NAPOLI – Eccomi alla Pasticceria Pintauro, da quasi 250 anni nel cuore della cittá, dove é un piacere scoprire le tradizioni attraverso i suoi sapori. E provare per la prima volta, oltre l’iconica sfogliatella napoletana, le nuove coviglie.
Dal mio punto di vista, Napoli è una città speciale, piuttosto difficile da descrivere. È caotica, intensa e vibrante… ma, prima di tutto, profondamente unica e autentica. Tra il via vai delle sue strade, gli edifici ricchi di storia e l’autenticità della sua gente, la gastronomia occupa un posto speciale. E se c’è un nome che rappresenta questa identità, è senza dubbio Pasticceria Pintauro, una delle pasticcerie storiche più iconiche della città.
Situata nella celebre Via Toledo, Pintauro non è soltanto una pasticceria: è un simbolo della tradizione napoletana, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato per continuare a offrire i sapori di sempre.

Quasi 250 anni di storia
Quando sono arrivata, ho avuto la sensazione di aver fatto un viaggio nel tempo, perché la storia della Pasticceria Pintauro inizia quasi 250 anni fa, in una Napoli completamente diversa, nel lontano 1785, quando il pasticciere Pasquale Pintauro portò nel cuore di Napoli una ricetta ispirata al dolce conventuale Santa Rosa, appresa, secondo la tradizione, da una sua zia, badessa di un convento della Costiera Amalfitana.
Da quella ricetta nacque la sfogliatella napoletana così come la conosciamo oggi, destinata a diventare uno dei simboli gastronomici più rappresentativi della città.
Con il passare dei secoli, Pintauro è diventata molto più di una semplice pasticceria: un punto di riferimento per i napoletani. Davanti alle sue vetrine sono passate intere generazioni, gustando una sfogliatella appena sfornata, una pastiera nel periodo pasquale o una zeppola nel giorno di San Giuseppe.

Custodire il passato, guardare al futuro
Oggi la pasticceria è guidata da Francesco Bernardo, insieme alla moglie Simona e al socio, il maestro pasticcere Davide Piterà, che hanno raccolto la sfida di preservare uno dei luoghi più storici e rappresentativi di Napoli.
La loro filosofia si riassume in tre parole: conservare, innovare e tramandare.
Le ricette storiche rimangono fedeli alla tradizione, le materie prime valorizzano il territorio e il laboratorio continua a essere il cuore pulsante della produzione quotidiana. Allo stesso tempo, nuove idee e tecniche permettono di innovare senza perdere l’anima artigianale che contraddistingue Pintauro da quasi due secoli e mezzo.
In questa nuova fase continua a essere presente anche Peppe Tomei, storico collaboratore della pasticceria per quasi quarant’anni e figura molto amata dai clienti, considerato una vera memoria vivente di Pintauro.

I dolci che raccontano la tradizione napoletana
Conoscete la coviglia ? Fresca, golosa, iconica. Più che essere un semplice semifreddo, la coviglia è un dolce che racconta secoli di cultura, gusto e identità della città per la quale Pasticceria Pintauro 1785, simbolo dell’arte dolciaria partenopea da oltre due secoli, ha deciso di creare una nuova linea fatta di ben undici deliziose varianti.
Con la sua consistenza soffice, spumosa e vellutata, a metà strada tra una mousse e un gelato, la coviglia è stata infatti per generazioni il dessert delle occasioni speciali. Amata anche da Matilde Serao, che la cita nei suoi scritti con definizioni più comprensibili al pubblico nazionale, rappresenta ancora oggi una delle espressioni più eleganti della tradizione dolciaria napoletana.
La nuova linea di coviglie, disponibile nello storico punto vendita di via Toledo, accanto ai gusti classici, come cioccolato e caffè, propone ben undici varianti, tra cui le originali versioni ispirate alla Sfogliatella Riccia e Frolla.

Realizzate artigianalmente secondo la ricetta storica, le nuove coviglie celebrano un dolce che affonda le sue radici tra il XVII e il XIX secolo. Con questa iniziativa, Pintauro conferma il proprio impegno nella valorizzazione della tradizione dolciaria napoletana, unendo storia, qualità e innovazione.

La pasticceria napoletana, però, cambia con il susseguirsi delle stagioni e delle ricorrenze.
A Pasqua, il dolce simbolo è la pastiera napoletana, preparata con ricotta, grano cotto e acqua di fiori d’arancio, emblema della primavera e della tradizione familiare.
Per la Festa di San Giuseppe, il 19 marzo, le vetrine si riempiono delle immancabili zeppole di San Giuseppe, uno dei dolci più amati dai napoletani.
Durante il Natale, invece, Pintauro propone tutti i grandi classici della tradizione, mantenendo vive ricette tramandate di generazione in generazione.
Accanto a queste specialità storiche, la pasticceria realizza anche nuove creazioni che dimostrano come innovazione e tradizione possano convivere in perfetto equilibrio.

Un’esperienza che sa di casa
Al di là della qualità dei suoi dolci, ciò che rende davvero speciale Pintauro è l’accoglienza.
Fin dal nostro arrivo siamo stati ricevuti con grande cordialità. Ci hanno raccontato la storia della pasticceria, l’origine delle ricette e il significato dei dolci legati alle diverse festività.
Abbiamo inoltre avuto il piacere di degustare alcune delle loro specialità, tutte preparate con una qualità eccellente.
Si percepiscono la passione, la dedizione e l’orgoglio di chi continua a portare avanti una tradizione che da quasi 250 anni rappresenta un punto di riferimento della pasticceria napoletana. In un mestiere impegnativo come questo, riescono a far sentire ogni cliente come a casa.

Molto più di una pasticceria
Pintauro non è semplicemente un luogo dove acquistare un dolce. È parte integrante del patrimonio culturale di Napoli. Le sue ricette, la sua storia e le persone che la mantengono viva trasformano ogni visita in un’esperienza che va ben oltre la gastronomia.
Uscire da lì con una sfogliatella ancora calda tra le mani è, probabilmente, uno dei modi più autentici per comprendere l’anima della città.
Ti abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca? Allora non perderti questa tappa imperdibile nel cuore di Napoli!
INFO: Via Toledo, 275 – 80132 Napoli. Dal lunedì alla domenica: 09:00 – 21:00.
“Pintauro non è soltanto una pasticceria: è un pezzo di Napoli, dove ogni dolce custodisce la storia, la tradizione e il calore di casa.”
Tutte le foto MyWhere©
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