Il Papa ammira Chagall a Firenze

Come vi avevamo anticipato Papa Francesco ha ammirato la Crocifissione Bianca di Marc Chagall eccezionalmente portata dalla mostra in Palazzo Strozzi al Battistero di Giovanni in occasione del V Convegno ecclesiale nazionale a Firenze.

Papa Francesco

Papa Francesco ha ammirato nel Battistero di Giovanni, insieme al Cardinal Giuseppe Betori, incontra il Direttore Arturo Galansino e il Direttore del The Art Institute of Chicago Douglas Druick davanti alla Crocifissione Bianca di Marc Chagall, opera emblematica del dialogo interreligioso tra Cristianesimo e Ebraismo, che fa parte della grande mostra di Palazzo Strozzi Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana (Firenze, Palazzo Strozzi 24 settembre 2015-24 gennaio 2016)

Il Santo Padre ha ammirato e commentato con i presenti il capolavoro di Marc Chagall che, assieme a Caravaggio, è il suo artista preferito.

Il dipinto, evocazione dolorosa della persecuzione degli ebrei culminata nella “Notte dei Cristalli” del 9 novembre 1938, all’interno del Battistero di San Giovanni dialoga con i mosaici del ’200 della cupola e dell’abside, rappresentando così l’unità del messaggio fra l’arte antica e quella moderna, la stessa tensione degli artisti di tutti i tempi verso la trascendenza.

MyFlash 1 novembre:

In occasione del Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze che avrà luogo dal 9 al 13 novembre e della visita di papa Francesco, in programma per la domenica del 10, Fondazione Palazzo Strozzi e Opera del Duomo hanno voluto rendere omaggio a questa straordinaria serie di eventi  con la collocazione della Crocifissione bianca di Marc Chagall nel Battistero fiorentino, nelle giornate del 9 e 10 novembre 2015.

Esposta attualmente nelle sale di Palazzo Strozzi, insieme ad altre opere di famosi artisti, nell’ambito della mostra Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana, l’opera è una magistrale rappresentazione di un simbolico incontro tra Cristianesimo ed Ebraismo, dove la crocifissione di Gesù diventa il paradigma della sofferenza subìta dagli ebrei ad opera del nazismo.

Il dipinto verrà, quindi, a costituire il nodo focale di una serie di importanti collegamenti, sia sotto l’aspetto storico e artistico, in quanto la data della temporanea esposizione è la stessa in cui venne realizzato 77 anni fa, durante la fatidica “notte dei cristalli”, sia sotto l’aspetto celebrativo ed emotivo, visto che è una delle opere d’arte preferite del papa, in visita il 10 novembre.

La Crocifissione bianca, collocata tra la Porta nord e la Porta est offrirà, inoltre, ai visitatori un toccante esempio di come l’antico e il contemporaneo possano comunicare tra loro anche con linguaggi diversi. Come, infatti, sottolinea il cardinal Betori « La Crocifissione bianca di Chagall collocata nel nostro Battistero entra così in dialogo con la scena della morte di Cristo della volta di esso, scena attribuita al cosiddetto “Ultimo Maestro del Battistero”, che si esprime in forme di plasticismo accentuato e di forte espressività, in un equilibrio compositivo già pregiottesco. La raffigurazione drammatica della crocifissione unisce l’antico maestro e il pittore contemporaneo, che insieme ci vengono a chiedere di partecipare al dolore indicibile del Figlio di Dio fatto uomo e degli uomini. Nel contesto del Battistero, poi, tutto viene indirizzato verso il Cristo glorioso che, al centro del Giudizio, mostra le piaghe del Crocifisso trasfigurate dalla gloria celeste. Siamo lieti di poter offrire al Santo Padre e a tutti i partecipanti al Convegno ecclesiale questa esperienza culturale e spirituale che si può definire unica».

Giuliana D’Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell’arte mi sono interessata più all’aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l’inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C’è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna…
Giuliana D'Urso

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