consumo di droghe e di esperienze estreme, cercando conforto nella ricerca di una stupefacente bellezza che nonostante tutto, non cessava di animarlo. Per me è difficile pensarlo come un eroe. Di solito provo una imperdonabile avversione per chi non sembra animato da un robusto istinto di sopravvivenza e non mi faccio sedurre facilmente dall’uso del negativo, così di moda nell’arte contemporanea. Ma quando guardo le opere di Robert Mapplethorpe capisco che c’è in esse qualcosa che va oltre le tragedie umane, qualcosa che rende gloriosa ogni esperienza anche la più negativa, qualcosa di prezioso che ci viene donato e da quel momento appartiene all’intera umanità. Lo so che la parola arte è oggi abusata e può significare un sacco di cose, tuttavia il fuoco interiore che la glaciale bellezza delle opere di Robert genera, mi fa capire che aldilà delle metafore che utilizziamo per dare ad essa ordine e senso, l’arte è importante perché ci rende liberi di sentire dall’interno messaggi, chiamateli pure sentimenti, emozioni, altrimenti muti, silenziosi, asserviti al disegno di una pur necessaria Ragione che però dopo tante promesse continua a deluderci.

 

La mostra di Rotterdam

L’avventura artistica di Mapplethorpe, dal 22 aprile al 14 agosto 2017 è fruibile presso la Kunsthal di Rotterdam. Vi si trovano esposte 200 fotografie che narrano tutte le fasi e i temi della tormentata carriera del fotografo. Ho il sospetto che la scelta delle immagini da parte dei curatori, sia stata motivata dall’intenzione di presentare Mapplethorpe essenzialmente come grande artista, limitando il numero delle immagini che in passato suscitavano scandalo, sovrastando con una cascata di chiacchiere la meritata reverenza dovuta ad un personaggio geniale e coraggioso. Non me la sento di criticarli per una decisione piena di buon senso, anche se ho il sospetto che, in qualche modo, sia esattamente il rovescio della visione che Mapplethorpe aveva della vita. Forse oggi, a quasi trent’anni dalla sua scomparsa, per far ri-conoscere il valore del suo lavoro artistico senza le interferenze dei moralisti ad oltranza, può risultare più efficace utilizzare una diversa focalizzazione sulle immagini dell’archivio che ci ha lasciato, producendo provvisorie narrazioni attente ad evitare polarizzazioni passionali tra il pubblico. Se l’obiettivo della mostra è dimostrare che Mapplethorpe era un perfezionista allora qualsiasi foto abbia conservato nel suo archivio non può che funzionare. Il fantasma della perfezione attraversa tutta la produzione dell’artista ( salvo le prime esperienze in cui sperimenta diverse tecniche). Tuttavia non bisogna dimenticare di ricordare che Mapplethorpe era cosciente dell’impossibilità di fondo che nascondeva il fantasma della perfezione. Lottare con l’impossibile della visione, dello sguardo; sfruttarne i punti di perdita, creare il momento in cui nasce l’immagine che lascia margini alla possibilità (di essere perfetta), probabilmente è una sintesi accettabile dell’orientamento esistenziale/artistico che Mapplethorpe ha poi trasformato nel Grande Stile che oggi, molti come il sottoscritto rispettano aldilà della significazione di superficie o di genere delle sue immagini.

INFO MOSTRA

Robert Mapplethorpe

A perfectionist

Kunsthal, Rotterdam

22 aprile – 27 agosto 2017

Sito Ufficiale

Robert Mapplethorpe

From “Robert Mapplethorpe: The Perfect Medium” at the Los Angeles County Museum of Art and The Getty Center in Los Angeles.

From “Robert Mapplethorpe: The Perfect Medium” at the Los Angeles County Museum of Art and The Getty Center in Los Angeles.

Lamberto Cantoni
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142 Responses to "Robert Mapplethorpe, a perfectionist"

  1. luigi   6 Maggio 2017 at 08:15

    grande Mapplethorpe. la sua mostra vale un viaggio a Rotterdam. Ricordo che la sua prima mostra in Italia doveva essere fatta a Venezia nell’89. Quando gli organizzatori videro le foto dei nudi la bloccarono subito e impedirono l’inaugurazione. Fu fatta in un’altra città in una sede meno prestigiosa. Oggi le sue foto non fanno più scandalo. Rimaniamo in un mondo di merda, ma qualche miglioramento c’è stato.

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  2. Frank   6 Maggio 2017 at 14:20

    Secondo me andavano valorizzate le foto artistiche. Concordo con i curatori. Troppo polemiche stupide non servono a niente. È più importante presentare immagini che permettano anche a chi non si intende di foto d’arte, di farsi un’idea della grandezza di Mapplethorpe.

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  3. Ann   6 Maggio 2017 at 14:25

    La mostra arriverà anche il Italia? L’autore dell’articolo ha parlato di romanticismo. Ma io penso che le foto di nudi ci indichino un attento studio della statuaria classica.

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   6 Maggio 2017 at 16:31

      Non so se prevede una sorta di “tour” la mostra, nè tantomeno se verrà in Italia, ma speriamo! Ad ogni modo io approfitterei per vedere, non solo la splendida esposizione, ma visitare un paese davvero affascinante come l’Olanda. E vedere gli spazi, le gallerie ed i musei dove avvengono le varie esposizioni. Qui in MyWhere facciamo spesso articoli sull’Olanda, non solo perchè c’è una corrispondente estera come le De Groot che ci invia articoli e foto splendide del paese dove vive, ma perchè siamo profondamente affascinati da questa civile monarchia. Grazie Ann per il tuo contributo.

      Rispondi
  4. Nicola   7 Maggio 2017 at 17:33

    Spero anch’io che la mostra arrivi in Italia ma solo se i curatori hanno scelto foto decenti. Non so voi, ma io mio figlio a vedere i maschioni superdotati di Mapplethorpe non ce lo porto.

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   7 Maggio 2017 at 20:17

      ahahahaha! divertentissima osservazione!
      sì, forse è una decisione saggia…:-)

      Rispondi
    • Antonio Bramclet
      Antonio   9 Maggio 2017 at 09:06

      Hai paura che faccia un confronto con te? A me sembri un po’ razzista, di quel razzismo in punta di piedi che mi fa incazzare ancora di più.

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      • Nicola   9 Maggio 2017 at 14:13

        Ma quale razzismo? Ho soltanto espresso la mia disapprovazione per foto che in passato tutti hanno considerato oscene. Io sono d’accordo che Mapplethorpe è stato un grande artista ma preferisco i suoi ritratti e le meravigliose foto di fiori.

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  5. Loredana   9 Maggio 2017 at 19:18

    Io penso che i curatori sono stati bravi ad individuare il concetto di mostra che permette di fondere le diverse anime di Mapplethorpe. Il perfezionista è una figura che si addice perfettamente al suo stile. I contenuti delle sue opere possono variare. Ma la loro estetica è sempre la stessa.

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  6. Elisabetta   9 Maggio 2017 at 19:22

    Io invece preferisco gli studi sul corpo. Mapplethorpe riesce a darci l’impressione di grazia e insieme di potenza. Le foto della culturista Lisa Lyon fecero epoca.

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  7. Beatrice Canè   8 Maggio 2023 at 13:48

    Come dire in altre parole che adoro Mapplethorpe? Non solo dal punto di vista fotografico, credo sia in generale una persona da cui prendere spunto. La sua determinazione è da emulare, è riuscito completamente a fregarsene delle critiche, rischiando l’emarginazione da parte dei galleristi e dei mercanti d’arte. Ha raccontato in modo diretto ma al tempo stesso delicato (mi passi il termine), la differenza tra come interpretano la pulsione erotica i normal rispetto agli omosessuali. Delicato perché, a parer mio, è vero che sono esplicite, ma lasciano veramente quel senso di disgusto così proclamato da altri?
    Proviamo insieme a Mapplethorpe a considerare i normal di quel periodo degli ipocriti: ostentavano la finalità riproduttiva e il voler mettere su famiglia con la persona amata, semplicemente per nascondere l’atto erotico come causa finale del desiderio sessuale. Gli omosessuali invece, erano liberi dalle ideologie politiche, liberi da qualsiasi contesto storico culturale.
    Mapplethorpe ha quindi fotografato il grande cambiamento sociale negli Stati Uniti. Dalla fine degli anni ’60 sono nati diversi movimenti dei diritti civili, come il movimento per la liberazione delle donne e la rivoluzione sessuale. Questi cambiamenti hanno influenzato l’arte e la cultura, portando a un’esplosione di nuove forme di espressione. Mapplethorpe ha catturato la sensualità e la sessualità in modi mai visti prima, che come dicevo, sono state considerate provocatorie e scomode, spesso affrontando la questione dell’identità sessuale.
    Per quanto riguarda il suo modo di scattare, era molto attento ai dettagli e all’estetica, si è concentrato su oggetti come i corpi maschili, le composizioni floreali. Il suo stile era nitido, pulito e preciso, e i suoi scatti erano spesso in bianco e nero, molto contrastante.
    Il lavoro di Mapplethorpe ha influenzato ovviamente molti artisti contemporanei. Mi viene in mente Cindy Sherman, che ha creato opere provocatorie e ha sfidato le convenzioni sociali. Ha spesso utilizzato la sua immagine in modo sperimentale, indossando abiti e maschere per creare personaggi che esplorano la sessualità, l’identità di genere e la costruzione dell’immagine pubblica. O ancora Nan Goldin, fotografa che ha catturato la vita di amici e amanti in modo crudo e senza fronzoli, denunciando anche la violenza sulle donne.
    In conclusione, trovo che Mapplethorpe si sia messo nei panni di portavoce per coloro che non avevano il coraggio di andare oltre le convinzioni sociali, per paura di non essere più accettati da amici e famiglia. Al tempo stesso, per coloro che sono usciti allo scoperto, ha donato libertà, libertà di potersi esprimere in qualunque modo.

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    • Lamberto Cantoni
      Lamberto Cantoni   8 Maggio 2023 at 21:21

      La tua interpretazione può essere generalizzata alla reazione di tutte le menti progressiste che hanno difeso il fotografo dalle scontate reazioni negative che ebbero le persone che si riconoscevano nella morale pubblica. Ma sono convinto che pochi sarebbero stati capaci di scriverlo come hai fatto tu.

      Rispondi
      • Anastasio Romano LABA   19 Novembre 2023 at 19:02

        Non conoscevo Mapplethorpe ma dopo aver letto l’articolo e la sua visione dei corpi visti come statue la prima cosa che mi è venuta in mente, associando inoltre il Mineshaft alla mia poca cultura, è l’Antica Grecia, più precisamente la gloriosa Atene di Pericle. A quell’epoca la sessualità non era un etichetta sociale, ogni uomo (tra i più guerrieri, filosofi, artisti) quasi sicuramente aveva rapporti sia etero che omosessuali, spesso orgie, a cui “la propria donna” difficilmente partecipava; Se presenti, le donne a recare piacere erano le cosiddette eteree, ragazze devote al solo piacere, la cultura ateniese posizionava la donna di famiglia su un piedistallo, con l’unico scopo di sfornare figli. Questa branca della sessualità influenzò parecchio la civiltà e anche l’arte dell’epoca, basti pensare alle opere di Omero, colme di erotismo. Tornando al nostro esteta, Mapplethorpe nacque in una società fresca del decreto dell’istituzione del dipartimento di fotografia del Museum of modern art (MoMA) di New York che incorona la fotografia una forma di arte contemporanea. Mapplethorpe sfoga i suoi desideri più nascosti, muovendo i primi passi e trasmettendo quasi come un pittore espressionista le sue visioni nei suoi scatti. Ha vissuto la sua adolescenza nella stessa New York marcia, riempita di vermi, oscura, raccontata da Will Eisner in “New York:La Grade Città”.
        E forse proprio da quell’oscurità, quel degrado e allo stesso tempo quella normalità è emerso Mapplethorpe con un impronta nettamente diversa, che riporta temi fuori dall’ordinario allora considerati scempio, di cattivo gusto, la maggior parte dei grandi artisti vengono capiti dopo la morte dopotutto. Leggendo un pezzo di biografia mi ha stupito come volesse riportare quello che provava lui verso i giornaletti sigillati che trovava in negozio nelle sue fotografie: “Pensavo che se avessi potuto in qualche modo renderli arte, se avessi potuto mantenere quella sensazione, avrei creato qualcosa di unicamente mio”. Direi che ne è stato assolutamente all’altezza. Sicuramente i vari anni di studi, sebbene li abbandoni varie volte e non concluderà mai, hanno aiutato l’impostazione delle opere a livello tecnico. Si abbandona alla sessualità, al sadomaso, foto che fanno breccia nella critica americana ma tutt’altro che in senso positivo.
        Un piccolo fascio di luce che si sferra prepotentemente nella Grande Mela.
        Concludo dicendo che mi ha fatto piacere scoprire questo lato di quella New York affascinante e degradata che tanto mi attrae.

        Rispondi
  8. Nicole Milani   8 Maggio 2023 at 20:42

    Robert Mapplethorpe attraverso le sue opere spesso criticate e fraintese decise di raccontare tutti quei soggetti che all’epoca non si potevano raccontare.
    Il mezzo che utilizzò per raccontare il mondo di cui anche lui faceva parte fu proprio la fotografia.
    Realizza la maggior parte delle sue fotografie in studio ricercando la perfezione della composizione.
    Attraverso il bianco e nero, l’utilizzo delle luci e delle ombre riesce nel suo intento, richiamando l’arte classica nella bellezza e nella continua ricerca della perfezione anche se la bellezza la ritrova in quei corpi spinto dalle sue pulsioni.
    Trovo strepitoso il modo in cui riesce a giocare con questi forti contrasti e inoltre penso che attraverso le sue foto più celebri volesse sfatare i soliti luoghi comuni che vi erano anche all’epoca riguardo la virilità degli omosessuali.
    La continua ricerca della bellezza che trova nel corpo umano la trova anche nei fiori richiamando la sessualità già vista ma raccontata in un modo diverso, meno facile da decifrare e quindi meno criticabile.
    Ciò che lo portò a decidere di raccontare questi mondi nascosti attraverso la fotografia fu l’onestà di questo mezzo, la capacità di raccontare la realtà.
    Ci sono molte similitudini con Nan Goldin, prima a raccontare mondi che non si potevano svelare, vicini a lei, in cui trovò la bellezza che le permise di raccontare anche la sua vita.
    Per lei la fotografia non è solo la contemplazione dell’immagine ma la necessità di rendere lo spettatore partecipe di ciò che sta vedendo.
    Entrambi hanno un legame molto forte con le persone che fotografano, quasi intimo che li permette di fidarsi di loro e raccontarli al meglio.
    Come anticipato la plasticità dei corpi ritratti nelle sue fotografie richiama le sculture di Michelangelo e l’arte rinascimentale.
    Infatti è stata realizzata anche una mostra “ La perfezione nella forma” realizzata anche in collaborazione con la Galleria dell’Accademia di Firenze, dove si è svolta con enorme successo la prima tappa espositiva.
    Rappresenta un dialogo tra il fotografo americano e i grandi maestri del Rinascimento, in particolare Michelangelo, tra passato e presente.
    Guardando le immagini su internet mi ha colpito molto questo scambio tra epoche diverse e mi sarebbe piaciuto vedere questa mostra dal vivo.
    “Se io fossi nato cento o duecento anni fa avrei potuto fare lo scultore, ma la fotografia è un modo più veloce per vedere le cose, per fare scultura” e ancora “Vedo le cose come fossero sculture…”
    Siccome la definizione di fotografia è scrivere con la luce che è fondamentale per la valorizzazione di una scultura trovo che entrambi siano riusciti a esaltare la perfezione attraverso la stessa cosa ovvero la luce seppure utilizzando tecniche differenti.

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    • Lamberto Cantoni
      Lamberto Cantoni   8 Maggio 2023 at 21:33

      Interessante il parallelismo con Nancy Golding. Però io penso che lei avesse e mostrasse una visione dalla percezione più cinematografica. Mapplethorpe è più classico e ha indubbiamente una grazia che Nan non ha mai emulato.

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  9. Caterina Fotografia   8 Maggio 2023 at 23:26

    Cosa di Mappelthorpe effettivamente ha portato il suo nome a diventare così celebre e a scalpire la storia tanto da essere considerato un pioniero del suo tempo? La risposta è molto semplice e diretta, la sua audacia e spudoratezza nell’esporsi a livello sociale e politico portando immagini provocatorie intrise di una classicità disarmante per portare avanti i suoi ideali.
    Contestualizzando il periodo di operato di questo grande artista, la New York degli anni settanta è caratterizzata dalla censura, le foto di nudi così esplicite di Mappelthorpe venivano esposte ad un pubblico che si portava ancora dietro gli strascichi del proibizionismo instaurato nel 1933, una New York, un America in cui essere gay apertamente ti portava ad essere un outcast, un reietto impossibilitato ad avere un posto nella società.
    La caratteristica fondamentale delle opere di Mappelthorpe, per quanto scioccanti e prive di pudore è la grande cura, sono foto pulite, armoniose, fotografa con la stessa grazia i suoi fiori come orde di uomini nudi e muscolosi. Aggiunge a quella che era la fotografia pornografica del tempo la nobilitazione ad opera d’arte, tassello che lo ha portato, fra le controversie a creare il nome che tutt’oggi è impresso nell’albo dei grandi nomi di artisti rivoluzionari del novecento. Con le sue fotografie ha portato l’attenzione di un America indifferente le problematiche e l’esistenza di una subcultura, sensibilizzando alla presenza di persone che altrimenti venivano reputate come inesistenti e prive di diritti in quanto blasfeme e a quelle che erano le loro condizioni e tenore di vita. Porta sfacciatamente un orgoglio di libertà, libertà sessuale, libertà di essere e di espressione. I suoi nudi così espliciti sono una denuncia al perbenismo dei normal che protraevano l’idea di un desiderio sessuale legato solo alla procreazione, egli infatti protrae un desiderio sessuale legato alla soddisfazione personale, ad i limiti del morale con le pratiche protratte tipiche dei club che frequentava covi di quella che è stata l’epidemia dell’AIDS che prenderà la vita di lui stesso come una delle sue celebri vittime. Mappelthorpe riesce ad imporsi, ad imporre la propria libertà, quella di un intera comunità che ha ispirato i moti rivoluzionari che hanno portato a vere e proprie manifestazioni che arrivano fino al giorno d’oggi come il primo pride. Nonostante siano passati decenni le sue fotografie sono capaci di parlare ancora, di portare un messaggio che ora come al tempo è profondamente attuale.

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  10. Francesca Saccone LABA   9 Maggio 2023 at 09:49

    Mapplethorpe è senza dubbio un artista divisivo: i suoi scatti hanno fin da subito suscitato scandalo.
    Siamo negli Stati Uniti di fine anni ‘70: la frequentazione del celebre locale gay di NY “Mineshaft” fu nodale per la carriera artistica di Robert : l’intento dei suoi lavori era normalizzare determinate pratiche sessuali, fantasie erotiche e diversi modi di vestire, che si discostavano ampiamente da ciò che fino ad ora era stato definito ordinario. Utilizzare la fotografia come mezzo politico, in maniera così radicale e sfrontata, ha portato l’artista ad essere apprezzato e messo in discussione continuamente. Girovagando sul web, mi sono imbattuta su un articolo che effettuava un parallelismo fra Mapplethorpe e Auguste Rodin (noto scultore e pittore francese) , si è addirittura tenuta una mostra nel 2014 al Musée Rodin di Parigi, incentrata sull’approccio di questi due giganti. Entrambi soliti rappresentare il corpo: Rodin aveva l’obiettivo di rappresentare il movimento, trasmettere emozioni, attraverso sculture delicate e dettagliate, Mapplethorpe, invece, idealizzava la potenza della figura umana , mostrando uomini possenti e ben piazzati. Gli accostamenti fra i due artisti sembravano funzionare davvero bene, in alcuni casi sembrava quasi che si fossero condizionati a vicenda. “Vedo le cose come sculture, come forme che occupano uno spazio” , afferma R.M.

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  11. Elia   11 Maggio 2023 at 12:21

    Robert Mapplethorpe, fotografo americano noto per le sue immagini controverse e provocatorie. Sebbene fosse indubbiamente un artista di talento, il suo lavoro è stato oggetto di intense critiche e dibattiti nel corso degli anni. Da un lato, è innegabile che il lavoro di Mapplethorpe contenga una grande quantità di nudità e contenuti sessuali espliciti. Alcune delle sue immagini più famose presentano genitali maschili e femminili, scene BDSM e altri soggetti tabù. I critici del suo lavoro sostengono che questa enfasi sul sesso è gratuita e offensiva e che serve solo a scioccare e solleticare gli spettatori. Oltre a ciò, alcuni hanno accusato Mapplethorpe di sfruttare i suoi sudditi, in particolare coloro che erano coinvolti nel BDSM e in altri stili di vita alternativi. Sostengono che le sue immagini oggettivizzano questi individui, riducendoli a meri oggetti sessuali piuttosto che a esseri umani pienamente realizzati. D’altra parte, i difensori del lavoro di Mapplethorpe sostengono che le sue immagini sono potenti e stimolanti e che servono a sfidare le nozioni tradizionali di bellezza e decoro. Sottolineano che Mapplethorpe non era semplicemente interessato a rappresentare il sesso fine a se stesso, ma piuttosto a esplorare i confini di ciò che è considerato accettabile nella società. Spingendo questi limiti, è stato in grado di creare immagini visivamente sbalorditive e intellettualmente stimolanti. Sottolineo che era apertamente gay in un momento in cui questo era ancora considerato un tabù in molte parti della società e che le sue immagini della forma maschile erano una celebrazione della sua stessa sessualità. In questo senso, il suo lavoro è stato una forma di autoespressione e liberazione e ha contribuito a spianare la strada a una maggiore accettazione e comprensione delle persone LGBTQ+.

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  12. Giacomo Venntrucci LABA Graphic Design   11 Maggio 2023 at 13:58

    Personalmente, ritengo che la figura di Robert Mapplethorpe abbia avuto un impatto fondamentale sulla storia dell’arte contemporanea. La sua abilità nel trasformare immagini esplicite e provocatorie in opere d’arte raffinate e armoniose è stata rivoluzionaria e ha contribuito a cambiare l’idea comune di ciò che può essere considerato arte. Inoltre, la sua capacità di portare l’attenzione su tematiche ancora tabù come l’omosessualità e la libertà sessuale, ha dato voce a una comunità emarginata e discriminata, portando all’apertura di un dibattito culturale e sociale che ancora oggi è estremamente attuale.

    Vorrei sottolineare come il suo lavoro, sebbene controverso, abbia contribuito alla normalizzazione di tematiche e stili di vita che prima erano considerati tabù. In un mondo in cui la diversità spesso viene respinta o addirittura perseguitata, il lavoro di Mapplethorpe rappresenta una sfida al conformismo e un invito a guardare la realtà in modo nuovo e aperto.

    Credo che l’arte debba avere il potere di stimolare la riflessione e il dialogo, di porre domande e sfidare i pregiudizi. E in questo senso, la figura di Robert Mapplethorpe rappresenta una testimonianza importante di come l’arte possa essere usata come strumento di cambiamento e di liberazione, capace di rompere le barriere sociali e di aprire la strada a un futuro più inclusivo e tollerante.

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  13. Veronica Mantovani   11 Maggio 2023 at 18:54

    Robert Mapplethrope è stato un fotografo visionario e perfezionista, il suo stile è stato caratterizzato da una forte attenzione al dettaglio e alla forma, con una predilezione per soggetti che rappresentavano la bellezza del corpo umano, spesso in modo estremo. Infatti i suoi scatti oltre gli scandali che ne sono derivati, hanno anche suscitato l’ammirazione per la loro bellezza e perfezione formale.
    In un mondo pieno di persone senza peccato (detto in maniera ironica ovviamente) ha approcciato il grande tabù del sesso per renderlo icona di un atto di liberazione. Ha contestualizzato la situazione della comunità gay nella società dei normal e allo stesso tempo messo in evidenza, oltre alla normalità e disinvoltura dell’atto sessuale, la libertà che ne scaturisce.

    L’unione della sua mania di perfezione e le sue pulsioni più profonde consentono un inebriante viaggio. Guardare le sue foto per me è come guardare il mare dopo la tempesta: una bellezza rara con un retrogusto amaro, ma che porta a una visione rivelatrice.
    Esplorare le opere di Mapplethorpe può essere un’esperienza emotivamente intensa e spesso provocatoria. Le sue immagini evocano una vasta gamma di sensazioni, dalla meraviglia alla ripugnanza e allo shock. Comunque l’attenzione che il fotografo dedica al dettaglio e alla forma fa suscitare un senso di ammirazione per la sua tecnica, ma anche di disagio per l’oggetto rappresentato. In ogni caso le sue immagini sono in grado di provocare una reazione emotiva nel fruitore, suscitando riflessioni sulla sessualità, sulla bellezza e sulla forma umana, e spingono il pubblico a confrontarsi inevitabilmente con questioni di natura etica ed estetica.

    Nelle sue fotografie il corpo erotico diventa un oggetto d’arte, con una bellezza che deriva dalla sua stessa natura e dalle sue imperfezioni. È stato un artista che ha saputo esplorare con coraggio e senza pregiudizi il lato erotico del corpo, portando alla luce la bellezza e la forma che si nasconde anche in quelli che sono considerati atti o comportamenti devianti.
    Ha esplorato ogni centimetro del corpo in modo rigoroso e dettagliato, con la massima attenzione al dettaglio, alla composizione e alla luce, creando una sorta di tensione tra bellezza ed erotismo. L’uso del bianco e nero, quindi del chiaroscuro, accentua i contorni del corpo e crea maggiore senso di tridimensionalità, che non può lasciare il fruitore indifferente.
    Inoltre scattando anche corpi marginalizzati come le persone di colore, ha sfidato la norma estetica e promosso l’uguaglianza e l’inclusione.

    In conclusione il fatto che il tempo di Mapplethorpe si può dire coincida con l’emersione dei disagi sulla percezione del proprio corpo tra i giovani normal, mi fa dedurre per analogia che la sua visione abbia contribuito a far scattare qualcosa nella menti umane.
    Le sensazioni che emergono dalle sue fotografie sono dunque complesse e variegate, spaziando dal piacere estetico alla sfida morale, ma tutte collegate a quell’attenzione rigorosa e alla mania di perfezione che hanno reso i suoi scatti indelebili e icone di un tempo che dura tutt’ora.

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  14. Chiara Benamati Laba Fotografia 1   12 Maggio 2023 at 20:04

    Robert Mapplethorpe ha vissuto , possiamo dire così 2 fasi, una quando era in vita e una dopo la sua morte.
    Diamo un contesto storico .Partiamo dalla prima fase , ci troviamo a NY anni 70’ , in cui ancora l’omossessualità non era ben vista, quindi una società che non apprezza anzi quasi allontanava i gay, ma nonostante ciò era presente un locale il “ Mineshaft “ in cui si praticavano fantasie erotiche estreme , in questo locale l’obbligo era di vestirsi in un certo modo giubotto di pelle , e altri asbbigliamenti che facessero sembrare grandi gli uomini .
    Mapplethorpe aveva iniziato a frequentare questo locale e da qui cercò di raccontare la parte di società a cui apparteneva con la fotografia , e qui posso dedurre quanto questo ragazzo sia stato determinato , forte e non dare ascolto alle critiche , poiché l’opinione pubblica su quelle fotografie erano tutto tranne che positive , queste fotografie erano pura provocazione per lui era più una questione di valenza politica più che creare scalpore , il suo scopo era quello di raccontare quella parte di società che non era ben vista.
    In quel periodo ci fu anche la diffusione dell’AIDS e secondo la società di chi era la colpa? Ovviamente degli omosessuali e del “ Mineshaft “ , quindi il locale venne chiuso , quindi Mapplethorpe utilizzò uno studio per realizzare i suoi scatti e quelli che realizzava erano a dir poco meravigliosi , il corpo maschile scattato attraverso un bianco e nero contrastato , luci e ombre ben realizzate riuscì a cattuarare la bellezza, sensualità e sessualità dello stesso.
    Di tutti i suoi lavori mi ha colpito molto il set floreale , i fiori per il fotografo erano la rappresentazione della passione.
    La seconda fase come annunciavo prima era quella della dopo la morte poiché , se prima Mapplethorpe non era apprezzato dopo la sua morte invece venne glorificato e apprezzato per i suoi scatti , molti galleristi iniziarono a richiedere delle fotografie del fotografo per fare delle mostre.
    In conclusione posso dire che Mapplethorpe ha portato nella società , coloro che erano disprezzati da tutti , è riuscito a mettersi nei loro panni , rischiando di perdere , amici e famiglia.

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  15. Alessandro Diego LABA   15 Maggio 2023 at 21:47

    Robert Mapplethorpe è stato un fotografo americano di grande impatto artistico, noto soprattutto per le sue immagini in bianco e nero che esploravano tematiche provocatorie come l’omosessualità e il nudo. Nel corso della sua carriera, ha sviluppato uno stile raffinato e provocatorio, utilizzando luce e composizione per creare immagini intense e suggestive.
    Le sue fotografie sono caratterizzate dalla sua attenzione per la forma e alla sua capacità di creare immagini potenti e durature utilizzando la profondità di campo, la simmetria, la linea dell’orizzonte e il bilanciamento dei soggetti all’interno della cornice e utilizzando anche la luce naturale per creare ombre e luci forti che enfatizzavano la forma dei soggetti, spesso ispirandosi alla pittura classica, in particolare alle opere del Rinascimento italiano. Le sue fotografie di uomini nudi e tematiche sessuali sfidavano i taboo della società dell’epoca, ma erano presentate in modo elegante e formale.
    Mapplethorpe era noto inoltre per il suo perfezionismo e la sua attenzione maniacale ai dettagli, spingendosi costantemente al limite per creare immagini perfette. Era molto esigente con se stesso e con il suo lavoro, studiando per ore o giorni per ottenere la perfetta illuminazione, posizione e inquadratura per ogni fotografia. Era noto per l’utilizzo meticoloso di schermi, filtri e altri accessori per controllare la luce e la messa a fuoco, nonché per la stampa delle sue fotografie, lavorando personalmente in camera oscura per ottenere la perfetta gamma tonale e il contrasto.
    Nonostante le sue fotografie provocatorie e sessualmente esplicite, il fotografo americano ha ottenuto grande riconoscimento artistico e le sue opere sono diventate parte del patrimonio culturale degli Stati Uniti. Dopo la sua morte nel 1989 causata delle complicazioni dell’AIDS, fu Fondazione Robert Mapplethorpe per preservare e promuovere il suo lavoro, garantendo che la sua influenza sulla fotografia e sulle arti visive continui ad essere sentita ancora oggi.

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  16. Conigli Aurora LABA   19 Maggio 2023 at 11:53

    Robert Mapplethorpe ha dato l’estremo potere ai suoi scatti di tramandare una bellezza allo scandalo, di lasciare a bocca aperta lo spettatore; come citato riportato nel testo, egli è stato uno scandaloso esteta, e trovo nella sua tecnica un’impronta indelebile, come se si raccontasse senza schemi e senza regole, ma con quella ricerca di ordine fatta di pura eleganza artistica, che riporta fino a oggi realtà al tempo viste come reati, come cose immaginabili, fatti che portavano le stesse persone a essere discriminate, discriminate in quel mondo che con coraggio e con personalità Mapplethorpe ha voluto rendere meno nascosto, meno proibito e più visto possibile.
    Trovo le sue fotografie di una sensibilità fatta di purezza, nei suoi scatti c’è ordine, quell’ordine che riporta alla libertà, libertà di compiere determinate azioni e di essere sé stessi. Poiché qualcosa che viene visto come il caos, viene riportato con ordine, dandoci quindi l’idea che non c’è nulla di sbagliato.
    La bellezza è la chiave dei suoi lavori, in ogni minimo dettaglio e nell’utilizzo delle luci e del bianco e nero, tecnica che lascia allo spettatore quel qualcosa in più, che lo tocca al cuore, che lo porta a fargli cogliere in modo differente lo scatto. Come Oliviero Toscani egli riporta la realtà dei fatti, vuole cambiare il mondo, magari con quella nota in più di “trasgressione” e la fotografia, anche se non capita da tutti, cela quel sentimento in più percepibile agli occhi, quella sensibilità che emoziona, quella realtà che spesso ci fa rabbrividire, perché non sempre capita.
    Estrema bellezza del testimoniare la propria storia e la storia degli altri con degli scatti, quella discriminazione fuori dall’immaginario, quel riportare azioni che devono essere viste, quella bellezza estetica, funzionale e profonda, che ci porta a cogliere le cose in modo diverso, che ci arricchisce e ci fa crescere, ci fa percepire la ricchezza del dettaglio.
    Perché in fondo la fotografia è questo, ci porta in un nuovo mondo, tramite le nostre emozioni, e artisti come Mapplethorpe sono molto più della loro storia e della loro biografia, sono la testimonianza che la bellezza si cela dietro ogni cosa, a volte impercepibile a noi, ma che se si inizia a percepire ci fa affrontare il mondo con occhi diversi, occhi più sensibili e pieni di voglia di scoprire, capaci di comprendere.

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  17. Giulia Gallo LABA   20 Maggio 2023 at 19:57

    Ritengo che la fotografia di Mapplethorpe sia espressione delle contraddizioni della società dell’epoca. Ad una ricercatissima perfezione formale, evidente in ogni suo scatto, viene accostata l’esplorazione di un tema ancora tabù, quello della sessualità libera, lontana dalle ipocrisie, che rende la figura del fotografo, per quanto duramente criticata da moralisti interessati a mantenere intatto il tradizionale ordine delle cose, estremamente affascinante. Gli aspetti che più hanno catturato la mia attenzione sono sicuramente la complessità delle fotografie, nel soggetto rappresentato e nella tecnica fotografica utilizzata, e la valenza politica e sociale, ancora attuale, del lavoro del fotografo ed artista.
    Ciò che c’è di rivoluzionario nelle fotografie di Mapplethorpe non è solo il soggetto, percepito come assolutamente scandaloso, ma la sua rappresentazione guidata da un’incessante ricerca della perfezione e del bello che permea ogni scatto. Sono proprio le pulsioni sessuali e il suo oggetto del desiderio a rappresentare quella bellezza e perfezione tanto ricercata ed ambita. Attraverso la sua magistrale abilità di fotografo nell’inquadratura del soggetto/oggetto del desiderio e nella regolazione di luci e bianco e nero, che scatti ad una prima analisi scandalosi e perversi, producono nell’osservatore una certa perplessità a causa della loro bellezza inusuale. Come fa una cosa ad essere contemporaneamente moralmente inaccettabile e bella? Questo binomio contraddittorio è ciò che più caratterizza la sua fotografia e la sua persona all’interno della società.
    Di spicco è anche la rilevanza politica rivestita dal suo lavoro. Ci troviamo a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, anni di grande fermento giovanile in tutto il mondo, dettati da parole come libertà ed esperienza diretta, di tutto, dalle sostanze ad una sessualità senza regole, senza limiti. Mapplethorpe è figlio di questa generazione e lo vediamo nel suo frequentare il controverso locale Newyorkese Mineshaft, di ispirazione per i suoi scatti, e nella volontà di vivere la sua omosessualità liberamente, lontana dall’ipocrisia di una società che, con la diffusione del virus dell’AIDS, diventa sempre più ostile. È proprio in questo contesto che le sue fotografie vanno a contribuire alla difesa e alla legittimazione politica e sociale della comunità gay e alla sua libertà nel vivere la sessualità, troppo diversa da quella dei normal, che si nascondono ancora dietro a concetti quali procreazione e famiglia. Le sue fotografie iniziano infatti a girare, ad incuriosire i galleristi e ad essere sulla bocca di tutti, la loro associazione con la pornografia gay le allontana però sempre di più dalla comunità che hanno incessantemente difeso, o meglio dire legittimato, interessata ora alla completa integrazione all’interno della società.
    In conclusione, per quanto controverso e criticato, il contributo di Mapplethorpe diventa quindi fondamentale e lascia un’impronta evidente, indelebile nella lotta per il riconoscimento, e successivamente accettazione, di un’intera comunità che per troppo tempo ha dovuto nascondersi. Analogamente, la ricerca della perfezione formale e la rara bellezza trasmessa che travolgono l’osservatore, rendono gli scatti del fotografo immediatamente riconoscibili.

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    • Lamberto Cantoni
      Lamberto Cantoni   21 Maggio 2023 at 10:09

      Complimenti per il tuo intervento. Con qualche puntuale riferimento ad opere specifiche e un po’ di parolone critiche, sarebbe risultato esemplare.

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  18. Daniela M.   22 Maggio 2023 at 15:38

    Fotografie dall’ incomprensibile bellezza, come citato dall’articolo, penso sia la frase più adatta per descrivere le fotografie di Mapplethorpe, non tanto per i soggetti che va a raffigurare, anche se dobbiamo dirlo per il periodo in cui si trovava i soggetti non erano ben visti, ma più per il modo in cui venivano raffigurati. Mapplethrope è conosciuto per le sue strabilianti fotografie in bianco e nero è riuscito a trasformare i corpi nudi di figure maschili in vere e proprie sculture grazie alla sua capacità di giocare con le luci dando vita a contrasti tonali prettamente drammatici.
    Mapplethorpe ha spesso espresso che per le sue fotografie prese come ispirazione principale il pittore Michelangelo, anche se nelle sue immagini rivedo molto anche i quadri di Caravaggio, sopratutto per la presenza preponderante di ombre in forte contrasto con le luci.
    I protagonisti delle sue fotografie sono spesso coppie omosessuali riprese in tutti i suoi scatti in chiave erotica e pornografica, come citato prima le sue immagini non sono ben viste proprio per questi soggetti raffigurati, per via degli anni ’60-’70 in cui si trovava il fotografo. Le sue foto fecero scattare diverse controversie da parte di organizzazioni conservatrici e religiose che si opposero ai finanziamenti pubblici dei suoi lavori. affascinati solo le fotografie che realizzerà in seguito, raffigurano dire il concetto di nudo, ma trasformandolo da un rappresentazione molto spinta e quasi provocatoria a una più elegante utilizzando addirittura composizioni floreali, riuscendo a rappresentare il concetto di sensualità attraverso nature morte. Difatti se si pensa ai fiori si pensa a qualcosa di candido, innocente, ma Mapplethorpe è riuscito a mostrare attraverso i fiori un lato provocatorio.
    “Sono ossessionato dalla bellezza. Voglio che tutto sia perfetto…” penso che non ci sia frase più accurata per descrivere sia la personalità del fotografo, che e fotografie stesse.

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    • Lamberto Cantoni
      lamberto cantoni   22 Maggio 2023 at 18:50

      La parte della citazione di Mapplethorpe che hai omesso è, a mio avviso, la più importante…and of course it isn’t (e ovviamente non lo è).

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  19. Riccardo Bianchi   25 Maggio 2023 at 17:38

    Dal mio punto di vista, sono fermamente convinto che l’influenza di Robert Mapplethorpe nella storia dell’arte contemporanea sia di portata incancellabile. La sua eredità artistica risuona ancora oggi, rappresentando un’importante pietra miliare nell’evoluzione dell’arte.
    La sua prospettiva artistica e il suo approccio rivoluzionario hanno riscritto i limiti dell’espressione artistica, sfidando le convenzioni e aprendo percorsi creativi inesplorati. Mapplethorpe ha dimostrato una straordinaria maestria nel tradurre tematiche complesse e sensibili in opere che colpiscono l’osservatore con forza ed emozione.
    È interessante anche come il suo lavoro abbia contribuito a ridefinire il concetto di bellezza, andando oltre gli standard preconfezionati e abbracciando la complessità e la varietà del mondo che ci circonda. Le sue immagini, audaci e provocatorie, ci spingono a riconsiderare i nostri pregiudizi e a esplorare nuove prospettive.
    Ritengo che l’eredità di Mapplethorpe risieda non solo nella sua abilità tecnica e nell’estetica delle sue opere, ma anche nel coraggio di affrontare temi tabù e mettere in discussione le norme sociali. Le sue fotografie sono un invito a esplorare il lato oscuro e controverso dell’umanità, stimolando la nostra mente e spingendoci a riflettere sulle complesse dinamiche della società.
    In conclusione, l’opera di Robert Mapplethorpe rappresenta una pietra angolare nella storia dell’arte contemporanea, con il suo impatto profondo e duraturo. Il suo approccio audace e la sua capacità di spingere i limiti hanno lasciato un’impronta indelebile, sfidando i dogmi e aprendo nuovi orizzonti per l’arte e la società.

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  20. Serena Gaspari LABA   26 Maggio 2023 at 17:26

    Osservando gli scatti a prima vista provocatori e scandalosi di Mapplethorpe, non ci vuole molto per arrivare a percepirli come rappresentazioni audaci di una normalità ben diversa da quella a cui è abituato un occhio appannato, abituato alle solite routine ed i soliti pensieri che io definirei “quotidiani e accuratamente censurati”. Nonostante le sue fotografie rappresentino uomini nudi in pose ed outfit suggestivi, non censurati, è comunque possibile percepire quell’ossessiva ricerca della perfezione, dell’ordine in qualcosa che, agli occhi della società, sembra essere tanto caotico.

    Specialmente nel periodo in cui ha vissuto il fotografo americano, diffondere fotografie di tali possenti soggetti, raffigurati in contesti sessualmente espliciti e affrontando un tema allora estremamente scandaloso come l’omosessualità, significava correre rischi e diventare il bersaglio di numerose critiche ed opinioni negative. Per l’ennesima volta però viene provato che nulla porta alla fama e al successo quanto il coraggio di tuffarsi direttamente dentro le critiche, rischio che vale la pena correre se si vuole essere, comunque, conosciuti dalle masse. Lasciandosi ispirare dalla sua frequentazione del Mineshaft di New York, Mapplethorpe ha creato e utilizzato i suoi scatti in bianco e nero, caratterizzati da una tecnica raffinata, una costante ricerca della bellezza e dalla ricca sperimentazione di effetti creati da luci e ombre, come audace manifestazione politica e sociale per rappresentare la repressa comunità gay. Senza dubbio ha giocato un ruolo importante, tramite il suo lavoro e le sue opere anche per rivendicare i desideri della maggioranza giovanile (di cui egli stesso faceva parte) negli anni Sessanta e Settanta, quali fare esperienze sia sessuali che non come una comunità, senza limiti e in assoluta libertà, sfidando la società monotona e ipocrita dei “normal”.

    C’è infatti una ragione per cui il marchio di Mapplethorpe, caratterizzato da una fine e formale eleganza, grande capacità di gestire la forma nei suoi dettagli ma anche capacità tecnica di usare la luce, la simmetria e la prospettiva, alla fine è riuscito a trasmettere il suo messaggio e a far comprendere la sua intensità comunicativa, estetica e la sua potenza con successo. Anche se dovette fare i conti con la perplessità critica verso le sue opere, persino da parte della comunità omosessuale stessa e con la diffusione dell’AIDS, per nulla di aiuto, il fotografo è diventato un memorabile artista e le sue immagini sono divenute famose a livello mondiale, riconoscibili grazie al loro insolito fascino, ma soprattutto per il loro ruolo simbolico nella lotta per la rivendicazione dei diritti della comunità gay, dentro e fuori dagli Stati Uniti.

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  21. Giacomo Casadio LABA   1 Giugno 2023 at 13:02

    Robert Mapplethorpe ha conferito un potere estremo alle sue fotografie nel trasmettere una bellezza che sfiora lo scandalo e lascia gli spettatori sbalorditi. Come descritto nel testo, egli è stato un esteta scandaloso e trovo che la sua tecnica abbia lasciato un’impronta indelebile, come se raccontasse senza schemi né regole, ma con una ricerca di ordine basata sull’eleganza artistica pura. Questa ricerca ha portato alla luce realtà che in passato erano considerate reati, impensabili, fatti che discriminavano le stesse persone che Mapplethorpe ha avuto il coraggio e la personalità di rendere meno nascosti, meno proibiti e più visibili.
    Trovo che le sue fotografie siano permeate da una sensibilità intrisa di purezza; nei suoi scatti c’è un ordine che richiama alla libertà, la libertà di compiere azioni specifiche e di essere sé stessi. Poiché ciò che viene percepito come caos viene riportato all’ordine, otteniamo l’idea che non ci sia nulla di sbagliato. La bellezza è la chiave dei suoi lavori, in ogni minimo dettaglio e nell’uso della luce e del bianco e nero, una tecnica che aggiunge quel qualcosa in più allo spettatore, che tocca il cuore e lo fa vedere lo scatto in modo diverso. Come Oliviero Toscani, Mapplethorpe riporta la realtà dei fatti, desidera cambiare il mondo, forse con un tocco di “trasgressione”. La fotografia, sebbene non sia compresa da tutti, nasconde quel sentimento in più che può essere percepito dagli occhi, una sensibilità che emoziona, una realtà che spesso ci fa rabbrividire perché non sempre riusciamo a coglierla.
    L’estrema bellezza consiste nel testimoniare la propria storia e la storia degli altri attraverso le fotografie, affrontando la discriminazione che va al di là dell’immaginazione, riportando azioni che devono essere viste e offrendo una bellezza estetica, funzionale e profonda che ci fa percepire le cose in modo diverso, ci arricchisce e ci fa crescere, ci fa apprezzare la ricchezza dei dettagli. Perché, in fondo, la fotografia è proprio questo: ci trasporta in un nuovo mondo attraverso le nostre emozioni, e artisti come Mapplethorpe sono molto più di ciò che emerge dalla loro storia e biografia. Sono la testimonianza che la bellezza si nasconde dietro ogni cosa, talvolta impercettibile per noi, ma se iniziamo a coglierla, ci porta a guardare il mondo con occhi diversi, occhi più sensibili e pieni di desiderio di scoperta, capaci di comprensione.

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  22. Letizia Mazzetti   3 Giugno 2023 at 11:44

    Robert Mapplethorpe è stato uno dei fotografi più influenti e controversi del XX secolo.
    Nato nel 1946 a New York.
    La sua carriera artistica si è sviluppata negli anni ’70 e ’80, influenzando profondamente il panorama della fotografia contemporanea.
    Mapplethorpe è noto per i suoi ritratti iconici, la sua fotografia di nudo e le sue immagini provocatorie. Ha affrontato temi come la sessualità, la bellezza e la religione , spingendo i limiti dell’espressione artistica e sfidando le convenzioni sociali. Le sue fotografie sono caratterizzate da una precisione tecnica impeccabile che dona alle sue opere un senso di bellezza estetica e allo stesso tempo di grande intensità.
    La sua attività artistica ha suscitato forti reazioni, sia positive che negative. Mapplethorpe è stato accusato di oscenità e di violare i limiti del buon gusto, ma ha anche ricevuto elogi per la sua visione artistica e la sua maestria tecnica. La sua ricerca estetica ha contribuito ad andare oltre gli standard e a sfidare le convenzioni dell’arte e della società, aprendo nuovi orizzonti di espressione e di discussione.
    Oltre al suo lavoro come fotografo, egli ha anche sperimentato l’uso di altri mezzi espressivi, come la scultura e il collage. La sua creatività senza limiti e la sua ricerca continua della perfezione estetica lo hanno reso un maestro nell’arte visiva.
    La sua influenza nell’ambito della fotografia e dell’arte contemporanea è ancora evidente oggi. Le sue fotografie sono esposte nei musei di tutto il mondo e la sua eredità artistica continua a ispirare generazioni di artisti.
    Mapplethorpe ha dimostrato il potere della fotografia come forma d’arte per esplorare temi complessi e stimolare il dibattito sulla sessualità, l’identità e la bellezza.
    Infine, è stato un fotografo visionario e controverso che ha lasciato un’impronta duratura nel campo dell’arte contemporanea. Le sue fotografie, caratterizzate da una bellezza formale e da un’intensità provocatoria, hanno aperto nuove prospettive sull’espressione artistica e hanno sfidato le “regole” della società. La sua eredità artistica e il suo coraggio nell’andare oltre, continuano ad influenzare e a ispirare gli artisti di oggi.

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  23. Emma Bonvicini   5 Giugno 2023 at 19:42

    Robert Mapplethorpe è stato sicuramente un grande artista e fotografo, uno dei più influenti che ha condizionato il panorama artistico e fotografico contemporaneo;
    Ritengo affascinante il suo stile provocatorio, con le sue fotografie di nudi e omosessuali ha trattato tematiche che ancora oggi sono tabù, sfidando le convenzioni sociali e il pensiero che definirei bigotto dell’epoca;
    Ha ricevuto sia apprezzamenti che critiche per i suoi lavori, inizialmente erano molte di più le persone indignate dalla sua arte, che non riuscivano e non volevano comprenderla; grazie ad alcune figure che avevano compreso il suo stile, le sue opere iniziarono a circolare sempre di più, senza però mancare di indignazione, tant’è vero che la sua arte venne sempre più affiancata alla pornografia.
    Nelle sue fotografie possiamo trovare estrema bellezza compositiva e tecnica, l’artista infatti era un perfezionista e studiava ogni cosa nei minimi dettagli, la luce, l’utilizzo del bianco e nero, sono tutti elementi che donano all’immagine la perfezione ricercata dal fotografo.
    Ritengo esemplare anche il suo approccio nei confronti delle tante critiche ricevute, ha sempre continuato a fare ciò che gli piaceva e non ha mai cambiato stile, anzi forse questo potrebbe essere stato un’ulteriore spinta per continuare a creare fotografie e immagini anti convenzionali, questo dovrebbe essere di esempio per tutti gli artisti emergenti e non, continuare con ciò che si ritiene più opportuno per se stessi, andando oltre gli ostacoli.
    In conclusione, credo che la bellezza in ogni sua forma d’arte, come in questo caso per la fotografia, abbia un impatto sul pubblico estremamente soggettivo, di conseguenza è abbastanza comprensibile ricevere delle critiche quando si realizza qualcosa, ma queste dovrebbero essere scevre da ogni forma di giudizio fine a se stesso.

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  24. Marianna Pati   5 Giugno 2023 at 22:36

    “Erano sigillati, il che li rendeva anche più sexy, perché non li potevi vedere… pensavo che avessi dovuto renderli arte”, queste sono le parole dell’esteta durante un’intervista, commentando un evento accaduto quando aveva solo 16 anni: un Giovane Robert Mapplethorpe sorpreso a rubare un giornaletto gay a Times Square.
    L’ambiente familiare cattolico e perbenismo ha, difatti, giocato un ruolo fondamentale sulla sua volontà (o esigenza) di uscire fuori dagli schemi. L’urgenza di reagire ad una vita e ad un mondo dettato dai tabù in cui non si sentiva affatto cittadino, lo spinsero ben presto a lasciar casa e a fare della sua arte un cavallo di battaglia contro la disinformazione e le discriminazioni gay dell’America del XX secolo.
    L’artista, durante tutta la sua carriera, ha costruito uno stile di fotografia che visualizza, senza filtro e sipari, i più intimi e controversi desideri dell’uomo. Ad essere sincera, il primo impatto con l’autore mi ha lasciata un po’ perplessa, specialmente perché non ne avevo mai sentito parlare. Dopotutto, la società ha da poco iniziato ad evolversi sotto questo punto di vista: sulla tematica della libertà dei corpi e dell’orientamento sessuale. La prima reazione quindi è quella di shock ma forse è proprio questo il punto di forza della sua fotografia… Colpire, lasciare il segno per poi cambiare l’ideologia altrui attraverso la crudezza della realtà. Con me ci è riuscito, o per lo meno, con le menti curiose direi che questo approccio funziona. Le sue collezioni fotografiche “migliori” dal mio punto di vista sono Thomas, gli scatti al dettaglio dei corpi ma anche gli scatti dedicati ai fiori.
    La ristretta tavolozza di colori (ossia il bianco e il nero) fanno trasparire un senso di inquietudine, di profondo, di sexy. “Thomas”, rappresenta chiaramente un uomo nero che, in diverse pose, esprime i più sinceri sentimenti di Robert. Le sue posture sono talmente plastiche e raffinate da poter essere comparate al gusto classico. L’autore dichiara infatti il suo legame con la scultura affermando: “Se fossi nato cento o duecento anni fa, avrei potuto fare lo scultore, ma la fotografia è un mezzo molto veloce per vedere e fare scultura”. La bravura del fotografo si manifesta facendo diventare il corpo del modello una figura scultorea attraverso la composizione, il taglio prospettico, il punto di vista e la luce. Il focus di Mappletorpe in tutte le sue opere è esaltare la forma del corpo e la sua posizione nello spazio. Di conseguenza, da questa costante ricerca al classicismo ne consegue un perfetto equilibrio delle linee ottenute mediante la postura, fino a rendere armoniosa l’intera composizione. Se invece consideriamo tutti gli scatti dedicati al mondo floreale, qui la sensualità non si mostra in maniera dirompente, evidente, ma si lascia solo intuire. I fiori diventano simbolo, addensando in loro stessi il campo semantico della sessualità.
    Per concludere, trovo che l’audacia del tema, la minuziosa cura nei dettagli, il gioco delle luci e delle ombre siano i fattori che rendono questo autore insuperabile. Il suo stile, al contrario di come si possa pensare non è osceno, ma al contrario, grazie a una rigorosa perfezione formale sottrae la nudità alla pornografia.

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    • Lamberto Cantoni
      Lamberto Cantoni   6 Giugno 2023 at 09:14

      Ottimo intervento arricchito con rilievi critici giusti.

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  25. Vernocchi Giulia LABA   7 Giugno 2023 at 12:00

    Robert Mapplethorpe è un artista che ha suscitato molte reazioni e discussioni durante il suo tempo e continua a farlo ancora oggi. Le sue opere fotografiche hanno affrontato temi controversi e hanno spinto i limiti dell’espressione artistica, specialmente riguardo alla sessualità e all’identità di genere.

    Nel contesto del periodo storico in cui Mapplethorpe ha creato la maggior parte delle sue opere, gli anni ’70 e ’80, c’erano dibattiti accesi sulla libertà di espressione, i diritti LGBT e la censura artistica. Mapplethorpe si è trovato al centro di molte di queste controversie a causa della sua rappresentazione aperta della sessualità e del corpo.

    La politica dell’epoca, segnata da una crescente polarizzazione culturale, ha influenzato la ricezione delle opere di Mapplethorpe. Le sue fotografie sono state oggetto di accese discussioni riguardo ai confini tra arte e pornografia, e la sua esposizione “The Perfect Moment” nel 1989 ha scatenato una polemica sulla libertà artistica e la spesa pubblica per l’arte.

    In un’epoca in cui l’AIDS stava devastando la comunità LGBT e la sessualità era ancora oggetto di stigmatizzazione e discriminazione, le opere di Mapplethorpe hanno sollevato questioni sulla sessualità e sulla rappresentazione queer nella cultura dominante. Il suo lavoro ha sfidato gli stereotipi di genere e ha cercato di rendere visibile una varietà di esperienze sessuali e di identità di genere.

    Le opere di Mapplethorpe hanno anche una dimensione estetica profonda. La sua precisione formale e l’attenzione ai dettagli hanno reso le sue fotografie potenti e affascinanti. Attraverso la sua lente artistica, Mapplethorpe ha esplorato il concetto di bellezza, spesso avvicinandosi all’estetica classica, con richiami alle statue greche e alla tradizione artistica occidentale.

    In definitiva, le opere di Mapplethorpe sono complesse e multistratificate. Esprimono la sua ricerca di bellezza, la sfida alle convenzioni sociali e l’esplorazione della sessualità e dell’identità. Le sue fotografie sono state in grado di catalizzare discussioni importanti sulla libertà di espressione, la politica e i diritti umani, e hanno contribuito a ridefinire il ruolo dell’arte nella società contemporanea.

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  26. Simona Del Giudice LABA   7 Giugno 2023 at 16:19

    L’articolo su Robert Mapplethorpe ci offre uno sguardo approfondito sulla vita e il lavoro di questo fotografo controverso e influente. Mapplethorpe è noto per le sue fotografie audaci e spesso provocatorie, che spingono i limiti della sessualità, della bellezza e della controversia.
    Una delle caratteristiche più interessanti del lavoro di Mapplethorpe è la sua ricerca costante della perfezione estetica. Le sue immagini sono composte con grande attenzione ai dettagli e alla luce, creando una sensualità e una bellezza formale che sono diventate il suo marchio di fabbrica. Tuttavia, questa ricerca ossessiva della perfezione ha suscitato dibattiti e critiche riguardo alle sue rappresentazioni di tematiche come la sessualità, il corpo umano e l’identità.
    Mapplethorpe ha avuto un ruolo importante nel sollevare questioni sul confine tra l’arte e il porno. Le sue immagini erotiche hanno spinto gli spettatori a confrontarsi con la loro percezione della sessualità e dell’estetica, mettendo in discussione i tabù e le convenzioni sociali. Questo ha contribuito a una riflessione più ampia sulla libertà artistica e sulla censura nel mondo dell’arte.
    Tuttavia, nonostante l’influenza e la rilevanza del lavoro di Mapplethorpe, è importante porre alcune riflessioni critiche. Alcuni critici sostengono che le sue immagini possano essere percepite come oggettificanti, sollevando interrogativi sul consenso e sulle dinamiche di potere presenti nella rappresentazione di corpi umani.
    Inoltre, è fondamentale considerare il contesto sociale e storico in cui Mapplethorpe ha operato. Le sue immagini sono emerse in un periodo di intensi dibattiti sulla sessualità, l’HIV/AIDS e l’omosessualità. La sua documentazione cruda e senza compromessi della vita queer ha contribuito a una maggiore visibilità e comprensione, ma anche a conflitti culturali e politici.
    Mapplethorpe è stato un fotografo che ha suscitato un impatto significativo nel mondo dell’arte e della rappresentazione visiva. Il suo impegno nella ricerca della perfezione estetica e il suo ruolo nel sollevare questioni sulla sessualità e l’estetica lo rendono una figura di grande rilevanza. E’ importante mantenere una prospettiva critica e considerare le questioni etiche e di potere sollevate dal suo lavoro. La sua eredità continua a stimolare dibattiti sul confine tra l’arte e la rappresentazione umana.

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  27. Tommaso De Guglielmo   7 Giugno 2023 at 18:18

    Robert Mapplethorpe è stato un visionario dell’arte fotografica, un’icona senza confini che ha sfidato i tabù della sua epoca. Le sue immagini sono una fusione di bellezza e provocazione, un’indagine audace sulla sessualità, la forma e la fragilità umana.
    Attraverso la sua lente ha catturato la forza espressiva del corpo umano in tutta la sua diversità, esplorando temi come l’erotismo, la sensualità e l’identità. La sua maestria tecnica ha creato immagini che sono allo stesso tempo potenti e poetiche, suscitando emozioni profonde e riflessioni sulla natura umana.

    Mapplethorpe ha affrontato temi controversi e ha sfidato le convenzioni artistiche e sociali del suo tempo. Le sue fotografie sono state spesso oggetto di dibattito, ma hanno anche contribuito a ridefinire i confini dell’arte e a spingere i limiti della libertà di espressione. Le sue fotografie trattano il nudo come una natura morta, andando oltre la provocazione erotica. Il corpo umano assume potenza ed eleganza affinché l’artista potesse ricongiungersi con il mondo greco e magari raggiungere quella bellezza che era possibile pensare soltanto degli dei. Il suo approccio scultoreo giustifica il suo desiderio di restituire un corpo umano “divino”. L’obiettivo è perseguito attraverso la luce e l’attento studio della posa plastica del soggetto. Vi è il superamento della concezione del nudo come oggetto pornografico e provocatorio per essere trattato come una natura morta. Il corpo diviene uno strumento per rappresentare una bellezza oggettiva ed equilibrata volta alla ricerca di una rappresentazione, per l’appunto, perfetta.

    Il suo impatto sull’arte contemporanea è innegabile. Mapplethorpe ci ha regalato un’eredità di immagini iconiche che continuano a ispirare e a suscitare riflessioni sulla bellezza, l’identità e la sessualità umana. La sua audacia e il suo talento hanno aperto nuove strade per generazioni di artisti, dimostrando che l’arte può essere un potente strumento per esplorare la complessità della vita umana.

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  28. Giulia Marrapodi LABA   10 Giugno 2023 at 02:02

    L’articolo appena letto ci offre un’analisi dettagliata e riflessiva sull’opera di Mapplethorpe, esplorando la sua relazione con la bellezza e la perfezione che spesso si manifesta attraverso l’esplorazione dei confini della sessualità e dell’identità.
    Le fotografie di Mapplethorpe sono riconoscibili per la loro precisione tecnica e l’uso sapiente delle luci e delle ombre. Il suo approccio in bianco e nero conferisce alle immagini un’immediatezza e una profondità uniche, creando un impatto visivo straordinario. Le sue composizioni sono studiate con cura e spesso includono dettagli che catturano l’attenzione dello spettatore.
    Una delle caratteristiche distintive di Mapplethorpe è la sua capacità di trasformare il soggetto in un oggetto di contemplazione estetica. Attraverso la sua lente, ciò che potrebbe essere considerato tabù o osceno diventa una forma d’arte, suscitando domande sulla società, la sessualità e la morale. Le sue immagini possono essere provocatorie e sfidanti, spingendo lo spettatore a confrontarsi con la propria visione del mondo e le proprie idee preconcette. Ancora oggi le sue foto suscitano discussioni e dibattiti. Secondo me la discutibilità di un’opera d’arte è spesso un elemento intrinseco alla sua natura. L’arte è un mezzo attraverso il quale gli artisti esplorano e sfidano le convenzioni, stimolano la riflessione e sollevano domande sulla società e l’umanità. Le fotografie di Mapplethorpe, con la loro audacia e provocazione, sono state in grado di avviare conversazioni importanti sulla libertà di espressione, la rappresentazione artistica e i confini culturali.
    Ciò non significa che tutte le persone debbano essere d’accordo sul valore o sull’interpretazione delle fotografie di Mapplethorpe. L’arte può essere soggettiva e ognuno può avere opinioni diverse su ciò che considera accettabile o apprezzabile. Tuttavia, l’importante dibattito che circonda il lavoro di Mapplethorpe testimonia la sua rilevanza e il suo impatto duraturo nel panorama artistico.

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  29. Sofia Pilli LABA   13 Giugno 2023 at 17:50

    Trovo di un estrema rilevanza Robert Mapplethorpe perché, attraverso la sua arte e la sua vita, ha contribuito a ridefinire il concetto di bellezza, a sfidare le norme sociali e ad aprire nuovi orizzonti nell’arte fotografica e nell’esplorazione della sessualità umana; Ha trasformato la pornografia gay in una forma d’arte radicale, offrendo una prospettiva politica e provocatoria. Inoltre la sua ricerca della perfezione formale e della bellezza estetica ha influenzato il modo in cui la fotografia viene concepita e apprezzata.
    Attraverso le sue immagini estreme e controverse, sfidò gli stereotipi e le convenzioni sociali. Nonostante le controversie che lo circondavano, il suo lavoro è stato riconosciuto per la sua profondità e riflessione.
    Mapplethorpe è diventato un simbolo del dibattito sulla censura artistica e la libertà di espressione. Le mostre delle sue opere hanno suscitato polemiche e sono state oggetto di censure da parte delle istituzioni, sollevando importanti questioni sulla moralità, l’arte e la responsabilità sociale.
    La sua unicità come artista e la bellezza oscura delle sue opere hanno ridefinito i confini dell’arte fotografica. Ha aperto nuove prospettive, rompendo le convenzioni e spingendo il pubblico a vedere la bellezza in modo diverso. La sua influenza si fa ancora sentire, ispirando e suscitando riflessioni su temi fondamentali della società e dell’arte.

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  30. Giorgia Poletti   14 Giugno 2023 at 11:51

    Robert Mapplethorpe è un fotografo statunitense noto per le sue immagini audaci e spesso provocatorie, che affrontano temi come la sessualità, il corpo umano e l’arte stessa. Mapplethorpe è stato un pioniere nell’esplorazione delle tematiche legate alla sessualità e all’identità di genere nella sua arte. Le sue fotografie spesso ritraggono corpi nudi e scene sessuali esplicite. Questo approccio aperto alla sessualità ha contribuito a sfidare le norme sociali e a stimolare il dibattito sulla libertà individuale e l’accettazione delle diverse espressioni sessuali, in quanto egli non ha paura di esplorare l’ambiguità, il desiderio e la sensualità in modo crudo e onesto. Dal punto di vista artistico, Mapplethorpe è stato acclamato per la sua tecnica e la sua estetica raffinata. Le sue fotografie sono state ammirate per la loro precisione compositiva, l’uso della luce e la ricerca della perfezione formale.
    Tuttavia, in molti ritengono che la sua ricerca estetica possa aver portato a un distacco emotivo dalle sue rappresentazioni, creando un’aura di freddezza e impersonalità; ciò potrebbe limitare la capacità delle sue opere di comunicare emozioni autentiche o di connettersi con il pubblico in modo significativo. Personalmente mi trovo in disaccordo con questa visione, in quanto percepisco le fotografie di Mapplethorpe come una sorta di invito alla riflessione della complessità umana. Nonostante le diverse problematiche etiche che ha portato la sua scelta di affrontare determinate tematiche, ammiro la sua audacia nella proposta provocatoria e con un forte impatto visivo.
    Il lavoro di Mapplethorpe è stato segnato dalla battaglia legale sulla libertà d’espressione. Alcune delle sue opere sono state oggetto di censura e di processi giudiziari, poiché sono state considerate oscene o offensive. Questo fattore non può che portare ad un concetto complesso riguardante la libertà artistica e i limiti imposti in una società pluralista. Mentre alcuni sostengono che l’arte debba avere il diritto di sfidare e provocare, altri ritengono che esistano dei limiti etici e morali che devono essere preservati. Sono consapevole delle preoccupazioni etiche che alcune delle sue fotografie possono sollevare. La rappresentazione esplicita e talvolta provocatoria dei corpi umani può essere oggetto di dibattito riguardo al consenso e all’oggettificazione ma bisogna sempre tenere a mente il contesto in cui le immagini sono state create dall’artista e, ovviamente, anche l’intento e lo scopo di esse.

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  31. Martina Sipione LABA   15 Giugno 2023 at 12:15

    Robert Mapplethorpe è un artista che ha sfidato i limiti dell’arte e ha affrontato temi tabù con la sua fotografia controversa. Le sue opere hanno agitato le acque dell’estetica e della morale, spingendo gli spettatori a confrontarsi con la loro visione personale del mondo e della sessualità.La sua capacità di trasformare soggetti controversi in opere d’arte che invitano alla riflessione è un segno della sua abilità artistica e della sua audacia. Mapplethorpe ha sempre cercato di catturare la bellezza, sia essa in corpi scolpiti o in scene sessuali estreme. Le sue immagini hanno suscitato reazioni contrastanti, ma è innegabile che abbiano avuto un impatto significativo sulla cultura e sulla lotta per i diritti LGBTQ+.Nonostante le critiche e la controversia che hanno accompagnato la sua carriera, l’eredità di Mapplethorpe rimane come un richiamo all’importanza dell’arte nel provocare la discussione e nel mettere in discussione le norme sociali. Il suo lavoro ci ricorda che l’arte può essere un potente strumento di cambiamento e di trasformazione sociale.

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  32. Debora Maddalena LABA   15 Giugno 2023 at 15:22

    Devo ammettere che non conoscevo questo artista, esplorando la vita e l’opera di Robert Mapplethorpe, ci si addentra in un mondo di bellezza, provocazione e controversia. Nell’articolo è ben spiegato il percorso artistico di Mapplethorpe per permetterci di cogliere il suo impatto sulla società e sottolineando il significato politico delle sue fotografie audaci. Credo che la potenza delle immagini di Mapplethorpe risiede nella loro capacità di scuotere gli spettatori, spingendoli a riflettere sulle questioni di identità, sessualità e tabù sociali. Le sue fotografie affrontano temi complessi, come l’erotismo, il corpo umano e le dinamiche di potere, e lo fanno con una maestria tecnica che è ineguagliabile, nonostante il contesto storico e culturale in cui il nostro artista ha operato non fosse sicuramente dei più semplici, di fatto nell’articolo sono ben evidenziate le sfide e le discriminazioni che ha dovuto affrontare come artista gay negli anni ’70 e ’80. Questo contesto fornisce un’ulteriore chiave di lettura delle sue opere, mettendo in evidenza il suo impegno nel rompere gli stereotipi e sfidare le norme sociali. Ho concluso dopo la lettura di questo articolo che l’arte di Mapplethorpe e le sue opere non sono da ridurre a semplificazioni o giudizi affrettati. Personalmente questo mi ha spronata a guardare oltre la superficie provocatoria delle fotografie e a esplorare il loro significato più profondo. È un invito a spingersi oltre i nostri limiti e a interrogarci sulle nostre convenzioni culturali. È un invito a esplorare le sfumature dell’arte e a sperimentare un nuovo modo di guardare il mondo che ci circonda, cercando di spingerci oltre alle prime apparenze e indagare più a fondo del motivo che spinge l’artista a realizzare determinati scatti, che a primo impatto potrebbero risultare semplicemente perversi, osé e inappropriati.

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  33. Emanuela Petrillo LABA   16 Giugno 2023 at 15:44

    Robert Mapplethorpe è stato un fotografo che ha operato durante il secolo scorso.
    Egli divenne famoso sia per i suoi ritratti a personaggi famosi, come ad esempio ad Andy Warhol e Patty Smith , tutti caratterizzati da un consapevole utilizzo del bianco e nero, sia per le fotografie ritraenti la sottocultura omosessuale sadomaso durante le loro pratiche, di cui lui faceva parte.
    Queste ultime susciteranno sgomento in molti. In parte questo è dovuto al contesto socio culturale bigotto, di un’America estremamente conservatrice, ma sarà soprattutto la diffusione dell’AIDS che provocherà ondate di perplessità verso la sua fotografia.
    Dall’altro lato queste fotografie divengono un icona della comunità omosessuale, che attraverso l’effetto di spiazzamento rivendicava i propri diritti.

    Le tematiche dei suoi lavori sono molto intense, egli fin da giovane spiega che era ossessionato dalle pratiche erotiche estreme, il fatto che la loro identità fosse mascherata e invisibile li rendeva più accattivanti per lui, pensava che se avesse potuto in qualche modo rendergli arte e rendere quella sensazione costante avrebbe dovuto creare qualcosa di unicamente suo.
    Probabilmente il lavoro che provocò più sgomento e scandalo all’estero fu “The x portfolio”. In questo lavoro tentò di distruggere la barriera tra la fotografia d’arte e la fotografia pornografica commerciale, rappresentando nei suoi scatti momenti di atti sessuali e temi espliciti della pornografia traslati nel contesto di immagine d’arte.
    Qui avviene una vera e propria rivoluzione personale in Mapplethorpe, che rappresenta tutto quello che durante l’infanzia, nella sua famiglia cattolico conservatrice, non poteva nemmeno essere nominato, creando questa valvola di sfogo per le sue sensazioni.
    Egli elabora ritratti di natura morta, dove rappresenta fiori, che mi hanno profondamente colpita. Questi sono particolarmente apprezzati dalla critica e più facilmente esposti. Non tutti sanno che utilizza i fiori in quanto sono gli organi sessuali delle piante, sottolineando sempre il concetto che il livello artistico e la sessualità non possono essere separati.
    Personalmente ritengo che Mapplethorpe sia un artista vero, ossia, non nasconde dietro veli l’intensità della realtà, e utilizza questo potentissimo mezzo per esprimere la propria natura umana più profonda.
    Uno dei punti di forza delle fotografie di Mapplethorpe è nel sapiente utilizzo della luce, grazie alla quale crea contrasti fini ed eleganti attorno alla figura principale che in questo modo domina la scena. Grazie a queste sue tecniche, che rincorrono la perfezione di uno scatto, mi è sembrato quasi come se le figure, talmente dominanti nella scena, potessero uscire e varcare qualsiasi confine spazio temporale per guardare dall’altro lato.
    Inoltre l’intensità dei temi trattati, molto forti e provocatori, crea un fortissimo ingaggio percettivo nelle persone che guardano le sue foto, in quanto la loro attenzione è risvegliata dall’impatto con la loro coscienza, non abituata a vedere (e nemmeno sentir parlare) di tali tematiche. In questo modo disturba lo stato di sonnolenza degli osservatori. Non è detto che questo stimoli verso una posizione positiva, ma si può normalizzare un tabù se questo non viene più trattato come tale.

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  34. Nicolò Giorgetti LABA   16 Giugno 2023 at 18:23

    Sono rimasto letteralmente affascinato dall’opera di Robert Mapplethorpe, un genio della fotografia che ha saputo spingersi oltre i limiti della società conservatrice dei suoi tempi. Mentre leggevo l’articolo, sono stato catapultato nella sua visione audace e ho iniziato a riflettere sulle sue fotografie sotto una nuova luce.
    L’epoca in cui Mapplethorpe ha lavorato, gli anni ’60 e ’70, era un periodo di profonde trasformazioni sociali, in cui la liberazione sessuale e l’uguaglianza di genere erano all’ordine del giorno. Mapplethorpe ha affrontato coraggiosamente queste tematiche attraverso la sua arte, sfidando le convenzioni tradizionali e aprendo la strada a un dialogo sulla sessualità umana che ancora oggi ha un impatto significativo.
    Il suo uso magistrale della luce e della composizione è semplicemente meravigliso. Le sue fotografie sono un concentrato di bellezza ed eleganza, con un’incredibile capacità di catturare l’essenza delle relazioni umane. Sono rimasto affascinato dalla sua padronanza tecnica, dalla sua abilità nel creare immagini che riescono a evocare emozioni intense.
    Ma quello che mi ha colpito di più è stata la sua audacia nel rappresentare senza vergogna la sessualità. Mapplethorpe ha abbracciato la diversità delle esperienze sessuali umane e le ha celebrate attraverso il suo obiettivo. Le sue fotografie di BDSM, nudità e amore omosessuale sono state una sfida diretta alle norme e alle restrizioni imposte dalla società, aprendo un dibattito vitale sulla liberazione sessuale e l’accettazione di tutte le forme di amore.
    So che le opere di Mapplethorpe hanno suscitato polemiche, divise tra coloro che le considerano arte e coloro che le etichettano come oscenità. Personalmente credo che il suo lavoro sia una testimonianza straordinaria della forza umana nell’esprimere la propria sessualità e nell’affermare la propria identità. Tema attuale, ancora in discussione, poiché l’espressione della propria sessualità, soprattutto queer, è ancora in tabù in troppi contesti sociali. La fotografia non può essere sottoposta a censure, è parte della narrazione umana.
    Penso che Robert Mapplethorpe è stato un visionario e un ribelle per il suo tempo, che ha aperto nuove strade per l’arte e la liberazione sessuale. Le sue fotografie sono una testimonianza potente del coraggio umano nel rompere le catene che limitano la nostra espressione. Ammiro profondamente il suo contributo alla società e sono grato della sua eredità artistica. Spero che la lotta contro le discriminazioni possa continuare anche grazie ad essa.

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  35. Laura mALPEZZI LABA   17 Giugno 2023 at 11:19

    Robert Mapplethorpe è diventato famoso prima per i suoi scandali e solo dopo per le sue fotografie. La sua intera storia è avvolta da un velo scandalistico che pochi altri artisti hanno avuto nel corso della loro esistenza. Inizialmente l’autore in questione veniva giudicato per i suoi scatti considerati da molti troppo estremi e inadeguati, ma nessuno aveva ancora capito l’importanza della riflessione che stava dietro le fotografie di Mapplethorpe.

    La gente non si fidava, normale per quell’epoca, dell’arte di un artista riconosciuto non solo omosessuale, ma che frequentava abitualmente anche dei locali dichiaratamente pervertiti. Mapplethorpe aveva una sua idea del sesso e dell’espressione sessuale, infatti secondo lui tutte quelle repulsioni e quei desideri erotici diversi dal normale, che la società rifiutava, rappresentavano una vera e propria espressione artistica e di libertà. Era di questo che trattavano le sue fotografie, lui immortalava l’estremo e spesso, di primo acchito, le reazione erano tra l’eccitamento e il disgusto, solo dopo la morte dell’artista si riuscirono davvero a comprendere i suoi lavori e ad identificarci dentro una sorta di bellezza che Robert Mapplethorpe ricercava da tutta una vita seguendo spesso strade non consigliabili.

    L’artista dovette però pagare il fio per la sua esistenza portata all’estremo quando il virus dell’AIDS colpì anche lui e lo ucciso circa un anno dopo, lasciando però a noi un’eredità artista complessa da comprendere, ma estremamente intrigante.

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  36. Federico Francia   17 Giugno 2023 at 16:14

    Davanti alle opere di Mapplethorpe e dei suoi altri grandi colleghi (come Salgado, Newton, Toscani), possiamo affermare che non hanno scritto solo la storia della fotografia, bensì ritengo più corretto dire dell’arte, oltre che del costume e della comunicazione.
    Torniamo a focalizzarci su questo fotografo. Mapplethorpe è sicuramente, tra gli artisti visti, quello che ritengo abbia osato maggiormente, anche più di Helmut Newton o Oliviero Toscani.
    Robert Mapplethorpe nasce nel Queens in America e passa gran parte della sua giovinezza a cercare di trovare la sua strada nell’arte. Dopo aver studiato a Brooklyn, ha iniziato a esplorare la fotografia come mezzo di espressione creativa. Presto ha sviluppato uno stile distintivo che si basava sulla precisione compositiva, l’attenzione al dettaglio e l’uso sapiente della luce.
    Davanti all’obbiettivo di Mapplethorpe sono passate molte “scene”, ma è diventato celebre per i suoi ritratti, i suoi nudi e le sue immagini che sfidavano le norme sociali. Spesso si concentrava sul corpo umano, esplorandone la bellezza e la sensualità in modo audace e provocatorio. Alcune delle sue fotografie più iconiche presentano soggetti sottoposti a giochi di luce e ombre che esaltano i contorni e le forme del corpo, in particolare maschile.
    Anche nell’operato di Mapplethorpe è possibile notare la sua predilezione per la stampa in bianco e nero. Questa scelta stilistica contribuiva a conferire alle sue immagini un’atmosfera intima e senza tempo, permettendo ai dettagli di emergere con forza e potenza. Le sue composizioni erano spesso bilanciate e simmetriche, e questo contribuiva a creare un senso di armonia e equilibrio visivo.
    Robert Mapplethorpe è ricordato per la sua attenzione nella composizione dell’immagine fotografica. Ogni elemento nella sua inquadratura era accuratamente disposto e studiato, creando una perfezione formale che caratterizzava il suo lavoro. Questa meticolosità si estendeva anche al processo di stampa, poiché Mapplethorpe era coinvolto personalmente nella realizzazione delle sue stampe, assicurandosi che i suoi lavori fossero presentati nel modo più accurato possibile.
    L’arte di Mapplethorpe è stata oggetto di ampio dibattito e controversie. Le sue immagini erotiche e il loro contenuto sessuale esplicito hanno scatenato polemiche e dibattiti sulla libertà di espressione artistica e sul confine tra l’arte e la pornografia. Nonostante le critiche, Mapplethorpe ha continuato a perseguire la sua visione artistica, cercando di sfidare gli spettatori e di portare alla luce aspetti tabù della sessualità umana. Sostanzialmente possiamo definire il suo operato anche come un “racconto di denuncia”, legato al modo di vivere ed ai diritti degli omosessuali americani degli anni ’70.
    Il “far parlare di sé” gli ha fornito un posto di rilievo nel panorama artistico contemporaneo, e direttamente o indirettamente gli viene riconosciuto un ruolo di attivista nella denuncia dei diritti degli omosessuali americani.
    Robert Mapplethorpe da ragazzo imparò a suonare il sassofono e voleva diventare un’artista. Prima di approdare alla fotografia aveva studiato grafica pubblicitaria. A Chelsea, quartiere di New York aveva vissuto con Patty Smith. Avvicinatosi alla fotografia, aveva alternato agli inizi la Polaroid ad una Hasselblad, dedicandosi allo studio dei grandi fotografi a partire da Nadar. Capì l’importanza e il senso della luce nella creazione di un’immagine. Parlare di luce per un artista che viveva e fotografava soprattutto di notte e che viene ritratto quasi sempre con gli occhiali scuri, sembra quasi una contraddizione. Ho trovato nella libreria di casa un volume di R. M. che mi ha favorevolmente sorpreso.
    È un libro di almeno trent’anni fa intitolato “Lisa Lion”, famosa performer di body building. Ci sono foto solo in bianco e nero risalenti prevalentemente agli inizi degli anni ’80.
    Prevalgono le foto di nudo dove il bilanciamento dei bianchi e neri, rendono le immagini dei muscoli forti e sensuali senza cadere nel volgare. Poi ci sono anche ritratti e scatti di “moda”, dove i vestiti rappresentano solo la cornice di un volto fortemente caratterizzante. In fine metterei in evidenza il taglio delle inquadrature, mai banali o scontate che esaltano perfettamente i chiaro scuri. Un libro assolutamente da consultate se si vuole conoscere meglio Robert Mapplethorpe e che è arricchito dalla prefazione di Bruce Chatwin, scrittore inglese, purtroppo anche lui come Mapplethorpe morto di AIDS.

    Federico Francia – Graphic Design 1 LABA

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  37. Alessia Tresente   19 Giugno 2023 at 16:12

    È comprensibile l’idea di Robert Mapplethorpe di voler essere originali e ad ispirarsi a passioni proprie, per confrontarle con altre esperienze considerate “normali” o scontate dalla società sia per distinguersi dalla massa che per reclamare la propria libertà di espressione e non nego che egli sia un bravo fotografo ma non condivido il suo stile e le sue aspirazioni provocatorie e perverse.
    La bellezza del corpo umano non si discute ma a mio parere questo sembra una sessualizzazione troppo eccessiva.
    Apprezzo la sua intenzione di voler inviare alla comunità un messaggio in aiuto di persone con orientamenti sessuali diversi per tentare di combattere le insensate discriminazioni purtroppo ancora oggi esistenti ma tuttavia si potrebbero utilizzare altri modi per arrivare allo stesso scopo e non necessariamente fotografando esplicitamente determinate parti del corpo a sfondo sessuale.
    Il desiderio passionale è un mezzo come un altro di attirare l’attenzione ma in questo modo il contenuto della fotografia può non risultare sufficientemente chiaro e sfociare nell’esagerazione e nella volgarità; non è moralismo, è semplicemente buon senso.

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  38. Siria Laba   19 Giugno 2023 at 18:44

    Robert Mapplethorpe, con la sua tecnica e il suo occhio per la composizione, ha spesso creato immagini che possono essere paragonate a veri e propri dipinti, forse dovuto anche dai suoi studi sulla pittura.
    Negli anni ’70 e ’80, Mapplethorpe divenne noto per il suo lavoro innovativo e controverso, esplorando temi come la sessualità, l’identità di genere e il corpo umano.
    Ciò che apprezzo di più in Mapplethorpe è il suo coraggio nel mettere in discussione le norme sociali e la sua volontà di affrontare temi controversi attraverso la sua arte in una società cosi retrograda.
    Nonostante le controversie, le sue fotografie provocatorie hanno spinto le persone a confrontarsi con la sessualità, l’identità e le convenzioni culturali, aprendo la strada a nuovi dialoghi e discussioni.
    Mi affascina anche, la sua capacità di trasformare oggetti e corpi ordinari, in opere d’arte straordinarie, un esempio è la sua serie di fotografie di fiori, in cui é riuscito a catturare la delicatezza dei petali e la struttura delle foglie. Anche i corpi umani, Mapplethorpe ha elevato il nudo a un livello superiore, trasformando il corpo umano in una scultura vivente grazie ad un uso impeccabile della luce e della composizione.

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  39. Claudia Mura LABA   20 Giugno 2023 at 15:50

    Robert Mapplethorpe è stato un fotografo americano noto per le sue immagini provocatorie e controverse che esploravano temi legati alla sessualità, all’identità e alla bellezza.
    Lo stile di Mapplethorpe è caratterizzato da una precisione formale e da un’estetica controllata. Spesso lavorava con una forte illuminazione e composizioni austere, producendo immagini sia visivamente suggestive che spesso controverse. I suoi soggetti includevano fiori, nature morte, celebrità e nudi maschili e femminili. Aveva una particolare fascinazione per il corpo maschile e ha realizzato una serie di fotografie omoerotiche che sfidavano i confini e le norme sociali.
    Durante la sua carriera, Mapplethorpe ha suscitato controversie a causa della natura esplicita di alcune delle sue opere, che includevano rappresentazioni esplicite di bondage, sadomasochismo ed erotismo omosessuale.
    Il lavoro di Mapplethorpe continua ad essere esposto in tutto il mondo e il suo lascito come artista innovativo e provocatore rimane significativo nella storia della fotografia.

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  40. Matilde Tagliavini LABA   21 Giugno 2023 at 03:05

    Robert Mapplethorpe è stato un fotografo statunitense degli anni sessanta settanta. Come ben sappiamo in quel periodo, essere omosessuale era una vergogna, rovinava la vita, ma nonostante ciò ha avuto il coraggio di non nascondersi, anzi attraverso i suoi scatti ha dato vita alla sua sessualità. Le sue fotografie spesso ritraggono corpi nudi e scene sessuali esplicite.
    La scelta di utilizzare il bianco e nero, a mio avviso, aiuta a conferire un’atmosfera ancora più intima.
    L’arte di Mapplethorpe è stata oggetto di grandi dibattiti, chi sosteneva che si andasse ad oggettificare i corpi ripresi, chi si sentiva vicino all’idea di libertà del fotografo e chi sottolineava il confine tra arte e pornografia.
    Mapplethorpe realizzò anche una serie di primi piani di fiori, molto apprezzati dalla critica, sono immagini che furono preferibilmente associate a lui ed esposte nelle mostre. Ma molti non sono a conoscenza che utilizza i fiori in quanto organi riproduttivi delle piante. Quindi questi primi piani mostrano in dettaglio, con grande creatività ed ironia, gli organi riproduttivi delle piante, richiamando i suoi più convenzionali lavori sessuali.
    Non so se oggi sarebbe apprezzato. Probabilmente avrebbe un seguito maggiore rispetto al suo periodo, ma forse potrebbe ancora ad oggi essere considerato troppo esplicito.

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  41. Anita Migani   21 Giugno 2023 at 12:18

    Inutile dire quanto questo artista mi abbia colpito, in primis la sua arte, ma soprattutto per il suo disinteresse nei confronti di ciò che viene considerato accettabile o meno, sfidando quelli che erano i confini dell’arte, sia per tematiche che per soggetti. Ho principalmente cercato di capire quali fossero gli obiettivi della sua arte. Innanzitutto, Mapplethorpe era interessato a esplorare la sessualità umana in tutte le sue sfaccettature. Le sue fotografie, infatti, rappresentano l’erotismo e la sensualità in modo esplicito, sfidando i tabù sociali e le convenzioni sessuali. Mapplethorpe cercava di celebrare la bellezza del corpo umano e di trasmettere un senso di desiderio e piacere attraverso le sue immagini. Allo stesso tempo, voleva sfidare le norme sessuali tradizionali e sfumare i confini tra l’accettabile e l’inaccettabile.
    Un altro obiettivo del lavoro provocatorio di Mapplethorpe era quello di esplorare le dinamiche di potere e le identità di genere.
    Le sue fotografie spaziavano dal rappresentare figure maschili muscolose e dominanti a soggetti femminili forti e assertivi. Queste rappresentazioni andavano oltre gli stereotipi convenzionali di genere del tempo, mettendo in discussione i ruoli assegnati dalla società e aprendo la strada a una riflessione più ampia sulla sessualità e sull’identità.
    Inoltre, Mapplethorpe cercava di sfidare la concezione tradizionale della fotografia come medium puramente documentario. Le sue immagini erano attentamente costruite, utilizzando l’illuminazione, la composizione e la posa per creare opere d’arte visivamente potenti. Attraverso la sua fotografia provocatoria, Mapplethorpe intendeva dimostrare che l’immagine fotografica poteva andare oltre la mera rappresentazione realistica e trasmettere emozioni, desideri e concetti complessi.
    Infine, Mapplethorpe aveva anche l’obiettivo di suscitare reazioni nel pubblico e nel mondo dell’arte stesso. Le sue immagini spesso hanno generato controversie e dibattiti sulla pornografia, la censura e i limiti dell’arte. Quello che forse preferisco di questo artista è che Mapplethorpe sfidava l’idea che certi soggetti o temi dovessero essere esclusi dal contesto artistico, invitando il pubblico a confrontarsi con le proprie idee preconcette e a interrogarsi sul significato e sui confini dell’arte stessa.

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  42. Alessia Reyes   21 Giugno 2023 at 13:42

    Provo grande stima per chi ha il coraggio di lottare per i propri diritti, per chi mette da parte proprie le paure e esprime il 100% di se stesso senza nascondersi. Robert Mapplethorpe ha fatto tutto ciò, ha cercato di normalizzare se stesso e chi facesse parte della sua comunità, in un’epoca dove dominava l’ignoranza, dove non era tollerato essere se stessi.
    Robert è stato un fotografo americano noto per l’appunto per le sue immagini provocatorie e controverse. La sua fotografia comprendeva una vasta gamma di soggetti, inclusi ritratti, nature morte e immagini erotiche. Il suo lavoro ha sfidato le norme sociali, soprattutto nella sua esplorazione della sessualità e del corpo umano.

    Uno dei notevoli lavori di Mapplethorpe è la sua serie di ritratti in bianco e nero dove padroneggia la luce e l’ombra nelle sue fotografie, con l’intendo di scolpire il corpo umano.
    Ha prodotto delle fotografie molto esplicite che all’epoca erano considerate controverse.
    Con queste immagini Robert sfida i tabù della società, per questo si creano dei dibattiti sulla censura e sulla libertà artistica.
    Ha eseguito ritratti di artisti, celebrità e membri della comunità LGBTQ+.
    Questi ritratti erano caratterizzati dalla loro precisione e soggetti a forti contrasti, mostrando in modo dettagliato la presenza fisica del soggetto.
    Ammiro i personaggi fuori dagli schemi, come Robert Mapplethorpe, che ha contribuito sensibilizzare il tema Il tema dell’orientamento sessuale e dell’omofobia.

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  43. Matilda rigoni   21 Giugno 2023 at 15:12

    Rigoni Matilda LABA Graphic design

    Robert Mapplethorpe
    Robert Mapplethorpe nel 1970 inizia il suo percorso fotografico acquistando una Polaroid, i protagonisti delle sue foto sono spesso attori pornografici e di solito coppie omosessuali riprese in pose erotiche. Ma il suo vero cambiamento avviene nel 1970 dopo aver iniziato la sua prima relazione omosessuale con David Crowland che gli presentò il curatore del MoMa. Da questa nuova conoscenza inizia la fortunata, ma breve, carriera fotografica di Mapplethorpe.Inizia ad affinare la sua tecnica diventando un vero e proprio talento, tanto che la sua tecnica di stampa al platino su carta e su lino diventa un vero e proprio oggetto di studio, le foto di Robert Mapplethorpe iniziano a diventare più “rispettose” dei canoni di bellezza del tempo, meno immediate o provocatorie.
    Ogni raccolta fotografica dell’artista pare essere frutto di un incontro con l’altro, che lo ispira e in cui egli si riconosce.

    Egli utilizza il suo corpo come una tela per mettere in mostra elementi irriverenti per l’immaginario pudico dell’epoca. Il corpo diviene sacro: uno strumento di sperimentazione e di scoperta.
    L’approccio scultoreo dell’artista giustifica il suo desiderio di restituire un corpo umano ‘divino’. L’obiettivo è perseguito attraverso la luce e l’attento studio della posa del soggetto. Supera la concezione del nudo come oggetto pornografico e provocatorio per essere trattato come una natura morta. Trasforma il corpo in uno strumento per rappresentare una bellezza oggettiva ed equilibrata volta alla ricerca di una rappresentazione perfetta.
    Spezzando la sottile barriera che ancora separava l’arte dalla pornografia, Mapplethorpe documentò il perverso universo della cultura underground, scavando dentro se stesso e le sue fantasie. Superando le facili semplificazioni, l’arte di Mapplethorpe rivendica con forza la dignità della diversità e il rispetto per le pulsioni del corpo. Tra bene e male, lecito ed illecito, morale ed immorale, esistono solamente uomini e donne con i loro desideri rimossi, abilmente ricondotti da Mapplethorpe entro una dimensione estetica.
    Verso la fine della sua vita l’aperta natura erotica ed omosessuale di molti dei suoi lavori fece scattare una controversia più generale sui finanziamenti pubblici per opere provocatorie o, secondo altri, pornografiche. Molte organizzazioni conservatrici e religiose si opposero a finanziamenti pubblici dei suoi lavori e delle loro esposizioni.

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  44. Perla Laba   9 Ottobre 2023 at 09:58

    Nonostante non ne sia una fan sfegatata, è innegabile che Robert Mapplethorpe sia senza dubbio uno dei fotografi più influenti e controversi del XX secolo. Il suo talento artistico e la sua abilità tecnica sono evidenti in ogni suo scatto, ma è la contrapposizione con la cultura del suo periodo storico che ha reso il suo lavoro così polarizzante.
    Mapplethorpe nacque nel 1946, una epoca in cui il mondo dell’arte e della fotografia ancora si stava confrontando con i limiti della morale e della censura. Iniziò la sua carriera come fotografo commerciale, ma ben presto abbracciò una visione più provocante e audace nell’esplorazione del corpo umano e della sessualità.
    Le sue immagini hanno sempre suscitato forte interesse, sfidando le convenzioni sociali e provocando diverse reazioni. Parlava del suo lavoro come di un’indagine sull’estetica del bello, spingendo gli spettatori ad affrontare temi come la sessualità, la riproduzione e il potere. La sua sfida a tabù culturali e religiosi ha spesso sollevato dibattiti e indignazione, come del resto deve fare per essere chiamata “rivoluzionaria”.
    Le mostre di Mapplethorpe sono diventate degli eventi dirompenti, con visitatori schierati su due fronti opposti. Da un lato, ci sono coloro che ammirano la sua audacia e la sua capacità di catturare la bellezza in modo crudo e onesto. Queste persone apprezzano la sua sfida alle norme e sono attratti dalla sua estetica innovativa e la forza delle sue immagini.
    D’altro canto, ci sono coloro che respingono il lavoro di Mapplethorpe. Questi ultimi possono essere semplicemente sconvolti dalla natura esplicita delle sue fotografie o possono considerare le sue opere immorali e inaccettabili, come del resto è successo negli anni. Molti critici hanno accusato Mapplethorpe di pornografia, affermando che le sue immagini erano eccessive e crudeli.
    Tuttavia, è importante sottolineare che il lavoro di Mapplethorpe va oltre la mera volgarità. Ciò che emerge dalle sue fotografie è una raffinata sensibilità estetica, unita a una profonda comprensione dei soggetti ritratti. Le sue immagini possono essere audaci, ma trasmettono anche un senso di vulnerabilità e desiderio umano.
    Nonostante le critiche e la controversia, il contributo di Mapplethorpe al mondo dell’arte e della fotografia è INNEGABILE. Le sue fotografie sono state esposte nelle gallerie di tutto il mondo ed esaminate da studiosi e appassionati di fotografia. Le sue opere sono diventate icone e sono state fonte d’ispirazione per molti artisti successivi, dimostrando la sua influenza duratura nel panorama artistico contemporaneo.
    Robert Mapplethorpe è stato un fotografo straordinario che ha visto la sua carriera attraverso le lenti polarizzate dell’apprezzamento e della critica. Il suo talento artistico, l’ardire nell’esplorare temi tabù e la sua estetica unica hanno definito la sua eredità nel mondo dell’arte. Nonostante le opinioni contrastanti sui suoi lavori, è ormai riconosciuto come uno dei grandi maestri della fotografia contemporanea.

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  45. Blue LABA   13 Novembre 2023 at 19:01

    Il mondo dell’arte è stato pieno di artisti che hanno mostrato in varie forme la sfera sessuale, dalla menade danzante di Skopas a un qualsiasi body painter odierno, sicuramente Mapplethorpe è stato un artista controverso per via dei suoi soggetti, tuttavia si nota la cura nelle inquadrature e nelle ombre il che rende le se foto arte. L’unica vera controversia su cui mi sento d’esprimere la mia opinione è la seguente, se si organizza la mostra di un artista è bene mostrarlo nella sua interezza, anche se è un artista controverso, i fiorellini e i paesaggi non rappresentano Mapplethorpe nella sua interezza, quindi in una mostra a lui dedicata è bene mostrare tutto, magari mettendo un avviso all’esterno della mostra per avvisare i più piccoli e i loro genitori.

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  46. Blue LABA   13 Novembre 2023 at 19:02

    Il mondo dell’arte è stato pieno di artisti che hanno mostrato in varie forme la sfera sessuale, dalla menade danzante di Skopas a un qualsiasi body painter odierno. Mapplethorpe è stato un artista controverso per via dei suoi soggetti, tuttavia si nota la cura nelle inquadrature e nelle ombre il che rende le se foto arte. L’unica vera controversia su cui mi sento d’esprimere la mia opinione è la seguente, se si organizza la mostra di un artista è bene mostrarlo nella sua interezza, anche se è un artista controverso, i fiorellini e i paesaggi non rappresentano Mapplethorpe nella sua interezza, quindi in una mostra a lui dedicata è bene mostrare tutto, magari mettendo un avviso all’esterno della mostra per avvisare i più piccoli e i loro genitori.

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  47. Elisa Mattia LABA   13 Novembre 2023 at 21:18

    Robert Mapplethorpe celebre per le sue immagini audaci e provocatorie, suscita accesi dibattiti sulla sottile linea tra arte e pornografia.
    Le sue opere, infatti, includono genitali maschili e femminili, scene BDSM e altri soggetti considerati tabù.
    Oltre al suo impatto artistico, Mapplethorpe è ricordato per il suo ruolo fondamentale nella lotta per i diritti LGBTQ+ e il suo coinvolgimento nel contesto culturale e sociale della New York degli anni ’60 e ’70. La sua figura complessa e controversa mi ha fatto pensare all’artista Andy Warhol, entrambi divenuti figure iconiche nella scena artistica nella stessa epoca.
    Warhol ha influenzato la cultura pop e l’approccio all’arte concettuale, mentre Mapplethorpe, con una prospettiva più esplicita sulla sessualità, ha sfidato le convenzioni sociali, portando avanti un discorso politico attraverso le sue audaci fotografie.
    Entrambi gli artisti hanno contribuito in modo significativo a ridefinire i confini dell’arte contemporanea, affrontando temi controversi in un periodo di profondi cambiamenti culturali e sociali. Le loro impronte indelebili sulla storia dell’arte sono caratterizzate da stili distintivi e visioni provocatorie.

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  48. Gaia LABA   13 Novembre 2023 at 21:39

    Robert Mapplethorpe, enigmatica personalità avvolta dalla contrapposizione delle convenzioni sociali, ha plasmato il suo percorso artistico immerso nei paradossi della società. Nato e cresciuto in un contesto familiare di fede cattolica, ha avvertito il bisogno impellente di emanciparsi da una realtà permeata dai divieti, abbandonando il proprio rifugio per divenire una icona ribelle contro la distorsione informativa e le discriminazioni rivolte alla comunità omosessuale nell’America del XX secolo.La sua estetica fotografica, esplicita nell’esporre i desideri umani più intimi e dibattuti può inizialmente sconvolgere, ma si trasforma im uno strumento di potente sovversione ideologica attraverso la cruda rappresentazione della realtà. Le colllezioni fotografiche, quali “Thomas” e gli scatti floreali, si ergono a testimonianza della sua abilità nel comunicare sensualità e bellezza attraverso una raffinata tavolozza monocromatica.
    Mapplethorpe, scultore dei corpi dei suoi soggetti mediante l’arte della composizione, del taglio prospettico e della manipolazione della luce, manifesta una costante ricerca del classicismo, traducendola in un armonioso equilibrio di linee e pose nelle sue creazioni. Nwi primordi del movimento di emancipazione gay, ogni manifestazione pubblica di omosessualità assumeva valenza politica. Pur non identificandosi apertamente come fautore dei diritti LGBTQ+, Mapplethorpe ha disseminato la propria sessualità, offrendo visibilità alla comunità gay. Attraverso un vocabolario pittorico che sfida stereotipi e tropi visivi consolidati, ha fuso influenze dalla storia dell’arte con l’immaginario del sadomasochismo e della cultura del cuoio. Nelle sue fotografie, come nel suggestivo “Larry and Bobby kissing, 1979,” Mapplethorpe ha ritratto una comunità gay sempre più consapevole e emergente in città come New York, San Francisco, Londra e Parigi. Attento alle sfumature con cui l’identità poteva essere catturata e trasformata attraverso l’obiettivo, ha consapevolmente sfruttato il potere unico della fotografia nel comunicare intimità come nessun altro mezzo. La sua temeraria incursione nel tema, la precisione nell’osservanza dei dettagli e il gioco di luci e ombre concorrono a scolpire un’eredità indelebile nell’arte contemporanea, testimoniando che la sua opera non si limita alla provocazione, ma riscatta la nudità trasformandola in un’opera d’arte senza tempo.

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  49. Kevin zampa   14 Novembre 2023 at 14:40

    Mapplethorpe ha molto di cui parlare, sia a livello biografico che a livello artistico. In entrambi i casi per temi come la “lotta” per la libertà artistica e personale. Riusciva magistralmente a trasportare nelle immagini argomenti dei quali era difficile addirittura parlare al tempo. Graficamente infatti riusciva a raffigurare la “pornografia”, tanto odiata e boicottata dai critici ed investitori dell’epoca, in maniera pulita, elegante, geometrica. Il corpo diventa solamente un blocco di marmo scolpito e illuminato a suo piacimento, trasformando l’erotismo in eleganza e diventando così arte. Paradossalmente guardando le sue immagine non si nota la differenza se nelle immagine è presente un fiore o un corpo, il lavoro è il medesimo, anzi (parere personale) ha quasi più “forza” emotiva ed erotica le sue opere raffiguranti i fiori rispetto a corpi nudi proprio per la bravura e la tecnica di Mapplethorpe. È fuori tempo, un precursore; sono immagini estremamente attuali e mi ripeto per la 3ª volta in queste poche righe, ma sono immagini di un’eleganza disarmante, tecnica, illuminazione e pulizia estrema. Per gli anni in cui è vissuto ed ha scattato era troppo avanti, era un visionario, e chi è così innovativo, forte caratterialmente e artisticamente fa paura, di conseguenza è intuibile e non difficile da immaginare le critiche a lui mosse, gli ostacoli e sabotaggi subiti (anche per i temi trattati e la vita personale non nascosta), ma sono immagini talmente belle che era impossibile rimanessero sconosciute; il genio fa sempre paura. Era un grande fotografo, un grande uomo, con una grande storia.

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  50. Margherita Belegni   14 Novembre 2023 at 19:12

    Articolo interessante, mette in luce vari aspetti della biografia dell’artista (aspetti che difficilmente vengono trattati), fornendo un ulteriore punto di vista su di lui. Robert Mapplethorpe è il fotografo della controcultura per antonomasia.
    Studiò per anni disegno, pittura e scultura al Pratt Institute, fase fondamentale per la sua carriera artistica: pur dedicandosi totalmente alla fotografia, non abbandonò mai la scultura, infatti i corpi nudi delle sue fotografie erotiche diventano statute, la carne diventa marmo, trasforma i corpi in veri e propri oggetti sensuali o “oggetti del desiderio” (come li definirebbe Duchamp). Attraverso combinazioni di luce fredda e messa a fuoco precisa dà vita a contrasti tonali drammatici, riconoscibile ai più.
    Realizzerà anche fotografie sadomaso, temi omoerotici e ritratti alle celebrità. Tra quest’ultimi ricordiamo Patty Smith che verrà ritratta per la copertina del suo primo album (Horses) in modo androgeno, sensuale e non convenzionale, vestita da uomo, eppure in grado di esprimere la sua femminilità. Mapplethorpe attraverso la sua fotografia ridefinisce i ruoli di genere, sfuma le linee dei corpi, ragiona sulla sessualità attraverso l’immagine.
    Un altro tema da lui affrontato sono le nature morte floreali, anche in queste serie fotografiche restituisce l’idea di erotismo, sensualità ed eleganza attraverso le composizioni e le luci che vanno a modellare in modo plastico i soggetti.
    Ancora oggi, i suoi lavori continuano a essere considerati dei tabù da molti, eppure rimane uno dei fotografi più iconici e provocatori della storia.

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  51. Alessio Ponzetto   15 Novembre 2023 at 18:21

    Penso sia stato trattato molto bene l’articolo riportato dal professore mettendo in evidenza vari aspetti della biografia dell’artista che difficilmente si trova così approfondita, fornendo il proprio punto di vista.
    Robert Mapplethorpe celebre per le sue immagini audaci e provocatorie, suscita accesi dibattiti sulla sottile linea tra arte e pornografia, nonostante ciò, il fotografo ignorò completamente le critiche, rischiando l’emarginazione da parte dei galleristi e dei mercanti d’arte.
    L’artista riuscì a raccontare in modo diretto ma al tempo stesso delicato, tramite le sue illustrazioni, a ridefinire i due ruoli di genere.
    Nelle sue fotografie possiamo trovare estrema bellezza compositiva e tecnica, l’artista infatti era un perfezionista e studiava ogni cosa nei minimi dettagli, la luce, l’utilizzo del bianco e nero, sono tutti elementi che donano all’immagine la perfezione ricercata dal fotografo, molto interessanti le illustrazioni della natura morta che riporta al pensiero di erotismo, sensualità ed eleganza.
    Mapplethorpe è diventato un simbolo del dibattito sulla censura artistica e la libertà di espressione, nella mostra “The Perfect Moment” del 1989 che includeva diverse delle sue opere più controverse.
    La sua figura complessa e provocatoria mi hanno fatto pensare a Jean-Michel Basquiat, entrambi diventati figure iconiche nella stessa epoca.
    Basquiat ha iniziato come street art, le opere erano principalmente graffiti, includeva nel suo stile un uso di testi, simboli e immagini iconiche riferendosi a temi culturali, identità e razzismo.
    In fine nel testo avrei valorizzato le foto artistiche che permettano anche a chi non si intende di foto d’arte, di farsi un’idea della grandezza di Mapplethorpe.

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  52. tb   16 Novembre 2023 at 09:14

    Osservando la foto dei due amanti incatenati cosi quando si baciano…effettivamente esiste un rapporto armonioso tra le forme dei due corpi avvinghiati. Nell’articolo viene citato Michelangelo, quella foto mi ricorda tanto anche le opere del Bernini. Unica differenza in quest’ultimo le figure restano ferme, sospese sempre un attimo prima. Talmente idealizzate che sembra che non esistano. Mapplethorpe riesce a fotografare i corpi in una “perfezione” idealistica, ma mettendoli in una dimensione reale. In altre parole, le figure sono effettivamente vive. E non sto parlando della tecnica artistica, ovvio che si parla di sculture versus fotografie. Ma condivido che Mapplethorpe fotografava come se creasse sculture, perciò mi sono azzardato a fare il paragone con il Bernini. Apprezzo inoltre il fatto che il fotografo sia stato inserito all’interno del suo tempo, citando suoi contemporanei come Haring e Warhol. Anche se le opere dell’artista e l’artista stesso non si esauriscono nella società, ritengo importante inquadrarlo nel contesto dell’epoca.

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  53. Lorenzo Pollini LABA   16 Novembre 2023 at 09:18

    Mapplethorpe penso abbia agito come una calamita, attirando per via della bellezza dei suoi scatti, gli occhi delle persone, “costringendoli” di conseguenza a elaborare e ragionare sugli elementi presenti nello scatto.
    Vorrei soffermarmi sui “15 minuti di popolarità” citati da Wharol, che mi risultano molto attuali.
    Ad oggi svariati giovani ricercano l’azione eclatante da mettere in scena sui social, per accaparrarsi il loro piccolo è breve angolo di luce, seppur non facenti parte di una minoranza.
    Questo credo derivi dalla forte insicurezza che la gen. Z abbia, dovuta spesso alle scarse interazioni con le persone, preferendo piuttosto la chat.
    Nonostante ciò, l’obbiettivo di far passare l’atto erotico con fine al solo sfogo del desiderio sessuale, penso sia andato a segno, considerando che ad oggi anche in Italia sia ormai scomparsa il pretesto di avere un rapporto sessuale (di qualsiasi genere) solamente con un fine riproduttivo o di giovamento per la società.
    Considero geniale l’utilizzo di scatti in bianco e nero, come sottolineato nell’articolo infatti, penso che dia grande finezza a scatti dotati di immani dosi di provocazione. La tecnica permette a luci e ombre di fissare l’immagine nella retina dello spettatore, difficilmente capace di non porsi svariati interrogativi.
    Avrei fatto un’approfondimento sullo scatto al noto culturista, Arnold Schwarzenegger, che cattura la graniticitá dell’austriaco in un ballo di ombre e movenze fluide, regalando armonia e bellezza ad un corpo che nel quotidiano verrebbe considerato fuori dai canoni.

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  54. Giorgia Adani LABA   16 Novembre 2023 at 22:58

    Freud individua in ognuno di noi tre personalità distinte: l’ES, che è il luogo delle pulsioni primarie e che fa parte dell’inconscio, la parte di noi stessi che non conosciamo, il SUPER IO, che è l’insieme delle regole sociali e morali che lo portano a frenare l’es, ed infine l’IO, che è il nucleo della personalità individuale. Trovo interessante il suo parallelismo con Freud, perché come vediamo dalle opere di Mapplethorpe, è riuscito a scavare nel suo profondo ed esprimere liberamente il suo ES.
    Oltre ad essere stato un grande fedele di Michelangelo, con la sua ricerca della perfezione e un grande faro luminoso per la comunità LGBTQ+, è stato un fotografo che ha cambiato il modo di fare fotografia per il suo tempo.
    Citando Wikipedia, fu però soprattutto per merito suo se in fotografia è caduta la barriera artificiale fra “arte” e “pornografia”. Al punto che oggi l’imitazione mimetica dei codici e delle convenzioni della fotografia pornografica nella foto d’arte non sorprende più nessuno, tanto da essere ormai utilizzata persino in campagne pubblicitarie di moda.
    Lui è riuscito a fare delle sue opere, un oggetto di rivoluzione in ambito fotografico.
    Oltre al suo valore artistico però, Mapplethorpe va ammirato per la persona che è stata. Con dei semplici scatti ha lottato contro valori sbagliati e giudizi incondizionati. Ha affrontato la società di quel tempo portando avanti le sue battaglie con una macchina fotografica. Creando scalpore e facendosi conoscere, ha aiutato delle persone ad esprimere se stesse, ha regalato un senso di libertà, di cambiamento verso una società che possa accettare tutti, rischiando anche la carriera e la fatica fatta dietro ad essa.

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  55. Alessandro Para LABA   17 Novembre 2023 at 11:06

    D’Annunzio, poco più di un secolo prima della scomparsa di Mapplethorpe, portò ai nostri occhi un fatto che ancora oggi possiamo osservare frequentemente: l’apice della propria carriera lo si raggiunge nel momento in cui si viene abbracciati dalla morte. Quest’ultimo infatti, per portare pubblico alla sua prima opera “Primo Vere” inscenò la sua morte, avvenuta presumibilmente cadendo da cavallo. Fatto abbastanza ripugnante da notare, ma è stato anche il caso di Robert nel ’89. Prima della sua morte, nonostante la sua entità artistica fosse riconosciuta a livello internazionale, le porte di qualsivoglia museo o galleria erano completamente serrate: guai a portare sotto i riflettori qualsiasi cosa riguardasse l’omosessualità o tematiche affini. Figuriamoci poi, lui era uno di quella marmaglia che aveva contratto l’AIDS, con quale senso del pudore ci si poteva mai permettere di ritagliarli uno spazio di così ampio respiro?
    Poi, dopo la sua morte, come un cristo redentore, gli è stato concesso di resuscitare attraverso infinite mostre che dagli anni ’90 in poi hanno iniziato a sbucare fuori manco fossero funghi. Le cose purtroppo si apprezzano a pieno solo nel momento in cui le sentiamo scivolarci dalle mani, fino a che non ci sfuggono dalla punta delle dita. Una di quelle ipocrisie collettive che trovo raccapriccianti, ma che anche oggi volente o nolente ci portiamo dietro in ognuno di noi.
    Altro aspetto che trovo curioso è il fatto che, visitando il sito della fondazione Mapplethorpe, non sia possibile visionare in alcun modo le sue prime opere, quelle che avevano veramente elementi talmente scabrosi da suscitare emozioni contrastanti anche oggi. Insomma, il ritratto che ho avuto ricercando informazioni sul suo conto non era molto in linea con le prime menzioni, a cui ho partecipato, di lui, dove veniva accennata la parte più cruda e brutale del suo lavoro. Sembra quasi come se ce ne volessimo dimenticare a tutti i costi, lasciando solo in piedi l’immagine del “fotografo perfezionista”.

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  56. Cecilia Ruffini LABA   17 Novembre 2023 at 12:03

    Provo un immenso fascino nei confronti di Mapplethorpe e nella sua arte “libera” nonostante l’odio riversato sulla comunità LGBTQ+ ai suoi tempi (non che oggi sia da meno). Lo stile di Mapplethorpe è stata un’innegabile innovazione. Il suo lavoro si può sicuramente categorizzare come controverso e provocatorio, e sicuramente per questo venne e viene ancora oggi molto discusso, soprattutto per come immortalava il corpo umano facendo un chiaro riferimento a scene BDSM. La sua passione nel voler riprendere la natura esplicita dell’uomo, ha portato con sé molte critiche e molti ammiratori.
    Mapplethorpe ha usato la fotografia come un filtro estetico personale: un’illuminazione magistrale insieme ad un senso di forma, facendo uso della sensualità, mantenendo però un equilibrio visivo non scontato. Il punto che più spicca in Mapplethorpe è come egli riesca a catturare i dettagli più intimi e la ricerca infinita della perfezione, dimostrando la sua fede nell’arte classica di Michelangelo (come i due corpi maschili avvinghiati nel bacio che, in ogni caso, risultano armonici) e nello studio scultoreo greco e romano. Sicuramente un possibile fattore che ha influenzato è stato lo scoppio dell’identità di genere, dovendo combattere ugualmente con l’astio dell’omofobia e del razzismo. Non sono d’accordo su chi critica che la sua arte provocatoria vada a demoralizzare il lato concettuale, poiché la ricerca della perfezione e l’esplorazione dell’identità sessuale, lottando contro tutti i giudizi di coloro che sputavano puro odio contro i gay. In altre parole Mapplethorpe ha liberato la sua essenza e ha aiutato altre persone a sentirsi più a suo agio, fregandosene dei valori bigotti della società. Non capirlo vuol dire non capire la propria essenza.

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  57. Giada Pirani LABA   17 Novembre 2023 at 13:08

    Robert Mapplethorpe è un fotografo che ha ridefinito i confini dell’arte fotografica, ma non solo, perché tramite le sue immagini provocatorie, ha trasformato la pornografia gay in una forma d’arte radicale, e altrettanto politica e provocatoria. Di certo, la sua vita e il suo modo di vivere, ha formato un certo tipo di interesse da sviluppare tramite la fotografia (di conseguenza, si deve ricordare il suo coraggio e la sua audacia nell’affrontarlo). Trovo molto interessante come lui concepisca il corpo umano come una statua, un qualcosa che fa riferimento ovviamente alla bellezza estetica. Riesce in un modo tutto suo, unico, a trasformare soggetti controversi in opere d’arte, per affrontare delle riflessioni molto importanti. Avendo una tematica di una certa importanza da affrontare appunto, ci furono proprio grandi dibattiti e polemiche sulla censura artistica. L’artista stesso sapeva già di star sfidando gli stereotipi, ma questo non lo fermò. Ma ad oggi, si può tranquillamente dire che Mapplethorpe ha uno stile molto diverso da tutti gli altri, e che lo riporta in tutte le sue immagini — ancora oggi abbiamo molti artisti che riprendono il suo stile. É riuscito a rompere le convenzioni e ad aprire mentalmente il pubblico ad una bellezza insolita al tempo.

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  58. Chiara Gasperi LABA   17 Novembre 2023 at 13:29

    Robert Mapplethorpe è secondo me un fotografo eccezionale, le sue fotografie sono infatti in grado di trasmettere emozioni, sono semplici ma nella loro semplicità sprigionano qualcosa di unico e originale, qualcosa che ha vita propria. Egli è in grado di creare vere e proprie composizioni fotografiche. Nella raccolta delle fotografie sui fiori, si può notare come Mapplethorpe va a delineare la loro eleganza, la loro semplicità anche presi singolarmente. I fiori infatti venivano considerati “gli organi sessuali delle piante”.
    I suoi ritratti mostrano l’unicità delle persone incorniciate da espressioni intense, il loro stile e la loro singolare bellezza.
    Mapplethorpe è un ottimo maestro nell’uso del bianco e nero in quanto va ad intensificarne l’effetto tramite anche il rapporto luci e ombre.
    Nonostante sia eccellente nell’uso del bianco e nero, anche le fotografie a colore vanno a testimoniare le sue competenze.
    Nelle fotografie incentrate sulla rappresentazione dei corpi, evidenti sono i rimandi all’arte michelangiolesca, suggeriti dalla scelta di posizioni classiche e statuarie, dall’evidenza dei muscoli e del corpo umano in tutta la sua nobiltà.
    D’altra parte però questo suo modo di rappresentazione avrebbe portato un distacco tra le foto d’arte e le foto commerciali per il mondo pornografico poiché Mapplethorpe portò rappresentazioni di soggetti anche in pose sessualmente esplicite, tanto da essere considerate “scioccanti”. Egli in risposta enunciò la sua ricerca verso l’inaspettato, verso qualcosa che non aveva mai visto prima.
    “Non mi piace quella parola particolare “scioccante “. Sto cercando l’inaspettato. Sto cercando cose che non avevo mai visto prima … Ero in grado di scattare quelle foto. Ho sentito l’obbligo di farle.”
    Infatti è proprio grazie a lui se oggi in fotografia è caduta la barriera fra “arte” e “pornografia”, l’uso della fotografia pornografica nella foto d’arte oggi non sorprende più nessuno.
    Mapplethorpe rimarrà sempre uno dei fotografi americani più iconici della storia, colui che si disinteressò del parere di una società che vedeva il nudo come qualcosa di sconvolgente e inaccettabile, portando ad una nuova visione che farà del corpo umano un oggetto di ammirazione e non più di critica.

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  59. Marco Riccardi   17 Novembre 2023 at 14:59

    Il mondo contemporaneo è intriso di ipocrisia nell’ambito nel quale Mapplethorpe si muoveva, quello sostanzialmente sessuale. Dagli anni in cui operava sino ad oggi il sesso è stato mano a mano sempre più sdoganato, fruibile visivamente da chiunque ed inserito, per di più, in contesti in cui neanche ha senso il suo inserimento, come in certi film o serie tv in cui l’aggiunta di questo non porta nulla alla trama, rimanendo fine a sé stesso. Eppure, nonostante questa sorta di invasione, il parlarne rimane un tabù, e si continua a fingere che sia rimasta una cosa privata. Questa è una cosa che si vuole far credere, benché tutti sappiano sia falsa; una maschera, sotto la quale è palese ci sia un volto umano, eppure tutti fingono che questa sia il personaggio in carne ed ossa. Ed è proprio una maschera quella che differenza la pornografia che molti hanno attribuito e attribuiscono ancora a Mapplethorpe e dall’erotismo che invece gli è proprio: una maschera d’indifferenza, di sfida quasi, che caratterizza un qualsiasi protagonista di una qualsiasi produzione pornografica, un velo di spavalderia che accompagna la messa in mostra di, essenzialmente, tutto. Vedere, vedere e vedere, questo è l’importante. Nelle fotografie di Mapplethorpe, questo non accade: i rimandi al mondo del porno e dei feticismi sono estremamente presenti, ma rimandi restano; e sono questi a costituire una maschera, in questo caso, giunti alla quale molti si fermano, senza cercare di scoprire cosa realmente si cela sotto di essa. Ma il perfezionismo dell’artista nella cura di luci, ombre, composizioni, curve, suggerimenti e rimandi rivela un’attenzione che l’autore di pornografia non potrà mai avere: l’attenzione che sta nel scegliere cosa togliere, e non nel ricordare cosa ci sarebbe di più da mostrare.
    Ed è proprio il fatto che tanti fraintendano, non comprendendole, le sue opere -o rifiutando di comprenderle, per ricordare a sé stessi di essere “persone per bene”-, che testimonia il genio di Mapplethorpe nella sua arte e l’importanza di questo personaggio nella storia della fotografia.

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  60. Giovanni Forlenza LABA   17 Novembre 2023 at 16:42

    Le fotografie di Mapplethorpe sono come lo specchio delle contraddizioni della sua epoca. Pur dedicandosi con scrupolosa precisione alla perfezione formale in ogni scatto, il fotografo si avventura nell’analisi di un tema ancora avvolto nel tabù: la sessualità libera. Questo approccio conferisce fascino al suo lavoro, nonostante le aspre critiche dei moralisti. La rivoluzione nelle sue immagini non risiede solamente nel soggetto scandaloso, bensì nella sua rappresentazione guidata da una costante ricerca di perfezione e bellezza in ogni dettaglio. Le pulsioni sessuali e i desideri, abilmente manipolati attraverso la sua maestria, diventano simboli di una bellezza straordinaria che provoca interrogativi. La sua opera sfida la concezione tradizionale di moralità e bellezza, creando una contraddizione che lo caratterizza all’interno della società.

    In aggiunta, la rilevanza politica del suo lavoro emerge nel contesto tumultuoso degli anni Sessanta e Settanta, un’epoca di fervore giovanile e ricerca di libertà su scala globale. Mapplethorpe, figlio di questa generazione, incarna tale ribellione attraverso la frequentazione di luoghi controversi come il Mineshaft a New York e l’affermazione aperta della sua omosessualità. Le sue fotografie contribuiscono a difendere la comunità gay, specialmente in un’epoca in cui l’AIDS genera crescente ostilità. Nonostante le sue opere abbiano originariamente sostenuto la comunità, l’associazione con la pornografia gay le allontana da una parte di essa, ora interessata a un’integrazione completa nella società.

    Nonostante le critiche, il contributo di Mapplethorpe si rivela cruciale nella lotta per il riconoscimento e l’accettazione di una comunità che ha a lungo operato nell’oscurità. La sua ricerca della perfezione formale e la bellezza unica delle sue fotografie conferiscono loro un riconoscimento immediato.

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  61. Roberta De Vito LABA   17 Novembre 2023 at 17:04

    Robert Mapplethorpe è stato un artista visionario che ha sfidato le convenzioni e ha aperto nuove strade nella fotografia, il suo lavoro provoca riflessioni sulla vita, la sessualità e l’arte.

    Una foto che mi ha colpito è “Calla Lily”, in cui Mapplethorpe cattura la delicatezza e la sensualità di un fiore, cattura l’essenza delle forme naturali che colpiscono occhi e cuore. Mapplethorpe ha anche collaborato con Patti Smith, creando una serie di ritratti che catturano l’intensità e l’anima della cantante. Questa collaborazione ha dimostrato la capacità di Mapplethorpe di creare immagini che vanno oltre la superficie.

    Una delle sue opere più iconiche è “Self-Portrait with Whip”, in cui Mapplethorpe si ritrae con un frustino. Questa foto è un esempio della sua abilità nel creare immagini che sono rivoluzionarie, affascinanti e profonde.
    Le sue fotografie provocatorie sfidavano le norme sociali e le convenzioni estetiche. Le sue immagini rappresentavano spesso corpi nudi, scene BDSM e temi erotici, che erano considerati tabù e controversi nella società dell’epoca. Tuttavia, Mapplethorpe non si limitava a provocare per il gusto di farlo. Voleva dimostrare che la sessualità e la bellezza possono coesistere e che possono essere esplorate in modo artistico e significativo.

    Le sue fotografie in bianco e nero richiamano l’estetica di fotografi come Helmut Newton, anch’egli infatti, ha esplorato temi controversi e tabù attraverso le sue immagini.
    Mi ha colpito in particolare “Woman examining Man” (Calvin Klein US, Vogue, St.-Tropez 1975).
    Newton, ha sempre dichiarato di sentirsi femminista ed assolutamente contrario a tutte le disparità di genere avendo ritratto le donne sempre come parti attive della scena e molto spesso in una posizione di dominio e, come Mapplethorpe, era interessato ad esplorare il concetto di potere e di come questo si manifesta nelle relazioni umane.

    La vita di Mapplethorpe è stata segnata da una lotta personale con l’AIDS, che alla fine lo ha portato alla morte nel 1989. Nonostante le difficoltà, ha continuato a creare arte fino alla fine, lasciando un’eredità duratura nel mondo della fotografia che dovrebbe essere rispettata e mostrata per intero e non solo in parte.

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  62. DARIO BRUNO LABA   17 Novembre 2023 at 18:07

    Apriamo la discussione su Mapplethorpe lodando il coraggio che si doveva avere negli anni passati per esporre un mondo ancora considerato tabù nonostante le aperture mentali nel 2023. La sua espressione artistica non solo la reputo normale, ma la definirei un urlo di liberazione per gli esponenti delle comunità gay di quel periodo, spesso oppressi e ghettizzati nei club o nelle “case chiuse”. Non colpevolizzerei Mapplethorpe per aver contratto l’AIDS; parliamo degli anni ’60, in cui si combattevano battaglie contro la malattia a causa di disinformazione e ostracismo.

    Nei club di quegli anni si cercava di scoprire se stessi e di esprimersi liberamente, lontano da giudizi sociali. Vorrei fare un parallelo attuale con gli ambienti dei rave e dei club techno, ai quali partecipo regolarmente. Non mi drogo e bevo moderatamente; frequentare questi luoghi significa trovare persone che, come me, cercano di sfuggire al teatro sociale quotidiano. Tuttavia, quando un ambiente è sconosciuto alla maggior parte delle persone, spesso se ne parla solo in termini negativi, concentrandosi sulle poche mele marce o enfatizzando situazioni che non esistono veramente.

    È importante iniziare a discutere di più sui vari mondi che ci circondano, perché il marcio è ovunque e occorre un po’ più di empatia per comprendere che ogni individuo ha bisogno di trovare il suo spazio per esprimersi. Robert Mapplethorpe ha voluto raccontare il suo mondo attraverso le sue foto, affrontando apertamente ciò che una parte della società preferiva ignorare. Il fatto che ancora oggi si parli di lui come di un fotografo di grande fama, nonostante la sua vita da oppresso, dimostra che è riuscito a rendere vivo il ricordo del suo mondo anche a distanza di sessant’anni.

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  63. Achille   17 Novembre 2023 at 20:00

    Robert Mapplethorpe è un noto fotografo del 20º secolo. A causa dei suoi scatti che andavano contro gli stereotipi di allora, veniva considerato uno scandaloso e un irriducibile esteta. Lo stile fotografico di Robert si identifica grazie agli scatti in bianco e nero nei quali,riesce a rappresentare la sua esenza mostrando corpi senza filtri (i cosidetti nudi artistici). Secondo la sua visione ogni cosa puo’ essere considerata scultura, queste sue considerazioni le possiamo ritrovare in alcune interviste nelle quali era solito ripetere: “Vedo le cose come se fossero sculture” oppure “La fotografia è lo strumento perfetto per fare scultura”.
    Questa sua “ossessione” nel ritrarre soggetti maschili nasce quando inizia a frequentare il malfamato Mineshaft; le sue opere avevano un significato chiaro: Rappresentavano il desiderio di libertà da parte della comunità gay, che si trovava sotto pesanti umilizioni e restrizioni, perchè percepiti come untori del presente.
    A mio avviso Robert Mapplethorpe, un appassionato dell’arte Michelangiolesca, ha deciso di seguire il suo ispiratore mostrando a tutti ciò che secondo lui può essere considerato scultura, ovvero i corpi. Ai giorni nostri non riesco a censurare la sua produzione, anzi l’unica forzatura che percepisco è la limitazione in cui è costretta ad operare l’agenzia che gestisce gli archivi di Robert Mapplethorpe, alla quale è negata la possibilità di rappresentare il suo artista per quello che è, e deve esporre opere che il “maestro” mai avrebbe messo in primo piano.
    Achille Errede Laba Grafic Design 1 anno

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  64. Stefano Flammini LABA   17 Novembre 2023 at 23:52

    Robert Mapplethorpe è stato uno dei fotografi più controversi e influenti del ventesimo secolo. I suoi scatti in bianco e nero sono incredibilmente dettagliati e perfettamente composti, esaltando forma e texture dei soggetti.
    Un tratto distintivo è l’illuminazione, utilizzando una combinazione di luci artificiali e naturali che lavorano attentamente per ottenere il contrasto e la brillantezza desiderati; questo tipo di illuminazione conferisce alle sue fotografie una qualità quasi teatrale, dando loro una profondità e un realismo palpabile.
    L’artista utilizzava principalmente una fotocamera medio formato, che gli consentiva di ottenere una qualità di immagine eccezionale e di catturare ogni dettaglio con precisione. Il suo approccio alla composizione era meticoloso, sfruttando al meglio i soggetti in primo piano, creando così una composizione ben bilanciata e un impatto visivo intenso.

    Tuttavia, ciò che rende particolari e controverse le sue opere sono i soggetti scelti; molti dei suoi scatti sono di natura sessuale rappresentando spesso pratiche BDSM, corpi nudi o genitali. Questo ha portato alla censura in molte mostre e ha sollevato numerosi dibattiti sulla pornografia e l’arte. Nonostante ciò, l’artista ha sempre difeso la sua arte come un’espressione della sua libertà personale, cercando di sfidare i generi e le convenzioni tradizionali; esemplificazione localizzabile nell’esposizione ”The perfect moment” del 1990 a Cincinnati, evento che portò al processo contro il Cincinnati Contemporary Arts Center e contro il suo direttore Dennis Barrie con l’imputazione di induzione all’oscenità.

    In sintesi, le opere di Robert Mapplethorpe sono caratterizzate da una precisione tecnica impeccabile, un’illuminazione teatrale con una composizione bilanciata e passionale. Passione proiettata in una catarsi introspettiva, manifestata tramite una fotografia colma di desiderio, volta tanto alla fondazione di un arte iconica quanto alla sua necessità di emancipazione dell’io.

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  65. Aurora Laba   18 Novembre 2023 at 02:25

    Robert Mapplethorpe con i suoi scatti, è riuscito a dar voce a coloro che, negli anni ‘60/’70 venivano emarginati e che erano costretti a nascondersi dalla società del tempo.
    Egli stesso, mostrando al pubblico le sue opere dove la realtà dei gay veniva messa in mostra in modo spudorato ed eccessivo, ha rischiato di essere emarginato.
    Nonostante la crudezza delle sue fotografie, egli riesce a dare una visione della realtà con grande cura e delicatezza, e a fotografare con la stessa attenzione e sensibilità uomini nudi e fiori. Le sue fotografie, ritenute al tempo pornografiche, sono invece delle vere e proprie opere d’arte che hanno la capacità di raccontare i problemi della società americana e al tempo stesso, di esprimere il desiderio di una ribellione a questo status.
    I suoi scatti non mettono in mostra solo l’aspetto scandaloso, ma catturano anche i dettagli e la perfezione di ciò che viene messo in scena.
    Le fotografie di Mapplethorpe a mio avviso, rappresentano una sfida ai pregiudizi dell’epoca e un desiderio di apertura verso la realtà. Non a caso tra i suoi modelli troviamo personaggi come la cantante Patty Smith, ritenuti trasgressivi negli anni di attività del fotografo, che vengono accostati ad elementi della natura e che danno allo stesso tempo un senso di serenità e contrasto alla foto.
    Un altro dettaglio che mi ha colpito della produzione artistica di Mapplethorpe è la capacità di catturare gli sguardi dei soggetti fotografati da cui si evincono i loro sentimenti e le loro speranze.

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  66. Letizia Casotti   18 Novembre 2023 at 10:23

    Mapplethorpe nei suoi scatti sfrutta molto il prepotente contrasto tra bianco e nero, tra luci assolute e ombre profonde.
    Allo stesso modo anche i temi da lui trattati giocano sul sottile confine della provocazione.
    Il contrasto che le sue opere creano nello scenario artistico, rende il suo messaggio ancora piú efficace.
    I grigi che usa nelle sue opere sono nella maggior parte grigi caldi, che esaltano le forme del corpo e danno plasticità ai soggetti ritratti.
    Lo sapevano bene gli artisti del passato come Canova, o i greci che applicando un tono caldo al candore del marmo, si potesse donare il respiro della vita ai soggetti intrappolati nella pietra.
    Gli scultori applicavano cera d’api e composti ambrati, Mapplethorpe utilizza sapientemente le luci, le ombre e i toni per dare “colore” alle sue figure.
    I suoi soggetti sono impostati secondo un canone classico, personalmente le pose mi ricordano molto
    l’impostazione del Doriforo di Policleto o del Pothos, con un evidente peso fisico all’interno dell’opera (le figure nelle foto risultano come statue, con un peso visivo).
    Come nelle statue greche che ho citato, noto anche una dinamicità che porta le figure a curvarsi e a distendersi spostando il peso dall’asse centrale, permettendo alle figure una distensione che ne esalta i corpi.
    All’interno delle opere di Mapplethorpe ho individuato numerosi casi di chiasmo, cromatico ma anche a livello di impostazione delle figure, ne é un esempio la famosa opera “Thomas in a box”.
    Direi che il contrasto si intreccia in ogni ambito di analisi nelle opere dell’artista.
    Inoltre vorrei aggiungere che in molte sue foto ho notato un parallelo con gli studi anatomici di Michelangelo, in particolare tra lo scorticato della schiena in sanguigna e l’uomo di spalle del 1980 rappresentato da Mapplethorpe.
    In entrambi si denota un focus sullo studio e la bellezza del corpo umano, in Mapplethorpe peró non perde il ruggito dell’essenza umana.
    Per quello che riguarda la scelta dei musei di focalizzare l’esposizione dell’artista su un altro focus, limitando la presenza delle immagini che potrebbero suscitare scandalo, la riassumerei in una frase di Charls Bukowski,un esponente del realismo sporco “Non si poteva sottovalutare il pubblico ma non bisognava nemmeno leccargli il culo. C’era una via di mezzo, e bisognava trovarla.”

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  67. Lisa LABA   18 Novembre 2023 at 10:49

    Ho sentito parlare in passato di questo fotografo, specialmente per il suo essere trasgressivo nel voler rappresentare delle immagini pornografiche come opere d’arte. Tra chi le riteneva oscene e chi invece sottolineava una sorta di raffinatezza, come l’autore dell’articolo, non credevo fosse possibile vedere delle pratiche sessuali talmente estreme sotto una luce di bellezza e delicatezza, ma le sue fotografie mi hanno colpito molto, nonostante il mio vago interesse per il soggetto rappresentato. Nell’articolo si parla di una passione per l’arte classica, lo stesso Mapplethorpe parla della fotografia come scultura, ed è proprio questo ad avermi affascinata: a primo impatto ho subito visto il corpo, la tensione e la grande definizione dei muscoli che per tanti anni di studio ho ammirato negli artisti classici e rinascimentali, come ad esempio ne il David di Michelangelo, dove nonostante la nudità ben esposta si intravede una sorta di purezza della forma e d’incredulità della bellezza che l’essere umano può raggiungere. In particolare mi riferisco ad una serie di ritratti e nudi, come in Dennis del 1978 o Desmond del 1983, dove addirittura ci sono primi piani su parti come collo, pancia, mani e schiene. Pensando ai lavori del fotografo LaChapelle, ispirati prevalentemente alla pittura di Michelangelo, ad emergere era il culto del corpo usato sia per una critica sociale, in particolare verso la moda, sia per mostrare la bellezza al di fuori dei rigidi canoni estetici. Mapplethorpe invece rincorre una perfezione molto più legata alle opere scultore michelangiolesche, dove la bellezza è oggettiva e staccata da quanto il soggetto sia più o meno legato al contesto in cui viene esposto (basti pensare ai nudi del Diluvio Universale all’interno della Cappella Sistina). Perciò anche sfogliando Portfolio x, la serie più provocatoria con rappresentazioni di pratiche sessuali sadomaso, con una luce tenue ed un soggetto in penombra si può superare le “volgarità e oscenità” ed osservare un qualcosa da un punto di vista diverso, con gli occhi di meraviglia verso ciò che non si conosce tipici dell’artista. Di tutti i suoi lavori però, sono le nature morte a farmi veramente apprezzare la sua estetica: dei bellissimi fiori raffigurati in bianco e nero su uno sfondo scuro, dove ad essere protagonista è la loro semplicità. Nelle fotografie sembrano avere una personalità, un carisma, una forza o meglio uno “spessore” con questi primi piani in cui è soggetto un banalissimo fiore, e dico banale perché ricordo una fotografa ben esperta di queste tipologie di foto, Imogen Cunningham, in cui però ho sempre visto l’ingrandimento di un comune fiore, una visione di questo che ho sempre ritrovato nella mia piccola realtà, e dandolo per scontato non mi ci sono mai soffermata più di tanto. Mapplethorpe al contrario propone un modo atipico di vederli, per lui è importante l’intento di ricordare l’analogia con i suoi temi raffigurando gli organi sessuali dei fiori. Non che le fotografie di uno siano migliori dell’altro, ma proprio per questo sguardo diverso riesco ad ammirare anche i suoi lavori più coraggiosi.

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  68. Enrico Rossi LABA   18 Novembre 2023 at 11:57

    Osservando le sue immagini non può passare in secondo piano la prevalenza di scatti in bianco e nero. Beh forse è proprio questo gioco di luci e ombre che rende tutto più suggestivo. Togliere il colore per aumentare la concentrazione su altri dettagli più importanti, che alla fine sono quelli che Robert voleva far risaltare.
    Le posture, la fisicità, il soggetto/oggetto messo a nudo davanti alla macchina fotografica era quello che voleva rappresentare: la vera forma delle cose.
    Magari nel suo caso voleva far passare un messaggio che anche le persone con un diverso orientamento sessuale sono uguali agli altri.

    Soffermarsi sugli scatti più provocanti, sfociando quasi nel pornografico, è limitativo per descrivere l’artista. Ovviamente quel genere di scatti fa più scalpore fra la gente, soprattutto per gli anni in cui è vissuto. Ma diamo importanza a tutto ciò che ha fatto per avere un quadro generale prima di criticare una persona.
    Il suo nome divenne sempre più famoso dopo la sua morte e al giorno d’oggi esiste una fondazione che tutela i suoi scatti fotografici più rilevanti (https://www.mapplethorpe.org/portfolios/portfolio)
    Come possiamo notare la parte di ritratti di nudi è notevolmente inferiore a tutto il resto. Però per colpa della società in cui viveva era considerato una persona da evitare. Se fosse vissuto nel mondo odierno non sarebbe stato criticato o classificato così brutalmente.

    È interessante scoprire che alcuni ne parlino ancora con toni dispregiativi come se temessero le sue opere più spinte, come se in quegli scatti l’unica cosa rappresentata sono dei corpi messi a nudo solo per il gusto del piacere visivo. Le cose più belle sono nascoste all’occhio umano, è facile vedere la superficialità. Il problema è che noi ci accontentiamo di quella e poche volte ci sforziamo di andare a fondo nelle cose di scoprire banalmente cosa si cela dietro ad una foto di un fiore privato dei suoi brillanti colori.

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  69. Francesco Babini LABA   18 Novembre 2023 at 12:21

    Innanzitutto, vorrei esprimere la mia gratitudine per l’approfondita analisi dell’opera di Robert Mapplethorpe e la sua profonda riflessione sul suo impatto sulla società, nell’arte e sulla comunità LGBTQI+.
    Il racconto della sua frequentazione del Mineshaft e l’analisi delle influenze di quell’ambiente nel plasmare il suo stile fotografico sono affascinanti e rivelano il coraggio di Mapplethorpe nel trasformare la pornografia omosessuale in un’aggressione simbolica contro gli stereotipi sessuali convenzionali dell’epoca. Il Mineshaft emerge come un luogo di liberazione, dove il fotografo ha potuto esprimere la propria visione estetica in completo contrasto con i limiti imposti dalla società retrograda dell’epoca, non che quella moderna si più di tanto progredita.
    È commovente notare che Mapplethorpe, ben consapevole delle sfide e delle discriminazioni affrontate dalla comunità LGBTQI+, abbia utilizzato la sua arte come strumento di lotta politica. La rappresentazione esplicita e provocatoria degli atti erotici estremi, pur suscitando inizialmente controversie, si è rivelata un contributo significativo alla battaglia per i diritti della comunità e per la libertà sussuale.
    La chiusura del Mineshaft nel 1985 a causa della terribile epidemia di AIDS evidenzia il contesto difficile in cui Mapplethorpe operò e sottolinea la sua vulnerabilità di fronte a una malattia che ha colpito duramente la comunità gay che si trovò abbandonata da tutte le istituzioni nel combattere quella piaga definita da molti bigotti come una punizione divina per il solo fatto di dimostrare l’amore non in modo convenzionale.
    La sua decisione di continuare la sua ricerca nonostante questa piaga dimostra un grande impegno nei confronti della sua visione artistica.
    Concludendo, l’approfondimento sulla mostra di Rotterdam del 2017 offre una prospettiva interessante sulla selezione delle opere esposte e sul tentativo di presentare Mapplethorpe come un “perfezionista”. La sua costante ricerca della perfezione, nonostante la consapevolezza, rivela un aspetto cruciale della sua filosofia artistica.
    L’articolo ha arricchito la mia comprensione della complessità di questo straordinario artista e del suo impatto duraturo sulla storia dell’arte e sulla comunità LGBTQI+.

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  70. Martina Toscano LABA   18 Novembre 2023 at 13:27

    Anche Mapplethorpe per me, come LaChapelle, è un fotografo da intendere e per poche persone è comprensibile.
    Non tutti possono capacitarsi del significato delle sue foto, e quando si spiega loro il vero significato, pochi accettano e approvano lo scopo del fotografo e artista.
    L’intento di Mapplethorpe, in un certo senso è quello di difendere la propria libertà, in questo caso, di amare chi si vuole ma anche per la virilità omosessuale.
    Lui frequentava anche ambienti come locali gay, dove si veniva incontro a faccende del sesso.
    Tutto ciò in quel periodo non veniva ben visto e, secondo me, Mapplethorpe voleva difendere e dare voce ai ragazzi omosessuali che si nascondevano, voleva farli uscire.
    In quel periodo non era consentito essere omosessuali, si arrivava ad essere anche licenziati dal proprio datore di lavoro solo perché non era consentito essere gay.
    Ed è qui, a parer mio e da quello che ho intuito leggendo, che l’artista voglia focalizzare uno dei suoi scopi. Essere liberi.
    E non visti in modo negativo, come coloro che portarono l’AIDS a New York.

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  71. Gabriele Brilli LABA   18 Novembre 2023 at 14:21

    Gabriele Brilli LABA

    Non pensavo potesse esistere un artista così crudo e fuori dagli schemi come Robert Mapplethorpe.
    I suoi lavori provocatori, le sue foto di nudi a volte coinvolti in situazioni sadomaso o gay, ancora oggi, suscitano una vivace reazione in chi le guarda.
    Sfido chiunque ad esporre nei propri uffici o nei propri negozi solo alcune delle sue più famose fotografie, senza provare vergogna o paura di essere giudicati dagli altri.
    Di certo, si può dire che Mapplethorpe ha spezzato i confini tra foto d’arte, fotografia commerciale e pornografica.
    Si potrebbe dire che con il tempo e con l’evoluzione dei costumi ciò che prima gridava allo scandalo oggi non desta più tante attenzioni, al nudo ci siamo abituati, soprattutto a quello femminile, un po’ meno a quello maschile.
    È triste comunque pensare che Mapplethorpe in vita sia stato criticato per quei lavori considerati “scomodi” per il pubblico e che sia stato accusato di essere un artista pornografico.
    Il suo stile in realtà prevedeva tutt’altro ovvero la capacità di rappresentare la sessualità come una forma d’arte ed espressione artistica.
    Successivamente tra le sue opere fotografiche troviamo anche la produzione di una lunga serie di immagini di fiori (in bianco e nero) sottolineando il fatto che i fiori sono gli organi sessuali delle piante e quindi ci possiamo chiedere: se gli organi riproduttivi delle piante si possono rappresentare perché mai non si possono mostrare quelli dell’uomo?
    In questa serie di foto si ha la sensazione che l’autore abbia voluto celebrare la bellezza del corpo umano, sia maschile che femminile, al pari della bellezza di un fiore, di un suo pistillo o delle forme armoniose di una calla.
    La centralità dell’uomo ha radici antiche e l’umanesimo adottato dal Rinascimento ha riproposto per ultimo in ordine di tempo questa centralità; Mapplethorpe questo lo sapeva ed era affascinato dalla rivisitazione dell’arte classica greca-latina da parte delle arti figurative rinascimentali.
    Infatti molte delle sue fotografie sono state comparate come alla rappresentazione fotografica dei corpi rinascimentali di Michelangelo:
    La perfezione della forma” evidenzia la ricerca d’equilibrio e armonia che rappresenta il punto d’incontro tra l’artista americano e i grandi maestri del Rinascimento: un esempio potrebbe essere la fotografia “Ajitto” (1981 Fotografia Los Angeles, Lacma) paragonata alla scultura “Ragazzo accovacciato” (1524 San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage) di Michelangelo.
    La perfezione dei corpi, l’equilibrio delle proporzioni e la messa in luce dei muscoli rendono le fotografie di Mapplethorpe delle vere opere rinascimentali.
    Dal mio personale punto di vista, la fotografia di Robert Mapplethorpe potrebbe essere paragonata alle fotografie dei corpi nudi di Mona Kuhn.
    Una caratteristica che li accomuna infatti è la particolare sensibilità per l’estetica e la bellezza del corpo umano, che viene rappresentato con un approccio delicato e quasi etereo.
    Lo stile di Mona Kuhn si caratterizza per l’uso della luce naturale, il focus morbido e sfocato, la composizione e la posa dei soggetti.
    Kuhn crea immagini che sono allo stesso tempo seducenti e intime, e che spesso esplorano la relazione tra la natura e la figura umana.
    Possono essere alcuni esempi come “Caco” (2009) e “Clara” (2004).
    Concludo dicendo che l’arte di Mapplethorpe ci ha insegnato a dubitare delle autorità.
    Le implicazioni del suo lavoro e le conseguenti reazioni negative vanno ben oltre i muri di una galleria o del piano di un dibattito congressuale. In un’epoca in cui un capezzolo ti fa sospendere l’account di Instagram e in cui ancora non puoi sposare la persona che ami, la questione Mapplethorpe mostra quanto velocemente quelli che hanno il potere si affrettino a proteggerci da ciò che loro ritengono “osceno” o “offensivo”. Mapplethorpe ci dà un nuovo modo di vedere tutto ciò, persino 25 anni dopo. E oggi ne abbiamo più bisogno che mai.

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  72. NiccoZ LABA   18 Novembre 2023 at 15:30

    Scatti anticonvenzionali rispecchiano perfettamente la vita fuori dagli schemi di Robert Mapplethorpe. Un artista che nelle sue fotografie scatta a soggetti fisicamente mascolini, dotati di importanti stazze muscolari e non solo, fisici possenti utilizzati come “tranello” dato che spesso questi grossi uomini erano gay; dava a mio parere un senso di inclusione nella società degli anni ’70 ai membri della lgbt non facendoli risultare come semplici uomini effemminati.
    Questo suo modo di fotografare e di vedere i gay era dovuto alla frequentazione di un noto bar omosessuale, il Mineshaft, dove per entrare erano ben visti gli omosessuali vestiti da “maschiaccio” classico operaio o motociclista, declinando così chi troppo attirava l’attenzione con abiti femminili o drag queen.
    Mapplethorpe nella fotografia basa lo scatto sulla conformazione fisica perchè si ispira al modello di fisico mascolino di Michelangelo, scatta in bianco nero per avere un maggiore gioco di luci che mettano in evidenza e che creino contorni netti nei corpi dei soggetti.
    Le sue fotografia sono accompagnate da uno stile cupo, dark, e a parere mio con questo “buio” presente, osservando le sue opere si entra quasi in una dimensione tutta sua, dove siamo presenti solo noi e i soggetti ripresi, e nascosto, presente in questa dimensione, ma senza farsi vedere, facendosi sentire solo tramite il suo stile, si trova anche Mapplethorpe.
    Nudo e bondage erano alle basi della sua fotografia, stile unico, che l’ha reso celebre, dandogli la possibilità di scattare ad artisti del calibro di Andy Warhol e Arnold Schwarzenegger, due soggetti con fisici praticamente opposti, ma che Mapplethorpe è riuscito a portarli insieme nella sua stessa dimensione precedentemente da me citata.

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  73. Diana Borysyuk   18 Novembre 2023 at 16:18

    L’articolo offre un’analisi approfondita della vita e dell’opera di Robert Mapplethorpe, evidenziando il suo ruolo come provocatore e figura iconica della liberazione sessuale negli anni ’70 e ’80 nella comunità gay. Tuttavia, il tono critico dell’autore potrebbe risultare eccessivo, poiché alcune espressioni utilizzate potrebbero apparire inappropriatamente giudicanti. La scelta di parole forti potrebbe influire sulla neutralità dell’analisi, introducendo un elemento di soggettività. Inoltre, l’articolo discute in modo critico l’approccio della mostra di Rotterdam, che sembra dare più enfasi alla perfezione artistica a discapito delle immagini più provocatorie.

    Riguardo a Mapplethorpe, è evidente la sua abilità nel trasformare il voyeurismo e le perversioni in opere d’arte straordinarie. La sua capacità di affrontare temi controversi e la sua maestria tecnica lo posizionano come un importante esponente dell’arte contemporanea.

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  74. Michael Villella   18 Novembre 2023 at 21:58

    Il percorso artistico di Robert Mapplethorpe, come descritto nell’articolo, è affascinante e controverso, una fusione di estetica e di contenuti.
    contenuti che una volta erano uno scandalo per le immagini estreme per quell’epoca (1950).
    Solo dopo la sua morte i suoi contenuti da scandalo divennero arte contemporanea.
    inoltre con le sue immagini Mapplethorpe affrontava la discriminazione contro la comunita LGBT, rendendo la sua arte ancora più rilevante e carica di stile.
    In fine la sua arte è percepire i messaggi e emozioni al di là della ragione che offre una prospettiva filosofica.

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    • Lamberto Cantoni
      Lamberto Cantoni   19 Novembre 2023 at 09:21

      Fai attenzione Michael, Mapplethorpe nei ‘50 era un bambino. Se un fotografo/artista avesse prodotto immagini estreme di cui parli, negli USA rischiava di venire lobotomizzato.

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  75. Marika LABA   19 Novembre 2023 at 11:07

    L’articolo offre una riflessione approfondita sulla vita e l’opera di Robert Mapplethorpe, fotografo che personalmente non conoscevo. Si delinea un ritratto complesso dell’artista, visto sia come provocatore che come raffinato perfezionista e forse proprio per questo non riesco ad averne un giudizio chiaro. La descrizione dettagliata del contesto sociale e culturale in cui Mapplethorpe si muoveva aggiunge profondità alla comprensione; frequentò assiduamente il malfamato Mineshaft, un tetro localaccio per gay nel quale si potevano concretizzare parecchie fantasie erotiche estreme; da qui ha maturato molti dei tratti che confluirono nel suo stile fotografico.
    Sembra che l’autore dell’articolo creda che Mapplethorpe abbia attribuito un significato politico ai comportamenti sessuali borderline e che abbia utilizzato le sue immagini come una forma di difesa della libertà, sfidando le norme sociali e culturali dell’epoca. Questa prospettiva mi risulta interessante e valida; Mapplethorpe, attraverso le sue immagini, cerca di far emergere la sua visione dell’estetica e della libertà sessuale e ancora oggi la sua eredità artistica continua a stimolare dibattiti e riflessioni su temi quali la libertà artistica, i diritti LGBTQ+, e la relazione tra arte e morale; perché a mio avviso dobbiamo sempre ricordarci che l’arte in generale, spesso suscita reazioni contrastanti, e il contesto personale e culturale gioca un ruolo significativo nella percezione di opere.
    Leggendo le prime righe dell’articolo mi è subito saltato in mente Oscar Wilde, l’autore di “il ritratto di Dorian Gray” i quali esplora il tema della bellezza, dell’estetica, e delle conseguenze morali legate all’ossessione per l’immortalità della giovinezza; Mapplethorpe, con la sua ricerca della perfezione estetica e la sua fusione di sensualità e forma, potrebbe essere visto come un moderno interprete di temi simili. Entrambi gli artisti, in modi diversi, affrontano la tensione tra la bellezza superficiale e le complesse implicazioni morali e culturali della loro arte; entrambi gli artisti affrontano la sfida di come la società giudica la loro espressione artistica.
    In conclusione dire che L’analisi di Mapplethorpe rivela un artista che ha osato sfidare le convenzioni attraverso la sua lente fotografica, spingendo i confini dell’arte e della politica. La sua capacità di trasformare il controverso in estetica e di lottare per la libertà attraverso le immagini è affascinante.

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    • Lamberto Cantoni
      Lamberto Cantoni   19 Novembre 2023 at 16:16

      Non male il parallelismo tra RM e il personaggio Dorian Grey del famoso romanzo di Oscar Wilde. A patto però di aggiungere che nelle foto del primo non appare il messaggio morale con il quale lo scrittore fa finire il testo. Le foto di RM non ci presentano la giovinezza come una illusione, non invecchiano al nostro posto come il ritratto di Dorian. RM non ha mai avuto la pretesa di essere al di sopra delle conseguenze delle sue scelte. Ha voluto essere semplicemente se stesso, nel nome di una libertà che non posso capire fino in fondo, ma che rispetto.

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      • Luigi Pezzella Laba   20 Novembre 2023 at 08:12

        La prima cosa di cui ci si rende conto guardando le opere di mapplethorpe è che è un artista rivoluzionario. Nelle sue fotografie utilizza molto il contrasto tra bianco e nero rendendo le sue immagini molto forti, e la sua ispirazione all’arte classica favorisce una grande ricerca della bellezza e perfezione.
        Nelle opere di mapplethorpe si vede chiaramente la sua sfida ad un sistema che vuole imprigionarlo solo perchè lo vede “diverso”, e la sua voglia di libertà. È riuscito a sfruttare perfettamente il suo talento mettendolo al servizio di tantissimi uomini che come lui non chiedevano tanto, ma lo chiedevano ad una società rigida e chiusa che ha cercato in tutti i modi di ostacolarli. Ma ad un certo punto le sorti sono cambiate quando il parlamento ha fatto chiudere la mostra di mapplethorpe e il tutto gli si è rivolto contro, tutto il mondo leggendo di questo “scandalo” è venuto a conoscenza delle sue opere e ha iniziato a considerare mapplethorpe un grande artista facendo mostre in tutto il mondo. Purtroppo come i più grandi artisti nella storia mapplethorpe era già morto quando la sua arte è esplosa e non ha potuto assistere a tutto questo.

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  76. ELISA B. Laba   19 Novembre 2023 at 11:18

    Mi sento di dire che grazie a Robert Mapplethrope é stato affrontato un argomento non di facili parole in quanto difficile da saper esporre senza passare oltre. Il fotografo é stato presentato attraverso la sua esperienza fatta negli anni 60 e 70 principalmente, che lo ha portato alla produzione che noi conosciamo. In questi anni infatti ci viene raccontato del Mineshaft, locale per frequentatore gay, anche come zona di frequentazione del fotografo. Qui infatti Mapplethrope matura molti dei tratti che noi osserviamo, tra cui l’idea dei comportamenti sessuali come significato politico di Liberta’. Partecipa con la sua arte a quella che era la discriminazione di quel periodo: rappresenta i soggetti come oggetti in godimento, facendoci pensare così all’atto e non ai soggeti che ci presenta ( non facendo risultare oscene le foto).La sua battaglia risulta ad un osservatore non cosciente del periodo come vista in modo negativo per la prima parte della sua carriera, questo cambia quando alcuni galleristi decidono di esporre la sua arte come per dargi voce.
    Le sue scelte artistiche derivano “dalla sua esistenza ed esperienza” in quanto vive quegli anni e reagisce in modo tale da rappresentare ciò che accade in quel periodo (in particolare dopo la chiusura del locale quando vediamo il suo continuo impegno verso le diverse problematiche).
    Per chi come noi non ha vissuto a pieno quelle lotte e quelle contestazioni é difficile cogliere a pieno le intenzioni del fotografo.
    Una caratteristica che mi sento di riconoscere in positivo di Mapplethrope é la capacità di conferire l’aura alle sue fotografie come gli artisti pittorici facevano con i propri lavori. Il discorso che faceva Benjamin a fine del 1800 e inizio del 1900 lo riconosciamo in quanto il fotografo vuole restituirci emozioni importanti attraverso i simboli di quelle contestazioni.
    Nell’articolo viene citata la mostra di Rodderdam in cui ci vengono raccontate poche immagini, che però non ci presentano l’ obbiettivo desiderato. L’ artista non era un perfezionista tanto più aveva una perversione per la ricerca della bellezza e del miglior modo di rappresentare perversione e tecnica nello stesso scatto.
    Questa coclusione é un po quello che definisce l’artista per il periodo storico che affronta.

    Rispondi
    • Lamberto Cantoni
      Lamberto Cantoni   19 Novembre 2023 at 16:35

      Credo che Elisa voglia riferirsi al testo di Walter Benjamin, “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”. Il libro è del 1936. Cosa intende l’autore per aura? È la percezione di una lontananza di qualcosa che sentiamo vicina oppure è ciò che esperiamo come molto prossimo a noi che al tempo stesso si allontana. La perdita dell’aura dunque interrompe il dialogo con la tradizione, toglie spessore all’arte, la schiaccia sul qui e ora.
      Mi sembra corretta l’idea di Elisa di interpretare il lavoro del fotografo come tentativo di ricostruzione di un’aura là dove nessuno se l’aspetta, persino nella depravazione).

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  77. Chiara F. LABA   19 Novembre 2023 at 12:49

    Robert Mapplethorpe, è stato un fotografo statunitense rinomato per le sue fotografie estreme; inizialmente ha suscitato scandali, ma è stato successivamente elogiato per la profondità delle sue opere. Nonostante sia stato etichettato come esteta scandaloso, si riconosce la sua capacità di trasformare la pornografia gay in una sfida simbolica attraverso l’arte radicale.
    La sua esperienza al club Mineshaft, noto per fantasie sessuali estreme (fetish, kinky e sadomasochistiche), ha influenzato il suo stile.
    Mapplethorpe concepiva i comportamenti sessuali estremi come politicamente rilevanti, cercando di influenzare la mentalità delle persone “normali” attraverso le sue opere fotografiche, conferendogli un’aurea artistica tramite la sua elaborazione estetica.
    Egli ammirava l’arte classica, in particolare Michelangelo (così come LaChapelle), e condivideva la convinzione che si potesse vedere un riflesso divino nel corpo nudo: egli mirava a trasmettere qualità di forza e determinazione interiore nella fisicità dei corpi che fotografava. Le sue opere si basano su valori come la simmetria e la bellezza, utilizzando contrasti cromatici, l’illuminazione cinematografica e il bianco e nero.
    Tra le più famose, possiamo ricordare la raccolta “Portfolio X” che scandalizzò a causa dei suoi contenuti erotici. Altra opera significativa per l’artista è la copertina del celebre album “Horses” di Patti Smith, persona con cui Mapplethorpe ha avuto un rapporto molto intimo e di forte amicizia.
    Il documentario “Mapplethorpe. Look at the Picture” del 2016 approfondisce la sua vita e il suo impatto.
    Nonostante l’AIDS e la chiusura del Mineshaft, il significato storico e politico delle sue fotografie rimane significativo. La sua arte sfidava norme e discriminazioni, contribuendo alla lotta per i diritti gay.

    Personalmente, ritengo il suo lavoro affascinante, soprattutto da un punto di vista stilistico. Le sue opere, realizzate in bianco e nero, donano al soggetto una forte eleganza e delicatezza, permettendo una vasta interpretazione. Anche l’utilizzo dei fiori nei suoi scatti, rende tutto più sensibile e raffinato, privandoli di oscenità.
    Approfondendo il mio interesse per questo artista, mi sono imbattuta in questa citazione di Patti Smith: “Robert sceglieva aspetti della più cupa condiscendenza umana e li tramutava in arte. Lavorava senza avvertire il bisogno di giustificarsi, investiva l’omosessualità di magnificenza, mascolinità e nobiltà invidiabili. Senza ricorrere a manierismo creava una figura del tutto maschile, ma non priva di grazia femminea. Robert stava cercando di impregnare l’omosessualità di misticismo.
    Come aveva detto Cocteau di una poesia di Genet: La sua oscenità non è mai oscena.”
    Secondo me questa citazione, in particolare l’ultima frase, rappresenta a pieno il lavoro dell’artista, valorizzandolo al meglio e rendendone omaggio.

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  78. Alice Turchini LABA   19 Novembre 2023 at 14:16

    La prima cosa che salta all’occhio guardando le sue fotografie sono i profondi contrasti. Utilizza un contrasto molto forte tra luci ed ombre che ti fa percepire la tridimensionalità, rende l’immagine viva. Il contrasto più significativo, però, non appena vediamo le sue opere per la prima volta e che subito ci fa nascere delle domande, non è quello tra luci ed ombre, bensì quello tra arte e pornografia. Leggendo la sua vita, e i motivi che l’hanno spinto a questa scelta artistica, capisci il perchè di tante cose e le sue fotografie assumono un altro aspetto e significato. Sono autentiche e prive di quella malizia che ci porterebbe a pensare ad una semplice fotografia pornografica, ma non ostante questo riescono a mantenere l’erotismo.
    La cosa che mi colpisce a primo impatto delle fotografie di Mapplethorpe è che è quasi come se emettessero un grande urlo, un urlo di una generazione che non vuole più rimanere intrappolata dentro a delle rigide leggi morali imposte dalla società, ma vuole vivere la sua vita come crede, purtroppo estremizzando la propria libertà e commettendo anche errori che per molti sono stati fatali, come per Mapplethorpe che morì di AIDS. Per me la sua grande maestria che lo rende un artista così importante è il fatto di riuscire a rendere delle foto di nudo così forti non volgari, e rendere delle foto di fiori così sensuali.

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  79. Sara D. LABA   19 Novembre 2023 at 14:31

    Gli scatti di Mapplethorpe mi hanno molto colpita poiché raccontano la società vera, senza censure con la sua bellissima diversità in un tempo in cui, soprattutto in America, si iniziava a respirare un’aria di cambiamento.
    Proprio nei primi anni sessanta in successione ai moti di Stonewall nella comunità omosessuale si inizia ad instaurare la voglia di rivendicare i proprio diritti e di smetterla di nascondersi; Stonewall è proprio il simbolo dell’inizio di una lotta per la libertà.
    Gli scatti di Mapplethorpe mi raccontano proprio questo, la voglia di rivendicazione e di libertà, racconta gli anni del cambiamento.

    A stupirmi maggiormente però è il fatto che da così giovane abbia deciso di non abbassarsi ai gusti della società bigotta del tempo solo per fame di successo, bensì abbia basato tutto il suo lavoro sul suo personale concetto di bellezza.
    Per rappresentare il suo concetto di bellezza utilizza forti contrasti tonali, luci fredde e sceglie pose per i suoi soggetti che danno un’aura quasi drammatica ai suoi scati.

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  80. Camilla Fabbri LABA   19 Novembre 2023 at 15:32

    Considero le fotografie di Mapplethorpe un’espressione delle contraddizioni sociali del suo tempo. La sofisticata perfezione formale, utilizzando anche riferimenti Michelangioleschi, è evidente in ogni sua fotografia; essa viene, tuttavia, accostata all’esplorazione di un tema ancora tabù – la sessualità libera e lontana dall’ipocrisia.

    L’aspetto rivoluzionario della fotografia di Mapplethorpe si esprime attraverso l’incessante ricerca della perfezione e della bellezza che permea tutte le sue fotografie non basandosi, in questo modo, solo su soggetti concepiti come qualcosa di strettamente scandaloso.
    È l’oggetto della pulsione e del desiderio sessuale ad esprimere la bellezza e la perfezione che molte persone cercano e desiderano. Grazie alla maestria del fotografo nell’inquadrare, illuminare e regolare con il bianco e nero gli oggetti del desiderio, questi fotogrammi, apparentemente scandalosi e perversi, creano nell’osservatore (del tempo) un certo stupore per la loro insolita bellezza.

    Un altro aspetto di notevole importanza è il significato politico presente nei suoi lavori.
    Ci troviamo negli anni sessanta e nei primi anni settanta, un periodo di esplosione della gioventù mondiale affascinata da termini come libertà e nuove esperienze.
    Mapplethorpe era figlio di questa generazione, come dimostrano le sue frequenti visite al club newyorkese, Mineshaft.
    È possibile notarlo anche nel suo desiderio di vivere liberamente la propria omosessualità, lontano dall’ipocrisia di una società che stava diventando sempre più ostile a causa della diffusione del virus dell’AIDS.

    Nonostante le controversie, l’eredità di Mapplethorpe continua ad influenzare i dibattiti contemporanei sui confini tra arte, censura ed espressione creativa.
    Le sue fotografie sono riconosciute per l’eccellenza tecnica e l’audace esplorazione dei tabù sociali, i quali hanno lasciato un segno chiaro e indelebile nella lotta per il riconoscimento e per l’accettazione di una comunità che per troppo tempo ha dovuto nascondersi.

    Rispondi
    • Lamberto Cantoni
      lamberto cantoni   21 Novembre 2023 at 09:36

      Sì forse hai ragione Camilla, il messaggio “politico” più importante per RM, reso fluido e quindi scorrevole dalla bellezza in certe sue opere estreme, tradotto in un enunciato dichiarativo era proprio: non nascondetevi più, abbracciate il vostro desiderio… Io però quando guardo le sue foto estreme un po’ di timore lo sento; per questo credo le trovo sublimi.

      Rispondi
  81. lucia laba   19 Novembre 2023 at 15:56

    Robert Mapplethorpe è un fotografo conosciuto per i suoi scatti che esplorano la sessualità e la nudità, attraverso la fotografia in bianco e nero, riesce a combinare, in maniera provocatorio e controverso, delle tematiche importanti sfidando norme sociali e provocando dibattiti. Uno di queste tematiche fu l’omosessualità, che fa riflettere su quest’argomento, ancor’oggi ,estremamente importante e delicato.
    Dagli anni ’90 ad oggi, l’omosessualità ha compiuto progressi nel riconoscere diritti e dignità delle persone LGBTQ+, ma non l’uguaglianza, il rispetto e l’inclusione, persistono ancora sfide legate all’accettazione e alla comprensione. l’obbiettivo è quello di superare pregiudizi culturali, religiosi e sociali verso le persone con un orientamento sessuale diverso dal proprio.
    Infine, le sue opere, mettono in evidenza le sue capacità di sfidare i limiti attraverso l’obbiettivo della sua macchina fotografica.

    Rispondi
  82. Lucia Matilde Lombardi   19 Novembre 2023 at 17:04

    Prima d’ora non avevo mai sentito parlare di Robert Mapplethorpe e devo dire che è stata una piacevole e interessante scoperta.
    E’ un personaggio da ammirare in tutte le sue sfaccettature, sia come artista che come portavoce della controcultura statiunitense: ha avuto la geniale idea di unire il suo incredibile talento nella fotografia, lo spiccato gusto estetico e la perenne ricerca della perfezione e dell’armonia visiva, a una causa sociale delicata come la lotta degli omosessuali per la libertà di esprimersi senza giudizio.
    Ammirevole soprattutto come la sua tecnica e l’ideale di bellezza dal sapore classico riescano a far passare in secondo piano la crudità e la volgarità di alcuni dei suoi scatti più famosi.
    Inoltre Mapplethorpe in molte delle sue interviste ci tiene a sottolineare che le sue foto, per quanto spinte, rappresentavano la realtà, i soggetti in questione facevano cose vere e non c’era alcuna finzione teatrale, al contrario di David LaChapelle, fotografo precedentemente commentato, che invece assumeva attori che recitassero una particolare scena ideata dal fotografo stesso.
    Insomma, Mapplethorpe, per quanto sia stato criticato e screditato come artista dai suddetti normal e critici d’arte bigotti, rimane comunque un artista da cui prendere spunto, in quanto di fronte al rischio di perdere il lavoro e essere sfrattato, ha comunque scelto di restare coerente a se stesso senza rinunciare alla sua sessualità e soprattutto alla personalità che lo distingue.

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  83. Luca Laba   19 Novembre 2023 at 17:06

    La “formazione” di Mapplethorpe è facilmente riconducibile alla New York degli anni ’60, questo decennio caratterizzato da libertà sessuale e consumo di droghe, costituisce gran parte del suo immaginario artistico. La sua forza però consiste nell’elevare queste tematiche ad un concetto più elevato, più solenne. Nelle sue composizioni infatti non si limita solo ad immortalare i corpi ed esaltarne gli attributi più profani, lui sembra cercare un suo ideale di bellezza.
    Mapplethorpe è profondamente attratto dall’arte classica, dal dinamismo e dal volume dei corpi. Esattamente come gli artisti di quel periodo avevano definito il loro concetto di perfezione corporea attraverso un canone, Mapplethorpe sembra voler trovare il proprio criterio. Definirei le sue opere “sacramente profane”.
    Fedele al suo orientamento sessuale, i suoi scatti seguono maggiormente quelli che sono i suoi gusti carnali, rappresentando una minoranza che non poteva liberamente manifestare le proprie fantasie e pulsioni. La sua figura incarna un’ideale di rottura delle modalità espressive convenzionali attraverso una pura forma di libertà e di provocazione.

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  84. Celeste LABA   19 Novembre 2023 at 17:15

    Nelle opere di Mapplethorpe é spesso presente una dualità affascinante tra la crudezza del soggetto e la sua presentazione estetica raffinata. Emerge una tensione tra la sensualità esplicita e la bellezza formale, che sembrano essere la chiave per comprendere la sua visione artistica.

    La sua abilità nel trasformare la provocazione sessuale in un’esperienza estetica e, allo stesso tempo, politicamente carica è straordinaria. La scelta di presentare la pornografia gay come un’aggressione simbolica verso gli stereotipi “normali” è un atto audace e riflette il desiderio dell’artista di sfidare le norme sociali preesistenti.

    C’è anche uno sfondo autobiografico nelle sue opere, soprattutto considerando il suo coinvolgimento nel club gay “Mineshaft”. Questi elementi personali aggiungono un livello di profondità emotiva alle sue creazioni, facendoci riflettere sulla sua esperienza individuale e collettiva come omosessuale durante un periodo di significativi cambiamenti sociali.

    Mapplethorpe si presenta quindi, come un visionario capace di trasformare l’inaspettato in arte, sfidare le convenzioni con uno sguardo critico e, allo stesso tempo, celebrare la bellezza in forme e contesti inaspettati.

    Rispondi
  85. Riccardo LABA   19 Novembre 2023 at 17:25

    L’articolo fornisce una dettagliata e coinvolgente analisi della vita e dell’opera di Robert Mapplethorpe, evidenziando le sfide e le provocazioni intrinseche nelle sue immagini. Nel percorso della carriera di Mapplethorpe, contestualizzandolo nel panorama sociale e culturale dell’epoca, cogliendo la complessità dell’artista attraverso la connessione tra la sua vita personale, la sessualità e la sua produzione artistica.
    L’uso di termini come “erotico”, “perverso” e “pornografico” sottolinea in modo efficace l’approccio provocatorio di Mapplethorpe e il modo in cui ha trasformato soggetti considerati tabù in opere d’arte che vanno oltre la semplice provocazione, suscitando reazioni contrastanti. La riflessione sulla politica e la lotta per i diritti dei gay offre una prospettiva significativa sulla dimensione sociale del suo lavoro.
    La discussione sulla mostra a Rotterdam e sulla selezione delle immagini evidenzia l’importanza di presentare l’opera di Mapplethorpe in modo equilibrato, mettendo in risalto la sua maestria tecnica e artistica, piuttosto che concentrarsi solo sulla sua natura provocatoria. La conclusione, che offre una visione personale e riflessiva sulla rilevanza continua dell’arte di Mapplethorpe, chiude l’articolo in modo forte, sottolineando come le opere dell’artista siano ancora oggetto di dibattiti e apprezzamenti anche oggi.

    Rispondi
  86. eros laba   19 Novembre 2023 at 17:27

    Le idee e i concetti che ci sono dietro ai lavori di Mapplethorpe mi hanno molto colpito. Voleva esprimere un forte concetto di libertà e indipendenza, soprattutto nella sfera erotica, cosa che ovviamente ha suscitato scandalo per l’epoca (fine anni 70/inizio anni 80) ma che trovò anche delle approvazioni. Nella sua arte c’era una forte correlazione con la pornografia o comunque con l’erotismo, considerato oltraggioso o addirittura schifoso, Mapplethorpe però è riuscito nel suo intento: valorizzare e normalizzare un corpo nudo maschile. Sono convinto che opere di questo genere possano suscitare scandalo ancora ai giorni nostri, personaggi e artisti come Mapplethorpe sono fondamentali, spero che riescano a provocare nel giusto modo e magari aiutare l’accettazione dell’esistenza di altri tipi di orientamenti e modi di vivere la propria sfera sessuale.

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  87. Nicolò LABA   19 Novembre 2023 at 17:42

    L’articolo offre una visione completa e approfondita dell’avventura artistica di Robert Mapplethorpe. Descrive l’evoluzione del fotografo e come sia passato da uno stile scandaloso e provocatorio a essere riconosciuto per la profondità e la riflessione delle sue fotografie. La connessione di Mapplethorpe con il club gay Mineshaft e la chiusura dello stesso a causa dell’AIDS aggiungono un contesto politico e sociale alla sua opera. È interessante notare come Mapplethorpe abbia trasformato la pornografia gay in una sfida simbolica al mainstream, trasmettendo un messaggio di libertà e esplorazione attraverso il suo lavoro. La riflessione sull’AIDS e il ruolo che ha avuto nella vita di Mapplethorpe aggiunge un elemento emotivo e personale. L’articolo conclude in modo convincente, sottolineando la perfezione artistica di Mapplethorpe e la sua presentazione come grande artista nella mostra di Rotterdam. È apprezzabile come si evidenzi la sua evoluzione come perfezionista, senza enfatizzare le immagini che in passato hanno suscitato scandalo. Nel complesso, l’articolo dipinge un quadro appassionante e stimolante del talento e dell’impatto di Robert Mapplethorpe nell’arte del Novecento.
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  88. Lorenzo Laba   19 Novembre 2023 at 18:08

    Robert Mapplethorpe è stato un fotografo che ha lasciato un’impronta indelebile nell’arte contemporanea. Le sue foto audaci e provocatorie hanno sfidato le convenzioni sociali e hanno suscitato discussioni su temi tabù come la sessualità e il corpo umano. La sua tecnica impeccabile e la sua capacità di catturare la luce in modo magistrale hanno dato vita a immagini potenti e suggestive. Mapplethorpe ha dimostrato coraggio nell’esplorare l’ambiguità e la complessità della sessualità umana, sfidando gli spettatori a confrontarsi con le proprie concezioni predefinite. Ciò che ha creato è ancora visibile nell’arte contemporanea, ispirando artisti a esplorare i confini e a rompere le barriere con la loro creatività. Penso che mentre si osservano le sue fotografie Mapplethorpe ci sfidi a riflettere sulla natura profonda della vera bellezza delle cose, invitandoci a superare i preconcetti e ad abbracciare la diversità e la complessità del mondo che ci circonda.

    Rispondi
  89. Arianna Filippucci LABA   19 Novembre 2023 at 18:11

    Le fotografie scattate da Robert Mapplethorpe erano considerate uno scandalo per la società degli anni ‘70/‘80, per la rappresentazione di soggetti omosessuali e il fotografo venne considerato come promotore della pornografia gay.
    Già da prima dell’arrivo della malattia sessualmente trasmissibile, le coppie omosessuali venivano allontanate dalla società poiché etichettate come individui perversi alla ricerca del piacere.
    Questo pregiudizio non veniva attribuito alle coppie eterosessuali, probabilmente perché rimanendo in linea con il pensiero della Chiesa Cristiana non compromettevano nessun tipo di giudizio negativo.
    In seguito allo sviluppo dell’AIDS, all’interno della società i pregiudizi verso le coppie gay si fecero più chiari e concisi, considerando il fatto che furono proprio loro a essere i più soggetti ad entrare in contatto con la malattia poiché trasmissibile sessualmente o tramite uso di droghe e stupefacenti.
    La capacità di Mapplethorpe di affrontare temi anticonformisti lo avvicina agli artisti contemporanei.
    Il fotografo attraverso le sue opere ha voluto emancipare l’ES ovvero lo spirito inconscio che risiede in ognuno di noi, il quale segue il principio del piacere per soddisfare le pulsioni dell’uomo come ad esempio la sessualità e la fame, che stanno alla base dei bisogni primari, ovvero quelli che noi esseri umani non possiamo controllare.
    Mapplethorpe è stato un fotografo interessante perché è riuscito ad integrare nella società la comunità LGBTQ+, dando rilevanza a tutte quelle coppie omosessuali che si sentivano discriminate per anni, ed è proprio per questo che le sue fotografie hanno costituito un forte impatto lungo il corso degli anni.

    Rispondi
  90. Rebecca Bergonzini Laba   19 Novembre 2023 at 18:16

    Questo articolo su Robert Mapplethorpe è l’ho trovato molto approfondito. Mi ha fatto conoscere meglio l’artista e il suo mondo, soprattutto la sua connessione con il Mineshaft e come ciò abbia influenzato il suo stile. È interessante vedere come Mapplethorpe abbia trasformato la sua esperienza in un’arte così potente e controversa, specialmente affrontando la discriminazione e l’epidemia di AIDS. Mi ha colpito anche la discussione sulla mostra di Rotterdam. Capisco la scelta di mettere in mostra l’aspetto artistico di Mapplethorpe senza esagerare sulle immagini più scandalose. Sembrerebbe una mossa intelligente per far apprezzare il suo talento senza farsi trascinare nelle polemiche.

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  91. Manuela Guida LABA   19 Novembre 2023 at 19:13

    Adoro la sua ricerca nell’estetica e nella perfezione nei suoi scatti. Penso sia stato difficile nei suoi anni diffondere il suo messaggio, di rendere normale il fatto di essere gay, però l’ha fatto, l’ha fatto in maniera anche un po’ troppo spinta. Leggendo l’articolo mi venne in mente Oscar Wilde ”Il ritratto di Dorian Gray”, anche se a Dorian importava solo della propria bellezza e perfezione, Robert l’ha ricercata nel genere maschile mostrandolo nei suoi scatti, infatti nelle sue foto bianco e nero, cura tantissimo le ombre per risaltarne i muscoli e la pelle in maniera appunto Perfetta.

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  92. Filippo Bruno LABA   19 Novembre 2023 at 19:21

    Sicuramente la figura di Robert Mapplethorpe è avvolta in un’atmosfera di controversia, bellezza e ribellione, esplorare il suo lavoro mi ha portato a confrontarmi con una gamma di emozioni e sensazioni contrastanti, in particolare ho adorato il modo in cui sue immagini, spesso audaci e provocatorie, sfidano le norme sociali e culturali: credo che i suoi lavori siano estrema espressione di libertà individuale e di accettazione del diverso.
    Come viene specificato nell’articolo, la sua affinità per l’arte classica, in particolare per Michelangelo, è un elemento interessante da esaminare. La connessione tra la sua estetica e la tradizione classica suggerisce una ricerca incessante della bellezza, al di là delle convenzioni culturali.
    Forse però la critica che lo etichettava come uno “scandaloso esteta” sembrava sottovalutare la profondità concettuale del suo lavoro; la sua capacità di trasformare il provocatorio in sublime (anche grazie alla sua ispirazione per le figure michelangiolesche) può rappresentare un contributo significativo al mondo dell’arte contemporanea.

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  93. Francesco Giacomucci LABA   19 Novembre 2023 at 20:14

    Personalmente ritengo che l’abilità di Robert Mapplethorpe nel trasformare immagini esplicite e provocatorie in opere d’arte raffinate e armoniose sia molto interessante, ha contribuito a cambiare l’idea comune di ciò che può essere considerato arte. Ed è stato in grado anche di portare l’attenzione su tematiche ancora tabù come l’omosessualità e la libertà sessuale in un mondo in cui la diversità spesso viene respinta o perseguitata, Robert Mapplethorpe ha fatto capire come l’arte possa essere usata come strumento di cambiamento e di liberazione, capace di aprire la strada a un futuro più inclusivo e di rompere le barriere sociali.

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  94. Giulia Monti LABA   19 Novembre 2023 at 20:27

    Trovo Robert Mapplethorpe un fotografo rivoluzionario. I suoi scatti espliciti e provocatori hanno portato all’attenzione tematiche che in quegli anni erano ancora dei forti tabù. Grazie a Mapplethorpe, l’omosessualità e l’erotismo sono apparsi e manifestati agli occhi di tutti, tanto che molti lo hanno criticato ritenendo le sue opere scioccanti. Ma è propio questo che è da ammirare. Stimolare nuovi dibattiti e dialoghi è indispensabile per guardare la realtà con occhi più aperti.
    Trovo anche molto interessante ed efficace la tecnica del bianco e nero con la quale rappresenta la giusta sensualità alle sue opere.

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  95. Giulia Minghini   19 Novembre 2023 at 20:54

    Robert Mapplethorpe è stato un fotografo newyorchese noto soprattutto per le sue immagini provocanti riguardanti l’omosessualità e il nudo.
    Nelle sue opere è sempre presente un qualcosa di negativo, forse per esprimere la libertà che li veniva sottratta, non potendo essere chi voleva senza che qualcuno lo giudicasse.
    Inizialmente le sue opere non trovavano un pubblico ampio, causavano una grande quantità di scandali, riuscì però a trasformare la pornografia gay in aggressione simbolica allo stile di vita etero, con l’obiettivo di contraddire la società dell’epoca.
    Le immagini erano solitamente in bianco e nero, questo permetteva l’utilizzo di luci e ombre che richiamavano l’arte classica. Era un artista innamorato del bello e ossessionato dall’idea di perfezione. Condivideva l’idea del nudo e del virile di Michelangelo.
    In tutte le sue foto si ritrova sensualità, anche nel mazzo di fiori, raccontato in modo insolito, diverso, meno felice. Se si pensa a un vaso di fiori si pensa a qualcosa di colorato, vivo, mentre lui lo ha presentato in modo provocatorio e drammatico.
    È riuscito a trasformare foto di figure maschili in sculture giocando con luci e contrasti.
    Credo si possa notare in tutte le sue opere la sua ossessione per la bellezza e perfezione.
    Ritengo sia un artista da ammirare per le sue immagini e per le sue lotte, la lotta con l’impossibile della visione e dello sguardo, ma anche per avere libertà e successo perché come riportato nell’articolo per gli artisti degli anni 60/70 anche solo 15 minuti di celebrità potevano cambiare la vita e non era facile vivere in un periodo pieno di discriminazioni e incomprensioni.

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  96. Rebecca LABA   19 Novembre 2023 at 21:22

    Sono rimasta molto colpita dall’artista e dalla sua storia, nonostante non ne fossi venuta a conoscenza prima.
    Informandomi in maniera più approfondita sull’artista, Robert Mapplethorpe utilizzando un approccio esplicito alla forma di nudo maschile e femminile, ha scatenato dibattiti sulla censura e sui confini dell’arte.
    Le sue fotografie furono molto criticate dai conservatori per via delle tematiche utilizzate, e la sua eredità continua ad essere esplorata e discussa nel contesto dell’arte, della censura e dei confini dell’espressione creativa.
    Molti invece vedono l’artista come un maestro essendo che rese bellissimi soggetti che allora, dalla società, venivano considerati raccapriccianti e inferiori, anche le sue composizioni, ad esempio con la natura morta sono sorprendenti, con una meticolosa attenzione ai dettagli e alla forma.
    Col senno di poi, l’impatto di Mapplethorpe sul mondo dell’arte è innegabile, arrivando alla conclusione che nonostante le sue battaglie legali sulla censura e la sfida con le norme sociali abbia dimostrato il potere politico dell’arte sottolineando il complesso rapporto tra arte e valori sociali.

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  97. Giulia Barbieri LABA   19 Novembre 2023 at 21:45

    È sempre stato facile criticare un artista quando si allontana dalla “comfort zone”, facile definire osceno tutto ciò che inquadra ciò a cui non siamo abituati. Criticare Mapplethorpe, però, vuol dire non capire il significato politico dietro tutti gli atteggiamenti sessuali provocatori che il fotografo cattura nelle sue immagini.
    Bisogna, invece, considerare anche il contesto in cui Robert fotografava, credo che più di altri abbia avuto il coraggio di credere in qualcosa e lottare per quello, in una situazione in cui l’AIDS si era diffuso e i gay erano discriminati più del solito, lui è diventato il simbolo della lotta per una libertà di espressione sessuale da parte di omosessuali.
    Interessante anche come nelle sue fotografie, egli fa sembrare il soggetto un oggetto del piacere, in cui il protagonista sembra quasi la rappresentazione del libido di Freud, ovvero l’espressione dinamica degli impulsi sessuali.
    Concordo con lei che le sue opere non vadano considerate oscene ma neanche fatte rientrare in quella che definivo prima la comfort zone; questo perché, sempre come scrive lei, l’importanza dell’arte è proprio la possibilità di esprimere messaggi nascosti all’interno di noi stessi.
    Arrivati a questo punto le chiedo perché scrive “detesto dare senso all’arte attraverso la biografia dell’artista”. Io credo, invece, che considerato il vissuto, le esperienze e la crescita personale e professionale non capisco come questo non possa essere determinante per dare un significato all’arte di un artista, penso si che la biografia non debba essere sfruttata come pregiudizio, ma penso anche che sia lo strumento migliore per immedesimarsi un minimo in lui.

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  98. Gabriele O LABA   19 Novembre 2023 at 23:29

    Non conoscevo Robert Mapplethorpe prime di leggere questo articolo, è stata una lettura piacevole che mi ha permesso di venire a conoscenza di questo grande artista oramai defunto, contestualizzandolo nel suo tempo e nei contesti sociali e culturali che hanno influenzato la sua produzione artistica. Sebbene personalmente io mi trovi molto lontano da quella fetta di società che Mapplethorpe voleva far venire a galla con le sue opere, comprendo perfettamente le sfide che l’artista ha dovuto affrontare, specialmente in quel determinato contesto socioculturale, e non posso che provare stima e rispetto nei suoi confronti, soprattutto per come è stato capace di trasformare la sua esperienza personale in un’espressione artistica di grande impatto, facendo suscitare non poco scalpore tra il pubblico dell’epoca. Personalmente mi trovo molto vicino al pensiero estetico di Mapplethorpe, più in particolare alla sua ricerca continua della perfezione, un tratto distintivo che a mio parere si sta andando a perdere sempre di più nel mondo dell’arte contemporanea, così come nel pensiero generale di gran parte della nostra società odierna, fin troppo disillusa dal mondo esterno e focalizzata sull’imperfezione. Mapplethorpe invece si ispira alla tradizione classica dell’arte, a Michelangelo, e ci ricorda che è sempre possibile avvicinarsi alla perfezione, anche attraverso la rappresentazione di ciò che a quei tempi negli Stati Uniti era considerato un tabù, completamente opposto agli ideali del pubblico generalista.

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  99. Alessandro Cruciani LABA   20 Novembre 2023 at 00:04

    Avendo studiato fotografia, conosco le sue fotografie molto audaci e spesso provocatorie. Il suo lavoro spazia da ritratti di celebrità a fotografie di nudità maschile ed esplora la tensione tra bellezza e tabù. Mapplethorpe ha suscitato dibattiti sulla libertà artistica e la moralità, contribuendo a ridefinire i confini della fotografia contemporanea. La sua capacità di catturare la forma umana con una precisione quasi scultorea è straordinaria, ma al contemporaneo le sue immagini spesso sfidano le convenzioni sociali. Mapplethorpe ha il merito di aver aperto un dialogo critico sulla natura dell’arte e della sua relazione con la società.

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  100. Nicola LABA   20 Novembre 2023 at 01:50

    Il lavoro fotografico di Robert Mapplethorpe ha richiamato inevitabilmente alla mia attenzione sulla riflessione del suo concetto di ideali di bellezza e perfezione, spesso sottolineati da una forte componente erotica, che le sue fotografie riflettono magnificamente. Detto ciò da studioso della fotografia non posso far meno che rapportare questi ideali, con un altro movimento nato nel lontano 1920 sempre negli Stati Uniti chiamato “Fotografia diretta”. Un approccio fotografico modernista Iperreale, non ritoccato, “puro”, cercando verità senza manipolazioni eccessive. Ritrovo forti somiglianze con 2 fotografi in particolare di questo movimento: Edward Weston e Imogen Cunningham. Alla luce di questo confronto tra il passato e il suo presente non posso fare almeno di chiedermi. Perchè Mapplethorpe è ricorso alla fotografia diretta, a distanza di 60 anni da essa, in una società cosi cambiata? Perché applicarlo proprio su soggetti che non ne rappresentavano l’ideale comune di quei tempi?

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  101. Nicole Pieri   20 Novembre 2023 at 09:19

    “L’unica forma di sincerità è l’ipocrisia.” – diceva Moravia. Noi tutti viviamo nella finzione, celiamo la nostra verità, il nostro essere, ed è proprio per questo che un personaggio come Mapplethorpe è stato e tutt’oggi risulta così scomodo: perché con la sua arte sfida le norme sociali e la nostra ipocrisia.
    Mapplethorpe mostrava un mondo, in particolare quello dei club notturni e degli spazi artistici del quartiere di Chelsea di New York degli anni ’70 e ’80, segreto, scomodo, di cui non si parlava molto, ma un mondo reale, vero, tangibile e forse per alcuni versi più libero, seppur sempre regolato perché “La società è basata sulle regole; senza regole, non c’è società.” Ed anche in questi club notturni c’erano delle regole, un outfit adeguato, un sistema congruo di comportamento. Era nata un’altra società dentro quella newyorchese; e le persone che frequentavano queste due realtà non erano diverse, anzi in moltissimi casi erano le stesse. Di giorno giacca e cravatta, di notte giacca di pelle; di giorno sobri, anche moralisti, di notte stravaganti, liberi di esplorare i confini sessuali dell’uomo, spesso quasi senza freno.
    Tuttavia, fotografare cosa accedeva in quei club e mostrare quelle fotografie (soprattutto la serie “X Portfolio” che fu al centro di controversie legali, mostrata un anno dopo la sua morte) non voleva dire solo affermare l’esistenza di quella realtà, rivendicare l’identità sessuale di molte persone, di un sottostrato di una società: inevitabilmente, era come urlare contro l’ipocrisia che circondava New York. Perché a vivere di una sessualità più libera in quegli anni a New York non c’erano solo artisti come Andy Warhol, David Bowie, o Freddie Mercury, ma anche politici: ricordiamo che in quegli anni nel comune di San Francisco era stato eletto il primo politico apertamente gay, Harvey Milk. Poteva questa nuova società che si andava affermando minare quella che con tanta fatica i newyorchesi negli anni avevano costruito? Nelle registrazioni video del discorso di Jesse Helms vediamo il senatore opporsi alle sovvenzioni per le opere d’arte di Mapplethorpe, dichiarando con una forte rabbia: “un conosciuto omosessuale, che morì di AIDS e trascorse gli ultimi anni della sua vita promovendo l’omosessualità, […] adesso guarderemo le foto. […] Io penso che non fosse un artista, era un imbecille.” Perché tanto livore? Forse non tanto per le foto stesse, ma per quello che rappresentavano. E allora cercare di opporsi alla loro divulgazione, opporsi alla loro esposizione – nonostante fossero opere di straordinaria bellezza – non capendo di ottenere invece il risultato opposto.
    Anche Andy Warhol, contemporaneo di Mapplethorpe, ha suscitato discussioni e polemiche culturali all’interno del mondo politico. Le sue opere come quelle di Mapplethorpe sono state oggetto di diverse controversie legali, benché concentrate per la maggior parte su questioni di copyright e diritti d’autore, non su accuse di oscenità o contenuto controverso. Certo le loro opere erano ben diverse, sebbene si riscontrino delle analogie. Mentre Mapplethorpe si è concentrato sulla fotografia in bianco e nero e sui ritratti intimi e provocatori, Warhol ha abbracciato la vivacità dei colori e la riproducibilità delle immagini, creando opere che riflettono la cultura di massa e la commercializzazione dell’arte. Entrambi gli artisti, tuttavia, hanno condiviso uno spirito provocatorio, entrambi hanno mostrato le fragilità e le ipocrisie della società: Mapplethorpe sfidando le norme sessuali e sociali; Warhol rompendo le barriere tra arte e commercio, sfidando le tradizionali concezioni di autenticità e originalità, mostrando le superficialità della società di consumo, ritraendo figure di minoranze, come drag queen e persone transgender, e ponendo domande sulla percezione sociale di genere e sessualità.
    Sicuramente quello che li ha distinti è stato il medium artistico con cui si sono espressi. Anche Warhol ci ha mostrato delle drag queen (in “Ladies and Gentlemen”), ma lo ha fatto per mezzo di serigrafie, attraverso il filtro della finzione artistica, mentre Mapplethorpe con le sue fotografie ci ha mostrato qualcosa che appare sicuramente più reale.
    La storia della critica e della censura nell’arte è molto controversa, si passa dal giudicare quadri come L’Origine del Mondo” (1866) di Gustave Courbet, dove abbiamo un primo piano dell’organo sessuale femminile, a quelli astratti di “Nudo che scende una scala n. 2” (1912) di Marcel Duchamp, dove è quasi impossibile a un primo sguardo individuare il corpo del personaggio, ma comunque criticato per la scelta di rappresentare il corpo umano in chiave astratta. Molte delle immagini di Mapplethorpe sono evidentemente immagini erotiche, ma nessuno si è mai sognato di censurare i Lupanari di Pompei, seppur anche questi siano molto espliciti. Queste e altre controversie non ci aiutano a capire quali siano gli effettivi criteri su cui si basino critica e censura. Forse allora quello che sconvolge non sono le immagini in quanto tali, ma il potere che hanno di incrinare i valori di una società, mostrarne i limiti, le incoerenze. Ma non è forse questo uno degli obbiettivi dell’arte?
    Comunque le si vogliano giudicare, le fotografie di Mapplethorpe ci mostrano una precisione e una cura estetica che tenta di toccare la perfezione. Possiamo ben vedere nelle sue opere la sua ricerca continua di ordine e perfezione, forse come risposta a una realtà che può essere percepita come caotica o sfuggente. Possiamo leggere nella sua arte la voglia di raccontare ciò che è reale, di distruggere quei moralismi e quelle ipocrisie per mostrare il suo mondo notturno di quegli anni newyorchesi. Forse allora, lontani dalla critica, possiamo solo goderci le sue fotografie scultoree, i primi piani dagli sguardi penetranti e quel senso di profonda solitudine che io avverto ogni volta che vedo una sua foto.
    “L’ispirazione, mi sembra, arriva raramente da una folla; più spesso, nasce dalla solitudine, riflessione e dal lavoro duro.” (Sylvia Plath)

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    • Lamberto Cantoni
      lamberto cantoni   22 Novembre 2023 at 09:02

      Un commento esemplare. Preciso, colto e pensoso. Un piacere leggerlo. L’unica sottolineatura che mi permetto riguarda Warhol. E’ chiaro che è stato un artista di riferimento per tutti i giovani artisti maturati dalla fine dei sessanta in poi. Ma lo vedo più interessato a lavorare con leggere imperfezioni, per rendere fluida, seriale e senza attriti la bellezza della maggioranza delle sue opere, ovviamente per ricondurla al popolare, allo spettacolare e perché no, al commerciale. Tutto ciò ha poco a che fare con il fantasma della perfezione di RM.

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  102. Mila LABA   20 Novembre 2023 at 09:24

    Unico nel suo genere, Robert Mapplethorpe fu uno dei migliori fotografi del Novecento, considerato un esteta senza precursori. La sua capacità di elaborare contenuti estremi di un ambiente di scandali e trasformarli in bellezza donandogli una sorte di aura artistica, fu la ragione del suo successo.
    Interessante il parallelismo tra l’arte Michelangiolesca e la fotografia di Mappletorpe, entrambi appassionati dal tema del nudo e della virilità del corpo umano: Michelangelo nelle sue rappresentazioni conferiva ai corpi armonia e virilità, con una fusione di energia e grazia; così Mapplethorpe, riprendendo l’ordine di bellezza michelangiolesca, conferiva ai corpi che fotografava qualità interpretabili come metafora di potenza e forza interiore. Interessante il suo approccio scultoreo alla fotografia, che lui stesso definisce “il mezzo perfetto per fare scultura”.
    Il contrasto tra eccessi e devozione alla bellezza è tema centrale nella vita di Mapplethorpe, che contribuì a far emergere l’opera dell’artista.
    In prima fila per la battaglia alla discriminazione del mondo Gay, fece della sua arte massima espressione della comunità omosessuale, e piano piano riuscì a farsi strada tra galleristi, che compresero la grandezza estetica e significativa delle sue opere, che divennero delle vere e proprie icone di questa battaglia.
    Il suo lavoro potente e provocatorio ha un forte duplice significato storico e sociale, che rende Mapplethorpe sempre attuale e indelebile nel tempo.

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  103. Giulia D LABA   20 Novembre 2023 at 09:42

    La scoperta di questo fotografo è stata a dir poco illuminante: Robert Mapplethorpe ci mostra in che modo è riuscito ad enfatizzare la propria realtà e il proprio desiderio (in tutti i sensi) di espressione in una società e in un epoca in cui tutto ciò che poteva creare, comporre, pensare ed esprimere poteva portare alla sua condanna nella scala sociale. Eppure, non è stata la sua reputazione, le critiche e le discriminazioni a trattenere l’unicità e la particolarità della sua arte e della sua persona. Guardando le sue foto, riesco a percepire la necessità del fotografo di riferire e gridare al mondo che esiste anche la fetta di realtà che riesce ad immortalare nelle sue fotografie. La sua realtà, che è provocatoria, che non vuole, ma deve attirare l’attenzione di chi guarda, per sensibilizzare e denunciare l’emarginazione di coloro che vengono definiti diversi. Il suo erotismo pronunciato riesce a riflette la sua concezione di perfezione. Dietro all’indagine di questo concetto aureo, riesco a cogliere del malcontento: un malessere che potrebbe rispecchiare la frustrante ricerca di ciò che nessun uomo ha e che non avrà mai.

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  104. AliceA Laba   20 Novembre 2023 at 10:40

    È evidente come in ogni società bisogna lottare contro ideologie bigotte, proprio così il fotografo Robert Mapplethorpe ha messo in scena delle immagini che indignassero la comunità. Soprattutto considerando la tematica da lui affrontata, l’omosessualità, che non era affatto accettata e solo col tempo si sta apprendo la mentalità su queste tematiche unite a rappresentazioni, anche sotto una visone etero, di immagini sessuali.
    Mapplethorpe è andato a infliggere il coltello là dove la società voleva porre dell’oscurità, facendolo attraverso opere d’arte dove spesso va a rappresentare un corpo che diventa scultura. L’utilizzo magistrale delle luci va a enfatizzare tutto ciò riportandomi alla mente i dipinti di Michelangelo, come nel “Tondo doni” dove le ombre marcate delle braccia le fanno sembrare scultoree, rendendo così le sue immagini erotiche di estrema eleganza e bellezza.
    Il suo lavoro è stato sicuramente influenzato da ciò che faceva e lo circondava, riportandolo nelle sue immagini come metafora che assimilerei a Nan Goldin che attraverso la fotografia va a portare il privato in pubblico, in particolare la fotografia “The hug” va a sottendere la violenza fisica che le provoca il suo compagno. Le sue opere portano a proiettarci un nostro pensiero, qualunque esso sia, anche se inizialmente non comprese ad oggi sono ancora più che attuali.

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  105. Sara Cadegiani LABA   20 Novembre 2023 at 16:08

    Robert Mapplethorpe ha avuto il coraggio di andare contro gli ideali della società e di mostrare delle vere opere provocatorie e senza filtri.
    C’è molto da imparare nella sua storia!

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  106. Jessica Caliendo - LABA   20 Novembre 2023 at 16:32

    L’articolo offre un’analisi approfondita e appassionata sulla vita e sull’opera di Robert Mapplethorpe, il celebre fotografo che ha ridefinito i canoni estetici del Novecento. La narrazione attraversa la sua carriera, dall’esordio scandalo alle fasi in cui la critica ha rivalutato le sue opere come profonde e pensate. L’autore esplora l’ambiente underground del Mineshaft, frequentato da Mapplethorpe, sottolineando l’influenza di questo contesto sulla sua espressione artistica. Si sottolinea anche il cambiamento nel panorama artistico e sociale degli anni ’70 e ’80, segnati dall’AIDS e dalla lotta per la libertà e l’accettazione della comunità gay. L’articolo sottolinea la forza politica delle immagini di Mapplethorpe, riconoscendo il loro impatto nella lotta contro l’omofobia e la discriminazione. La chiusura del Mineshaft, simbolo dell’epoca, è descritta come un momento sconvolgente, parallelamente alla diffusione del virus dell’AIDS. L’autore riflette sulla dualità dell’arte di Mapplethorpe, che sfida il pudore ma ricerca, al contempo, un’armonia estetica ispirata all’arte classica. Infine, si evidenzia il dibattito politico innescato da una mostra su Mapplethorpe a Washington, sottolineando come la controversia abbia contribuito paradossalmente alla consacrazione internazionale dell’artista. L’articolo si conclude con una riflessione sulla potenza dell’arte nel trasmettere emozioni e messaggi, sottolineando il ruolo di Mapplethorpe nella storia culturale e sociale.

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  107. Giorgia N LABA   20 Novembre 2023 at 19:17

    Il centro dell’operato di Robert Mapplethorpe è la ricerca della bellezza e della perfezione della forma che passa attraverso ritratti, nudi e natura morta.
    Quelle immagini che tanto hanno creato scandalo non sembrano neanche volte a provocare, il fatto che siano state considerate volgari dipende da una nostra concezione, una mentalità che ci porta a considerare la nudità e gli atti sessuali come qualcosa di osceno, soprattutto se questi avvengono tra persone dello stesso sesso.
    In realtà in quegli scatti si ritrova soprattutto uno studio del dettaglio, dell’anatomia e dell’arte classica volto a quella ricerca della bellezza e della perfezione da cui Mapplethorpe era ossessionato.
    Ai corpi fotografati infatti, egli ha dato una resa scultorea, una plasticità tipica delle statue classiche, quasi come fossero stati scolpiti con la luce.
    Robert Mapplethorpe è quindi un fotografo da ammirare, sia per la sua tecnica che per il significato delle sue opere che sono riuscite a dare voce a chi a chi in quel periodo non poteva permettersi di parlare

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  108. Valeria Facchini   22 Novembre 2023 at 06:46

    In quel particolare periodo storico dove vigeva l’ostentazione al modello americano frutto della propaganda democratica contro il regime sovietico, Mapplethorpe da significato a una sua visione del modello statunitense. Mette al centro dei propri scatti soggetti che in quell’epoca erano fortemente discriminati, la comunità LGBTQ+

    La propaganda statunitense vendeva l’ideale di libertà e di pari opportunità per i cittadini tramite l’attuazione del “Civil Rights Act” fortemente voluto dall’ormai defunto Presidente Kennedy (morto assassinato), ma al tempo stesso era incatenato da stereotipi e presunzioni che fermavano, rischiando di cadere in un limbo, la progressione ed evoluzione dell’ideale di libertà.

    Mapplethorpe è stato un degno comandante della battaglia ai diritti omosessuali e sono convinta che sia stato un personaggio chiave a realizzare e concretizzare l’ideale di libertà.
    Si è avvalso di un concetto che era fortemente represso, le pulsioni sessuali.
    Negli anni 60/70 l’atto sessuale era visto da tutti come scopo ultimo della creazione della vita,
    non se ne parlava in giro e certi giochi sessuali venivano gravemente giudicati.

    Ma perché Mapplethorpe ha voluto soffermarsi proprio sulle pulsioni sessuali? E’ impossibile per l’essere umano reprimere tali pulsioni e ciò che la società imponeva era paradossalmente contro natura. Inoltre, i più grandi rivoluzionari del mondo artistico hanno usato come fondamenta e arma per attuare il cambiamento l’indignazione, lo scalpore, il dissenso (per fare un breve esempio, Caravaggio dipinse “La morte della Vergine” con uno stile troppo realistico che venne considerato blasfemo) del pubblico che spesso era troppo acciecato dalle proprie conoscenze e convinzioni per osservare senza pregiudizio opere d’arte scomode, ma che negli anni a seguire hanno effettivamente portato al cambiamento sperato.

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  109. Emma Laba   22 Novembre 2023 at 10:41

    il lavoro di Robert Mapplethorpe è davvero interessante e complesso. Ha creato immagini che sono audaci e provocatorie, ma allo stesso tempo esteticamente perfette. Si è concentrato molto sui dettagli e sulla luce, creando un senso di sensualità e eleganza nelle sue opere. Ma c’è stata molta discussione su quanto la sua ricerca della perfezione abbia reso le sue opere problematiche, specialmente quando si tratta di temi come la sessualità e l’identità.

    Il modo in cui ha sfidato la linea tra arte e pornografia è stato davvero importante, perché ha costretto le persone a pensare alle loro idee su sesso e bellezza. Ma questo ha anche portato a critiche sulla rappresentazione dei corpi umani nelle sue opere.

    È stato davvero coraggioso nel parlare apertamente della vita queer in un momento così difficile, quando c’era tanta discussione sull’HIV/AIDS e sull’omosessualità. Ha contribuito a far capire molte cose, ma ha anche causato tensioni tra diverse persone.

    La sua eredità è complessa e ha avuto un impatto duraturo sull’arte e su come consideriamo la sessualità e la rappresentazione umana nell’arte. È importante guardare al suo lavoro con un occhio critico, considerando le questioni etiche e il potere che emerge dalle sue opere.

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  110. Giacomo Lolli Ceroni Laba   22 Novembre 2023 at 15:09

    Non conoscevo Mapplethorpe prima di questo articolo. Ho trovato la sua figura estremamente interessante e controversa per gli anni in cui ha vissuto.
    Trovo che Robert fosse un Disturbatore, ha utilizzato la sua libertà per far guardare la massa dove questa non voleva in nessun modo volgere lo sguardo e questo ha fatto si che la sua eredità abbia effettivamente avuto un effetto sul futuro.
    Penso che questo tipo di figure siano le più importanti del periodo in cui vivono, le persone che fanno scandalo o “rumore” e vengono criticate, molto spesso vengono considerate dei visionari dalle persone che vengono successivamente.
    Ed effettivamente è quello che è successo all’artista descritto nell’articolo, ripudiato nel suo tempo, verrà considerato un grande artista dopo la sua dipartita. La massa tende a capire tardivamente l’arte di un singolo.

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  111. Chan Vannak Vinella (LABA Cinema 1)   22 Novembre 2023 at 16:34

    “I can’t have any assistent; I need someone I can really communicate with”

    cit. Robert Mapplethorpe

    E’ così che vorrei onorare Robert Mapplethorpe come colui che ha sfidato un mondo pieno di pensieri arretrati e di ipocrisia che allora dominava negli anni ‘60 e ‘70. Secondo me è riuscito ad imprimere nelle sue fotografie in bianco e in nero un’estrema attenzione verso quel mondo che era rimasto da sempre affascinato: la scultura della cultura classica. Ne è rimasto folgorato dalla complessità del corpo umano, dalla sua plasticità e dalla sua capacità di “affondare” nello spazio circostante. Uno stile possiamo definire che si modella sotto forma di figure maschili virili, omosessuali e dalla pelle scura. E’ questo è stato purtroppo l’elemento scatenante di critiche e derisioni che hanno portato l’artista ad un isolamento “mentale”; da qui l’aforisma citato sopra. Il bisogno di essere compresi. Con il susseguirsi di tentativi per la libertà politica e sociale per gli omosessuali come i moti di Stonewall del 1969 che finirono con degli arresti serali da parte di agenti americani. L’epidemia dell’AIDS poi degli anni ‘80 non aiutò molto il consenso positivo da parte della comunità americana che consideravano gli omosessuali come dei capri espiatori, una punizione da parte di Dio. Mapplethorpe, nonostante sia stato un frequentatore del locale Mineshaft, è un uomo che cerca continuamente la perfezione nelle sue opere d’arti, se così possiamo dire della sua fotografia. Dal mio punto di vista rappresenta la condizione dell’uomo del suo periodo, le sue fragilità e le sue insicurezze, ponendo il corpo come uno strumento di lettura da tradurre. Altri fotografi come Helmut Newton, fotografo tedesco degli anni ‘20, hanno fatto della fotografia un mezzo per denunciare la tragica situazione delle persone soggetti delle fotografie attraverso forme di nudità, masochismo e di natura anche omosessuale. Ovviamente non voglio assolutamente mettere a paragone questi due artisti perché possiedono due concetti totalmente differenti, ma vorrei evidenziare l’estrema difficoltà che hanno vissuto gli artisti nascenti senza l’appiglio da parte della società.

    “I’m obsessed with beauty. I want everything to be perfect, and of course it isn’t “.
    Robert Mapplethorpe cerca come nei greci il bello, la perfezione nella figura umana e nelle rappresentazioni floreali. Non possiamo pensarlo come un fotografo, ma è anche uno scultore che scolpisce il reale. E come tanti artisti quali Vincent Van Gogh, incompreso e screditato durante la sua vita, finalmente hanno potuto trovare una pace immortale nelle loro opere. Come diceva il filosofo Ledwig Feuerbach nel suo testo “Essenza del Cristianesimo”:

    “Il dogma non è altro che un esplicito divieto di pensare”

    Io credo che Robert Mapplethorpe sia colui che ha rivoluzionato completamente il concetto di bellezza estetica dei suoi tempi.

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    • Lamberto Cantoni
      Lamberto Cantoni   23 Novembre 2023 at 09:34

      Non credo che Newton abbia avuto problemi paragonabili a quelli di RM. Forse solo con il movimento femminista che lo accusava di pornografia e di abusare il corpo delle donne. Il genere di provocazione alla Newton sotto sotto è sempre piaciuto alle riviste e ai brand della moda con i quali collaborava.

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  112. Davide Zanatta LABA   22 Novembre 2023 at 18:59

    Prima di leggere questo articolo non ero a conoscenza di Mapplethorpe e della sua carriera, però è stato curioso cercare su internet i suoi progetti fotografici e confrontarli con quanto scritto sopra. Lo stile utilizzato in bianco e nero e la gestione di un’illuminazione quasi cinematografica, trasmettono all’osservatore la pienezza della tematica proposta coinvolgendolo in uno straordinario impatto emotivo.
    E’ interessante inoltre come Mapplethorpe riesca a bilanciare le composizioni floreali con quelle fisiche, rendendole quasi simili nella delicatezza non tanto estetica ma significativa che esprimono.

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  113. Gabriele Panichi   22 Novembre 2023 at 23:47

    Il testo offre una profonda riflessione su Robert Mapplethorpe, il suo contesto storico e il significato della sua opera. Il lettore viene guidato attraverso diverse fasi della vita e della carriera dell’artista, e il testo tocca vari temi, dalla sua presa di posizione politica attraverso la sua fotografia, alla sua esperienza nel Mineshaft e alla sua lotta contro l’AIDS.

    Il commentatore riconosce la complessità di Mapplethorpe come figura artistica, sottolineando la sua evoluzione dalla controversa fase iniziale a una successiva rivalutazione critica. Si sottolinea il paradosso della sua ricezione, da uno scandalo iniziale a un’ammirazione successiva da parte della critica, evidenziando la natura provocatoria delle sue opere e la loro capacità di suscitare emozioni forti.

    Viene sottolineato il legame tra l’esperienza di Mapplethorpe al Mineshaft e la sua visione artistica, sottolineando come il contesto di quegli ambienti abbia contribuito a plasmare il suo stile e la sua prospettiva sulla sessualità.

    Inoltre, il commento mette in luce la connessione di Mapplethorpe con la tradizione artistica classica, in particolare con Michelangelo, evidenziando la sua ricerca di bellezza e perfezione nella rappresentazione del corpo umano.

    La chiusura del testo si concentra sulla controversia che circonda la sua opera, in particolare l’episodio della mostra “The Perfect Moment” e la sua consacrazione internazionale. Il commentatore esprime una comprensione della complessità umana di Mapplethorpe, riflettendo sulla sua lotta con l’AIDS e la sua ricerca di bellezza nonostante le tragedie personali.

    Complessivamente, il commento offre un’analisi articolata e approfondita di Robert Mapplethorpe, riconoscendo la sua importanza nell’arte contemporanea e il modo in cui ha affrontato temi sociali e politici attraverso la sua fotografia.

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  114. Federico Canducci (LABA)   23 Novembre 2023 at 02:23

    Dopo aver letto questo articolo posso dire di aver avuto un’introduzione alla figura di questo maestro della fotografia che ancora non conoscevo. Mi piace molto il fatto che abbia assunto, nel corso della storia, una doppia identità: da un lato è stato riconosciuto come autore all’avanguardia, rivoluzionario e dedito a trovare la bellezza e la perfezione, mentre dall’altro le menti più chiuse, soprattutto al suo tempo, l’hanno condannato per aver ritratto temi tabù, considerati scandalosi.
    E’ curioso provare a riflettere sull’impatto che i suoi scatti potrebbero avere se Mapplethorpe fosse nostro contemporaneo. Certamente le sue opere non susciterebbero un’indignazione analoga a quella provocata negli anni in cui visse, ma ancora oggi penso che non tutti abbiano la maturità per apprezzare ritratti con uno stampo erotico del genere.
    Più mi faccio strada nella conoscenza di artisti, più noto che tutti coloro che hanno apportato qualcosa di innovativo nella Storia dell’arte e della musica hanno “preso in prestito” idee qua e là , senza copiare spudoratamente e rendendo le caratteristiche positive delle opere degli artisti che li hanno preceduti, parte del loro stile. La grande ammirazione che il fotografo statunitense prova per la resa della perfezione nella scultura classica e michelangiolesca ne è l’esempio lampante. Questa è una grande lezione, a parer mio, per gli artisti in fase di formazione.
    Infine apprezzo molto il coraggio che deve aver avuto nello scardinare consapevolmente i canoni di bellezza e di arte della sua epoca, e penso che sia proprio questo a rendere possibile la nascita della novità.

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  115. Jessica biagioli LABA   23 Novembre 2023 at 08:35

    Non conoscevo questo artista, ma dall’articolo mi sono immaginata abbastanza controversa la sua carriera, mi ha colpito la sua trasformazione da figura scandalo ad artista celebrato. Molto coraggioso da parte sua adottare e divulgare i pensieri della società considerata ai tempi “normale”, come una forma di resistenza e provocazione. Molto interessante la sfida che ha creato tra arte e pornografia, anche se non posso considerarlo lo stile che preferisco, ma anche il modo in cui sottolinea l’importanza della sua espressione artistica nella lotta per la libertà sessuale e una visione sulla sua capacità di trasmettere emozioni e messaggi profondi attraverso l’arte, come la mostra messa in scena a Napoli , in bilico tra fotografia e danza, come ispirazione alla storia dell’arte classica.

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  116. Tatiana Onofri   23 Novembre 2023 at 09:41

    Conoscevo già Robert Mapplethorpe prima di leggere questo articolo. La sua storia rimane comunque affascinante. Fotografo controverso e audace, Mapplethorpe ha sfidato i confini dell’arte e della sessualità. Il modo in cui rappresenta la sessualità, come forma di resistenza politica, è illuminante. Mapplethorpe riuscì attraverso la sua arte a mettere in luce la sua lotta contro la discriminazione e il suo desiderio di trasformare il taboo in un messaggio di libertà. Sono interessanti le influenze che hanno plasmato la sua estetica, come la scena dei club gay di New York e la sua profonda ammirazione per l’arte classica. Apprezzo come venga dipinto un quadro ricco e complesso della sua evoluzione artistica. La riflessione sulla controversia che circonda il suo lavoro sottolinea il potere delle sue immagini, che continuano tutt’oggi a suscitare reazioni intense.

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  117. MariaLABA   23 Novembre 2023 at 20:01

    Devo ammettere che non conoscevo questo artista. Nell’articolo è ben spiegato il percorso artistico di Mapplethorpe per permetterci di cogliere il suo impatto sulla società e sottolineando il significato politico delle sue fotografie. Credo che la potenza delle immagini di Mapplethorpe risiede nella loro capacità di scuotere gli spettatori, spingendoli a riflettere sulle questioni di identità, sessualità e tabù sociali. Le sue fotografie affrontano temi complessi, come l’erotismo, il corpo umano e le dinamiche di potere, e lo fanno con una maestria tecnica che è ineguagliabile, nonostante il contesto storico e culturale in cui il nostro artista ha operato non fosse sicuramente dei più semplici, di fatto nell’articolo sono ben evidenziate le sfide e le discriminazioni che ha dovuto affrontare come artista gay negli anni ’70 e ’80 e secondo me è un invito a esplorare le sfumature dell’arte e a sperimentare un nuovo modo di guardare il mondo che ci circonda, cercando di spingerci oltre alle prime apparenze e indagare più a fondo del motivo che spinge l’artista a realizzare determinati scatti, che a primo impatto potrebbero risultare semplicemente perversi e inappropriati.

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  118. Sofia LABA   25 Novembre 2023 at 13:19

    La vita di Robert Mapplethorpe, fotografo controverso noto per le sue immagini estreme e il suo impegno politico attraverso l’arte, viene influenzata dalla frequentazione assidua del club gay Mineshaft, molto conosciuto all’epoca per le pratiche erotiche e fantasiose che avvenivano all’interno del club. Le sue fotografie acquisiscono un’aurea artistica nonostante il contenuto estremo, data da un’elaborazione estetica che risulta dark. Personalmente penso che nonostante queste fotografie siano esplicite, oggigiorno non destano così tanto scandalo come potevano suscitare negli anni ’70, un po’ perché ormai questi argomenti sono sempre meno taboo e un po’ perché Mapplethorpe è riuscito a darci un’atmosfera artistica, innalzando il contenuto dal basso livello di fruizione comune, tale che siamo meno disposti ad approcciarci ad esse con disgusto, almeno personalmente.
    L’artista trasformava la pornografia gay in una forma di ribellione politica per la libertà sessuale, contro i parametri sessuali dominanti nella società degli anni ’70 e ’80; s’impegnò nel sensibilizzare la società, che dapprima non considerava la sua arte ma che poi i galleristi apprezzarono, a scapito della sua stessa vita. Infatti in quegli anni si diffondeva la piaga dell’AIDS, che marchiava come reietti e che mieteva vite, compresa poi quella di Mapplethorpe.
    Egli era profondamente ossessionato dall’arte classica, dalla perfezione, dalla bellezza, per questo si approcciava ai corpi, agli oggetti come elementi scultorei, in quanto la fotografia era il miglior strumento per la scultura. Lo trovo molto interessante questa caratteristica di Mapplethorpe perché il suo background storico ci racconta di una vita passata in ambienti dark, di aggressività, di esagerazione, ma se guardo attentamente le sue foto non trovo questo linguaggio aggressivo che ci si potrebbe aspettare, anzi, mi sembra quasi un linguaggio, un’atmosfera quasi aulica.

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  119. Alice LABA   25 Novembre 2023 at 18:40

    È interessante notare come Mapplethorpe abbia trasformato la pornografia gay in una forma di espressione politica radicale, sfidando le norme sociali dell’epoca. La sua connessione con il club Mineshaft e la sua immersione in ambienti estremi sembrano aver plasmato il suo stile fotografico, introducendo un elemento di ribellione e di sfida.
    La riflessione sulla chiusura del Mineshaft a causa dell’epidemia di AIDS e la tragica fine di Mapplethorpe aggiunge un elemento capace di contestualizzare il suo contributo nell’ambito delle sfide sociali e della lotta per i diritti della comunità LGBTQ+.
    Personalmente, trovo affascinante come Mapplethorpe abbia reinterpretato l’arte classica, trasformando la pornografia in opere d’arte che sfidano le convenzioni e innescano discussioni profonde sulla libertà e sull’identità. La sua capacità di sublimare il negativo in qualcosa di esteticamente potente è evidente nelle sue immagini, che continuano a suscitare emozioni e riflessioni anche oggi.
    La menzione della mostra recente a Rotterdam, e la scelta di presentare Mapplethorpe come un perfezionista, porta domande sulla presentazione dell’artista al pubblico contemporaneo. La sfida di bilanciare l’attenzione sulla perfezione tecnica con la natura spesso provocatoria delle sue opere riflette la complessità della sua eredità artistica.
    Ho apprezzato l’invito alla riflessione sulla sua importanza nell’evoluzione dell’arte contemporanea e sulla sua capacità di ridefinire concetti come bellezza, libertà e identità attraverso il suo lavoro da pioniere.

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  120. Sonia Laba   26 Novembre 2023 at 17:48

    Il principale oggetto della fotografia di Robert Mapplethorpe è senza alcun dubbio il corpo umano, il quale, diviene strumento di sperimentazione e di scoperta; esso viene caratterizzato da un’ideale di bellezza classista, scultorea e un bianco e nero raffinato. Le sue opere sono cariche di una vasta tensione sessuale, vitale e violenta che mai diviene pornografia ma sempre rimane stabile nell’erotismo. Nonostante il fotografo sia passato alla storia per i suoi scatti di nudi maschili e scene sadomaso esiste una parte della sua produzione meno conosciuto dove la tematica della sessualità non viene presentata in maniera esplicita ma implicita, è la nostra mente, la nostra percezione a comprenderne significato. Questi suoi lavori ritrano nature morte: per Mapplethorpe i fiori diventato, simbolo della sessualità. La tematica più ricorrente all’interno dei suoi scatti è la libertà sia sessuale che d’essere sé stessi senza preoccuparsi di mostrarsi e nascondere la propria identità.

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  121. Juliet L   26 Novembre 2023 at 21:27

    Se per Michelangelo, la ricerca di bellezza divina stava nel riprodurre corpi nudi e virili , perchè per Mapplethorpe, 500 anni dopo, questa pratica è considerata una perversione?
    Il fotografo, con i suoi lavori, difende i diritti degli omosessuali che in quegli anni venivano calpestati dall’idea idilliaca della famiglia tradizionale americana.
    Personalmente mi colpisce molto come evidenzia dei precisi particolari del corpo umano, decontestualizzandoli, quasi come se appartenessero ad un altro universo. Nulla è lasciato al caso, il bianco ed il nero, le luci e le ombre, le composizioni corporee, la scelta dei soggetti.
    Ammiro il modo in cui l’artista ha difeso la sua arte e la sua natura nonostante le critiche del suo tempo.

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  122. lorenzo   27 Novembre 2023 at 14:39

    Il testo offre un’analisi intrigante e complessa di Robert Mapplethorpe, dipingendo un ritratto del suo percorso artistico e delle influenze che hanno plasmato il suo lavoro. Attraverso la descrizione della sua relazione con il club underground Mineshaft e la sua prospettiva sulla sessualità, emerge un quadro in cui la sua arte è interpretata come un’audace dichiarazione politica, una difesa della libertà individuale attraverso immagini fotografiche cariche di forza e significato.

    La discussione attorno al suo stile, che ha oscillato tra lo scandalo iniziale e il successivo riconoscimento critico, rivela un’evoluzione nel modo in cui il suo lavoro è stato percepito nel tempo. Il testo evidenzia anche il legame di Mapplethorpe con l’arte classica e l’influenza di artisti come Michelangelo nella sua visione della bellezza, che ha cercato di riflettere nei corpi che fotografava.

    Inoltre, si suggerisce che le immagini estreme di Mapplethorpe non fossero solo provocatorie, ma intrinsecamente politiche, una forma di difesa e celebrazione del desiderio individuale senza compromessi. La sua capacità di trasformare contenuti estremi in opere d’arte di sorprendente bellezza viene sottolineata come un tratto distintivo del suo genio creativo.

    In definitiva, il testo offre uno sguardo approfondito sulla complessità di Mapplethorpe come artista, evidenziando come la sua arte sia stata sia provocatoria che profondamente significativa nella sua espressione di libertà individuale e nell’interpretazione della bellezza.

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  123. Giulia T. LABA   4 Dicembre 2023 at 10:57

    Robert Mapplethorpe è stato inizialmente oggetto di scandalo per le sue immagini estreme, ma la critica successiva lo ha elogiato come un artista profondo. Dopo la sua morte, le sue foto sono state considerate più pensierose di quelle dei suoi contemporanei, ma è stato etichettato come un esteta irriducibile. Ha frequentato il club Mineshaft, noto per le sue pratiche sessuali estreme, e la sua esperienza lì ha influenzato il suo stile fotografico. Le sue immagini, inizialmente considerate scandalose, sono diventate icone della lotta per i diritti gay. La chiusura del Mineshaft nel 1985 a causa dell’AIDS ha segnato la fine di un’era. Mapplethorpe ha contratto l’AIDS e è morto dopo qualche anno. Il suo lavoro è stato controverso, ma ha contribuito alla normalizzazione delle rappresentazioni omosessuali. La sua retrospettiva del 1989 a Washington è stata inizialmente cancellata a causa delle polemiche politiche, ma ha portato a una consacrazione internazionale dell’artista. Nonostante le tragedie personali, le opere di Mapplethorpe continuano a suscitare emozioni e a sfidare le convenzioni.
    Personalmente, ritengo che l’arte di Robert Mapplethorpe sia straordinaria nel suo coraggio di affrontare temi tabù e nella sua capacità di trasformare l’estremo in bellezza. La sua ricerca della perfezione estetica, ispirata dall’arte classica, ha contribuito a ridefinire i confini dell’immagine artistica. Nonostante le controversie e le tragedie personali, le opere di Mapplethorpe continuano a esercitare un impatto duraturo, sfidando le norme sociali e aprendo la strada a una più ampia accettazione delle rappresentazioni sessuali nell’arte. La sua storia è un esempio di come l’arte possa essere una forza potente nel plasmare la percezione e nel promuovere la comprensione e la tolleranza.

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  124. Arianna LABA   4 Dicembre 2023 at 12:40

    Robert Mapplethorpe ha sfidato gli standard convenzionali tramite un approccio audace e provocatorio, ridefinendo i limiti dell’arte e della sessualità.
    Dalla sua arte è possibile cogliere un forte desiderio di libertà di espressione, oltre ad un’altrettanta forte volontà di superare gli standard sessuali che venivano considerati diversi rispetto alle norme sociali predominanti.
    Tramite la pornografia gay, Mapplethorpe attua una sorta di denuncia sociale verso le convenzioni del tempo.
    Interpretando le sue opere, colgo una denuncia anche verso l’ipocrisia che dominava la società degli anni 60/70 negli Stati Uniti, basata su un’ideale di rapporto fine alla riproduzione ed alla creazione di una famiglia, per nascondere che il vero scopo fosse per puro desiderio sessuale.
    Gli omosessuali, invece, non cadevano da questa ipocrisia poiché erano liberi dalle ideologie politiche della società, che già li emarginava.
    Il locale “ Mineshaft “ era l’unico luogo dove si praticavano fantasie erotiche estreme, e dove nessuno veniva emarginato.
    Mapplethorpe iniziò a frequentare questo locale, e da qui cercò di raccontare questa porzione di società tramite la fotografia.
    La sua determinazione è stata ammirevole: non ha dato ascolto alle critiche, non ha dato importanza alla fama, il suo unico scopo era quello di raccontare la parte di società che lo affascinava poichè priva di pregiudizi.
    Sempre negli anni 70 ci fu la diffusione dell’AIDS, per la quale venivano considerati responsabili gli omosessuali, in particolare quelli che frequentavano il “Mineshaft“; il locale venne chiuso, quindi Mapplethorpe iniziò a scattare in uno studio ed a lottare contro l’AIDS; questa lotta continuò sino alla sua morte, prematura, elemento che ha aggiunto un tono tragico alla sua narrazione artistica.
    Mapplethorpe ha quindi portato innovazione nell’arte fotografando la sessualità in un modo mai visto prima, diventando portavoce per tutti coloro che venivano emarginati a causa degli stereotipi del tempo, oltre a portare avanti battaglie per cui era necessaria una fortissima determinazione e forza di volontà.

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  125. Giada Vitiello   10 Gennaio 2024 at 22:09

    Sinceramente sono rimasta colpita dalla narrazione approfondita sulla sua vita e arte. È interessante vedere come l’artista sia passato da provocatore scandaloso a figura celebrata nel corso del tempo.
    Penso che la descrizione dettagliata del club Mineshaft e dell’ambiente underground in cui Mapplethorpe si immerse sia fondamentale per comprendere il contesto delle sue fotografie più estreme. È quasi come se il club e il suo mondo fossero la tela di fondo delle sue opere.
    Mi chiedo quanto il suo coinvolgimento in quel contesto abbia influenzato il suo intento artistico. È possibile separare la sua volontà di provocare dalla genuina espressione di un desiderio di libertà politica attraverso le sue immagini?
    L’articolo solleva anche un interessante dibattito sulla separazione tra l’artista e l’opera d’arte. Mapplethorpe sembra aver trasformato il suo stile di vita in una forma d’arte, sfidando i confini tra la sua sfera personale e l’espressione artistica.
    L’analisi dell’estetica di Mapplethorpe e il modo in cui sublima l’estremo attraverso la sua maestria tecnica sono affascinanti e la sua predilezione per la bellezza classica e la resistenza contro la normalizzazione delle perversioni nella contemporaneità sono aspetti che mi fanno riflettere sulla potenza dell’arte come forma di espressione.
    Personalmente, mi chiedo come la mostra di Rotterdam possa influenzare la percezione attuale di Mapplethorpe. Presentare principalmente il suo lato da perfezionista sembra una mossa strategica per distogliere l’attenzione dagli aspetti più controversi delle sue opere. Come potrebbe questa scelta influire sulla comprensione dell’artista e sulla sua eredità artistica?
    Trovo quindi che l’articolo offra uno sguardo approfondito sul fotografo, suscitando riflessioni sulla complessità dell’arte, la sua relazione con la vita da artista e l’impatto sociale e politico delle opere.

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