Quanti “previdero” il Coronavirus? – Parte 2. Le Profezie di Nostradamus e Baba Vanga

Quanti “previdero” il Coronavirus? – Parte 2. Le Profezie di Nostradamus e Baba Vanga

MONDO – Dopo aver riletto il libro Profezie, della sensitiva canadese scomparsa Sylvia Browne, (nella parte 1) prosegue il nostro viaggio nell’ignoto, alla ricerca delle fonti che avrebbero previsto l’epidemia di Coronavirus con anni di anticipo. Nel caso che stiamo per esaminare, gli anni sono addirittura secoli. Oggi, Giornata Mondiale del Libro, stiamo infatti per riaprire il testo di profezie lasciatoci dal veggente per antonomasia, ma non solo…

Quando si parla di profezie difficilmente si può eludere un nome che da oltre cinquecento anni non cessa di suscitare interesse misto a inquietudine. Ci riferiamo ovviamente a quello di Michel de Nostredame, meglio noto nella forma latinizzata Nostradamus. L’astrologo, scrittore, farmacista e speziale francese, è considerato come uno tra i più importanti scrittori di profezie della storia, al pari di San Malachia. È principalmente noto per le sue quartine in rima, raccolte in gruppi di cento, nel libro Centuries et prophéties (1555). Secondo molti, Nostradamus avrebbe previsto numerosi eventi significativi nella storia dell’umanità, tra cui la Rivoluzione Francese, la bomba atomica, il nazismo e perfino gli attentati alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. All’inizio di ogni anno, il nome del veggente d’Oltralpe fa sistematicamente la sua ricomparsa su giornali e blog, che dispensano per i 12 mesi a venire collegamenti a iosa tra i criptici versi delle centurie e una massiccia dose di sciagure. Il 2020, in quanto anno bisestile, non poteva fare eccezione e anzi si apriva a gennaio all’insegna delle peggiori aspettative. L’inizio della Terza Guerra Mondiale, una crisi economica più grave di quella del 2008 per i Paesi dell’area d’influenza del dollaro, una misteriosa malattia che potrebbe colpire Donald Trump, l’omcidio di Vladimir Putin, dei gravi cambiamenti climatici e la scomparsa dell’anziana Regina Elisabetta II d’Inghilterra, sono stati solo alcune delle nefaste previsioni attribuite a Nostradamus per l’anno in corso da una schiera di esegeti più o meno improvvisati. In effetti il 2020 è iniziato con delle forti tensioni tra USA e Iran, che hanno tenuto il mondo col fiato sospeso per molti giorni. Anche dopo una complicata de-escalation, gli equilibri geopolitici internazionali restano tesi, con la contrapposizione tra le grandi potenze occidentali e la crescente ascesa economica dei quelle orientali. In un simile quadro generale si inseriscono le tesi complottistiche che vedrebbero nel Coronavirus un’arma batteriologica utilizzata a discapito di milioni di persone nel quadro di una guerra non convenzionale. Si tratta ovviamente di costrutti teorici che non trovano alcun fondamento ufficiale. Eppure circolavano ben prima che giungessero le recentissime e discusse dichiarazioni del virologo e Premio Nobel per la medicina nel 2008, Luc Montagnier, secondo cui il Covid 19 avrebbe certamente subito delle manipolazioni da parte dell’uomo. Un lavoro di professionisti, di biologi molecolari. È un lavoro da orologiai – ha detto lo scienziato francese. Montagnier è apparso convinto che al genoma del Coronavirus siano state aggiunte artificialmente alcune sequenze del virus dell’HIV e della malaria. Lo scopo non sarebbe chiaro, ma il Premio Nobel suppone che la manipolazione umana sia avvenuta durante la ricerca di un vaccino per l’AIDS. Pare inoltre che altri scienziati, tra cui un gruppo di ricercatori indiani, siano giunti a conclusioni non troppo dissimili da quelle di Montagnier, ma che siano stati presto costretti da pressioni esterne a ritirare e ritrattare i risultati dei loro studi. Nel frattempo diversi giornalisti italiani, fra cui Mario Giordano, nel corso della puntata della puntata di martedì 21 della trasmissione di approfondimento politico Fuori dal Coro, in onda su Rete 4, hanno ricollegato le dichiarazioni del Premio Nobel con il contenuto di un servizio mostrato su Rai 3 dal telegiornale scientifico Leonardo nel 2015. Il servizio parlava in effetti di un esperimento effettuato da alcuni scienziati cinesi, che avevano creato un “supervirus” polmonare da pipistrelli e topi per motivi di studio.

Lasciamo però momentaneamente il nebuloso tema delle origini del Coronavirus, per tornare alle ancor più oscure Profezie di Nostradamus. In questi giorni non sono mancati articoli, soprattutto di testate online, secondo i quali il profeta del XVI secolo avrebbe previsto per il 2020 anche una misteriosa epidemia. Non occorre essere degli ermeneuti né degli esperti delle centurie per rendersi conto che esse non riportano date precise, se non in due o tre casi, in cui peraltro non sembrano corrispondere a eventi verificatisi. Le quartine in cui potremmo cogliere riferimenti all’epidemia attuale non fanno eccezione. Nella centuria II, quartina 53, troviamo:

La grande peste di città marittima

Non cesserà fino a che morte non sarà vendicata

Di giusto sangue, da prigioniero (condannato?), senza crimine

Della grande dama per dissimulazione non oltraggiata

Oltre all’espressione iniziale che fa esplicita menzione di una grande peste, non è facile riscontrare elementi riconducibili all’attuale pandemia. Wuhan, la città cinese da cui è iniziata la diffusione del virus, pare infatti difficilmente identificabile con la città marittima della centuria, trovandosi essa a seicento chilometri dal mare. Allargando le maglie della nostra analisi, potremmo cercare attinenze con la situazione che stiamo vivendo nel fatto che, secondo le spiegazioni ufficiali, l’epidemia da Coronavirus avrebbe avuto origine in un mercato del pesce di Wuhan, dove animali selvatici fra cui i pipistrelli e serpenti (da cui si ritiene che il virus si sia diffuso nell’uomo) sono trafficati illegalmente. Ciò spiegherebbe la presenza riferimento al mare nella quartina 53. Il Covid 19 appartiene alla famiglia dei Sars Coronavirus, la cui preponderanza di casi di contagio nei primi anni 2000 furono ad Hong Kong, città portuale cinese che potrebbe anch’essa essere identificata con la città marittima menzionata dal veggente del Cinquecento. Potremmo azzardare interpretazioni anche sull’espressione grande dama presente nell’ultima parte della quartina. Era infatti una donna, Wu Yi, che all’epoca della prima esplosione del virus Sars era Vice-Primo Ministro e Ministro della Santità in Cina ed ebbe un ruolo fondamentale nel contenimento dell’epidemia. Anche alla luce di queste considerazioni, tuttavia, la nebbia che avvolge le profezie di Nostradamus sembra lontana dal dissiparsi.

profezieAltri riferimenti ad epidemie ricorrono in tre quartine della III centuria, ove ad essere falcidiate da una peste e da altre catastrofi sono soprattutto l’Italia e la Francia. La quartina 19 dice infatti:

Sangue e latte in Lucca, pioverà,

Del pretore un po’ prima del cambiamento,

Fame e sete, guerra, gran peste si vedrà

Dove rettor e loro principe lontano morirà.

Nella quartina 56 un’epidemia indicata ancora genericamente con il termine peste, è evocata accanto a guerre e gravi eventi atmosferici, interessando soprattutto la Francia:

Montauban, Avignon e Beziers,

A fine marzo peste, tuono e grandine:

Di Parigi ponte, Lione mura, Montpellier,

Da sei cento e sette XXIII parti.

Di portata più globale è infine la quartina 75 dice, dove viene menzionata anche la Spagna, nel quadro di gravi emergenze:

Pau, Verona, Vicenza, Saragozza,

Di sangue terre irrorate da lunghe spade:

Al gran guscio peste immensa verrà,

Soccorsi vicini (ma veri) rimedi ben lontani.

Quello che appare più evidente dalla lettura di questi passi è che Nostradamus fosse un uomo del suo tempo. Nel sedicesimo secolo la peste era praticamente una compagna di viaggio, per non parlare delle guerre. Inoltre il grande veggente era prima di tutto un medico, molto probabilmente impegnato in prima linea nella cura delle pestilenze. Le profezie di Nostradamus sono scritte in linguaggio poetico-allegorico. Siamo noi ad averle trasformate in qualcosa che evidentemente non sono. Esse sono talmente ambigue e generiche che anche laddove si possiedano i migliori strumenti ermeneutici, è davvero semplice leggervi dentro quello che si vuole. Soprattutto, il collegamento col reale diventa praticabile solo una volta che gli eventi si siano verificati. Mai prima.

profezie di nostradamusAlcune delle previsioni attribuite al chiaroveggente francese per il 2020 sembrano collimare con quelle di un’altra misteriosa figura, definita Balkan Nostradamus, la Nostradamus dei Balcani. Stiamo parlando della medium ed erborista bulgara Baba Vanga, scomparsa nel 1996 all’età di 84 anni. Anche lei avrebbe previsto importanti eventi del come il crollo dell’Unione Sovietica, il già ricordato 11 settembre e la Brexit, mentre avrebbe parlato di grandi cambiamenti per l’umanità entro il 2023, a causa di mutamenti astronomici dell’orbita terrestre. Per il futuro più remoto, pare che Baba Vanga abbia previsto entro il 2100 la costruzione di un sole artificiale da parte dell’uomo e la fusione, pochi anni dopo, tra gli umani e le macchine, da cui deriverà un’unica coscienza e la fine delle malattie e dell’invecchiamento. Le previsioni della mistica si estendono sino alla colonizzazione di altri pianeti. Le guerre che avranno devastato la Terra ci costringeranno infatti abbandonarla, finché i conflitti diverranno interplanetari. Secondo Baba Vanga, Marte rivendicherà la sua indipendenza dall’ormai ex Pianeta Blu entro il 2183. Ad arricchire l’alone di suggestione intorno alla veggente balcana è la sua cecità, che ne accomuna l’immagine alle rappresentazioni di personaggi che si perdono nel mito, come Omero e Tiresia. Si racconta che a conferire a Vanga il suo aspetto sia stato un tornado che l’avrebbe travolta in gioventù, scagliandola in un campo poco distante dalla sua abitazione. Secondo i testimoni, la ragazza fu ritrovata in stato di shock dopo molte ore di ricerca. I suoi occhi erano coperti di sabbia e polvere e il dolore le impediva di riaprirli. A causa delle deboli disponibilità finanziarie della famiglia, Vanga poté ricevere soltanto delle cure mediche parziali e le gravi ferite riportate nell’incidente determinarono una progressiva perdita della vista. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Baba Vanga avrebbe cominciato a manifestare abilità di chiaroveggenza e cura, che le attrassero un credito crescente da parte di persone comuni e non solo. Per il 2020, la veggente bulgara avrebbe previsto, come  si dice per Nostradamus, una grave crisi economica, la malattia del Presidente Trump e profezie di nostradamusla morte del Presidente russo Putin, per mano di persone a lui vicine. Neshka Stefanova Robeva, allenatrice di diverse ginnaste ritmiche bulgare poi diventate campionesse, afferma di aver incontrato l’anziana Vanga nel 1996, poco tempo prima della sua morte. Su un suo profilo social, Robeva ha scritto: La zia Vanga ha predetto durante il nostro incontro anni fa ‘Neshka, la Corona ci sarà addosso’. Non avevo capito cosa significassero quelle parole allora. L’allenatrice bulgara avrebbe inizialmente pensato, infatti, che la veggente si riferisse al fatto che il suo Paese sarebbe finito sotto una forte influenza della Russia, dato che corona è la parola bulgara che indica tutela ed è sinonimo di leadership russa in Bulgaria. Solo oggi si sarebbe resa conto che la frase di Baba Vanga alludesse in realtà all’influenza cinese. Il nostro abuso del condizionale sin qui è motivato da quanto segue. Diversamente dal caso di Nostradamus, le profezie di Vanga, che si estenderebbero sino all’anno 5079, sono afflitte dal grosso limite di non essere sottoponibili ad alcun vaglio critico. Ciò per il fatto che la veggente era quasi completamente analfabeta e non ha ovviamente lasciato nulla di scritto. Tutto quanto le si attribuisce viene riferito dai sedicenti seguaci, a cui nulla vieta di modificare il contenuto delle presunte previsioni alla bisogna. L’unica fonte che darebbe parziale concretezza a dei contenuti altrimenti affidati alla sola cultura orale e aurale, è un libro pubblicato nel 2010 e intitolato The Weiser Field Guide to the Paranormal. Nel testo si legge che Baba Vanga avrebbe previsto, fra le altre cose, il disastro di Chernobyl, la data corretta della morte di Stalin, l’affondamento del sottomarino russo Kursk e le tensioni fra USA e Corea del Nord.

La terza parte della nostra ricerca nel mistero proseguirà presto con un nuovo salto nel tempo. Ci sposteremo nel 1981, quando fu pubblicato un libro dalla trama fantascientifica che mostra impressionanti coincidenze con il nostro 2020. La storia racconta infatti di un’arma batteriologica cinese dal nome per noi sinistro: Wuhan-400. Una circostanza fortuita dovuta semplicemente alla fervida fantasia di uno scrittore?

State con noi per saperne di più…

 

Stefano Maria Pantano

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