Previati, De Nittis, Farina: tris di mostre a Ferrara

Previati, De Nittis, Farina: tris di mostre a Ferrara

FERRARA – Franco Farina, Gaetano Previati, Giuseppe De Nittis. Nello scorcio di questo caldo inverno, questa città ci ha preparato tre mostre intelligenti tenute assieme dall’idea di una politica culturale di valore e di sostanza come non è più così consueto vedere in giro.

Parto da una breve considerazione personale:

Ferrara (abitanti 132.000) dimostra ancora una volta di essere una città che punta ad attrarre il turismo soprattutto per le sostanziose e sensate proposte culturali, e per la fruibilità dei suoi tanti e superbi luoghi storici. 

La vicina Bologna (abitanti 390.000), invece e purtroppo, mi sembra non sappia risollevarsi dalla stagnazione in cui è caduta da tempo, e mi pare che punti su un turismo “mangereccio” che sta trasformando il suo bel centro storico in un fast food h24 con tutto quello che ci va dietro.

Suggerirei di approfondire questo ragionamento per chiedersi, e magari adoperarsi, per fare di più…

FRANCO FARINA A FERRARA

Andy Warhol Ladies and Gentlemen, 1975 Serigrafia Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea

Ferrara fu la prima città in Italia fin dagli anni sessanta a concepire e organizzare una serie di mostre d’arte contemporanea d’avanguardia di eccellente qualità, che ben presto divenne un imprescindibile appuntamento nazionale e non solo. Velocemente si posizionò con merito accanto alle capitali del contemporaneo ben più grandi e importanti.

L’attuale mostra al Padiglione Arte Contemporanea, nel giardino di Palazzo Massari, è proprio la rievocazione attraverso tanti materiali interessanti di un lungo periodo, ben 30 anni dal 1963 al 1993, di stagioni espositive volute e guidate dalla lungimirante intelligenza di Franco Farina che diresse il Palazzo dei Diamanti e la Civica Galleria d’Arte Moderna. E fu così che Ferrara divenne, inaspettatamente, un faro per l’arte contemporanea che splendeva grazie alle presenze di tanti grandi protagonisti come, tra gli altri, Man Ray, Warhol, Rauschenberg, Schifano, Vedova, Matta, e i primi videoartisti, cui si aggiungevano i critici internazionali e i tantissimi giovani che si sono formati su quelle esperienze.

La collezione Franco Farina

In pochi anni il torpore dell’antica capitale estense venne scosso da una vivacità effervescente, da una fitta e variegata attività espositiva dispiegata in più sedi cittadine, accogliendo artisti di differenti provenienze ed età. In quei decenni si sono organizzati quasi mille eventi, frutto di un ben preciso progetto culturale fondato su incontri, relazioni e prospettive. E’ da allora che il Palazzo dei Diamanti diventa, e continua ad essere, una sede privilegiata di grandi mostre inedite che attraggono tanto il vasto pubblico quanto gli addetti ai lavori.

Franco Farina sapeva dare spazio alle tendenze contemporanee e d’avanguardia senza tralasciare la tradizione già storicizzata, secondo un programma culturale da lui perseguito, che si fondava sul ruolo didattico e formativo che, secondo lui, nato maestro elementare, deve avere un museo: “E’ una galleria aperta. Noi non possiamo rinunciare al compito di creare negli anni un pubblico consapevole, maturo e informato”. E ci riuscì alla grande.

La collezione Franco Farina. Arte e avanguardia a Ferrara 1963/1993, Padiglione d’arte contemporanea, Ferrara 21/12-15/3 2020.

GAETANO PREVIATI A FERRARA

Franco Farina
Nel prato (Il mattino), 1889-90
Olio su tela, cm 62 x 56
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti.
Su concessione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo

Nelle sale del primo piano del Castello Estense, quelle rinnovate ai primi del Cinquecento dal duca Alfonso I per l’amata moglie Lucrezia Borgia, e dove alla fine dello stesso secolo Alfonso II collocò le sale per le udienze, è allestita la mostra celebrativa del centenario della morte di Gaetano Previati. Artista di transizione tra ‘8 e ‘900, tra simbolismo e futurismo, formatosi nella poetica tardoromantica già tutta venata di simbolismo, possiede una vasta sensibilità visionaria e sperimentale del fare pittura che sfocia nel divisionismo e anticipa le ricerche formali ed estetiche dell’avanguardia futurista. Il pittore ferrarese in quegli anni cruciali agli albori della modernità sperimenterà tecniche che supereranno i tradizionali confini della pittura.

Tra simbolismo e futurismo. Gaetano Previati

“La sua visione tende all’infinito, alle volte persino esorbita dai confini della pittura”. Infatti rappresentare la luce, interpretare le suggestioni della musica e suscitare sentimenti astratti, dipingere il ritmo e il dinamismo, dare forma agli stati d’animo e sollecitare le percezioni del pubblico furono tra i suoi obbiettivi sempre perseguiti, che annunciavano un netto distacco dalla tradizione ottocentesca. 

Tra simbolismo e futurismo. Gaetano Previati. Castello Estense Ferrara 9/2-7/6 2020

GIUSEPPE DE NITTIS A FERRARA

Franco Farina
Giuseppe De Nittis
Signora sul divano rosso, 1876
Olio su tela, cm 41 x 27
Collezione privata

Al Palazzo dei Diamanti, assolutamente da non perdere, la sorprendente mostra De Nittis e la rivoluzione dello sguardo. Siamo a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento: qui avviene una svolta epocale nella storia della pittura dell’Occidente, che segnerà l’avvento della modernità in arte. La scoperta dell’arte giapponese e, ancor più, la nascita e lo sviluppo della fotografia, offrono nuovi codici visivi che sconvolgono ‘i pittori dell’età moderna’ e li spingono a trovare nuovi modi espressivi. Il ventiduenne Giuseppe De Nittis, da Barletta, sbarca a Parigi dove in breve tempo raggiunge il successo con le sue tele alla moda.  Ma là, assieme agli amici Manet, Degas Caillebotte, scopre un nuovo modo di guardare la realtà che deriva dall’approccio innovativo dell’immagine fotografica. S’impegna a tradurre in pittura quelle visioni immediate; ne nasceranno inquadrature audaci, tagli di vista originali, prospettive inusuali e sorprendenti immerse in una nuova e sapiente resa atmosferica della luce. I suoi quadri saranno come istantanee che rappresentano il mondo nel suo reale apparire, fugace e transitorio. A soli 38 anni De Nittis muore a Parigi; nel suo atelier verranno trovate una scatola con cento fotografie, che forse utilizzava come repertorio d’immagini, e una carrozza allestita come un atelier mobile, dall’alto del finestrino inquadra il pulsare della vita reale nelle strade e la cattura di nascosto.

De Nittis e la rivoluzione dello sguardo. Palazzo dei Diamanti fino al 13 aprile

De Nittis e la rivoluzione dello sguardo

579838

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Silvia Camerini Maj

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