Cucina italiana riconosciuta patrimonio UNESCO: nasce l’Osservatorio Casa Artusi

Cucina italiana riconosciuta patrimonio UNESCO: nasce l’Osservatorio Casa Artusi

ITALIA – La cucina italiana entra ufficialmente nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Un riconoscimento storico che celebra sostenibilità, diversità bioculturale e tradizione domestica. Casa Artusi annuncia la nascita di un Osservatorio internazionale dedicato alla tutela e alla valorizzazione di questo enorme patrimonio culturale e gastronomico.

La cucina italiana ha conquistato un traguardo storico. Il 10 dicembre 2025, durante la sessione del Comitato intergovernativo riunito a New Delhi, l’UNESCO ha ufficialmente iscritto “Italian cooking, between sustainability and biocultural diversity” nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Una decisione che conferma il valore culturale, sociale e identitario di una tradizione gastronomica riconosciuta in tutto il mondo.

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La candidatura è stata promossa dal Governo italiano grazie alla collaborazione tra il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Agricoltura. Fondamentale anche l’impegno delle tre comunità proponenti: Fondazione Casa Artusi, Accademia Italiana della Cucina e la rivista La Cucina Italiana.

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Cucina italiana nell’UNESCO: un riconoscimento che premia storia, sostenibilità e identità

Secondo Andrea Segrè, Presidente di Casa Artusi, questo riconoscimento è “meritato”. Dalla figura di Pellegrino Artusi, considerato il padre della cucina italiana moderna, fino alle esperienze contemporanee, la tradizione culinaria italiana ha saputo evolversi mantenendo biodiversità culturale, sostenibilità e un forte legame con il territorio.

È proprio per custodire questi valori che Casa Artusi ha annunciato la nascita di un Osservatorio internazionale sulla cucina e il buon gusto italiano. Lo strumento servirà per monitorare, studiare e valorizzare il patrimonio gastronomico attraverso ricerche, indagini e rapporti dedicati alla cultura del cibo. L’obiettivo è raccontare il gusto italiano in chiave moderna, senza perdere la connessione con tradizione, etica e qualità.

Il ruolo centrale di Casa Artusi nella candidatura

Fin dall’avvio del progetto, Casa Artusi è stata uno dei motori dell’intera candidatura. La Fondazione, dedicata a Pellegrino Artusi, ha fornito competenze scientifiche, supporto culturale e un’esperienza unica sulla cucina domestica italiana. Decisivo il lavoro di Massimo Montanari, che ha curato la stesura del dossier, e il coinvolgimento delle comunità legate alla tradizione del cucinare in casa.

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Cosa significa per la cucina italiana far parte del patrimonio UNESCO

Secondo la Convenzione del 2003, il patrimonio culturale immateriale comprende pratiche, conoscenze, rituali e saper fare che le comunità riconoscono come propri. La cucina italiana rientra in questa definizione grazie a un mosaico di tradizioni che unisce prodotti tipici, artigianato alimentare, mercati, ricettari familiari e momenti di convivialità.

Il dossier ha sottolineato come la cucina di casa, la sostenibilità e la diversità bioculturale siano elementi centrali per comprendere il valore profondo della gastronomia italiana.

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Un percorso lungo cinque anni

Il cammino verso il riconoscimento è iniziato nel 2020 e ha richiesto oltre cinque anni di lavoro. Nel 2023 il Governo italiano ha presentato ufficialmente la candidatura, mentre il parere favorevole dell’organo di valutazione è arrivato il 10 novembre 2025. La decisione finale del Comitato è stata poi adottata il 10 dicembre.

Una tradizione che si unisce alle grandi cucine del mondo

La cucina italiana entra così in una lista che comprende già tradizioni prestigiose come la cucina messicana, il “pasto gastronomico dei francesi”, il Washoku giapponese e la Dieta Mediterranea. Un riconoscimento che conferma la rilevanza globale della cultura gastronomica italiana.

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L’impegno futuro di Casa Artusi

Per Casa Artusi questo traguardo rappresenta una nuova responsabilità. La Fondazione rafforzerà i programmi dedicati a educazione alimentare, ricerca, documentazione e cooperazione internazionale. L’obiettivo è mantenere vivo il patrimonio della cucina italiana e diffonderlo con un approccio moderno, sostenibile e inclusivo.

La cucina italiana diventa così non solo un simbolo del passato, ma un patrimonio vivo, per l’UNESCO e non solo, da proteggere e valorizzare per le future generazioni.

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