ROMA – La nuova sede dell’Osteria degli Avvocati, nel cuore di Prati, celebra il baccalà e la cucina romana più autentica. Spinta dalla curiosità ci sono andata per provare le ricette più originali proposte. Qui vi illustro le peculiarità di questo locale dalla cucina semplice ed elaborata al tempo stesso, dove ogni piatto racconta una storia vera.
Eccomi nella nuova Osteria degli Avvocati, da poco riaperta in Via Trionfale 94, e la prima sensazione è stata quella di entrare in un luogo che racconta una storia di cambiamento. Qui, Lorenzo Giacco e Adele De Quattro hanno trasformato una visione in realtà, con una cucina che rimette al centro il baccalà, ingrediente storico e identitario, trattato con rispetto assoluto.

Un’identità forte, tra tradizione e sostenibilità
La filosofia della cucina si percepisce subito. Ogni piatto è costruito con ingredienti locali, stagionali e scelti con cura maniacale. Durante la mia visita, mi ha colpito la totale assenza di esagerazioni: qui non si cerca la foto perfetta, ma la sincerità del sapore.
La sostenibilità è concreta, non dichiarata a parole. Il menù cambia ogni tre mesi, gli scarti vengono trasformati in polveri e spezie grazie agli essiccatori, e gli acquisti sono studiati per ridurre gli sprechi.
Ho avvertito un equilibrio raro: semplicità, tecnica e rispetto convivono senza forzature.

Il baccalà come protagonista assoluto
Sedendomi a tavola, ho capito subito che il baccalà è molto più di un ingrediente. È una scelta culturale, un simbolo. Lorenzo lo definisce “sincero, impossibile da falsare”, e nel piatto questa sincerità si sente.
Ho assaggiato una versione mantecata delicatissima, preparata con materia prima portoghese, e un secondo dalle Isole Faroe, compatto e avvolgente. Le cotture rispettose, dalla bassa temperatura alla tempura leggera, mantengono il gusto naturale del pesce e lo trasformano in un’esperienza sorprendente, lontana dai soliti cliché.
Roma nel piatto, con rispetto e autenticità
Accanto al baccalà, la tradizione romana resta protagonista. Ho provato una Carbonara che non tradisce la ricetta originale e un Carciofo alla giudia croccante e pulito, fedele alla memoria capitolina. Qui la tradizione non si reinventa: si eleva grazie alla qualità degli ingredienti e a una mano precisa.

Una proposta vegetariana che sorprende
Anche i piatti vegetariani meritano una menzione speciale. Non sono un ripiego, ma una scelta creativa. In particolare la tempura di verdure sorprendentemente profumata e un sugo ottenuto dagli scarti essiccati, intenso e aromatico. Una cucina che dimostra come un semplice raccolto dell’orto, trattata con cura ed esperienza, possa emozionare.

Atmosfera elegante e accoglienza sincera
La nuova location è raffinata e intima. Due sale, toni caldi, tanto legno e un piccolo dehor da 12 coperti, con tanti pezzi di modernariato (come la bilancia in homepage).
Adele dà vita a un’accoglienza che non è semplice servizio: accompagna, racconta, guida. La sua cultura del vino la porta a raccontarci ogni volta una storia nuova, che si anima in ogni piatto.

Ho percepito un senso di familiarità immediata, quella sensazione rara che ti fa tornare volentieri. L’esperienza si completa con una selezione accurata di amari, distillati e piccoli assaggi pensati per l’aperitivo.

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