Elena Ferrante: ecco di cosa parlano il capitolo 3 e 4 de L’Amica Geniale

Elena Ferrante: ecco di cosa parlano il capitolo 3 e 4 de L’Amica Geniale

ITALIA – In tv finora abbiamo visto solo i primi due capitoli della saga firmata Elena Ferrante. Ma di cosa parlano il terzo e quarto libro dell’Amica Geniale? Se invece l’avete perso o, più semplicemente avete voglia di riguardarlo, approfittate di #iostoacasa e convertite l’emergenza Coronavirus per vederlo su RayPlay. E intanto vi anticipo la trama del romanzo best seller che potrete comunque ordinare online senza uscire di casa!

Avete visto alla tv la serie con gli episodi dell’amica geniale di Elena Ferrante? Che ne pensate? Finora abbiamo assistitito alla trasposizione televisiva solo dei primi due romanzi. Ne seguiranno altri due, Storia di chi fugge e chi resta e Storia della bambina perduta.


l'Amica Geniale foto MyWhere
Una veduta di Ischia dove è ambientata una parte dei primi capitoli de l’Amica Geniale. Foto MyWhere©

Visto che di questi tempi la lettura sembra una delle poche cose sicure da fare con l’emergenza Coronavirus in piena esplosione, perché non attingere al capitolo tre e al capitolo quattro della saga firmata Elena Ferrante? Ecco di che cosa parlano.

L’AMICA GENIALE: ECCO PERCHE’ I ROMANZI DI ELENA FERRANTE HANNO COLPITO TUTTI

l'Amica Geniale. Foto MyWhere©

Leggendo i quattro volumi che compongono l’opera si ha l’impressione di addentrarsi nei vicoli soleggiati dell’infanzia di Lila ed Elena, di respirare l’atmosfera di una città viva e ribelle, di scorgere le botteghe, il mare, le case umide con i cortili sempre aperti ai vicini e ricettivi ai nuovi accadimenti. Raffaella (detta Lila o Lina) ed Elena (detta Lenù o Lenuccia) sono la notte e il giorno, l’una bruna, asciutta, sfuggente e complicata, l’altra bionda, paffuta, a tratti insicura e dotata del grande talento della scrittura. Le quasi duemila pagine dello scritto della Ferrante hanno la forza di descrivere e sviscerare sinceramente la psicologia delle due donne non tralasciando mai il contesto sociale in cui sono profondamente immerse; il lettore non potrà più fare a meno di seguire i pensieri di Elena e imparerà a conoscere l’universo di Lila, la sua irriverente rivoluzione e l’inarrestabile lotta messa in campo contro tutto e tutti, compresa se stessa.

“Io sarei rimasta ferma, ero la punta del compasso che è sempre fissa mentre la mina corre intorno tracciando cerchi […] Lila invece faticava a sentirsi stabile […] nonostante s’imponesse sugli altri il caos pareva l’unica verità, e lei – così attiva, così coraggiosa – si cancellava atterrita, diventava niente” scrive Lenù riconoscendo il suo temperamento saldo rispetto a quello irrequieto dell’amica che, come un uragano, si abbatteva senza argini sugli scogli della propria esistenza. E poi Elena scrive ancora: “Essa si distingueva tra tante perché con naturalezza non si piegava a nessun addestramento, a nessun uso e a nessun fine. Tutti noi c’eravamo piegati e quel piegarci ci aveva – attraverso prove, fallimenti, successi – ridimensionati. Solo Lila, niente e nessuno pareva ridimensionarla.”

Elena aveva fatto scelte diverse da Lila, aveva deciso di proseguire i suoi studi, di andare alla Normale di Pisa per poi trasferirsi a Firenze e diventare una stimata scrittrice con un importante matrimonio fallito alle spalle e un amore intenso e passeggero andato in frantumi. Lila, al contrario, pur essendo uno spirito libero, non avrebbe mai sradicato le proprie radici dal rione partenopeo, aveva abbandonato la scuola, si era sposata ancora adolescente, collezionando anch’essa fallimenti sentimentali e ingegnosi progetti lavorativi.

Un gioco di specchi, dunque, quello tra le due bambine, poi diventate donne, le quali, pur vivendo autonome le loro vite, sarebbero restate sempre in ascolto l’una della voce dell’altra, dialogando anche solo con la forza del pensiero. Il gioco di specchi sarà reiterato riflettendosi anche sulle due figlie più piccole delle protagoniste, Imma e Tina. Ed ecco che “le curiosità improvvise” di Lila svaniscono condizionando Elena e talvolta confondendola nella difficile interpretazione dei gesti della sua amica-nemica.

STORIA DI CHI FUGGE E DI CHI RESTA DI ELENA FERRANTE: TRAMA E DETTAGLI (SPOILER)

l'Amica Geniale. Foto MyWhere©

Storia di chi fugge e di chi resta inizia proprio nel periodo della storia in cui il secondo libro della Ferrante si interrompe. Lenù è prossima al matrimonio, Lila ha lasciato Stefano e vive con Enzo e il piccolo Gennaro.

Se Lenù si sta per sposare, anche Lila piano piano riesce a ritrovare l’amore tra le braccia del suo amico di infanzia Enzo. Tuttavia, relazioni a parte, la vita delle due amiche non potrebbe essere più diversa. Elena vive a Firenze, in una casa grande e elegante, ha già scritto un romanzo di successo e grazie agli Airota (la famiglia di suo marito) non ha certo problemi economici. Lina invece lavora in fabbrica, partecipa, anche se all’inizio di malavoglia alle rivolte operaie. Sta male, è malnutrita e vicino all’esaurimento nervoso, anche perché oltre a lavorare, di notte aiuta Enzo che segue un corso IBM per corrispondenza. Elena, preoccupata per l’amica scrive un articolo di denuncia pe l’Unità, iniziando così una proficua carriera giornalistica.

La situazione di Lila sembra migliorare, lei Enzo diventano sempre più bravi con i calcolatori, si mettono in proprio e lasciano i rispettivi lavori in fabbrica.

Per Lenù invece dopo il matrimonio le cose peggiorano. Lei e Pietro hanno due figlie, una bella casa e nessun problema di soldi ma Elena si sente trascurata, bloccata perché non riesce più a scrivere. Ma nella sua vita tornerà un personaggio inaspettato: Nino Sarratore, il grande amore della sua vita. Così, Elena la brava ragazza tradisce il marito e, alla fine del romanzo, lo lascia.

STORIA DELLA BAMBINA PERDUTA: DI CHE COSA PARLA IL QUARTO LIBRO DELLA SAGA DELL’AMICA GENIALE?

l'Amica Geniale. Foto MyWhere©

In questo ultimo romanzo della saga la vita delle ragazze torna ad incrociarsi.

Elena, spinta da Nino torna a vivere a Napoli, rimane incinta. Così come Lila rimane incinta di Enzo e le due gravidanze riavvicinano le amiche. Tuttavia, una volta nate le bambine le cose non vanno allo stesso modo per Lila e Lenu: se la prima ed Enzo sono sempre più affiatati, la seconda invece scopre che Nino non ha mai lasciato la moglie, vive due vite parallele con entrambe e inoltre mente e tradisce tutte e due. Dapprima Elena sembra perdonarlo, ma poi lo lascia definitivamente e torna a vivere al Rione, sopra casa di Lila.

l'Amica Geniale. Foto MyWhere
Una veduta del mare di Napoli dove sono ambientate alcune scene de l’Amica Geniale. Foto MyWhere©

La vita delle due ragazza va avanti, Lila e lenù, seppur con alti e bassi vanno d’accordo. Fino a che la figlia di Lina, un pomeriggio d’estate sparisce all’improvviso senza lasciare traccia. Lila, è distrutta dal dolore, dopo pochi anni lascia Enzo. Lenù non riesce a starle accanto, lascia di nuovo Napoli e per esorcizzare un dolore scrive un libro sulla vicenda della bambina scomparsa. Dal momento in cui il libro viene pubblicato, le due amiche non si parleranno mai più.

È questa la trama degli ultimi due libri della bellissima saga della Ferrante. Leggiamoli mentre aspettiamo di vedere le ultime avventure di Lila e Lenù trasportate sullo schermo dal sapiente Saverio Costanzo!

 

In homepage una veduta dei quartieri spagnoli a Napoli dove sono ambientate alcune scene de l’Amica Geniale. Foto MyWhere©. Tutte le foto presenti in quest’articolo sono copyright MyWhere.

Fabiola Cinque

7 Responses to "Elena Ferrante: ecco di cosa parlano il capitolo 3 e 4 de L’Amica Geniale"

  1. Rosanna   28 Marzo 2020 at 10:42

    Come mai non avete mai commentato la serie tv? Vi è piaciuta l’interpretazione di Lila?

    Rispondi
    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   28 Marzo 2020 at 10:44

      Penso che Gaia Girace nei panni di LILA sia davvero molto brava considerando che è un’attrice molto giovane e alla sua prima esperienza. Poi l’amica geniale è stato visto in tutto il mondo e il romanzo di Elena Ferrante ha raggiunto un grandissimo successo e di conseguenza la serie tv, quindi sentiremo parlare di lei presto.
      Ma quello che non trascurerei è anche l’interpretazione di Lenù, cioè Margherita Mazzucco.

      Rispondi
  2. Flavio Redhair
    Flavio Redhair   28 Marzo 2020 at 10:45

    Trovo che Margherita Mazzucco, Lenù, sia di una bellezza antica che qua ricorda la Ingrid Bergman giovane. Infatti secondo me è stata scelta in modo molto giusto perché interpreta una bellezza anni 60.

    Rispondi
  3. Jane Burden   28 Marzo 2020 at 10:47

    Io trovo troppo irritante il personaggio di Lila! è veramente sempre bastian contrario e sempre troppo polemica! di conseguenza il vedere il film mi creava uno stato di ansia ogni volta che lei appariva sulla scena!

    Rispondi
  4. Steve Moss
    Steve Moss   28 Marzo 2020 at 10:50

    Sì è vero, sono d’accordo. Il personaggio di Lila è decisamente irritante così come Lenù che l’asseconda incondizionatamente. Ho cominciato ad apprezzare la figura di Lenù solo nell’ultima parte del racconto narrato ndella serie tv che è andata in onda, dove Lenù finalmente reagisce a questa abnegazione/adorazione nei confronti dell’amica.
    Qui Lenù finalmente costruisce una vita sua, a dispetto del parere dei genitori, della madre in particolar modo, del quartiere e di tutte le persone che le stanno intorno.

    Rispondi
  5. Cinzia   28 Marzo 2020 at 10:52

    La testardaggine e la determinazione di Lila pur avendo una caratterialità complessa è davvero insopportabile. Sinceramente anche se sono una donna e non dovrei dirlo, ma quando nella puntata di “storia del nuovo cognome” Lila viene picchiata dal marito, che nonostante gliele dia sempre vinte e ogni volta che fa una richiesta la esaudisce e non smette di assicurarle il suo amore, lui è come se diventasse quasi “autorizzato”, istigato da tanta rabbia, a trattarla con violenza.

    Rispondi
  6. Fabiola Cinque
    Fabiola Cinque   28 Marzo 2020 at 11:11

    Alla fine come dice anche Lila, “lo studio e la cultura sono la chiave che permette di accedere a vite e mondi diversi” e questo, secondo me, è il messaggio più bello che ci arriva da tutti i libri della Ferrante Messi insieme

    Rispondi

Leave a Reply

Your email address will not be published.