Alla scoperta di Utrecht

Alla scoperta di Utrecht

Utrecht_CanaliNon c’è niente da fare: quando si pensa a un viaggio in Olanda, la prima cosa che viene in mente è Amsterdam e poi tutto il resto, al paese dei canali, un tempo drenati dalla forza dei mulini a vento, dei tulipani, dell’arte fiamminga, al genio tragico di Van Gogh, e alle incantate isole Frisone. E in effetti si va a colpo sicuro: Amsterdam ha molto da offrire ed è meta di un turismo trasversale, è cara sia a chi ha sete di cultura sia a chi sceglie questa meta con il pressoché unico obiettivo di perdersi tra coffee shop e quartieri a luci rosse; è frequentata da tutti, dalle famiglie, dagli anziani, dagli studenti in gita scolastica. Eppure i Paesi Bassi non sono solo questo. Io questa volta scelgo Utrecht e le sue biciclette.

Un'immagine suggestiva del Duomo di Utrecht
la Domtorren, il duomo di Utrecht

Cercando in tutti i modi di sfuggire al caldo torrido di Roma di questa estate, abbiamo deciso di farci una piccola vacanza in Olanda. Partenza all’alba, arrivo ad Amsterdam alle 9 di mattina. Per raggiungere Utrecht abbiamo preso un treno: in Olanda i mezzi sono all’avanguardia, puntualissimi e puliti (un po’ come quelli italiani…) ma questa particolare cura si paga! Per il tragitto di 35 km abbiamo speso 9 euro. In Italia con questa cifra si percorrono oltre cento km su treni regionali. Appena arrivati capiamo subito che, forse più di Amsterdam, Utrecht rappresenta il vero cuore della cultura olandese: palazzi eleganti dai tetti monumentali tipici del XVI-XVII secolo, l’età dell’oro dell’Olanda, chiese e ponti, vicoli di mattoni rossi; le abitazioni ricche di decori testimoniano l’importanza della città, conseguita specialmente nel Seicento, in quell’epoca di forte espansione economico-commerciale che vide gli Olandesi prevalere su tutte le rotte oceaniche, in piena epoca coloniale. La città che ha oggi circa 300.000 abitanti, ed è un polo commerciale e universitario, nelle belle giornate mostra uno scenario – in antitesi al caos di Amsterdam –  quasi fiabesco con i suoi bar, ristoranti, negozi eleganti, affacciati sui canali. Usciti dalla stazione, ci ritroviamo di fronte centinaia di biciclette posteggiate e una serie di piccoli chioschi di cibarie di ogni genere e negozietti da non sottovalutare in ottica regalo di fine viaggio: per chi vuole acquistare souvenir tipici a prezzi contenuti sono l’ideale.

Particolarmente suggestiva in questa zona limitrofa alla stazione è l’Università di Utrecht, che con i suoi 30 mila iscritti è il più grande ateneo e centro di ricerca di tutta l’Olanda.

Le bici di UtrechtDopo un po’ di riposo in albergo, incontriamo un nostro amico che ci consiglia di affittare le biciclette per mostrarci le bellezze del luogo. Ecco, appunto, le biciclette: in Olanda le bici sembrano dominanti su tutto! Ci sono pochissime macchine e il traffico è praticamente inesistente; tutto questo sembra meraviglioso ma il prezzo da pagare all’inizio, per i pedoni stranieri, è che le piste ciclabili sono i marciapiedi e si deve fare attenzione a non essere investiti. Dopo un po’ ci si abitua.

 Punto nevralgico di Utrecht è la Domtoren, la torre del duomo, un’imponente struttura alta 112 m, con oltre 400 scalini, che domina la città e da cui nelle belle giornate si può scorgere Amsterdam. Non mancano numerosi canali costeggiati da case colorate e da miriadi di biciclette. Se ci spostiamo nei vicoletti ci si può muovere con una certa scioltezza e il caos di Amsterdam è solo un ricordo. La sera siamo usciti a bere qualcosa: le strade si fanno abbastanza deserte, anche se c’è sempre qualche studente universitario che gironzola; ognuno si fa i fatti suoi e rispetta gli altri.

La città illuminata di notte è ancora più magica, specialmente il duomo, che spicca, e i bei canali illuminati da riflessi di luci di ogni colore. Insomma Utrecht è consigliata per chi vuole fare un viaggio culturale e rilassante, ma non per chi si aspetta feste, discoteche, o caos dalla mattina alla sera (anche se nel weekend la città effettivamente si anima); inoltre questa città rappresenta il vero spirito della nazione perché è qui che è nata la prima idea unitaria che ha portato alla fine del Cinquecento all’indipendenza dalla Spagna.

Con un budget tutto sommato modesto si può organizzare un bel week end!

Una notazione finale di un turista romano: sapevate perché questa città si chiama Utrecht? Siamo nel 47 d.C., il nome deriva da Traiectum ad Renum, la citta era un avamposto fortificato fondato dai Romani, un castellum, ai confini dell’Impero Romano, posto a sorveglianza di un punto di attraversamento del grande fiume dei Paesi Bassi…

Paolo Riggio

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