De Rossi e i 10 addii più commoventi della storia del calcio

De Rossi e i 10 addii più commoventi della storia del calcio

Che te ridi regazzi’?
So’ felice!
Perché sei felice?
C’ho la maglietta della Roma
Ma non è che è falsa?
Ma no, il numero l’ha cucito mia zia…
E se te dico che la indosserai più di seicento volte?
A me ne basterebbe una di partita.

ROMA – Daniele De Rossi lascia la Roma al termine di un viaggio incredibile, fatto di vittorie, sconfitte, cadute e risalite. Ripercorriamo la straziante serata dell’Olimpico e riviviamo insieme gli addii al calcio che non dimenticheremo mai.

Il calcio è sempre emozionante ma ci sono momenti più emozionanti di altri. In questi anni ne abbiamo viste di tutti i colori, da partite che sembravano chiuse, ribaltate poi con imprese ad alto tasso di epica e poeticità, da outsider che si trasformano in cigni e vincono contro tutti i pronostici, fino ad arrivare a shockanti colpi di mercato che nessuno, ma proprio nessuno si aspettava. La verità però è che chi ama questo sport, trova la massima soddisfazione nell’esaltazione del romanticismo. E quando si parla di calcio, non si può non essere romantici. Al diavolo i Liverpool-Barcellona 4-0, al diavolo il magico Leicester, al diavolo i Cristiano Ronaldo alla Juve, i momenti che ci rimarranno nel cuore più di ogni altro, saranno sempre gli addii delle grandi leggende del calcio!

Ciò che è avvenuto ieri sera allo Stadio Olimpico, è destinato a rimanere nel tempo. Daniele De Rossi ha giocato la sua ultima partita con la maglia della Roma, trasformando la casa dei tifosi giallorossi in una nuvola di dolore, una nuvola di dolore che, non poteva essere altrimenti, si è tramutata in pioggia, lacrime. Piangevano tutti, piangevano i bambini, i vecchi, le donne, i ragazzi. Quando il tuo idolo si ritira, è un po’ come quando perdi un amore, o quando devi rinunciare a qualcosa a cui tenevi molto. Percepisci il dolore dell’abbandono che si mischia con il sentimento di tutto ciò che è stato. Mentre Daniele consumava il suo ultimo giro di campo, accompagnato dalla moglie, dai figli, e soprattutto da Bruno Conti e Francesco Totti – a proposito, il pupone era il più provato di tutti, a dimostrazione che le voci su una rottura tra lui e Daniele sono spazzatura allo stato puro – la mente dei tifosi è stata attraversata da tutti quei momenti vissuti con lui. Ma non solo legati al calcio e alle sue imprese, no!

Tutti hanno ricordato ciò che De Rossi è stato nella loro vita. Pensate a un giovane padre per esempio, che ha iniziato da ragazzo a vedere De Rossi, ha incominciato a raccontarlo a suo figlio piccolo e poi magari gli ha regalato lo stesso poster che aveva in camera. O pensate a un giovane, che ha iniziato con il calcio con De Rossi e poi dopo 20 anni ha finito la sua giovinezza con il suo addio. Insomma, struggente è dire poco, e chi pensa che questo per i tifosi sia solo uno sport, dovrebbe vivere momenti del genere per capirne la vera, magica natura!

E allora, preparate i fazzoletti, perché tra poco cercheremo di fare un tuffo nel passato, recente o lontano, ricordando i 10 addii più commoventi della storia del calcio. Come direbbe Giovanni in Tre Uomini e una gamba “Non ce la faccio, troppi ricordi”, ma dopo una serata come quella dell’Olimpico ci sembra il minimo che possiamo fare.

CALCIO: I 10 ADDII CHE NON DIMENTICHEREMO MAI

Javier Zanetti

de rossi

“Nella mia vita da calciatore ho messo tanto impegno, in allenamento, in campo, nei rapporti con i tifosi, in palestra dopo gli infortuni, nelle attività della Fondazione PUPI, pensando che il calcio non sia solo lo sport più bello e il lavoro più felice, ma che il pallone, si giochi in Mondovisione o tra quattro amici, sia scuola di valori e sentimenti. Così mi ha insegnato mio padre quando lavoravo con lui da operaio. Così mi avete insegnato voi con il vostro affetto!
Cari tifosi dell’Inter, sarete sempre nel mio cuore, con i nostri colori, le nostre bandiere, il nostro stile. Spero di servire il club da dirigente come in campo con il numero 4, Capitano in campo e fuori. Nei giorni delle Coppe e nei giorni da dimenticare, siamo sempre stati insieme, da interisti, e sempre resteremo insieme.  Cari tifosi dell’Argentina, ho l’onore di avere vestito la maglia albiceleste da Capitano, aspetto con voi la nuova vittoria, sarò tifoso sempre, in prima linea, come da bambino a saltare sul divano di mamma a un gol”.

Francesco Totti

de rossi

“Mi levo la maglia per l’ultima volta, la piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai. Scusatemi se in questo periodo non ho chiarito i miei pensieri ma spegnere la luce non è facile, adesso ho paura, non è la stessa cosa che si prova davanti alla porta. Concedetemi un po’ di paura, stavolta sono io ad aver bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Solo con il vostro affetto riuscirò a buttarmi in una nuova avventura. Voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato accanto a me in questi anni, i tifosi, la Curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore, siete e sarete sempre nella mia vita. Smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e lascio adesso che sono un uomo. Sono orgoglioso e felice di avervi dato 28 anni di amore, vi amo!”.

Roberto Baggio

de rossi

“Per tutta la vita ho fatto in modo di rimanere il ragazzo che ero che amava il calcio e andava a letto stringendo al petto un pallone. Oggi ho solo qualche capello bianco in più, e tante vecchie cicatrici, ma i miei sogni sono sempre gli stessi. Coloro che fanno sforzi continui, sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e seguiteli. Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita ed è proprio questo che auguro a tutti voi ed ai miei figli.”

Alessandro Del Piero

de rossi

“Tutti i ricordi, tutte le gioie, tutti i trionfi e – per dirla tutta – anche qualche recente amarezza… oggi tutte queste immagini mi passano davanti e a un certo punto si appannano e si dissolvono in quell’abbraccio meraviglioso della mia ultima partita a Torino. Quella è la fotografia che racchiude tutto, l’istantanea che voglio portare sempre con me, quella che dal 13 maggio mi si è stampata nel cuore. Incancellabile. Qualche tempo fa, prima di partire per le vacanze, ho svuotato il mio armadietto a Vinovo e, uscendo dal campo d’allenamento, mi sono fermato là dove per molti mesi mi avete aspettato voi per un una foto, un autografo, un saluto… sotto la neve, il gelo, la pioggia, il sole che picchia. Ma questa volta sono io a salutarvi e a ringraziarvi, come voi avete fatto con me”.

Diego Armando Maradona

de rossi

“Il calcio resta la cosa più bella del mondo. Io ho sbagliato e ho pagato, ma questo non toglie niente alla bellezza del calcio. Grazie ai giocatori che sono venuti, grazie a Bielsa e Grondona, con quest’ultimo ho avuto divergenze, ma siamo umani. Grazie a questo tempio del calcio che è la bombonera, molti giocatori hanno avuto paura di giocare in questo stadio. Ma al mondo non esistono campi come questo. Ringrazio Dio per aver creato questo stadio e per avermi fatto del Boca. Fino alla morte sarò con voi e voglio dedicare questa emozione ale mie figlie che sono i miei occhi e la mia anima. Buonasera e grazie non potrò mai dimenticare questa giornata vi devo molto“.

Steven Gerrard

de rossi

“A tutti I miei tifosi, dire addio non è stato facile. Il Liverpool è stato parte della mia vita da quando avevo 8 anni e so che mi mancherà tantissimo. L’ultimo match ad Anfield contro il Crystal Palace e la gara contro lo Stoke City sono stati momenti indimenticabili, dal punto di vista delle emozioni, per me e per la mia famiglia. E’ stato un assoluto privilegio poter rappresentare questo club per così tanto tempo. Quando ero un bambino, giocando a pallone dalle parti di Ironside Road a Huyton, l’unica cosa che sognavo era vestire la maglia del Liverpool. Sognavo di indossarla almeno una volta e non avrei mai pensato di farlo per 710 volte in 17 anni.
Sono immensamente orgoglioso. Ho amato ogni minuto in cui ho giocato per i migliori tifosi del mondo. E’ stato un viaggio fantastico. Ci sono stati momenti alti e bassi, ma nonostante tutto voi mi avete sempre supportato e non lo dimenticherò mai. Il più alto, ovviamente, è stato a Istanbul 10 anni fa. La miglior serata della mia vita. Quando ho alzato al cielo la Champions non c’era uomo più orgoglioso di me sul pianeta. E voi ci avete dato una mano nella rimonta sul Milan. Non dimenticherò mai come ci aiutaste dopo quel primo tempo da incubo”.

Alex Ferguson

de rossi

“Il mio ritiro non significa la fine di questa squadra. Se ci pensate, i goal all’ultimo minuto e le rimonte fanno parte della storia di questo club. È stata un’esperienza incredibile gestirlo.Voglio anche ricordare come tutte le volte in cui sono stato male il club, lo staff e i giocatori mi sono stati vicini. Il vostro compito ora è quello di stare vicino al nuovo manager. Prima di salutarvi, voglio congratularmi con Paul Scholes che si ritira quest’oggi. È uno dei più grandi giocatori che questo club abbia mai avuto. Gli auguro un buon ritiro. Auguro anche a Darren Fletcher una pronta guarigione ed un veloce ritorno. Sai quanto sei bravo e forte. Non bisogna mai abbattersi. Voglio dire grazie alla famiglia Ferguson. Vi Amo, nipoti!”

Gianluigi Buffon

de rossi

“Seimilacentoundici giorni. Seimilacentoundici attimi di pura passione. Di gioia, di pianti, di sconfitte e di vittorie. Grazie. Grazie ad ognuno di voi. Perché ognuno di voi ha contribuito a rendere speciale ogni istante della mia vita in bianconero. Una vita che è diventata una seconda pelle. Una pelle che ho indossato, amato e rispettato. E che ho custodito e protetto con tutto me stesso. Con tutti i miei limiti, ma anche con tutta la passione che mi ha sempre accompagnato. Con oggi si conclude un percorso. Termina un libro che abbiamo scritto insieme. L’emozione è tanta. Troppa. Comincerà inevitabilmente un percorso nuovo. Un libro nuovo. Deve cominciare. Per la Juventus che rimarrà oltre qualunque calciatore, sempre! E che continuerà a scrivere altre pagine importanti del suo libro che io penso e immagino infinito. Perché il suo è un dna unico ed ineguagliabile. Irripetibile e magnifico. La Juve è una famiglia. La mia famiglia. E io non smetterò mai di amarla, ringraziarla e chiamarla “casa”. Perché mi ha dato tanto. Tutto. Sicuramente molto più di quanto io non abbia fatto nei suoi confronti”.

Daniele De Rossi

de rossi

“Grazie a Francesco. La fascia che ho indossato l’ho ricevuta dalle mani di un fratello, di un grande capitano e del calciatore più straordinario al quale io abbia mai visto indossare questa maglia. Non capita a tutti di giocare 16 anni accanto al proprio idolo. Riconsegno questa fascia, con rispetto, ad Alessandro. Un altro fratello che sono sicuro ne sia altrettanto degno”.

Andres Iniesta

de rossi

“Credo che dopo 22 anni io sappia cosa significhi essere un giocatore di questa squadra, che per me il miglior club del mondo. So quello che significhi la responsabilità di essere capitano di questa società. Pertanto, essendo onesto con me stesso e con il club che mi ha dato tutto, ho capito che la mia avventura al Barça si concluda qui. Non avrei potuto dare il meglio di me a livello fisico e mentale nei prossimi anni. Non mi sarei sentito abbastanza utile, importante e titolare, con le sensazioni positive che ho sempre avuto nel corso di tutti questi anni. È un giorno molto complicato per me, ma capisco che quello che viene dopo a volte è così. Non mi perdonerei di vivere una situazione difficile in un club che mi ha dato tutto. Non me lo meriterei io e non se lo meriterebbe neanche lo stesso Barcellona”.

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

15 Responses to "De Rossi e i 10 addii più commoventi della storia del calcio"

  1. Ubaldo Righetti   27 Maggio 2019 at 18:07

    L’addio di Totti è stato il più toccante di sempre. Anche chi non tifa Roma come me non può negarlo!

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  2. Cinzia Fabiani   27 Maggio 2019 at 19:08

    Come hai ragione! Anch’io non sono romanista ma l’addio di Totti è stato memorabile. E non si può non riconoscere il grande merito, la stima per un personaggio integro che conosce il valore vero dello sport.

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  3. Luca Settembrini   27 Maggio 2019 at 21:53

    Ieri ho visto a “che tempo che fa” con Fazio il grande Baggio. Anche lui ineguagliabile Campione con la C maiuscola.

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  4. Enrico   29 Maggio 2019 at 16:30

    Io credo che l’addio di De Rossi porterà a una crisi totale dell’ambiente roma. Non escludo un ottavo decimo posto il prossimo anno. Addirittura Gasperini ha preferito rimanere all’atalanta…

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  5. Enzo   29 Maggio 2019 at 16:31

    De Rossi unico, ma secondo me mandarlo via non è stato un errore così grossolano. Quest’anno ha giocato 10 partite ragazzi

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  6. Er Marpione   29 Maggio 2019 at 16:32

    Senza di lui lo spogliatoio diventerà una polveriera animata da ragazzini e bimbi minkia, segnatevelo

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  7. Quentin   29 Maggio 2019 at 16:34

    L’addio più commovente quello di Totti, quello più epico di Del Piero. Spesso critichiamo il nostro calcio, ma quando si tratta di tributare le leggende del nostro movimento con eventi unici e strappalacrime siamo i migliori

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  8. Kevin   29 Maggio 2019 at 16:34

    Paolo chi allenerà la roma secondo te il prossimo anno?

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  9. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   29 Maggio 2019 at 16:38

    Kevin credo che alla fine andrà Giampaolo. Molti fonti davano per certo Gasperini ma il suo rifiuto ormai è ufficiale. Giampaolo è un maestro di calcio, un tattico sopraffino ma non sono troppo convinto che un profilo come lui possa far bene in un ambiente come Roma. Forse avrei preferito Gattuso, un allenatore molto rigido e attento alle dinamiche dello spogliatoio. A Roma, nello spogliatoio giallorosso soprattutto, c’è bisogno di un codice etico, i dirigenti devono cercare di acquistare calciatori maturi e pronti a dare l’esempio.

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  10. Tommaso   29 Maggio 2019 at 16:40

    Non dimenticherò mai l’addio di Maradona, nessuno come lui

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    • Paolo Riggio
      Paolo Riggio   29 Maggio 2019 at 16:44

      Lui sarà sempre il numero 1!

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  11. Roberto Becchi   29 Maggio 2019 at 16:41

    Io preferisco Gattuso, serve uno con le palle che metta in riga sta banda di scappati di casa

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    • Paolo Riggio
      Paolo Riggio   29 Maggio 2019 at 16:44

      Giampaolo è sicuramente più esperto e ha un’identità di gioco più definita che potrebbe portare ad un bel gioco, ma Gattuso paradossalmente nonostante l’età lo reputo più pronto per una piazza del genere

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  12. Giulia   29 Maggio 2019 at 16:42

    De Rossi non ha mai chiesto le luci dei riflettori, giocava, vinceva, perdeva e piangeva solo per l’amore per la maglia e cmq ha solo 36 anni. A Totti l’hanno tenuto fino a 41 anni

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    • Paolo Riggio
      Paolo Riggio   29 Maggio 2019 at 16:43

      Sono d’accordo con te, De Rossi poteva farsi almeno un altro anno!

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