Bijoux made in Italy a Palazzo Reale

Dal 19 febbraio al 2 marzo 2016 a Palazzo Reale abbiamo la possibilità di visitare gratuitamente una bella mostra sul bijou made in Italy.
Un meraviglioso e luccicante percorso fra le tappe più importanti che hanno fatto la storia del bijou in Italia e che racconta l’evoluzione nello stile e nella moda dagli anni Cinquanta al Duemila. L’esposizione “L’Arte del Bijou Italiano” a cura di Alba Cappellieri e Lino Raggio è stata allestita nelle splendide Sale degli Arazzi al piano nobile di Palazzo Reale e sarà visitabile gratuitamente fino al 2 marzo.

La mostra è caratterizzata da una prima sezione dedicata alla Dolce Vita e al Prêt-à-Porter ed una seconda riservata ai bigiottieri milanesi: Bozart, Ornella Bijoux, Sharra Pagano, Ottavio Re e Unger. Aziende, quest’ultime, che hanno il merito di aver coniugato le migliori tradizioni manifatturiere del bijou con le istanze della moda e del costume grazie alla collaborazione con gli stilisti.

Trecento oggetti d’autore, pezzi unici firmati da stilisti e designer di fama internazionale, felice risultato di qualità manifatturiera e bellezza formale, innovazione tecnologica e tradizioni artigianali di altissimo profilo. Un viaggio nel tempo che porta i visitatori alla scoperta delle creazioni realizzate per grandi stilisti come Walter Albini, Giorgio Armani, Renato Balestra, Biki, Ugo Correani, Enrico Coveri, Gildo Cristian, Dolce &Gabbana, Gianfranco Ferrè, Emy Forte, Krizia, Lancetti, Missoni, Moschino, Tina Rossi, Luciano Soprani, Valentino, Gianni Versace. Dalla ricercata eleganza del bijou anni ‘60, concepiti nel periodo del boom economico e delle grandi speranze di prosperità, alle forme destrutturate dei modelli anni ’70 che rispecchiano le iniziative di protesta, fino all’opulenza e alla voglia di esibirsi tipica degli anni ’80, alla misura degli anni ’90 e allo sperimentalismo dello stile anni 2000.

Un racconto entusiasmante, costruito di materia ed emozioni, di costumi che cambiano e confermano il ruolo unico del bijou tra gli accessori che più contribuiscono a testimoniare l’evoluzione del gusto e della moda attraverso gli anni.

Un meraviglioso e luccicante percorso fra le tappe più importanti che hanno fatto la storia del bijou in Italia e che racconta l’evoluzione nello stile e nella moda dagli anni Cinquanta al Duemila.

L’ARTE DEL BIJOU ITALIANO
dal 19 febbraio al 2 marzo 2016
Palazzo Reale, Milano
Orari: lunedì 14,30 – 19,30 martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9,30 – 19,30

giovedì – sabato 9,30 – 22,30
Ingresso: gratuito

Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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