ACCADE OGGI – Si celebra oggi, 10 Novembre, come ogni anno la Giornata Internazionale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo, occasione d’incontro tra il mondo scientifico e la società, al fine di coinvolgere un pubblico sempre più ampio nel dibattito sulle questioni scientifiche emergenti e l’importanza e la rilevanza della scienza nella nostra vita quotidiana. E per questa occasione ripercorriamo la storia degli italiani che hanno vinto il Premio Nobel.
Istituita nel 2001 dall’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) con l’emanazione della risoluzione 31C/20 da parte della Conferenza Generale dell’UNESCO, la Giornata Internazionale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo si configura come punto d’incontro tra due mondi che si presentano sempre più scollati tra loro: la scienza e la società , rappresentando un’opportunità per mettere in risalto il ruolo degli scienziati nel far comprendere al meglio lo straordinario ma alquanto fragile pianeta che chiamiamo “casa”, e nel rendere le nostre società più sostenibili.
La celebrazione della Giornata Mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo si basa sulla rilevanza del ruolo della scienza e degli scienziati per una società sostenibile, oltre che sulla necessità di informare e coinvolgere i cittadini nella scienza. In questo senso, questa giornata offre l’opportunità di mostrare al grande pubblico l’importanza della scienza nella loro vita e di coinvolgerlo in discussioni. Un tale sforzo contribuisce inoltre in modo unico alla ricerca globale per la pace e lo sviluppo.
L’istituzione della Giornata è stato uno dei risultati della Conferenza Mondiale sulla Scienza, tenutasi a Budapest nel 1999. La ricorrenza intende riaffermare, di anno in anno, l’impegno per il raggiungimento degli obiettivi proclamati nella Dichiarazione sulla scienza e l’uso della conoscenza scientifica e a seguire le raccomandazioni dell’Agenda per la Scienza. A partire dal giorno della sua istituzione, la Giornata ha promosso numerosi progetti, programmi concreti, e misure di sostegno finanziario per la scienza in tutto il mondo. La ricorrenza ha contribuito anche a promuovere la cooperazione tra scienziati che vivono in regioni segnate dai conflitti, ad esempio con la creazione dell’Organizzazione israelo-palestinese della scienza (IPSO).
Il ruolo centrale degli scienziati negli anni si è costantemente modificato al fine di rendere la scienza più fruibile ed accessibile, anche concettualmente, alle grandi masse. Infatti molto di quanto scoperto negli anni, è diventato da asettici titoli di giornali a materia di studio nelle scuole. Vi propongo qui una carrellata dei più noti Premi Nobel della Fisica italiani, che hanno dato lustro e contributo a definire lo stato della realtà per come la vediamo oggi.
Il Premio Nobel vinto da italiani
1909 Guglielmo Marconi
Nobel per la Fisica del nel 1909 ad appena 35 anni compiuti. La sua idea di utilizzare le onde elettromagnetiche per inviare segnali vocali è alla base di tecnologie come radio, televisione, comunicazioni mobili e internet. All’inizio, a casa, non volevano sentire parlare delle sue invenzioni (sulle domande di finanziamento si trovava scritto: “Al manicomio”), ma poi gli furono conferiti i titoli di marchese e senatore a vita. Al suo funerale nel 1937 parteciparono circa 500 mila persone.

1938 Enrico Fermi
Nel 1938 entrarono in vigore le leggi razziali fasciste che costrinsero molti ebrei ad abbandonare il Paese. Tra questi vi fu anche Enrico Fermi, giovane scienziato romano che andò a continuare la sue ricerche (e a salvarsi la vita) in America. Il Nobel per la Fisica gli fu conferito il 10 dicembre 1938, pochi giorni prima della sua definitiva partenza verso gli States per le sue “dimostrazioni dell’esistenza di nuovi elementi radioattivi prodotti da irraggiamento neutronico, e per la scoperta delle reazioni nucleari causate dai neutroni lenti”. Dopo la cerimonia di Stoccolma, decise di non tornare nell’Italia fascista, perché sua moglie era ebrea, ed emigrò con la famiglia negli Stati Uniti.
Fermi fu uno dei pionieri dello studio su neutroni e radioattività artificiale, nonché uno dei direttori tecnici del Progetto Manhattan che portò alla realizzazione della prima bomba atomica.

1959 Emilio Segrè
Tra i premi Nobel italiani parliamo anche di Emilio Gino Segrè. Italiano, ma naturalizzato americano, fu collaboratore di Enrico Fermi (e come lui dovette emigrare a causa delle leggi antisemite) e lo scopritore dell’antiprotone. Proprio per questo nel 1959 gli venne assegnato il Nobel per la Fisica. Segrè nacque a Tivoli in una famiglia ebrea, così nel 1938 dovette lasciare la carica di preside del dipartimento di fisica dell’Università di Palermo e trovare rifugio in California, dove nel 1944 divenne cittadino americano. Negli anni ’40 partecipò al Progetto Manhattan e assistette al primo test di armi nucleari al mondo, avvenuto con il nome in codice Trinity.
1984 Carlo Rubbia
Altro premio Nobel italiano il Fisico Carlo Rubbia che ha dedicato la sua vita allo studio delle particelle elementari e ai neutrini cosmici, venne insignito del Premio Nobel per la Fisica nel 1984 con l’olandese Simon van der Meer per «il loro contributo determinante all’ampio progetto che ha portato alla scoperta dei campi di particelle W e Z, indicatori dell’interazione debole».

2002 Carlo Giacconi
È tutt’ora uno degli astrofisici più eminenti del panorama internazionale. Nel 2002 ottenne il Nobel per la Fisica insieme ai colleghi Raymond Davis Jr. e a Masatoshi Koshiba per le loro ricerche sullo spettro magnetico che portarono ad identificare le prime sorgenti cosmiche in raggi X. Lo scienziato ha ereditato la passione per la scienza dalla madre, insegnante di matematica e fisica a Milano. Si è occupato anche del lancio dell’Uhuru, il primo satellite lanciato per studiare i raggi X in astronomia, e dello sviluppo del telescopio spaziale Hubble.
2021 Giorgio Parisi
Parisi ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica nel 2021 per il suo lavoro sui “spin glasses” o stati magnetici disordinati, contribuendo alla comprensione di sistemi complessi disordinati. Il suo lavoro è stato fondamentale per svelare i modelli nascosti nei materiali complessi disordinati, che è considerato uno dei contributi più importanti alla teoria della materia condensata. In sintesi, il lavoro di Parisi ha fornito una nuova lente attraverso cui vedere e comprendere il mondo fisico, in particolare quando si tratta di sistemi caratterizzati da disordine e complessità.

In quest’articolo vi consigliammo il libro di Giorgio Parisi: Gradini che non finiscono mai. Vita quotidiana di un Premio Nobel. Di Giorgio Parisi con Piergiorgio Paterlini.

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