Mondo gatto. Il gatto tra il tempo e lo spazio

Mondo gatto. Il gatto tra il tempo e lo spazio

MONDO – Ma siamo certi di conoscere i nostri gatti? Come consideriamo i nostri animali domestici? Che esigenze hanno? Consigli per passare una serata in casa con i propri amori umani in compagnia degli adorati felini.

Fin da quando ero piccolo ho sempre seguito animali o in casa di parenti o in casa dei miei genitori. Per molti anni ho convissuto con vari cani, tendenzialmente meticci e tutti adottati, compresi i trovatelli. Negli ultimi dieci anni, invece, la mia esperienza di rapporto con i quadrupedi si è indirizzata verso i gatti, per l’esattezza due. I gatti che convivono con noi da 12 anni sono due gatti neri. Provengono dalla Maremma, sono stati molto fortunati perché pur essendo stati abbandonati dalla loro mamma hanno avuto una signora che si è prodigata per mantenerli in vita nel modo migliore possibile. Sono nati nel maggio del 2008 e sono arrivati a Bologna nell’ottobre dello stesso anno. Essendo fratelli quasi gemelli ed essendo neri si trattava anche di individuare un nome adeguato alla loro presenza. Studiando attentamente la loro “identità”, il gatto più ciccio è stato chiamato Otello in omaggio al grande Moro shakespeariano e quello più magro, detto anche “il magrito”, è stato chiamato Obama.

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La figura del gatto nell’Antico Egitto

Voi vi chiederete: ma come mai? Il gatto, fin da piccolo, aveva un’andatura simile a Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco e quindi si muoveva come il presidente degli Stati Uniti d’America. Dato che a novembre dello stesso anno si sarebbero svolte le elezioni presidenziali americane, il gatto ha portato fortuna perché Obama è diventato presidente. Aggiungo a questa doverosa premessa che, pur essendo il gatto presente sulla terra da più di 3.000 anni e avendo riferimenti storici che vanno dall’antico Egitto alla Cina e al Giappone (quindi cultura Zen), Leonardo Da Vinci in un suo scritto dichiarò che il gatto è l’animale più intelligente che esiste al mondo, considerando però nel termine “animale” anche gli umani, ossia non solo i quadrupedi ma anche i bipedi.

Il gatto vive in una dimensione quotidiana che formalmente è reale ma di fatto è quasi surreale e oserei dire assolutamente filosofica. Il suo rapporto con il tempo e lo spazio, che si manifesta attraverso la conferma di abitudini e il cambio repentino delle medesime, è un approccio esclusivamente intellettuale.

Tradizionalmente tutti pensano che il gatto sia un essere anaffettivo, pigro e menefreghista. Il gatto in assoluto è un animale essenzialmente di affezione e non svolge attività che altri animali svolgono tranquillamente in un rapporto di grande dipendenza rispetto al padrone. Molti pensano che il gatto si conquisti dandogli da mangiare in continuazione. Non hanno capito che per il gatto il cibo è una specie di dovere quotidiano a cui il padrone deve assolvere senza pensare di ricevere in cambio affetto o comprensione. Lo stesso vale anche per le bevande.

L’atteggiamento trasversale che ha il gatto nei confronti delle persone con cui vive è basato sul fatto che lui è l’imperatore e non deve nemmeno dare ordini, deve essere servito e riverito a 360° durante tutto l’arco della giornata. Quando si accorge che è trascurato, per qualsiasi motivo o per qualsiasi piccola azione quotidiana, il gatto manifesta subito il suo dissenso attraverso una serie di comportamenti che variano a seconda delle sue inclinazioni. È vero che il gatto è abitudinario e tende a occupare uno spazio prediletto in rapporto anche all’andamento delle ore della giornata, per cui studiando attentamente il suo comportamento vi accorgerete che a un determinato luogo o spazio occupato da lui corrisponde anche una determinata fascia oraria. La varietà degli spazi occupati corrisponde come ad una moltiplicazione delle abitudini, che non sono un’entità singola ed autonoma ma fanno parte di una specie di sequenza che viene riprodotta con attenzione e precisione ogni giorno.

Consiglio sempre a chi decide di prendere un gatto di prenderne due, non solo per questioni psicologiche fra loro, nel senso che si fanno compagnia, ma perché vi accorgerete che nella gestione proprio degli spazi e del tempo quotidiano si creano anche delle situazioni di sana competizione che vanno però ad arricchire il rapporto di affezione con i rispettivi padroni. Il posizionamento del gatto durante la giornata varia anche molto in base al clima. Le persone sono tendenziialmente vittime del clima e molti subiscono anche gli influssi negativi del medesimo. Il gatto invece cerca di sfruttare al massimo il miglior clima per la sua miglior posizione, quindi se c’è un raggio di sole che entra in casa e colpisce un determinato punto della sala, per il gatto diventa naturale posizionarsi in quel punto dove viene riscaldato dal raggio del sole. Appena il calore del sole svanisce, il gatto troverà un’altra situazione, per esempio sotto al pavimento dove passano i tubi del riscaldamento per essere coccolato da quel tepore.

Il gatto non ama necessariamente che le persone che vivono con lui si occupino di lui in continuazione a fargli le carezze ma tendenzialmente decide lui come stare vicino alle persone, in che posizione e in che orario della giornata. Per cui se voi state leggendo su un divano o una poltrona, il gatto si appollaierà in una parte del divano o nella poltrona di fronte per guardarvi o dormire e comunque farvi compagnia, secondo i suoi desideri, che non coincidono mai coi nostri.

Quando poi arriva la notte, dove non necessariamente il gatto ha l’obbligo di dormire, dato che passa 16 ore al giorno a dormire, gradirà starvi vicino nel letto. L’animale in questione sceglie sempre una persona su cui orientarsi e fare sentire la propria presenza. In questo caso dato che non gli dò molto spazio, si dirige verso la mia fidanzata, la quale essendo molto tollerante e liberale gli permette di posizionarsi come decide lui, molte volte creando problemi oggettivi alla sua posizone per il sonno  notturno, ma questo fa parte dei ruoli e del gioco delle “parti”. Siccome vi ho detto sin dall’inizio che i gatti sono due, l’altro gatto se a una certa ora della notte decide di salire sul letto, si posiziona in una zona che non deve assolutamente confliggere con suo fratello, ma nel rispetto delle “utenze” affettive. Ci troveremo quindi con un gatto posizionato in un modo e con l’altro gatto situato all’opposto, neanche in simmetria ma quasi in contrapposizione. Tutto questo però determina una grande armonia tra i pelosi quadrupedi e i bipedi umani.

Nel sistema quotidiano di ristorazione, a parte il cibo che il gatto considera un dovere nei suoi confronti e non un diritto, e quindi smentisce clamorosamente la tesi che il gatto si conquista col cibo, apprezza molto il sistema “idrico” che serve a permettergli di bere in ogni punto della casa e ad ogni ora. Abbiamo sistemato delle ciotole piene di acqua fresca che viene cambiata al mattino in almeno 6/7 punti della casa, avendo studiato il percorso del gatto all’interno dell’abitazione. Lui apprezza molto il fatto di trovarsi in una determinata situazione e di avere la ciotola piena d’acqua senza dover fare metri aggiuntivi di camminata. Le ciotole, per divertimento quotidiano, sono state denominate “i bar dei gatti”. Loro amano molto comunque posizionarsi in spazi più alti possibili, data la loro natura estremamente selettiva per cui il bipede umano dev’essere sempre guardato dall’alto al basso. In questo modo però si riescono ad accarezzare meglio e non oppongono resistenza davanti alle coccole più invasive, come per esempio posizionare il gatto sulla schiena e aprirlo come un pollo.
Uno dei punti più delicati ma che dà maggior soddisfazione per le coccole è il “pancillo”. Il gatto permette di essere accarezzato solo se ha maturato nel tempo una lunga intimità, complicità e fiducia nei confronti dell’essere umano che pratica la coccola. Il gatto odia le barriere architettoniche che gli impediscono di muoversi liberamente all’interno della casa, per cui ogni porta chiusa è un’offesa alla sua intelligenza migratoria.

Per ora sinceramente mi fermerei con queste considerazioni sui gatti, anche perché ho in previsione altri articoli che riguardano il gatto nel cinema e nell’arte; per non dimenticare poi il gatto nella storia e i personaggi famosi che hanno legato il loro comportamento anche a molti gatti. Riusciremo a fare anche un piccolo focus su particolari nicchie legate alla storia dei gatti come l’origine antica del gatto, tra Egitto, Cina e Giappone, e il gatto sulle navi. E lo sguardo e gli occhi del gatto?

Arrivederci al prossimo gatto.

Federico Grilli

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3 Responses to "Mondo gatto. Il gatto tra il tempo e lo spazio"

  1. Livio   15 Febbraio 2020 at 23:59

    Quest’articolo mi ha fatto morir dal ridere! È proprio così! In tanti comportamenti ho rivisto il mio micio

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  2. Cinzia   16 Febbraio 2020 at 00:02

    Tutte le mie amiche hanno gatti, io non li ho mai sopportati fino al giorno che, quasi “costretta” ne ho adottato uno…niente di più tenero e “necessario” di un micetto coccoloso!

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  3. Melissa Turchi
    Melissa   17 Febbraio 2020 at 10:54

    Li amo, adoro i gatti, anche se non li posso tenere in casa con me perché sono purtroppo allergica. Aspetto con curiosità i tuoi prossimi articoli!

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