Spaghetti alla Bolognese. Lettera aperta al Sindaco Virginio Merola

Spaghetti alla Bolognese. Lettera aperta al Sindaco Virginio Merola

BOLOGNA – Le origini di uno dei piatti più amati della cucina emiliana sono ancora avvolte in un alone di mistero. Noi però, vogliamo fare chiarezza e ci fa piacere pubblicare la lettera indirizzata al Sindaco di Bologna dagli “Spaghetti Bolognesi all’estero”.

Due sono le fazioni che vedono contrapposti i bolognesi sull’identità degli Spaghetti alla Bolognese, argomento che conta su Google 77 milioni di voci provenienti dall’Italia e da tutti i continenti.

La risposta definitiva ed inappellabile ci viene fornita da un ente terzo che offre la massima garanzia in fatto di serietà ed onestà mi riferisco all’Accademia Italiana della Cucina di Bologna ente di riferimento della Camera di Commercio di Bologna che vaglia e analizza le proposte di coloro che chiedono di depositare presso la Camera di Commercio di Bologna le ricette di piatti tipici della città. Bologna fino al 1859 faceva parte dello Stato Pontificio, questo spiega l’assidua abitudine per i bolognesi di mangiare di magro il venerdì, e durante la quaresima.  Ciò comportava per i bolognesi la rinuncia alla carne per un giorno alla settimana, che era sostituta dal pesce. Il più economico e facile da cucinare è il tonno si compera a tranci e non bisogna pulirlo. È un valido sostituto della carne nelle salse che condiscono la pasta, in particolare gli spaghetti. Gli spaghetti a Bologna venivano proposti ai commensali non solo al venerdì’ ma periodicamente tutto l’anno e ogni famiglia   utilizzava proprie ricette. Contestualmente allora (come oggi) decine di ricette di spaghetti conditi con salse o ragù di carne venivano regolarmente portate in tavola dalle cuoche bolognesi. Sono ricette creative, familiari che non aspirano ad alcun imprimatur ma non per questo meno importanti. E nessuna vanta l’appellativo “alla Bolognese”.

L’Accademia Italiana della Cucina di Bologna, memore della notorietà a Bologna della ricetta   degli” spaghetti al tonno” utilizzata in particolare il venerdì – giorno di magro -, ha depositato presso la Camera di Commercio di Bologna la ricetta tradizionale degli” spaghetti al tonno”, a cui ha aggiunto alla “Bolognese,” questo   per distinguerla dalle altre ricette di spaghetti al tonno, sparse in tutta Italia. Grazie alla Accademia Italiana della Cucina che ha ufficializzato il consumo il venerdì a Bologna degli “Spaghetti al Tonno alla Bolognese”, automaticamente ed implicitamente si deduce ufficialmente il consumo di spaghetti presso le famiglie bolognesi anche nei restanti giorni della settimana. In pratica a Bologna si sono sempre mangiati spaghetti come in tutto lo stivale.

“Gli spaghetti alla bolognese stranieri” hanno tutta un’altra storia, sono nati e cresciuti all’estero e ogni nazione è gelosa della propria ricetta che nel tempo si è sì evoluta a seconda delle esigenze del luogo dove è approdata.

A questo proposito mi fa piacere pubblicare la lettera indirizzata al Sindaco di Bologna dagli “Spaghetti Bolognesi all’ estero” e inviatami per conoscenza.

LETTERA A VIRGINIO MEROLA, SINDACO DI BOLOGNA

Spaghetti Bolognese

Signor Sindaco di Bologna Virginio Merola,

1) Noi spaghetti Bolognesi residenti all’estero non aspiriamo né chiediamo di ottenere da lei una fissa dimora o residenza in città.

2) Non chiediamo ai ristoratori di Bologna di accogliere nei loro locali gli “spaghetti di Bologna” stranieri, né tantomeno di essere presenti nei loro menu.

3) Ai bolognesi chiediamo di non portarci nelle loro cucine ma di venirci a trovare nelle città dove abitiamo e di far conoscere ai nostri datori di lavoro e clienti le Tagliatelle alla Bolognese.

4) Garantiamo che non è nostra intenzione lanciare azioni   promozionali nel nostro paese di origine che vadano a discapito delle Tagliatelle alla Bolognese.

5) Riconosciamo le Tagliatelle alla Bolognese essere tra i principali piatti della gastronomia Bolognese e garantiamo che in nessun modo o circostanza desideriamo fare concorrenza alle Tagliatelle alla Bolognese

6) Auspichiamo e desideriamo favorire ogni iniziativa che incentivi la presenza delle tagliatelle nel ristorante in cui operiamo.

7) Non abbiamo mire espansive dirette a contaminare la gastronomia bolognese.

8) Non aneliamo ad ottenere riconoscimenti ufficiali dalla Camera di Commercio di Bologna.

9) Auspichiamo soltanto che il nostro brand Spaghetti alla Bolognese, noto in tutto il mondo, Internet 77 milioni di visualizzazioni (vedi foto), possa essere utilizzato in chiave marketing da Lei e dalle autorità istituzionali bolognesi allo scopo di incrementare il turismo verso la città di Bologna.

(10) Agli stranieri di passaggio da Bologna che si fermano in un ristorante e ordinano un piatto di spaghetti alla bolognese, per favore dica ai ristoratori bolognesi di non dire che non esistono, ci farebbero solo una brutta figura. E’ più consono offrire un piatto di spaghetti conditi come pare al ristoratore. In nessun caso potranno assomigliare a quelli che l’avventore straniero mangia a casa sua oppure consigliamo di offrire un piatto di Tagliatelle, noi non ci offendiamo, l’importante é mantenere in evidenza il nome Bologna nel mondo.

11) “Accademici” Italiani della Cucina italiana di Bologna. Associazione Salsamentari, Apostoli della Tagliatella, Aeroporto di Bologna, Fiera di Bologna, gastronomi bolognesi di ogni ordine e grado non consideratici soggetti ostili, usurpatori, denigratori, millantatori o, peggio, concorrenti sleali della cucina tradizionale bolognese.  Noi abbiamo diffuso a nostre spese il nome di Bologna nel mondo per questo non abbiamo nessuna pretesa se non quella di essere considerati servitori della città e per questo, non chiediamo nulla in cambio.

12) Noi Spaghetti alla Bolognese nati e cresciuti all’estero oggi con la madre patria Bologna abbiamo in comune solo la parola Bologna. In ogni paese del mondo dove risediamo le ricette differiscono tra loro pur avendo in comune sedano, carota, cipolla, carne e pomodoro

13) Se, scavando nei meandri della storia bolognese, vengono alla luce nuove ricette per condire gli spaghetti e vengono riportate alla ribalta, anche queste sono iniziative squisitamente locali che sicuramente possono dare ancora più lustro alla gastronomia bolognese, ma non vedono coinvolti noi Spaghetti alla Bolognese che viviamo all’estero.

Grazie Sindaco per l’attenzione

                                      Gli Spaghetti alla Bolognese emigrati all’estero

Signor Sindaco, la redazione del giornale MyWhere che ha ospitato questa lettera si sentirà onorata di pubblicare integralmente anche la Sua risposta.

Spaghetti alla Bolognese

Spaghetti Bolognese
Spaghetti Bolognese

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Lamberto Selleri

Lamberto Selleri

In prima elementare fui clamorosamente, a giusta ragione, bocciato in italiano, a ottobre rimediai. Ciò accadde quando ancora la scuola non faceva sconti a nessuno.
Così andarono perdute due braccia utili all’agricoltura e cedute incautamente alla penna, che se ne duole ancora. Ma ahivoi è troppo tardi, sono recidivo, continuo a scrivere.
Lamberto Selleri

9 Responses to "Spaghetti alla Bolognese. Lettera aperta al Sindaco Virginio Merola"

  1. Antonio Bramclet
    Antonio   9 marzo 2019 at 16:31

    L’importante per me è che quando chiedo in un ristorante spaghetti alla bolognese sia ben chiaro quello che sto chiedendo. Il cuoco può essere anche un marziano e il ristorante su Marte, ma l’importante È che gli ingredienti siano quelli canonici e anche la cottura. Chi ama gli esperimenti dovrebbe chiamare il piatto in un’altro modo.

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  2. Luciano Storchi   11 marzo 2019 at 07:06

    condivido tutto quanto scritto sopra gli spaghetti o le tagliatelle alla Bolognese sono e devono essere categoricamente cosi. Un grande saluto ed un abbraccio ciaooo Stefano

    Rispondi
  3. Valeria   11 marzo 2019 at 16:49

    In effetti nei viaggi organizzati all’estero ho sentito più volte ordinare gli “spaghetti alla bolognese”. Ovviamente gli stranieri, conoscendoli, li ordinano anche a Bologna.
    Che male c’é?
    In fondo la mia nonna paterna, terminate le tagliatelle, che erano rigorosamente fatte in casa quasi ogni giorno, mi serviva gli spaghetti conditi con la rimanenza del ragù. Morta la nonna non li ho più mangiati finché non me li ha preparati un…genovese (che essendo vissuto per anni a Bologna sapeva preparare un ottimo ragù)! Le ricette, proprio come le idee, si propagano a nostra insaputa. Allora per il bene di Bologna evviva gli Spaghetti alla Bolognese!

    Rispondi
  4. Valeria Celli   11 marzo 2019 at 17:05

    In effetti nei viaggi organizzati all’estero ho sentito più volte ordinare gli “spaghetti alla bolognese”. Ovviamente gli stranieri, conoscendoli, li ordinano anche a Bologna.
    Che male c’é?
    In fondo la mia nonna paterna, terminate le tagliatelle, che erano rigorosamente fatte in casa quasi ogni giorno, mi serviva gli spaghetti conditi con la rimanenza del ragù. Morta la nonna non li ho più mangiati finché non me li ha preparati un…genovese (che essendo vissuto per anni a Bologna sapeva preparare un ottimo ragù)! Le ricette, proprio come le idee, si propagano a nostra insaputa. Allora per il bene di Bologna evviva gli Spaghetti alla Bolognese!

    Rispondi
  5. Lamberto Cantoni
    Lamberto Cantoni   12 marzo 2019 at 10:59

    Spaghetti alla bolognese nel mondo per me significa che il mito di una BOLOGNA capitale del cibo funziona. Probabilmente bisognerebbe configurare una procedura standard, legittimata da qualche istituzione, che seppur per certi versi arbitraria, che stabilisca delle linee di confine nei confronti di versioni troppo sperimentali. Nessuna preclusione per carità! Però far sapere che esiste una formula precisa degli spaghetti alla bolognese mi pare importante per dare valore simbolico anche alle innovazioni.

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  6. Elisabetta   12 marzo 2019 at 12:49

    Ottimo articolo. Grazie per il prezioso contributo. Gli spaghetti alla bolognese sono una tradizione che non va trascurata.

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  7. Savina   13 marzo 2019 at 09:52

    Assolviamo gli Spaghetti esteri! (In questo articolo si sono ben difesi) Come per la pizza, in giro per il mondo ne esistono versioni buone, mangiabili ma anche orrende. E’ lo scotto che paga la notorietà internazionale, che vanta innumerevoli tentativi di imitazione. Siamo liberi, noi, di NON ORDINARLI. E accontentiamo il turista che arriva a Bologna sperando di assaggiare finalmente degli OTTIMI e VERI Spaghetti alla bolognese! Del resto, per gli Spaghetti Bolognesi c’è una ricetta originale, depositata dal locale Comitato, l’11/09/2016 presso il notaio Andrea Forlani. Il Comitato per la Promozione della Ricetta originale degli Spaghetti Bolognesi si sta dando da fare qui come all’estero con molti eventi, per sostenere la riappropriazione del brand noto in tutto il mondo, utilissimo in chiave marketing per incrementare il turismo; il loro prossimo evento sarà domenica 31 marzo, all’Ippodromo di Bologna, dove al ristorante si potranno degustare e votare Spaghetti Bolognesi vs Spaghetti Napoletani! …Sfida epocale !

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  8. Antonio   13 marzo 2019 at 15:38

    Il “Comitato Spaghetti alla Bolognese all’estero” ha chiaramente scritto i suoi obiettivi su Bologna e i bolognesi. Praticamente gli Spaghetti Bolognesi all’estero confermano che il loro intento non è certo quello di cambiare le abitudini gastronomiche dei bolognesi introducendo in città le loro ricette, ma semplicemente quello di offrire (gratuitamente) ai bolognesi l’opportunità di sfruttare in chiave di marketing il loro brand “Spaghetti alla Bolognese”, tra l’altro a favore della diffusione all’estero delle Tagliatelle alla Bolognese.
    Mi sembra un’offerta più che ragionevole che dovrebbe soddisfare tutti. Se poi i bolognesi non saranno all’altezza di sfruttare l’opportunità che la parola Bologna sia nota in tutto il mondo, questa sarà solo una ennesima occasione. perduta. Leggendo l’articolo mi sembra anche di percepire che i bolognesi stessi “nei meandri della storia”
    forse hanno già trovato antiche ricette di spaghetti bolognesi e sono pronti a portarle alla ribalta in Italia e all’estero, tutto è lecito se l’obiettivo è quello di portare turisti nella nostra città.

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    • Savina   13 marzo 2019 at 23:35

      Esatto Antonio! È proprio come dici!

      Rispondi

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