Peggy Guggenheim. Una vita per l’arte, ma non basta una vita per avere la sua visione

Peggy Guggenheim. Una vita per l’arte, ma non basta una vita per avere la sua visione

MONDO – Sapete quanti libri sono stati scritti per tracciare la visione dell’arte di Peggy Guggenheim? Io purtroppo non li ho letti tutti, ma approfittando di questo semi lockdown ho ricominciato a leggere dall’ultimo: Una vita per l’arte.

La sua autobiografia era stata ripubblicata in occasione del centenario della nascita (era nata a New York nel 1898), e narra la sua vita bohemienne. Ho deciso di rileggerlo perché era passato troppo tempo da quando non lo sfogliavo neanche più. Ma dal momento che mi ero imbattuta in un commento negativo sul sito, ho deciso che andava riletto con occhi diversi.

“Ho comperato questa biografia perché ho sempre ammirato la Guggenheim e, avendo vissuto a Venezia, ne ho subito il fascino. Il libro mi ha fatto completamente cambiare idea. A parte la scrittura, noiosa, elementare dove partite a tennis, cavalcate, alberghi, risse, grandi bevute si ripetono pagina dopo pagina, rifuggo dal credere che qualcuno si possa ricordare particolari tanto insignificanti della propria vita. E ne esce il ritratto di una donna tanto ricca quanto stupida, che ha avuto solo la fortuna di possedere soldi e uomini (le due cose pare siano collegate), annoiata e superficiale, sempre intenta a comprare e arredare case, viaggiare quasi senza senso e fare la bohemienne d’alto bordo. Che poi abbia avuto grandi quadri e conosciuto grandi artisti è un’altra storia. Il crollo di un mito. Che squallore di vita e di racconto”.

E’ indiscusso che sia uno dei personaggi più importanti dell’universo artistico del Novecento, grazie anche alla sua personalità. Descritta sempre come donna dal carattere inquieto, incostante nei rapporti e forse troppo concentrata su se stessa, ci ha lasciato un’eredità artistica difficilmente criticabile.

I grandi libri dedicati a Peggy Guggenheim

LA STORIA DI PEGGY GUGGENHEIM

La sua storia è ricchissima di aneddoti, grazie anche ai vent’anni trascorsi in Europa, dove ha conosciuto i più grandi artisti e frequentato gli ambienti letterari d’inizio del ‘900. Una vita tra le due guerre e rocambolesche avventure dalla nascita all’adolescenza, ricordiamo infatti che il padre morì quando lei aveva solo 14 anni nell’affondamento del Titanic. Dal primo matrimonio avvenuto a Parigi nel 1922 con Laurence Vail, qui iniziò a frequentare i salotti bohémien e stringendo amicizie con i primi artisti dell’avanguardia europea, e alcuni dei quali emigrati americani come Man Ray, (per cui poserà), Constantin Brâncuși, e Marcel Duchamp.

Poi dal gennaio del 1938 si trasferì a Londra e insieme a Jean Cocteau inaugurò la galleria Guggenheim Jeune. Questa, pur essendo la prima di una lunga serie di collezioni, fu la consacrazione come la più importante sostenitrice dell’avanguardia europea.

Qui a Londra esposero da Vasilij KandinskjiYves Tanguy, da Henry Moore, Alexander Calder, da Jean ArpMax Ernst per citarne alcuni.

Le sue frequentazioni tra i vari artisti dell’epoca variano da Pablo PicassoGeorges Braque, da Salvador Dalí a Piet Mondrian e Fernand Léger quando nel 1939 decise di trasformare la sua semplice collezione londinese in un vero e proprio museo.

Nel 1941 la collezionista americana decise di lasciare la città e tornare a New York, dove nel 1942 inaugurò la galleria Art of This Century in cui propose – tra gli artisti ancora sconosciuti – Jackson Pollock provocando l’incontro tra gli artisti americani e l’avanguardia europea, tra cui il Surrealismo. Qui l’amore per l’arte coincise con quello personale, infatti nel 1941 Peggy Guggenheim sposò il pittore surrealista Max Ernst.

LA PEGGY GUGGENHEIM PRIVATA

Peggy Guggenheim

Con la fine del conflitto, la collezionista americana decise di tornare a Venezia dove, oltre ad essere esposta la sua collezione alla XXIV edizione della Biennale d’arte nel 1948, decise di trasferirsi. Qui a Venezia (sempre nel 1948) acquistò Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, trasformandolo non solo nella sua abitazione, ma in sede definitiva della sua collezione. Dal 1949 il Palazzo venne aperto al pubblico come Collezione Peggy Guggenheim.

Dov’è seppellita Peggy Guggenheim?

Quando sono andata a visitare la Collezione Peggy Guggenheim non ho potuto fare a meno di andare alla ricerca anche della Peggy Guggenheim “privata” e cercare la sua tomba. Sarebbe naturale immaginare che la grande collezionista americana fosse seppellita a New York. Invece ha scelto di rimanere nel giardino della sua amata casa, quello che circonda Palazzo Venier dei Leoni. Ed è seppellita da sola lì? O insieme a chi?

Quanti cani aveva Peggy Guggenheim e come si chiamavano?

Peggy Guggenheim  è vissuta 81 anni ed è stata seppellita nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni vicino ai suoi 14 cani, ai quali ha dato un nome ed un ricordo indelebile nella lapide che ritrae tutte le loro vite.

Peggy Guggenheim

Quest’amore incondizionato per i cani me l’ha fatta ammirare ancor più. Mostra la sensibilità e leggerezza di una donna di rara intelligenza e forza d’animo. Peggy Guggenheim il 26 agosto 2021 avrebbe compiuto 123 anni (era nata a New York nel 1898), ma in realtà stiamo parlando di una donna immortale. Denominata e celebrata come  “l’ultima dogaressa” (nome che viene dato alla consorte del Doge, cioè del supremo magistrato dello Stato), è colei che ha cambiato per sempre il volto del collezionismo al di là e al di qua dell’oceano.

 

Tutte le foto sono foto MyWhere©

Fabiola Cinque

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