San Francesco nell’arte

Alla Galleria dell'Accademia mostra prorogata fino al 10 novembre

Visto il grande successo di pubblico, la mostra “L’arte di Francesco: Capolavori d’arte e terre d’Asia dal XIII al XV secolo”, in corso dal 30 marzo alla Galleria dell’Accademia, verrà prorogata fino al 10 novembre, venendo a suggellare l’atteso evento della visita di Papa (guarda un po’ anche omonimo) Francesco.

Il percorso segue sostanzialmente due linee tematiche: una legata alla produzione artistica che si è sviluppata da e per i francescani dopo la morte del loro fondatore, e l’altra relativa all’attività evangelizzatrice dei frati. Dopo la prima saletta contenente oggetti riguardanti la nascita dell’Ordine (come il prezioso corno donato a Francesco dal Sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil nel 1219), entriamo nella sezione relativa all’iconografia di Francesco, dove si può ammirare il suo più antico ritratto (1230) ad opera di Giunta di Capitino, primo pittore ufficiale dell’Ordine, che ha dato il via alla serie delle Vita-Ikon, immagini del santo affiancate da piccole scene della sua vita. Tra le tavole del XIII secolo, troviamo, inoltre, un più naturalistico San Francesco (1280 ca)di Cimabue, e San Francesco e venti storie della sua vita (1245-50) di Coppo da Marcovaldo. Dalle rigide figure duecentesche e la serie delle croci dipinte, si passa alle immagini più plastiche dei secoli successivi, delle quali non possiamo fare a meno di ammirare il San Francesco di Carlo Crivelli (1471-73), e le opere del Maestro di Castelsardo (1494-99), Antoniazzo Romano e Bartolomeo della Gatta. Alle immagini del Serafico qui si alternano anche quelle di altri santi e di Madonne con Bambino, alcune delle quali non sono esenti da riferimenti politici, come nella tavola Madonna col Bambino in trono fra sei angeli, sant’Elisabetta d’Ungheria e san Ludovico di Tolosa(1320 ca) del Maestro di Figline.

Legata alla vita di Francesco e al suo ordine è la Terra Santa, alla quale è dedicata una sezione della mostra. Meta ambita di pellegrinaggi religiosi, dai Cristiani ai Musulmani, agli Ebrei, fu il luogo dal quale partì, l’opera di evangelizzazione in medio oriente da parte di San Francesco, continuata poi dai suoi seguaci, che arrivarono a essere riconosciuti e rispettati da re saraceni, come dimostrano alcune iscrizioni in pietra e documenti di permessi e concessioni. I francescani svolsero anche un ruolo determinante di intermediazione nei rapporti tra Chiesa e popoli euroasiatici, come i Mongoli, al fine di scongiurare invasioni in Terra Santa. Tra i protagonisti di queste storie avventurose vengono ricordati Beato Odorico da Pordenone e Giovanni da Montecorvino, che fu il primo vescovo di Kahnbaliq, l’odierna Pechino.

Dopo un irrinunciabile veloce giretto  per la sala a piano terra del museo, ospitante le celeberrime sculture di Michelangelo e altre belle opere rinascimentali, si arriva in un’altra sezione del percorso espositivo, dedicata alla fondazione dell’Ordine francescano, con opere provenienti dalla sagrestia di Santa Croce e dall’antica chiesa precedente (22 formelle polilobate raffiguranti le storie parallele di Cristo e di San Francesco), che si ricollegano alla collezione permanente della galleria.

Si sale, infine, al piano superiore, dove al centro della grande sala tappezzata di polittici (o parti di essi) tardo-gotici e quattrocenteschi, sono esposti libri miniati di straordinario valore, che attestano la grande attività dei francescani nel campo dell’”editoria” di allora, che rinnovarono la tradizionale tipologia libraria inserendo immagini del loro fondatore e della sua vita. Una mostra bella, interessante, ad ampio respiro, che rende degnamente omaggio all’opera di una delle figure più affascinanti ed eroiche del mondo cristiano, che, al di là dei tempi, dei luoghi e delle confessioni religiose, è entrata nell’immaginario e nel cuore di tutti.

Curatori della mostra: Angelo Tartuferi e Francesco D’arelli

Enti promotori: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la Toscana, la  Ex – Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria dell’Accademia, Firenze Musei, insieme all’Ordine dei Frati Minori, la Custodia di Terra Santa, la Commissio Sinica della Pontificia Università Antonianum.

ARTE-SAN-FRANCESCO

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Giuliana D’Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell’arte mi sono interessata più all’aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l’inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C’è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna…
Giuliana D'Urso

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Giuliana D’Urso

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Giuliana D'Urso

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