Megalopolis a Cannes: standing ovation

Megalopolis a Cannes: standing ovation

CANNESAl 77esimo Festival di Cannes raccoglie un incredibile successo il film Megalopolis di Francis Ford Coppola. Uno dei capolavori dello storico regista che racconta una storia a dir poco affascinante. 

Megalopolis a Cannes ha riscosso un successo stratosferico. Il film di Francis Ford Coppola, il film più atteso quest’anno al Festival di Cannes, è stato accolto con un lungo applauso e una standing ovation. Ambizioso, potente, estremo, il film è soprattutto un vero e proprio testamento artistico del grande regista, che torna a concorrere a Cannes dopo 45 anni e due Palme d’oro: La conversazione e Apocalypse Now.

Coppola ha inseguito il sogno di realizzare questo film per oltre 40 anni, riscrivendolo centinaia di volte, perché contenesse tutto il suo mondo, tutta la sua filosofia e la sua idea di cinema. Per realizzarlo in piena autonomia artistica, ha deciso di autoprodurlo con un budget di 120 millioni di dollari.

Megalopolis scena del film

La trama

Ambientato in un futuro distopico, in una città che si chiama New Rome ma in realtà è New York, il film punta a ricreare una sorta di legame ideale tra una moderna New York e l’antica Roma. Racconta la sfida tra un architetto premio Nobel, (Adam Driver), che ha inventato il Megalon, un materiale rivoluzionario ed eco-sostenibile con cui vuole ricostruire New York City dopo un disastro devastante e l’avido e corrotto sindaco della città interpretato da Giancarlo Esposito. L’uomo lo contrasta anche se la figlia è legata sentimentalmente proprio al giovane. Ne viene fuori un film di 138 minuti, denso di rivelazioni visionarie, eccessi e contraddizioni. I protagonisti hanno i nomi di celebri antichi romani, da Cicerone a Cesare a Catilina.

Megalopolis a Cannes
Megalopolis scena del film

I fantastici costumi stile impero, in versione futuristica, sono creati da Milena Canonero. La colonna sonora è stata affidata al musicista argentino Osvaldo Golijov. Tutto il film contiene un’impressionante mescolanza di generi: dalla tragedia alla commedia, dalla fantascienza al thriller e tante sono anche le citazioni, da Shakespeare alla Bibbia. Con Megalopolis Coppola mette sotto accusa l’America di oggi, cinica e decadente, contro cui ritiene che l’unico rimedio sia la famiglia.

Megalopolis a Cannes

Dedicato all’amata moglie Eleanor, recentemente scomparsa, il film è stato segnato da una serie di polemiche e accuse da parte di alcuni membri della troupe. Questi hanno criticato in certi casi l’improvvisazione e la mancanza di organizzazione nell’affrontare un progetto tanto ambizioso. Coppola lo ha definito proprio così, il suo film più ambizioso, ancora più ambizioso di Apocalypse Now. Di certo, ancora una volta, con questo film ha avuto il coraggio di mettersi completamente in gioco, senza mettere limiti alla propria immaginazione. A 85 anni il regista americano ha ancora una grandissima fiducia nel cinema e nella sua forza creativa e ha voglia di sperimentare nuovi linguaggi.

Megalopolis scena del film

Se Megalopolis a Cannes ha finalmente avuto la sua anteprima mondiale, non è stato così per alcuni maestri del cinema che hanno inseguito inutilmente per decenni un proprio progetto filmico. È successo a Kubrick che preparò sceneggiatura, scelse luoghi e interpreti e tutto il necessario per girare il suo Napoleon. Capì e ammise subito che si trattava di un progetto estremamente ambizioso, complesso e di difficile realizzazione, ma pare fosse anche convinto che sarebbe stato «il miglior film mai fatto». Il più famoso film non realizzato da un regista italiano è invece Il Viaggio di G. Mastorna. Anche Fellini aveva in mente già tutto ma non si decise mai a girarlo. 

Megalopolis non ha ancora una distribuzione italiana, l’augurio è che presto qualcuno abbia il coraggio di portarlo nelle sale. Perché si tratta di un film estremo, destinato a dividere pubblico e critica fra adoratori e detrattori. 

Alex D'Alessandro

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